Dick factory

Le città europee ed ora anche in talune città italiane si susseguono le inaugurazioni delle pasticcerie sexy. Torme di ragazze e di ragazzi si accalcano per gustare la pasticceria a “forma sexy”. Dove avvengono le inaugurazioni si dà ampio spazio alle parole degli imprenditori, spesso giovanissimi, che esaltano la goliardia dell’idea, dichiarano che, finalmente è caduto un altro tabù, e naturalmente, rassicurano sulla qualità dei dolci. Si presentano, quasi, come pedagogisti delle nuove generazioni.  All’interno del locale dove giovani e giovanissimi consumano il pasto sexy vi è, anche,  un angolo per i selfie. Il prodotto – rassicurano – è anche instagrammabile.

Nei media locali vi è l’osanna alla nuova imprenditoria giovanile coraggiosa e capace di produrre posti di lavoro. Nessuno osa esprimere un giudizio, si passerebbe per moralisti e sabotatori dell’economia. Naturalmente la goliardia non è neutra come non lo è l’idea imprenditoriale. Ogni esperienza è prospettica ed ideologica, ma si deve far passare ogni esperienza e prodotto economico come “naturale” ed “indiscutibile”. Il neoliberismo ha insegnato alle nuove generazioni senza maestri, madri e  padri che il mondo è da divorare E DA GODERE. Le relazioni non hanno fondamento comunicativo, ma sono esperienze erotiche di nessun valore qualitativo. A livello simbolico tali idee imprenditoriali rappresentano la nuova pedagogia del capitale: tutto dev’essere consumo, ogni limite è un ostacolo all’imprenditorialità la quale dev’essere libera da vincoli giuridici ed etici.

La pedagogia del capitale avanza in assenza di luoghi dove le nuove generazioni possono formarsi e discutere per diventare consapevoli della realtà storica in cui sono implicati.  Il loro posto è dato alla fabbrica del sesso che diviene l’introduzione ad una visione del mondo. Le relazioni erotiche non devono basarsi su sentimenti ed impegni, ma sono scambi di organi da consumarsi velocemente.  Esse divengono l’archetipo mercantile  che fonda ogni altro tipo di relazione: l’altro è sempre un mezzo, mai il fine.

La persona non è una unità viva, ma una parte con cui scambiare veloci pasti senza impegno. La percezione è distorta, l’abitudine alla goliardia dello scambio della parte per il tutto, contribuisce alla distorsione della percezione. Tale distorsione è il prodotto di un sistema che con la cultura dell’immagine ha già contribuito a ridurre la totalità alla sola parte da mostrare a fini seduttivi. Si incentiva la sessualità orale, freudianamente, una forma e una fase di sessualità immatura. L’oralità è regressione ad una fase infantile, si sostiene la formazione di personalità infantili. Le implicazioni di un semplice gesto sono plurime, tanto più che tali idee imprenditoriali si concretizzano in un contesto che ha rinunciato ad ogni paideia.

Se si accetta simbolicamente lo scambio in pasticceria di dolci a forma di organi sessuali, nella realtà lo scambio sarà più semplice ed immediato, non mediato dalla ragione. Si uccide l’immaginazione erotica, già assediata dalla pornografia.

Si produce in serie e nella forma del divertimento di gruppo l’animalizzazione dell’essere umano, il quale ha appetiti da gustare velocemente, l’altro non è una persona, ma un mezzo da usare per il proprio piacere onanistico, perché l’altro scompare, se è ridotto ad un organo.

Tutto concorre all’educazione sentimentale di un giovane o di un adulto, tanto più che la  dickfactory si inserisce in un contesto di disintegrazione delle comunità e delle relazioni. Non vi è trasgressione di nessun genere in tale imprenditoria, poiché è organica al sistema attuale il quale domina gli esseri umani con il sesso e i selfie. La trasgressione al tempo del capitalismo integrale è l’impegno gratuito e il dono di sé, ma il neoliberismo prosegue la sua corsa, malgrado i risultati ed i fatti di cronaca sempre più tragici.

Persone  con l’abitudine al consumo totale non sono più tali, hanno abdicato al senso critico  e politico, per cui non fanno paura, sono docili consumatori di ogni esperienza nel pascolo del mercato.

La nuova imprenditoria  è il punto finale di un capitalismo senza etica che deve produrre plusvalore e guadagno, pertanto ogni limite è tacciato di moralismo. Nel silenzio generale vi è da effettuare uno sforzo di immaginazione, adolescenti senza educazione sentimentale che consumano simbolicamente organi sessuali come pasticcini, quale tipo di visione sociale, etica e politica potranno avere? La risposta è semplice: nessuna. Formare nichilisti passivi con la presunzione di essere trasgressivi e liberi è l’ultimo inganno di un sistema che ha rinunciato alla cura delle nuove generazioni per consegnarle alla voracità del mercato.

Puntare sulla dickfactory è molto semplice e a rendita sicura, sarebbe stato interessante la riproduzione di opere d’arte in pasticceria, ma per tale scopo ci vuole pensiero e cultura che sembrano scomparse dal nostro orizzonte.

🍰 La pasticceria che fa PENI e VAGINE - YouTube

Fonte foto: Milanotoday (da Google)

 

2 commenti per “Dick factory

  1. gino
    8 Agosto 2022 at 16:24

    discordo con l´articolo, ma non per la critica agli aspetti consumistici quanto agli aspetti psico/antropologici.
    “Le relazioni erotiche non devono basarsi su sentimenti ed impegni, ma sono scambi di organi da consumarsi velocemente”… questa é la classica visione “antinaturale” del sesso di stampo giudaico-cristiano. leggo le stesse cose da gente di destra e fondamentalista-religiosa.
    e non credo proprio che la rappresentazione (in questo caso pasticciera) del sesso abbia un effetto di stimolo, anzi é proprio il contrario: é la mancata sessualitá che produce le rappresentazioni e la sublimazione della libido verso altri scopi (in questo caso il consumo). freud docet.
    sentimenti e impegni possono esserci ma anche no, in “natura” direi 98% no.

    p.s. per “natura” della sessualitá intendo come questa si sviluppa se lasciata in pace, senza ideologie e religioni a distorcerla e incanalarla (se non eliminarla).

    • Yak
      11 Agosto 2022 at 14:03

      Condivido la lettura di Gino del fenomeno: in questo caso si tratta di una forma di sublimazione, si tromba meno e peggio ma si mangiano i dolci a forma di uccello e/o di vagina illudendosi di essere più disinibiti e liberi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.