“La CIA si è affidata
all’anticomunismo viscerale della mafia per controllare l’Italia”. Victor
Marchetti (ex agente della CIA)
Il
fascista sociopatico Donald Trump ha rapito, emulando i sequestri di Cosa
Nostra, il legittimo presidente venezuelano Nicolas Maduro accusandolo,
senza uno straccio di prova, di narcotraffico. Nonostante ciò, il
coinvolgimento degli Stati Uniti nel traffico di droga è ampiamente
documentato, a partire dall’eccellente disamina di Gregorie Lalieu, Michel
Collon e Mohamed Hassanin “La
strategia del caos”. Leggiamo:
“Durante
la Guerra Fredda, la CIA condusse numerose operazioni segrete contro il
comunismo. Per evitare il controllo del Congresso sul suo bilancio, finanziò il
suo fondo per la corruzione con i proventi del narcotraffico. Questo le permise
di spendere il denaro a suo piacimento, in totale impunità.
Lo
storico Alfred W. McCoy ha scoperto prove evidenti degli stretti legami della
CIA con il narcotraffico: Sicilia, Marsiglia, Napoli, Laos, Birmania,
Afghanistan, Pakistan, cartelli latinoamericani… La CIA forniva ai signori
della droga armi, supporto politico e logistico, oltre a un’immunità di fatto.”
1
A
distanza di trent’anni, Washington, coadiuvata da Tel Aviv, è un regime
narco-imperialista (“narco-fascista” con Trump e Netanyahu). L’Ufficio
delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, nel 2009, stimava la
produzione di oppio afghana a 6.900 tonnellate, una quantità abnorme per
soddisfare la società cocainista e distopica creata dai neoconservatori.
Secondo Marcel Chouet, ex capo dell’intelligence francese, “il traffico
di droga in Afghanistan è controllato dall’esercito statunitense”. L’impero
statunitense d’Occidente, trasformando la DEA in una succursale della CIA,
ha utilizzato i narcotrafficanti come un esercito “segreto” del Pentagono, con
la finalità di globalizzare la dottrina della “guerra eterna”: il
narco-imperialismo USA contro le Resistenze antimperialiste.
Il
giornalista investigativo statunitense Douglas Valentine, attraverso
l’inchiesta intitolata “Operazione Doppia”, spiegò come gli apparati
della CIA infiltrarono la DEA:
“Nel 1977, circa 125 agenti della CIA erano stati infiltrati
nella DEA a tutti i livelli dell’organizzazione, facendo tutto il possibile,
dal traffico d’armi ad assassini politici. Ciò permise di mettere la DEA sotto
il controllo della CIA. La CIA rendeva le cose tanto difficili agli agenti
della DEA che agli inizi del 1977 il vice amministratore uscente della
Sicurezza, Dan Casey, inviò un memorandum di tre pagine all’amministratore
della DEA Peter Bensinger, esprimendo la sua preoccupazione per il ruolo della
CIA, il documento fu firmato da cinque capi del dipartimento. Bensinger ignorò
Casey, e tollerò la CIA. Poco prima di rinunciare, nel 1993, il capo della DEA
Robert Bonner, rivelò che la CIA aveva imbarcato nel 1990 una tonnellata di
cocaina pura a Miami, dal suo Centro Antinarcotici in Venezuela. La orwelliana
‘consegna controllata’ venne persa accidentalmente.” 2
Il neocons Marco Rubio (il quale ha recentemente abbracciato il fascismo trumpiano), soprannominato a Cuba “Narco Rubio”, è un prodotto di questa operazione: la creazione d’una sottoclasse dominata di provenienza ispanica dell’oligarchia finanziaria Anglo-Sionista (la nuova global class), per la proiezione nel ventunesimo secolo della Dottrina Monroe. Faccendieri e collaborazionisti.
Con l’amministrazione Bush la trasformazione della DEA in un Cavallo di Troia del deep state venne portato a compimento: il narcotraffico divenne un prolungamento del complesso militare-industriale USA, mentre gli agenti della DEA agivano come “agenti doppi” per ostacolare il cambiamento sociale nelle aree periferiche. Un covo di spie per individuare collaboratori, infiltrare i gangli vitali di uno Stato “non allineato” (com’è avvenuto di recente in Venezuela), oppure riorganizzare le reti clandestine di Gladio. Alla luce dell’odierna letteratura giornalistica, dobbiamo concludere che gli USA muovono più droga dei narcotrafficanti: dall’Operazione Blue Moon in Italia alle scorribande dell’ISIS contro la Siria baathista, il Pentagono ha contemplato di trasformare una porzione del pianeta in una immensa coltivazione di oppio.
La “guerra irregolare” contro il Venezuela chavista
Il rapimento di Nicolas Maduro ricalca i crimini del Mossad, una prassi delinquenziale compendiata nel manuale “Strategia del colpo di stato” (1968) del neocons Edward Luttwak. Trump non configura la morte del diritto internazionale, perché per Washington e Tel Aviv la giurisprudenza è come una sorta di contratto nullo: “nasce morto”. Rapimenti, omicidi mirati e destabilizzazione di Paesi sovrani (es. Iran e Venezuela); sono questi gli ultimi rantoli del fascismo ebraico, una corrente politica che, nel “secolo breve”, contemplò il genocidio in quanto opzione politica per poi elevarlo (dall’11 settembre 2001) a bisogno esistenziale. Lo Stato “per soli ebrei” è ciò che Cesare Lombroso chiamava un “delinquente nato”: contempla “il male per il male”.
Nel 2008, il Pentagono equiparò la “guerra irregolare” alla “guerra convenzionale” organizzando – come spiegai nell’articolo “Ombre e misteri nella morte di Chavez” (“L’Interferenza”, 8 giugno 2016) – la morte del presidente Hugo Chavez. Nel 2016, citando fonti prestigiose fra cui l’avvocato Eva Golinger, scrivevo:
“Un documento del Centro
per gli Studi Strategici dell’Esercito degli Stati Uniti del
2005, del colonnello Max Manwaring, intitolato “Il socialismo bolivariano del
Venezuela di Hugo Chavez e la guerra asimmetrica”, descrive il socialista
venezuelano come un ‘’concorrente intelligente’’ contro il quale bisognava
combattere in forma ‘’asimmetrica’’: un lento processo di destabilizzazione
delegato agli Stati vassalli di Washington (come la Colombia ) ed ai mercenari
locali (come i terroristi d’orientamento neonazista). Eva Golinger, in un suo
articolo, ricorda che gli analisti hanno a disposizione i Documenti dell’Esercito degli Stati
Uniti del 1948, parzialmente declassificati che ‘’mostrano come venne esplorata “la
possibilità di utilizzare veleni radioattivi per assassinare persone
importanti, come capi militari o civili”’’ 3. Per questa
ragione cita lo studio – su tale argomento – del giornalista Robert Burns
della Associated
Press il quale, già nel 2007, rivelò ad un pubblico purtroppo
ristretto che: ‘’Approvato
dai più alti livelli dell’esercito statunitense nel 1948, lo sforzo fu parte
della ricerca segreta dei militari per un nuovo concetto di guerra che
utilizzasse materiali radioattivi della bomba atomica per contaminare aree del
territorio nemico o da usare contro basi militari, fabbriche o truppe nemiche.
Tra i documenti comunicati all’Associated Press, una nota del 16 Dicembre 1948,
classificata segreta, descrive un programma intensivo per sviluppare una
varietà di materiali radioattivi per usi militari… La quarta delle priorità
erano ‘munizioni per attaccare individui’ con agenti radioattivi per i quali
‘non esiste cura o terapia’’ 4. Domanda: possiamo dedurne che
la ‘’strana’’ morte di Hugo Chavez rientri in una operazione – terroristica –
di questo tipo? Abbiamo sufficienti elementi (e prove) per affermare ciò?” 3
Il presidente Barack Obama, Premio Nobel per la Guerra, dopo
aver bombardato sette Paesi poverissimi, si macchiò di un crimine orrendo
misconosciuto al “giornalismo di regime”: la sperimentazione dell’arma
biochimica (un’arma di nuova generazione, sviluppata nel laboratorio militare
di Fort Detrick) contro un avversario politico. Netanyahu in Iran (col Mossad
che ha infiltrato le manifestazioni anti-governative, facendole degenerare in
aggressioni armate) e Trump in Venezuela ricalcano una visione del mondo
analoga: il suprematismo ebraico e l’eccezionalismo USA, un modo d’intendere la
conflittualità geopolitica non dissimile da quello dei nazisti.
Gli Stati Uniti e l’entità sionista sono ai vertici di un
sistema predatorio, un regime di sfruttamento che merita di affondare, come
diceva Fidel Castro, nel suo stesso fango.
https://investigaction.net/les-etats-unis-et-le-trafic-de-drogue/
https://www.storiauniversale.it/35-il-narcotraffico-come-arma-economica-militare-e-politica-della-cia.htm
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