L’assassinio del generale Igor Kirillov, a
Mosca, equivale al rilancio della “guerra eterna”, da parte del governo
ucraino-nazista, contro la Federazione Russa. Gli Stati Uniti, con l’asse Tel
Aviv-Kiev, supervisionano la pianificazione del caos.
Perché Kirillov è stato assassinato? Il
canale russo Russia Today (RT) ha ricordato come Igor Kirillov,
capo delle forze di difesa radiologica, chimica e biologica della Russia (RChBZ),
abbia ricoperto un ruolo determinante nel denunciare il connubio fra i
neonazisti ucraini e la famiglia Biden, nella trasformazione dell’Ucraina in
uno “stato Laboratorio”: Kiev ha accettato supinamente i laboratori
militari USA sul proprio territorio nazionale, curando per conto delle
multinazionali anglo-statunitensi la produzione di armi di nuova generazione, armi
biochimiche. Per questo motivo, il presidente Putin ha parlato di “una banda
di drogati e neonazisti”, evidenziando l’alleanza strategica fra i “nazionalisti
integralisti” ed Hunter Biden, un tossicodipendente colluso con le Big
Pharma.
Maria
Zakharova ha scritto nel proprio canale Telegram che Kirillov “ha
sistematicamente denunciato i crimini degli anglosassoni per molti anni, con i
fatti alla mano: le provocazioni della NATO con armi chimiche in Siria, le
manipolazioni della Gran Bretagna con sostanze chimiche proibite e le
provocazioni a Salisbury e Amesbury, le attività mortali dei biolaboratori
americani in Ucraina e molto altro. Lavorava senza paura. Non si nascondeva
alle spalle della gente” 1.La SBU ha consumato un assassinio mirato,
a testimonianza d’una vasta rete di sicari che operano clandestinamente nel
cuore della Federazione Russa, calpestando il Diritto internazionale e il
Diritto penale militare: non stiamo parlando di strategia militare, ma di operazioni
terroristiche che ricalcano storicamente i crimini dell’OVRA e della Gestapo.
Kiev è la capitale del neonazismo mondiale nel ventunesimo secolo; una analisi
storica accurata ricollega la prassi omicida delle intelligence
USA/Ucraina/Israele direttamente ai crimini nazifascisti, globalizzando il terrorismo
imperialista.
Per
Kiev la legalità internazionale è carta straccia. Scrive il giornalista Petr
Akopov:
“Kiev gode del massimo sostegno
da parte dell’Occidente e del senso di appartenenza al campo dell’egemone
mondiale. Cioè, l’Ucraina non solo è
dalla “parte giusta” della storia, ma ha anche il sostegno dell’Occidente ‘altamente morale‘, che condanna il terrorismo in
tutte le sue manifestazioni. Allora perché dovrebbe ricorrere al terrore?
No, certo, l’Occidente fa sempre un’eccezione:
gli Stati Uniti e Israele hanno il diritto di uccidere chiunque, ovunque. Basta
semplicemente dichiarare che il tuo obiettivo fa parte del “male mondiale” e
della “minaccia per il mondo”, e poi puoi affrontarlo, anche inviando degli
assassini (come fa Israele con gli scienziati nucleari iraniani), o lanciando
un’operazione di attacco missilistico su un Paese terzo (come aveva fatto Trump
con l’omicidio del generale iraniano Soleimani a Baghdad).” 2
Provocando la Federazione
Russa, Kiev vuole imporre all’amministrazione Trump la “guerra eterna”
in Eurasia e Medio Oriente, obbligando il presidente eletto a ripartire da dove
la lobby israeliana l’aveva riposizionato geopoliticamente: il vile assassinio
del generale Qasem Soleimani.
La
somiglianza fra l’assassinio di Kirillov e le modalità omicide del Mossad
c’impongono un’altra domanda: la SBU ha agito coadiuvata dal complesso
militare-industriale israeliano? La risposta, con tutta probabilità, non
potrà che essere affermativa. Appoggiando i tagliagole wahabiti in Siria
contro il legittimo governo di Bashar al-Assad (un governo plurale, garante
della laicità dello Stato siriano) ed i“nazionalisti integralisti” in
Ucraina, Tel Aviv ha ricucito i legami storici con gli architetti
dell’Olocausto, rimuovendo le responsabilità storiche di Stephan Bandera nella
pianificazione dei pogrom antisemiti nell’Europa degli anni ’30.
https://comedonchisciotte.org/kiev-ha-dichiarato-guerra-terroristica-alla-russia/
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