L’oscuramento e il vuoto

La “scoperta” delle discoteche | Giuliano Guzzo

Fonte foto: Giuliano Guzzo (da Google)

 

Vuoti

L’estate degli orrori è anche l’estate della verità. Le tragedie che si susseguono a ritmo incalzante sono intessuti di domande rifiutate in modo preconcetto e ideologico dal sistema in cui siamo. Gli episodi di cronaca registrati dal giornalismo organico al sistema si limitano a rilevare gli episodi, in tal modo sono decontestualizzati e resi innocui per gli apparati economici e di dominio. I dati riportati, le circostanze e le motivazioni sono ricondotti alla semplice ricostruzione dell’episodio di cronaca. Si è dinanzi ad un oscuramento non casuale. L’oscuramento è la visuale che si restringe fino a velare volutamente il contesto sociale e storico nel quale gli episodi sono maturati.

Anders per definire l’epoca degli assoluti usava il termine “oscuramento”. L’essere umano è oscurato nella sua natura plastica e creativa, l’oscuramento si allunga sulle circostanze storiche con un processo di rimozione ed occultamento di cui beneficiano gli apparati economici. Il nuovo giornalismo, gli oratores al capezzale del potere, sono ben attenti a non far trapelare la verità storica in cui siamo, sono parte del fenomeno di derealizzazione in cui siamo situati. Si oscura il contesto per far emergere solo il singolo episodio dallo sfondo irrazionale ed improvviso che velocemente ritorna nel nulla. Si susseguono episodi sempre più efferati, ma la risposta è sempre uguale: sorpresa e scandalo, ma dopo si riprendono le attività solite.

Il non detto è fondamentale per comprendere la genealogia generale e dolorosa che favorisce il ripetersi di tali tragedie ed anche le motivazioni a causa delle quali non si pongono domande. Non si tratta di giudicare nessuno e, specialmente, le persone che dovranno portare con sé immensi dolori, ma si deve avere il coraggio di porre domande per prevenire e limitare il numero dei drammi e per comprendere il sistema che si vuole salvaguardare.

Le due ragazze travolte dal treno a Riccione in circostanze da chiarire non possono far emergere il vuoto pedagogico ed etico in cui siamo. L’oscuramento è vuoto concettuale ed educativo, è complesso nelle sue diramazioni rizomatiche: si estende, assimila e omologa, alla fine non resta che il niente nella forma di un mondo di cose.

Non si può non considerare che ragazze giovanissime consegnate per una notte intera allo sballo della discoteca, non possono essere lucide, per la stanchezza a cui possono aggiungersi circostanze personali non felici. L’insieme di circostanze personali su un sottofondo deregolamentato e dominato dall’imperativo del divertimento senza limiti ed orari non possono che essere le cattive contingenze gravide di tragedie. Sono comportamenti comuni e, ormai, ritenuti “normali”.

I ragazzi non sono protetti, ma sono consegnati al mercato che li svuota nella psiche e nel corpo per estrarne plusvalore e guadagno. Se si osano proteggere gli adolescenti che necessitano di regole a misura di essere umano per formarsi, si grida allo scandalo, si inneggia alla libertà, in realtà si vuole proteggere un capitalismo sempre più feroce che pur di dominare deve oscurare la verità per rimuovere i singoli olocausti a cui assistiamo in nome dell’economicismo più sfrenato.

Genitori e scuola sono diventati sudditi il cui compito è facilitare  l’assimilazione al mercato. A scuola il mercato non è oggetto di riflessione, ma ci si adatta ad esso, i genitori si adeguano ai figli e ne imitano comportamenti e vestiario. Il vuoto siderale in cui le nuove generazioni vivono è taciuto, li si trasforma in carne da cannone per il mercato, se poi qualcuno cade sul fronte di guerra del Paese del balocchi non importa, l’essenziale è che l’economia continui a “girare” come normalmente si afferma.

Ogni tragedia è diversa da un’altra per le sue contingenze e per le biografie, e spesso il caso non aiuta, resta che la densità di tali episodi necessita di domande profonde per comprendere con il concetto il nostro tempo. Ciò che non è compreso non può essere cambiato, per cui il sospetto è che non si voglia utilizzare il pensiero complesso allo scopo di impedire la prassi sempre più urgente. Abbiamo bisogno di padri, madri e buoni maestri, ma il sistema mette in atto ogni strategia e falsa ragione pedagogica per abbattere i simboli del limite e della cura. In nome dell’autonomia e della libertà i genitori devono consegnare i figli al sistema. Il totalitarismo morbido ha il volto suadente dei media e dei vip perennemente in vetrina.

I genitori sono soli come lo sono i maestri che resistono. Bisogna prendere atto che le nuove generazioni hanno quali punti di riferimento i media sempre più invasivi e onnipotenti, e spesso, anche il migliore dei genitori è impotente dinanzi al titanismo degli apparati tecnocratici, per cui è importante capire e non giudicare.

Non vi è cura che nel segnare e segnalare il limite, perché esso protegge la vita e non solo, l’illimitato del Paese dei balocchi è violenza nella forma della seduzione che a volte diviene mortale.

Sballo giovanile: perché i ragazzi cedono a droghe e alcol - Ildenaro.it

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