Se non hai i soldi non hai neanche l’amore

“Se non hai i soldi non hai neanche l’amore”. E’ la frase pronunciata esplicitamente da uno dei coprotagonisti dell’ultimo film di Wim Wenders, “Perfect days” che ho visto proprio ieri.

Il film, per la verità a mio parere troppo lento e pesante (Wenders non è mai stato nelle mie corde..) contiene sicuramente degli spunti molto interessanti di riflessione, anche se per lo più nascosti fra le pieghe, sia di ordine esistenziale che sociologico. L’amore, la morte, la malattia, le ferite di diverso genere che la vita ci infligge, le relazioni familiari e umane, la solitudine, la condizione sociale di molti.

Nel caso dell’episodio in oggetto, il messaggio è invece reso evidente. Un ragazzo che lavora come addetto alle pulizie nei bagni di Tokio – così come il protagonista che ha un passato avvolto nel mistero – pronuncia questa frase scandendola in modo forte e chiaro e nello stesso tempo disperato. Nel contesto di un film dove tutto è sempre molto soffuso, dove ogni parola è centellinata e i toni sono sempre estremamente pacati, non può essere casuale.

Insomma “homo sine pecunia, imago castitatis”, sembra dirci Wenders, senza però approfondire la questione anche perché il film comincia ad affrontare altri aspetti, come dicevo, di natura psicologica ed esistenziale, comunque interessanti e non separabili dal contesto sociale. E infatti è ambientato in Giappone, un paese dove la solitudine, insieme a ritmi sfrenati di lavoro, di incomunicabilità sociale e umana, miete, metaforicamente e non  solo, molte vittime.

Da appassionato di cinema non lo consiglierei perché, come ripeto, ho altri gusti cinematografici. Ma non c’è dubbio che i temi affrontati siano assolutamente fondati e soprattutto più che mai attuali.

Perfect Days, recensione: Wim Wenders va in Giappone e tira fuori un  gioiello

Fonte foto: da Google

3 commenti per “Se non hai i soldi non hai neanche l’amore

  1. Simone Maggiolo
    4 febbraio 2024 at 16:41

    Non hai i soldi, non hai l’amore, non hai il cibo, non hai niente.
    Non hai niente.
    Nell’era della proprietà privata tu non hai niente e ti vergogni a dirlo.
    Anno domini 2024.
    Una volta si dava un taglio religioso a digiuni, astinenze e penitenze.
    Si diceva che fosse così nella Russia degli zar.
    Anno domini 2024 Masterchef in TV e le arance a 5 euro al kg.
    L’amore?
    Stiamo diventando hikikomori tra un po’ manco più usciremo di casa perché costa troppo.

  2. Simone
    4 febbraio 2024 at 16:42

    Non, mangi, manco il T9 ha colpito

  3. Piero
    5 febbraio 2024 at 12:24

    Le buone cose di pessimo gusto di Gozzaniana memoria…

    Accontentatevi proletari, anche di pulire le deiezioni dei più ricchi (e chi lo può sapere meglio di un ex ricco, che l’ha scelto), ricchi alienati ed incapaci di godere del raggio di luce che filtra tra le chiome degli alberi…

    Accontentatevi, ora che siete sostituibili con umanoidi e modificare l’essere con la tecnica genetica…

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