Nessuna onorificenza per Poroshenko

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Coordinamento Ucraina Antifascista

Noi sottoscritti, cittadine e cittadini italiani e non, premesso che il Consiglio Comunale di Verona ha approvato la proposta del sindaco Flavio Tosi di conferire la cittadinanza onoraria a Petro Poroshenko, quale segno di riconoscenza per il recupero dei quadri di Castelvecchio, siamo ad evidenziare quanto tale provvedimento si ponga in contrasto con i principi e i diritti fondamentali della persona umana, sanciti dalla nostra Costituzione e dalle norme del diritto internazionale sia consuetudinario sia convenzionale. La decisione di conferire tale onorificenza a Petro Poroshenko, divenuto capo dello Stato ucraino a seguito di elezioni svolte in un clima di violenze di piazza e guerra civile nel Donbass, offende il senso profondo della giustizia e del rispetto dei diritti umani universali. Il Presidente Poroshenko è, infatti, a capo di un sistema politico-istituzionale che trae il proprio fondamento dal colpo di Stato del febbraio 2014 che rovesciò il precedente Presidente Yanucovich, elettoralmente legittimato. Nel succitato colpo di Stato hanno avuto un ruolo decisivo forze neo-naziste alle quali appartengono anche ministri dell’attuale governo che persegue una politica di sistematica repressione del dissenso e di violazione dei diritti umani nei confronti della consistente componente russofona e, in generale, di tutte le minoranze. La popolazione russofona del Donbass è sottoposta a una costante opera di repressione militare che il governo di Kiev attua persino mediante bombardamenti indiscriminati contro civili. Le opposizioni all’attuale governo stanno subendo una spietata repressione. Basti solamente evocare gli innumerevoli episodi di eliminazione fisica, incarcerazioni senza garanzie processuali ed emigrazioni coatte. Tali violazioni sono ulteriormente sostanziate da una serie di gravissimi fatti di cui il governo, l’esercito ucraino e una serie di bande paramilitari si sono resi responsabili negli ultimi due anni. Fra i gravissimi fatti di cui sopra, ricordiamo la strage del 2 maggio 2014 a Odessa nella quale furono bruciati vivi moltissimi civili da bande paramilitari filonaziste e filogovernative. I rapporti dell’ONU e di Amnesty International, a tal riguardo, affermano che le indagini condotte dal governo di Kiev “non soddisfano i requisiti della Convenzione europea sui diritti umani ” e che, dopo due anni dalla tragedia, non sono stati trovati i colpevoli poiché godono della complicità della polizia e della protezione del governo di Kiev. Ci appelliamo, pertanto, al Suo ruolo di Garante della Costituzione e alla Sua sensibilità istituzionale affinché intervenga nei modi che riterrà più opportuni, al fine di evitare il rischio che, attraverso l’onorificenza di cui sopra, si consumi una palese offesa ai principi di democrazia e al rispetto dei diritti dell’uomo.
Auguri di buon lavoro, signor Presidente.
Primi firmatari
1. Coordinamento Ucraina Antifascista
2. Banda Bassotti
3. Lidia Menapace, partigiana, Comitato nazionale ANPI, politica, saggista
4. Licia Pinelli, Milano
5. Vittore Bocchetta, ex-deportato, antifascista, Verona
6. Luciano Perenzoni, partigiano, divisione pasubiana
7. Umberto Lorenzoni, partigiano divisione “Nannetti”, Presidente provinciale ANPI Treviso
8. Riccardo Saurini, consigliere comunale, Verona
9. Gianni Benciolini, consigliere comunale, Verona
10. Valerio Evangelisti, scrittore
11. Giorgio Cremaschi, sindacalista
12. Pierpaolo Leonardi, Esecutivo nazionale USB, Segretario Generale del
Sindacato Mondiale dei Lavoratori Pubblici
13. Domenico Losurdo, professore universitario e direttore dell’Istituto di
Scienze filosofiche e pedagogiche “Pasquale Salvucci” all’Università di
Urbino
14. Angelo D’Orsi, professore universitario, Università di Torino
15. Massimo Zucchetti, professore universitario, Università di Torino
16. Alexander Hobel, professore universitario, Università Federico II, Napoli
17. Andrea Genovese, professore universitario, University of Sheffield (GB)
18. Daniele Butturini, professore universitario, Università di Verona
19. Giuseppe Amata, professore universitario, Università di Catania
20. Mauro Gemma, direttore Marx21
21. Sergio Cararo, direttore di Contropiano
22. Checchino Antonini, direttore di Popoff Quotidiano
23. Fabrizio Marchi, giornalista, pubblicista direttore del periodico on line L’Interferenza
24. Marco Santopadre, giornalista
25. Antonio Mazzeo, giornalista, attivista no muos
26. Franco Fracassi, scrittore, giornalista
27. Marinella Correggia, giornalista e scrittrice
28. Giuseppe Aragno, storico, Fondazione Humaniter, Napoli
29. Sandi Volk, storico, Commissione consultiva del Comune di Trieste per il Civico Museo della Risiera di S. Sabba – Monumento nazionale.
30. Banda POPolare dell’Emilia Rossa

Per firmare la petizione cliccare qui: Nessuna onoreficenza per Poroshenko https://www.change.org/p/coordinamento-ucraina-antifascista-nessuna-onorificenza-per-poroshenko?recruiter=37556438&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_page&utm_term=mob-lg-share_for_starters-no_msg&recuruit_context=fb_share_mention_variant&fb_ref=Default#delivered-to

8 commenti per “Nessuna onorificenza per Poroshenko

  1. luigi giani
    22 Luglio 2016 at 13:51

    MORTE AL FASCIO !!! Morte al capitalismo !!! Morte ai servi degli usa !!!

  2. Renato sala
    22 Luglio 2016 at 14:30

    Sottoscrivo la petizione

  3. Darinka
    22 Luglio 2016 at 14:42

    @ Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale ,ovvero l’assenza di espressioni offensive o lesive dell’altrui dignita’, e di assumermi la piena responsabilita’ di cio’ che scrivo.

  4. giorgio cavallero
    24 Luglio 2016 at 0:13

    Il capitalismo alimenta i fascismi

  5. Alessandro
    26 Luglio 2016 at 13:42

    Tante persone in buona fede, che nella migliore delle ipotesi conoscono una parte della verità. D’altronde se da una parte ci stanno gli USA, dall’altra ci staranno sicuramente i compagni e partigiani. La realtà è un po’ Più complessa. Vi lascio alle vostre granitiche, e, concedetemelo, un po’ manichee certezze.

    • Fabrizio Marchi
      26 Luglio 2016 at 14:14

      Bisogna fuoriuscire, secondo me, dalle rispettive tifoserie, e approcciare in modo politico (e marxista, per quanto mi riguarda) alle cose.
      Giorni fa sono stato ad una iniziativa promossa dalla Rete dei Comunisti dove è intervenuto un sindacalista russo del Donbass invitato per l’occasione dalla sezione esteri dell’USB (Unione Sindacale di Base).
      Nessuno, in quel contesto, è un “tifoso” di Putin (in primis il sottoscritto, naturalmente…), compreso il sindacalista di Lugansk, il quale però ha raccontato di come sono riusciti a sopravvivere ad un attacco durissimo anche grazie all’appoggio russo, non solo in termini di aiuti umanitari o di armi ma anche perché la Russia ha consentito di utilizzare ancora il rublo nei territori dove questo era stato ufficialmente abolito.
      Insomma, è ovvio che senza l’appoggio della Russia non ce l’avrebbero fatta a sopravvivere. Quindi, caro Alessandro, non posso che riproporre temi già affrontati tante e tante volte. Pensi che abbia particolari simpatie per Hamas, sostenuta economicamente dal Qatar e politicamente dai Fratelli Musulmani? Oppure pensi che abbia particolare simpatia per gli ayatollah iraniani che appoggiano il libanese Hezbollah? Evidentemente no, ma questo non mi impedisce di sostenere tali movimenti (preferisco di gran lunga Hezbollah ad Hamas, sia chiaro, non c’è neanche il paragone, però certo non è e non potrà mai essere il “mio” movimento per ovvie ragioni…) oggettivamente antimperialisti, pur con le contraddizioni (che nessuno nega) che questi presentano, da un punto di vista marxista e di classe. Eppure, proprio da un punto di vista marxista (ma io direi anche leninista) mi pare che la mia sia una posizione assolutamente coerente. Viceversa mi sembra una posizione incoerente, velleitaria e sicuramente molto poco marxista (e leninista) quella di quei settori della “sinistra”, sia liberal e radical che, in parte, di quella cosiddetta antagonista che invece non si schierano o addirittura parteggiano contro il Donbass per antipatia nei confronti della Russia e di Putin. La quel cosa è anche poco politica, oltre che poco marxista.
      Vogliamo forse abbandonare i palestinesi di Gaza perché hanno scelto Hamas come loro rappresentante, cioè una forza interclassista, nazionalista e integralista islamica sostenuta dalla Fratellanza Musulmana? E’ ovvio che no. Anche il marxista FPLP (Fronte Popolare della Liberazione della Palestina) si guarda bene dal confliggere con Hamas a Gaza, per ragioni che non dovrebbe avere neanche senso spiegare.
      Forse ci è particolarmente simpatico Assad? No, se è per questo a me neanche il padre era simpatico. Vogliamo allora per questo abbandonare la Siria che sta subendo un attacco forsennato da tutta la coalizione imperialista locale (Isis, Arabia Saudita, Turchia, Israele, e tutta la galassia jihadista locale) e non (Nato, e USA)? Anche il Partito Comunista Siriano è schierato in difesa di Assad, pur essendo, ovviamente, in posizione critica nei suoi confronti.
      Ma gli esempi potrebbero essere tantissimi. Poi che ci siano tanti comunisti che abbiano preso una sbandata per Putin è vero e sono d’accordo con te. E quello è un altro aspetto che andrebbe indagato, e che a mio parere rimanda anche ad un problema, anzi ad una disperazione personale, al bisogno di aggrapparsi a qualcosa. E quando uno è disperato è sicuramente poco lucido. C’è anche questo, certo, chi lo nega, anzi, è un problema. Però questo è un altro discorso. E come sostengo Hamas contro Israele, sostengo le repubbliche del Donbass contro gli ucraini sostenuti dalla Nato.
      Naturalmente conoscevi già la mia posizione perché ne abbiamo parlato tante volte, però ho voluto ribadirla.

  6. Alessandro
    26 Luglio 2016 at 14:07

    La lettura di una certa sinistra della vicenda ucraina mi ricorda un po’ quella che il femminismo, oramai perno delle nostre istituzioni, ci offre del rapporto tra i sessi:da una parte il bene, il femminile, dall’altra il male, il maschile, che si Può redimere se abbraccia in toto le verità che le autoproclamatesi rappresentanti del bene diffondono. Ricordo solo che i profughi del Donbass sono nella stragrande maggioranza in Ucraina, ossia tra i nazisti che li vorrebbero tutti morti, e che la squadra di calcio simbolo del Donbass, lo Shaktar Donetsk, gioca da due anni le sue partite casalinghe a Lvov. Il diavolo si nasconde nei dettagli.

  7. Oksana
    1 Agosto 2016 at 23:20

    IGNORARE LA GUERRA RUSSA CONTRO UCRAINA ( terzo anno) – ESSERE AMORALE !!!!!!!!!!!!!!!!

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