Sbatti i mostri in prima pagina


L’arresto di Youssef Siher, ricercatore e giornalista free lance – fra gli altri, scriveva anche per Il Fatto Quotidiano – cittadino italiano cosiddetto di “seconda generazione” essendo di origini marocchine, è una evidente montatura politica.

E’ accusato di aver istigato via social i disordini avvenuti a Milano lo scorso 17 ottobre dove gruppi di giovani e giovanissimi hanno assaltato dei negozi di lusso e anche quelli di alcune multinazionali – dalla Nike a Gucci a Louis Vuitton – e addirittura di terrorismo, reato per il quale, in base all’ultimo decreto sicurezza da pochi giorni approvato dal governo, rischia da sette a quindici anni di carcere.

Si tratta di accuse ridicole e gravissime nello stesso tempo perchè Youssef, che è uno studioso di Islam e Medio Oriente, è sempre stato pubblicamente impegnato nella sua battaglia in sostegno del popolo palestinese e contro il regime sionista. Peraltro i suoi account social dai quali avrebbe istigato e organizzato i ragazzi che hanno dato vita agli scontri con la polizia e agli assalti ad alcuni negozi – come già evidenziato dai suoi avvocati difensori – sono stati aperti successivamente a quegli incidenti, di conseguenza l’accusa è priva di ogni fondamento.

Siamo di fronte al tentativo, maldestro quanto pericoloso, da parte di un governo completamente screditato e incapace di dare risposte serie e concrete alla crisi economica e sociale che ha contribuito a creare, di depistare l’attenzione e di creare dei “mostri”, nel caso specifico i ragazzini delle periferie milanesi, autoctoni o italiani di seconda generazione, e un attivista impegnato nel sostegno alla causa palestinese. 

Sono strategie scontate e ampiamente note ma nello stesso tempo molto gravi e sostanzialmente di carattere eversivo che hanno l’obiettivo di depistare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei ceti popolari dalle problematiche reali e dalle oggettive responsabilità del governo e di tutta la classe dirigente del paese, ivi compresa, ovviamente, una finta “opposizione” imbelle e complice delle politiche neoliberiste e guerrafondaie del governo stesso, dell’UE e della NATO.  

La costruzione di mostri da sbattere in prima pagina è una strategia ricorrente dei governi in difficoltà e in crisi di consenso, così come la criminalizzazione dei movimenti e delle lotte sociali.

Il governo italiano sostiene, finanzia e arma dittature impresentabili come quella saudita e regimi genocidari come quello sionista, è complice delle politiche imperialiste degli USA, di Israele e della NATO che sono la causa della perdita del lavoro per decine di migliaia di lavoratori e dell’aumento vertiginoso dei prezzi anche dei generi alimentari che sta mettendo in ginocchio milioni di italiani, sta portando avanti politiche che potrebbero coinvolgere il paese verso una guerra che potrebbe avere esiti catastrofici, ma i violenti sono i ragazzini dell’hinterland milanese che sfasciano le vetrine dei negozi di lusso del centro di Milano.

Hanno costruito una società esclusivamente fondata sulla ricchezza, sul successo, sulla visibilità, sul consumo, sul possesso di denaro, beni e merci e, soprattutto, dove non sei nessuno se non sei in grado di possedere quel denaro, quei beni e quelle merci, e poi si scandalizzano se gruppi di giovani marginali, esclusi da tutto ciò e impossibilitati, come del resto la gran parte delle persone, ad usufruire di quelle ricchezze, se le vanno a prendere. E’ un corto circuito che hanno creato loro stessi, i padroni del vapore, la borghesia ultraricca, nazionale e transnazionale, in altre parole le classi dominanti e i loro servi consapevoli – media e classe politica – e di cui vorrebbero scaricare la colpa sui ceti popolari, sulle classi subalterne, già colpite da decenni di politiche neoliberiste che le hanno impoverite materialmente e devastate moralmente e psicologicamente.  

Gli assalti ai negozi di lusso a Milano non sono che una conseguenza, certo impolitica e maldestra e soprattutto, di questa devastazione materiale e morale. E allora diciamo con convinzione che rifiutiamo la colpevolizzazione ipocrita di queste manifestazioni di disagio sociale e umano. I giovanissimi delle banlieu milanesi saranno pure e sono in effetti impolitici, privi di una vera coscienza politica e prigionieri soprattutto dell’ideologia dominante, del “feticcio della merce” nella quale sono stati allevati e cresciuti, ma non hanno assaltato la frutteria, il baretto o il negozio di alimentari del proprio quartiere, ma i negozi simboli del lusso sfrenato per ultraricchi del centro di Milano. Non è certo questa la strada per il loro riscatto, su questo non c’è alcun dubbio, ma non si può certo accettare la loro colpevolizzazione.

I veri teppisti non sono i ragazzini delle periferie ma le classi dirigenti che ci “governano”. Non ci facciamo ingannare.

Le accuse a Youssef Siher: "Col Movimento 17 ottobre voleva creare il  terrore" nella popolazione

Fonte foto: https://www.today.it/cronaca/youssef-siher-movimento-17-ottobre-terrorismo-cosa-voleva-fare.html (da Google)

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