Occidentalismo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

Che cos’è l’occidentalismo ?

Diciamo che si tratta di una specie di malattia professionale che, da qualche tempo in qua, colpisce politici e  opinionisti al di qua e al di là dell’Atlantico; per non parlare degli apparati militari e di sicurezza.

Occidentalismo è il fatto che la Cia, ai tempi dell’esplosione del jihadismo avesse pochissime persone che parlassero l’arabo; e ora scarseggi in modo impressionante di personale in grado di capire il cinese. Mentre, ancor oggi, la sezione Asia centrale è quella che si occupa della Russia.

Occidentalismo è considerare protagonista o magari solo simbolo dell’alternativa al regime Navalny o magari la tennista cinese solo perché “sono dei nostri”. Senza curarsi minimamente di quelli che non lo sono; ma combattono lo stesso per cambiare il paese in cui vivono.

Occidentalismo è vedere l’Afghanistan solo attraverso gli occhi delle donne di Kabul; dimenticandosi che siamo in un paese di 40 milioni di abitanti, un certo numero dei quali rischia di non superare l’inverno.

Occidentalismo è credere che Guaidò sia mai stato il legittimo rappresentante del popolo venezuelano. Mentre da tempo è completamente screditato. E mentre le ultime elezioni, con la presenza di osservatori internazionali, hanno semplicemente confermato quello che era ovvio sin dal principio: che Maduro vince semplicemente perché è l’unica minoranza organizzata e motivata; e che, per altro verso, il 60% dei venezuelani ne ha piene le tasche di tutti i politici.

Occidentalismo è la convinzione, ormai radicata, che i migranti arrivino da noi perché spinti dagli scafisti o da regimi cattivi e non per le condizioni insostenibili in cui vivono anche per colpa nostra. E che, per inciso, non facciamo nulla, ma proprio nulla per modificare.

Occidentalismo è l’orrendo perché permanente doppio standard che  applichiamo nel giudicare le cose del mondo. Dalla valutazione della “qualità delle vittime” ( quelle che appartengono al nostro mondo, oggetto di attenzione particolare; gli altri, numeri spesso considerati come effetti collaterali ).  E dalla qualità delle cause: Navalny icona universale; Aung San Suu Kyi, attenzione distratta; per Assange, che rischia l’estradizione negli  Stati Uniti dove è stato condannato a 170 anni di galera, neanche un appello piccolo così, “Scusate, ma abbiamo già dato”. E, infine e soprattutto, a partire dal giudizio sulla natura stessa dei diritti umani: dove  il diritto a manifestare fa, ormai quasi automaticamente, premio su quello di vivere e di non essere uccisi.

A simboleggiare, in modo tragicomico, questo doppio standard, il “forum delle democrazie”, organizzato dall’ottimo Biden ( per nostra fortuna, sarà una riunione a distanza ) a dicembre: dove, tra gli invitati, spiccano il Brasile di Bolsonaro, i narcostati dell’America centrale, la Colombia di Duque e il Cile di Pinera, la Repubblica democratica del Congo, l’Angola e il Pakistan. E mi fermo qui.

Personalmente,  non credo che questa “cecità procurata” sia frutto di un qualsiasi disegno. O che abbia a che fare, con l’egemonia del capitalismo. Penso semplicemente che sia un segnale di stupidità; e nello specifico, della totale, sopravvenuta incapacità di capire l’“altro da noi”. E le sue motivazioni. Ritenendolo così, in definitiva, non solo malvagio ma anche irrazionale.

Dire queste cose non significa “stare dalla parte degli altri”. Stiamo tutti, inutile dirlo, dalla parte della democrazia. E vorremmo che questa crescesse in tutto il mondo, anziché arretrare dappertutto, anche e soprattutto all’interno del nostro mondo. Magari proprio perché la difendiamo in modo del tutto sbagliato…

Navalny avvelenato con il Novichok, arriva la conferma del governo tedesco  - Corriere.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 commento per “Occidentalismo

  1. Alessandro
    30 Novembre 2021 at 10:54

    “Personalmente, non credo che questa “cecità procurata” sia frutto di un qualsiasi disegno. O che abbia a che fare, con l’egemonia del capitalismo. Penso semplicemente che sia un segnale di stupidità; e nello specifico, della totale, sopravvenuta incapacità di capire l’“altro da noi”. E le sue motivazioni. Ritenendolo così, in definitiva, non solo malvagio ma anche irrazionale.”

    Senza ombra di dubbio, però questa stupidità dilagante prospera in questo sistema, che quindi crea le condizioni ideali perchè si sviluppi. Il capitalismo nella sua fase attuale, ma anche nel passato per quanto sia stato in alcune fasi del secolo scorso parzialmente imbrigliato, è interessato solo al profitto di pochi e a questo si vota anima e corpo. Con ciò non voglio affermare che altri sistemi politici e socio-economici siano esenti da difetti, tutt’altro, ma sono animati da ideali, che vanno oltre il mero tornaconto lobbistico. Ciò che abbiamo di fronte manifesta invece un totale disprezzo per ciò che ha valore, basti solo pensare alle bufale femministe propagandate a reti unificate. Ma che razza di umanità pensiamo possa venir fuori da questo modus operandi?

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