Caro Fratoianni ti scrivo


Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

So che Fratoianni non mi leggerà mai ed è un peccato. Perché anche se sono un semplice elettore e, per ora, ancora tesserato, vorrei dire che il Paese ha bisogno ora più che mai di una sinistra meno timorosa nel portare avanti i valori della sinistra, a partire dalla solidarietà tra i popoli, il no alla guerra e alla doppia morale che vede aggressori ed aggrediti secondo le convenienze politiche (che poi spesso di conveniente non hanno nulla) e le alleanze. Vorrei una SI che si battesse per l’uscita dell’Italia dalla NATO e della NATO dall’Italia, ZERO spese militari, patrimoniale, abolizione sanzioni alla Russia, interruzione dei rapporti istituzionali, commerciali, industriali con lo stato canaglia, criminale, terrorista e genocida di Israele, interruzione dell’invio di soldi e armi all’Ucraina, solidarietà al popolo dell’Iran! No al campo largo con servi di “sinistra” che poco o nulla hanno di diverso da quelli di centro e di destra! Vorrei una sinistra che si battesse per la neutralizzazione delle sanzioni a Francesca Albanese, cittadina italiana ed europea! Attenzione perché il campo largo col mostro a tre teste del PD, col democristiano cerchiobottista Conte contrario alla patrimoniale e ancora per le sanzioni alla Russia, per non parlare di Calenda, Renzi ecc… i voti questo campo largo appunto ve li fa perdere, non guadagnare!

Ho sentito più di una volta dire, anche da SI, noi non mettiamo veti. Dovete metterli invece! Sui punti sopra, a cui vanno aggiunti sanità, scuola e università, ricerca e acqua pubbliche, messa in sicurezza del territorio e sviluppo delle infrastrutture su TUTTO il territorio nazionale, dando precedenza alle aree del Mezzogiorno colpevolmente trascurate da tutti i governi dall’unità d’Italia in poi. Su questi punti – dicevo – deve esserci TOTALE convergenza! Non abbiate paura! E, piuttosto, temete la stanchezza e la sfiducia degli elettori come me (e ce ne sono tanti!) che se fallite questo obiettivo, non vi rinnoveranno alcuna fiducia e non vi perdoneranno mai l’ennesimo fallimento. Perché la colpa di un eventuale, sciagurato, nuovo successo delle destre sarà SOLO VOSTRO!
Michele Martucci

Manovra, Fratoianni: “Salari fermi e povertà. Così crescono le  disuguaglianze” - la Repubblica

Fonte foto: da Google

16 commenti per “Caro Fratoianni ti scrivo

  1. Piero
    4 Aprile 2026 at 14:51

    Mi immagino i tormenti che susciterà tale missiva a Fratoianni e consorte…

    • Fabrizio Marchi
      4 Aprile 2026 at 15:17

      🙂 🙂 🙂

    • Michele Martucci
      4 Aprile 2026 at 17:05

      Non so se farebbero bene a tormentarsi o a fregarsene: dipende se per loro è più forte l’interesse per l’opinione di un tesserato, oltre che semplice elettore, o la consapevolezza ed il disinteresse per averlo perso quell’elettore tesserato.

  2. Aliquis
    5 Aprile 2026 at 5:54

    Ma, forse andrebbe indirizzato piu’ a Schlein o a Conte. AVS e’ un partito minore nella coalizione. I compromessi, soprattutto con la legge elettorale, sono inevitabili.

  3. Giulio Bonali
    5 Aprile 2026 at 8:10

    Visto che come testata telematica (per gli anglomani “on-line”) avete “sposato” la Wagenknecht, mi piacerebbe sapere se costei sulle guerre del Donbass e del medio oriente e sul genocidio sionista dei Palestinesi la pensa diversamente dai fratoianni della pseudo-“””sinistra””” che più destra non si può (non può esserlo nemmeno nemmeno la destra sincera senza virgolette, che é il pan bagnato mentre loro sono la zuppa fra cui ci fanno “””liberamente””” scegliere alle elezioni.
    E’ un po’ che “non la si sente”, e sono propenso a seguire in proposito il consiglio di uno che di peccatacci se ne intendeva e sosteneva che a pensar male si fa peccato ma di solito ci si indovina…
    Comunque da razionalista ed ottimista della volontà (in giusta dose, almeno nelle mie intenzioni) sono sempre pronto a cambiare le mie valutazioni e scelte …se avessi (ma di quale periodo ipotetico si tratta?) fondati motivi empirici o logici per farlo.
    Il pessimismo della ragione mi dice che oggi il pericolo maggiore per chi sia realmente di sinistra non é, come pretenderebbero moltissimi ottimisti eccessivi della volontà, richiudersi in uno sterile massimalismo inane (pericolo peraltro sempre incombente, com’ é ovvio), ma non rendersi conto realisticamente del livello al quale siamo effettivamente ridotti nei rapporti di fora nella lotta di classe e coltivare ulteriori illusioni (che dopo le infinite delusioni subite sarebbe decisamente imperdonabile) che alleandosi con nemici del popolo “da trattamento alla Robespierre-Stalin” come le schlein ma anche i fratoianni (e le wagenknechte?) si possa fare qualche pur minimo passo in avanti, anziché ulteriori passi indietro, contribuendo a consolidare la narrazione del “there’ s no alternative” (non essendo un anglofobo ma solo un incazzatssimo amante della mia splendida lingua italiana quotidianamente violentata dall’ inglesorum maccheronico di pubblicitari, economisti, giornalisti, giutti dello spettacolo vari nella colpevole indifferenza di chi dovrebbe proteggerla, quando “ci vuole” non ho problemi ad usare citazioni in lingua originale).

    • Fabrizio Marchi
      5 Aprile 2026 at 11:04

      Veramente non abbiamo sposato nessuno. Abbiamo osservato con attenzione il BSW (il partito guidato da Sarah Wagenknecht) perchè poteva rappresentare una novità e una rottura – pur con tutte le contraddizioni e i limiti che abbiamo più volte sottolineato – nel panorama desolante della “sinistra” liberal o radical europea. Così non è stato, perchè anche il BSW ha scelto una linea ambigua ed ondivaga, arrivando ad andare al governo in alcuni lander tedeschi con la SPD e credo anche la CDU. Poi la sconfitta elettorale che per una manciata di voti gli ha impedito di entrare al Bundestag. Sconfitta dovuta al fatto che la Die Linke (la “sinistra” radical tedesca) è stata strumentalmente pompatissima dai media proprio per togliere voti alla Wagenknecht. Non ho più notizie da tempo sul BSW, in ogni caso non credo proprio (e non so dove tu possa ipotizzare una cosa simile) che il BSW non appoggi la lotta dei palestinesi. E sulla guerra russo-ucraina una delle ragioni per cui fu osteggiata fu proprio perchè voleva porre fine all’atteggiamento guerrafondaio della Germania nei confronti della Russia e arrivare ad una soluzione politica del conflitto.
      Per il resto, nessuno di noi è sfiorato neanche minimamente dall’idea che si possano avere come compagni di strada Schlein e Fratoianni. Forse ti è sfuggito (dico forse perchè non mi sembri in buona fede a giudicare dal tono provocatorio delle tue parole…), ma l’articolo in oggetto è in realtà una lettera che un nostro lettore, evidentemente iscritto ad AVS, ci ha inviato affinchè fosse pubblicata. Mi auguro che prenda la decisione giusta, e cioè mollare AVS.
      Saluti.

  4. Giulio Bonali
    5 Aprile 2026 at 13:09

    Caro (senza virgolette, nemmeno sottintese!) Fabrizio, sottolineando il fatto che le virgolette vanno tenute in considerazione e non ignorate (x questo spesso le impiego triplicate), apprendo con sincero piacere e approvazione che dopo averla (tra virgolette) “””sposata”””, avete “””divorziato””” dalla Wagenknecht.

    Il fatto che da tempo, con tutto ciò che sta succedendo (!), non si abbiano notizie di quest’ ultima non può che rafforzare la mia tendenza a pensarne “andreottianamente” male.
    Le sue ultime prese di posizione (risalenti a parecchi mesi fa) che ricordo sulla guerra nel Donbass e sul genocidio a Gaza, erano a mio modesto parere estremamente timide se non proprio pilatesche (non ho tempo e probabilmente non varrebbe la pena di andare a ritrovarle per esaminarle con sereno e non preconcetto -né in positivo né in negativo- atteggiamento critico); erano piene di fratoiannici distinguo e di “doverose” crimunalizzazioni della Russia di Putin e della sacrosanta resistenza armata di Hams, nonché di “doverosissime” ambiguità su pretesi “””antisemitismi””” e “””diritti all’ esistenza dello stato di Israele”””.

    Non basta certo essere osteggiati da altri filoimperialismi per essere antiimperialisti (altrimenti la Schlein, osteggiatissima dalla Meloni, e la Meloni, osteggiatissima dalla Schlein, sarebbero delle novelle Che Guevara).

    Mi pare evidente, anche da quanto tu qui scrivi sulle elezioni svoltesi in alcuni lander tedeschi, che, contrariamente a voi (molto lodevolmente!), la Wagenknecht e il suo partito siano tutt’ altro nemmeno minimamente sfiorati dall’ idea di avere come possibili compagni di strada le varie Schein e Fratoianni della pseudosinistra che più destra non si può.

    Per essere sincero (e fra -eventuali- compagni bisogna esserlo) trovo la tua risposta un po’ più “acida” di quanto sperassi, e temo di averti ulteriormente esacerbato con la puntigliosità della mia replica, cui non ho saputo resistere (ma non risponderò ulteriormente su questo articolo, cosa che credo potrebbe essere solo dannosa per la causa; senza virgolette).
    Malgrado questo spero, alla luce di quanto (molto positivamente dal mio punto di vista) scrivi degli attuali vostri rapporti con la Wagenknecht, di poter di nuovo discutere costruttivamente con voi dell’ Interferenza, anche solo senza proporre miei scritti ma con commenti agli articoli pubblicati.

    Tanti auguri di buona Pasqua (ometto “sinceri” perchè controproducentemente potrebbe essere -mal- inteso in senso ironico) se sei credente, tante buone cose se come me non lo sei!

    • Fabrizio Marchi
      6 Aprile 2026 at 10:14

      Caro Giulio (senza virgolette e nessun doppio senso), non abbiamo divorziato dalla Wagenknecht semplicemente perchè non l’abbiamo sposata…Come ripeto ancora, l’abbiamo osservata e anche in parte sostenuta perchè poteva rappresentare un momento positivo di rottura nel panorama della “sinistra” liberal e radical europea. Sapevamo perfettamente che non si trattava di chissà quale forza rivoluzionaria ma, del resto, va detto che oggi non ci sono le condizioni per costruire tale forza politica. Di conseguenza, anche una forza autenticamente neo socialdemocratica, con un programma accettabile sia in politica interna che in politica estera, in aperta rottura con la “sinistra” liberal e radical e la sua brodaglia ideologica politicamente corretta e wokista ci sembrerebbe un progetto da appoggiare, sempre in attesa di tempi migliori, quando e se si verificheranno le condizioni. Il compito di quelli come noi dovrebbe essere quello di aprire sempre più le contraddizioni e di lavorare ad equilibri politici sempre più avanzati, come si suol dire, senza perdere di vista la realtà. Questo facciamo e questo abbiamo sempre fatto, anche quando abbiamo aperto, appunto, al BSW di Sarah Wagenknecht.

      • Giulio Bonali
        7 Aprile 2026 at 8:38

        Non ho mai sottoposto a critica argomentata, in questa discussione, la vostra “osservazione e sostegno” (stavolta le virgolette servono solo a citarti) per la Wagemknecht perché mi sembra inutile e controproducente dopo che voi stessi avete diversamente valutato la cosa (mi sono limitato, per rendere comprensibile quanto intendo affermare a commento di questa lettera “ricevuta e volentieri pubblicata”, a ricordare il mio disaccordo in proposito, che mi aveva indotto ad allontanarmi da voi soprattutto per il modo in cui hai condotto la discussione con me, attribuendomi reiteratamente, malgrado le mie argomentate obiezioni, convinzioni sterilmente massimalistiche che non ho mai condiviso).
        Spero che sia possibile intendersi e collaborare nuovamente nella lotta, e a questo scopo sintetizzo le mie convinzioni che mi sembrano coincidenti con quanto da te affermato (anche per sottoporre a verifica ed auspicabile conferma, eventualmente limitata e parziale questa coincidenza).
        Bisogna guardare in faccia la (pessima) realtà che ci sta di fronte ed evitare accuratamente di abbellirla illusoriamente, così finendo per peggiorarla ulteriormente.
        Secondo me per costruire attivamente tempi migliori si deve considerare se esistono proposte politiche che rompono definitivamente con tutte le destre, quelle sincere e quelle sedicenti “sinistre”; se esistono e propongono anche piccoli possibili passi in avanti nella lotta per il socialismo (per quanto mi riguarda, essendo -orgogliosamente- comunista), innanzitutto nel senso di una imprescindibile restaurazione della sovranità nazionale). Se esistono vanno “sposate”, pronti a “divorziare” se é il caso (fuori della metafora, che mi sembrava comprensibilissima e inequivocabile, ma evidentemente mi sbagliavo: appoggiate criticamente ma con decisione).
        Stando bene attenti, come mi sembra affermi anche questa Lettera a Fratoianni, a non ripetere ancora altre volte il dannosissimo errore di appoggiare, nella rovinosa ricerca del preteso “male minore”, soggetti politici pienamente inseriti nel politicamente corretto col ruolo di ottenere l’ appoggio di sinceri democratici alla fazione pseudosinistra del partito unico della reazione, così realizzando il male peggiore (senza virgolette), e cioé l’ ulteriore diffusione e rafforzamento della falsa convinzione ideologica del There ‘s no alternative”.
        Piuttosto é meglio lottare “da soli”, autenticamente anche se debilissimamente in mancanza di meglio, per la verità e la giustizia, anche a prezzo di lunghi tempi cupi di clamorose sconfitte, perché non esistono pretese scorciatoie che non portino a sconfitte ancor più catastrofiche: hic Rhodus, hic salta!
        Chiedo (eventuale, ed auspicata) conferma che in sostanza questa é anche linea de L’ interferenza, per poter cercare di tornare a dare un modestissimo contributo, nei limiti delle mie limitate possibilità, alla vostra lotta.

        • Fabrizio Marchi
          7 Aprile 2026 at 9:17

          Giulio, ti ho già detto che quella a Fratoianni è una lettera scritta da un nostro lettore e inviataci affinchè fosse pubblicata. Io non lo conosco neanche Michele Martucci, l’autore della lettera, che ha scelto L’Interferenza per pubblicarla, il che per quanto mi riguarda è un fatto positivo. Dopo di che, al di là del fatto di rivolgersi a Fratoianni, mi pare che dica anche delle cose del tutto condivisibili. E anche in questo caso, come ho già detto, mi auguro che Michele prenda la decisione più saggia, cioè uscire dal partito di Fratoianni che è soltanto la costola “rosa” e a “sinistra” del PD.
          Ciò detto, condivido completamente la necessità di costruire una forza autenticamente Socialista, popolare e di classe alternativa ai due poli di destra e di “sinistra”, entrambi funzionali e organici al “sistema” dominante. Ma sono cose che ripetiamo da anni e anni, praticamente da quando questo giornale è stato fondato ormai più di dodici anni fa.

          • Giulio Bonali
            8 Aprile 2026 at 7:39

            Bene! Sono lieto di tornare a commentare e ovviamente criticare costruttivamente quanto pubblicate.

  5. Aliquis
    7 Aprile 2026 at 14:01

    Noto ormai la fervente ostilita’ contro le Sinistre (tutte, ma in misura piu’ accentuata contro AVS, cioe’ contro la componente piu’ a sinistra della coalizione del “campo largo”); una certa ambiguita’ nell’ ultimo referendum, ma con una certa preferenza verso il Si; una certa toepudezza verso la destra al governo, non certo ostilita’ (non la stessa che c’e’ contro il centrosinustra); anche verso Trump non c’era, nel suo primo mandato, la stessa critica di oggi (certo, ora e’ impossibile non essergli contro; perfino Crosetto lo e’); una ammirazione storica per Putin, Orban , anche per il regime iraniano; ambiguita’ con la Cina; sostegno iniziale alla BSW tedesca, ostilita’ assoluta a Die Linke (il cui successo rispetto a BSW viene spiegato soltanto con il presunto appoggio dei media….).
    Sono del parere che l’indirizzo generale del sito propenda verso la destra.

    • Fabrizio Marchi
      7 Aprile 2026 at 19:16

      Mi dispiace per te ma sei clamorosamente in errore, evidentemente ci leggi poco. Addirittura un paio di anni fa un nostro redattore ci lasciò perché sosteneva che fossimo troppo duri con Trump, prima ancora che fosse eletto a presidente degli USA. Abbiamo sempre sostenuto che Trump fosse soltanto uno dei volti del sistema capitalista e imperialista americano, forse attualmente il più aggressivo data la fase storica. Stesso discorso per Orban. Il fatto che non sia ostile alla Russia non è una condizione sufficiente per rendercelo simpatico. Anzi, ci schierammo per la liberazione per Ilaria Salis nonostante la nostra distanza politica nei suoi confronti e nei confronti di AVS. Questo il mio articolo nel merito: https://www.linterferenza.info/attpol/ilaria-salis-libera-prescindere/
      Per quanto riguarda il referendum la nostra posizione è stata per il NO, sia pure lontana dalle fanfare retoriche, ipocrite e strumentali della “sinistra”. Di seguito il mio articolo: https://www.linterferenza.info/attpol/le-ragioni-del-mio-un-po-tormentato-no/
      Ciò che è accaduto è che un nostro redattore ha preso posizione per il SI ma è stata una sua scelta del tutto personale e infatti abbiamo pubblicato un suo articolo dove abbiamo spiegato ai nostri lettori che si trattava di una sua posizione personale e NON della redazione. Di seguito il suo articolo: https://www.linterferenza.info/attpol/ha-vinto-il-no-ma-ha-perso-la-politica/
      Del resto siamo un giornale che ha fatto della dialettica, anche interna, uno dei suoi più importanti punti di forza e quindi non abbiamo mai avuto difficoltà a pubblicare articoli in disaccordo con la nostra linea editoriale e politica.
      Per quanto riguarda la “sinistra”, la nostra posizione è sempre stata chiara fin da quando siamo nati come giornale, e mi meraviglia che uno come te che ci segue da sempre possa uscirsene nel modo in cui se ne è uscito. Noi consideriamo l’attuale “sinistra” sia nella sua versione liberal che in quella radical, del tutto organica, né più e né meno della destra, al sistema dominante. La destra è nostra nemica per definizione, diciamo così, e non dovrebbe neanche esserci il bisogno di stare a spiegare il perché. Ma l’attuale “sinistra” lo è altrettanto, in egual misura, per come vediamo noi le cose, per le innumerevoli ragioni che abbiamo spiegato tante e tante volte e che uno che ci segue da sempre come te dovrebbe sapere. Ma evidentemente la tua lettura è stata superficiale o disattenta. Ti consiglio d’ora in avanti di essere più attento e di documentarti meglio prima di scrivere cose che non hanno nessun fondamento.
      P.S. sulla Die Linke vale lo stesso discorso che facciamo per il PD e AVS.

      • Aliquis
        7 Aprile 2026 at 19:28

        In questi giorni sono molto impegnato, ho letto di sfuggita.
        E ho scritto troppo presto.
        Cancellate il mio commento.

        • Fabrizio Marchi
          7 Aprile 2026 at 19:41

          Ormai è pubblicato, e anche la mia risposta. Nulla di male, fa parte della dialettica…

      • Giulio Bonali
        8 Aprile 2026 at 7:58

        Quanto scritto da Aliquis mi sembra totalmente subalterno e funzionale alla pdeudo-“””sinistra””” che più destra non si può.
        Per quanto mi riguarda mi dissocio -e invito i compagni (e comunque i lettori) a rifletterci su- dal sostegno alla Salis.
        Mi ricordo che allora avevo in una lettera o forse in un articoletto su questa testata telematica (per gli anglomani “on-line”; ringrazio nuovamente per la sua pubblicazione) avevo facilissimamente profetizzato una sua “brillante” carriera come politicante reazionaria di pseudo”””sinistra”.
        Ritengo di sicuro oggettivamente fascista (per lo meno, se non peggio) chi, di tutti i governi della pessima EU, é andata a far “casino pseudoantfascista” in quello filofascista ma un po’ meno filofascista e filonazista (filogoverno-nazigolpista-di-Kiev) di tutti gli altri.
        E credo che se ha violato la legge (ungherese in questo caso) in uno scontro tra reazionari nemici dei popoli (oltre alla contraddizioni fra i popoli e i loro oppressori e alle contraddizioni in seno al popolo -Mao- esistono anche contraddizioni in seno ai nemici del popolo!) non dovremmo difenderla ma disinteressarci e casomai compiacerci delle sue eventuali traversi giudiziarie (ovviamente in questo farsesco caso schivate grazie al cortese e amorevole interessamento dei reazionari e in diversi casi inequivocabilmente nazisti -un esempio fra i tanti: la Kallas- dell’ UE).

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