(Finte) trasgressioni

In questi giorni fanno capolino le notizie sui vip che avrebbero finto di vaccinarsi per avere una “facile certificazione covid” che consentisse loro di “apparire ubbidienti e omologati”, in modo da poter svolgere tranquillamente le loro “importanti attività”. Tra i presunti trasgressori risultano la tennista Giorgi e la cantante Madame. Le inchieste faranno il loro corso,  si è innocenti fino al terzo grado, ciò non toglie che è possibile ipotizzare un allargamento delle indagini e degli indagati. La notizia circolava da mesi, lo psichiatra Alessandro Meluzzi è stato tra i primi a lanciarla non poco tempo fa.

Si possono effettuare delle valutazioni e delle ipotesi sulla consapevolezza politica nel tempo del turbo capitalismo mediante il “caso Madame”.

Mi soffermo su Madame, attraverso di lei possiamo comprendere la realtà in cui siamo, nel rispetto della sua presunta innocenza fino alla fine delle indagini. Non si tratta di “giudicare”, ma di “capire”. Il caso della cantautrice è solo un esempio.

Madame  è una cantautrice giovanissima e trasgressiva, la sua trasgressione ad un esame più attento è molto omologata: identità liquida, ovvero nessuna identità stabile e rifiuto di ogni verità oggettiva, sono i capisaldi del suo credo. Si può  congetturare che offre al pubblico ciò che lo stesso, condizionato da un consumismo senza progettualità, “vuole, ricerca e desidera”. Insomma la nuova trasgressione è interna al circuito del mercato, lo alimenta fino a diventare la sovrastruttura che sostiene l’individualismo apolide.

Le trasgressive spesso sono donne,  esse sono lo specchio della condizione attuale, di conseguenza non sono trasgressive, ma  la speculare espressione della struttura economica. Alle nuove generazioni con famiglie e formazioni a brandelli, Madame appare trasgressiva, sembra rompere ogni regola ed etica, è oltre il bene e il male, in realtà è parte di un sistema, il quale ha  lo scopo di produrre consumatori liquidi di merci, corpi e amori effimeri. Insomma ciò che è trasgressivo non è altro che la normalità del nostro tempo storico. Le nuove generazioni si abbeverano alla nuova normalità del capitalismo pensando  ingenuamente di essere “fuori dal comune”. La nostra è un’epoca di inganni, viviamo in una caverna platonica, discernere è una operazione che necessita di una consapevolezza collettiva e comunitaria.

I veri trasgressori, la storia ci insegna, sono coloro che rompono le logiche e le ideologie sclerotizzate con il vuoto scientemente organizzato di pensiero e concetto. Trasgressori sono coloro che denunciano le violenze e l’irrazionalità del potere. Siamo di fronte, ancora una volta, a un episodio di individualismo: ad un provvedimento legislativo, l’obbligo vaccinale, vissuto come pericoloso per la propria salute, si reagisce, “pensando al proprio particulare”, e disinteressandosi degli effetti sociali di provvedimenti giudicati “discutibili”. Se solo lo sguardo di queste donne si fosse posato su coloro che hanno tentato di avviare una pubblica discussione tra gli insulti, sugli invisibili che hanno subito gli effetti avversi e sulle lunghe file di lavoratori che la mattina con pazienza e sacrificio dovevano effettuare i tamponi per non vaccinarsi,  forse il loro agire sarebbe stato diverso. Tutti dobbiamo imparare a guardare il mondo e le vite oltre la cortina degli inganni e delle paure.

 

Il Re è nudo

La trasgressione si rivela da operetta, nella logica del politicamente corretto, il Re è nudo, si potrebbe dire “nudissimo”. Personalità liquide non rappresentano una vera trasgressione, poiché difendono unicamente gli interessi personali senza alcuna sensibilità per il sociale, la liquidità comporta la flessibilità che consente di adattarsi al sistema. Chi non ha una identità e non elabora processi dialettici per giungere ad una verità oggettiva condivisa non può che essere in balia del capitale. Cade anche la retorica delle donne che sarebbero sempre le migliori. Siamo dinanzi a persone in linea con l’egoismo sociale osannato dal sistema. La loro popolarità poteva essere usata per elevare il livello di coscienza e per favorire l’uso pubblico della ragione, invece ha vinto l’individualismo atomistico che rende i singoli fragili e divisi dinanzi alla iattanza del dominio. La grande domanda che ci dobbiamo porre, senza giudicare, è imparare da questi casi, a porci il quesito della prassi:

 

“Che fare?”

La domanda già indica che dobbiamo agire con le parole e nella realtà concreta per smascherare l’ideologia della trasgressione che cela una normalità triste e monotona. L’altro quesito è se sono colpevoli, e fin quando lo si è, se le leggi sono di dubbio equilibrio. Insomma, forse, è ora di entrare in un tempo di resistenza  comunitaria  con l’uso della pubblica ragione, come dovrebbe avvenire  nelle democrazie reali e non virtuali. Se torniamo ad essere persone nella pienezza ontologica del nostro essere “animali sociali e politici” potremo vivere la profondità della  vera trasgressione: essere noi stessi con gli altri, ritrovarci nello sguardo che ci accoglie nella nostra verità particolare e universale senza paure e mutilazioni indotte.

La cantante Madame e la tennista Giorgi indagate per falsi green-pass

Fonte foto: Head Topics (da Google)

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