Argentina: il Governo del Presidente Milei sposa le ricette del FMI

Un grande piano di austerità tra licenziamenti, rincari e tagli alle pensioni

 

Come sempre accade, passata la sbornia elettorale si svela la vera essenza dei governi reazionari. Dopo la vittoria di Milei alle elezioni presidenziali in Argentina il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale avevano ricordato al paese sudamericano la gravissima crisi economica in cui si trova e il debito pubblico da tempo in continua crescita e ormai fuori controllo. Trascorse poche settimane arriva puntuale la prima manovra economica del ministro dell’Economia argentino che ha presentato un autentico piano di guerra contro i lavoratori: licenziamento di migliaia di dipendenti pubblici e tagli indiscriminati al welfare, l’esatto contrario delle promesse in campagna elettorale di Javier Milei.

Cancellare i sussidi per i servizi pubblici, aumento delle tariffe, svalutazione della moneta ma soprattutto tagli e licenziamenti di massa avranno l’effetto di falcidiare il potere d’acquisto dei salari, delle pensioni e ridurre ai minimi termini i programmi sociali.

Altri tagli sono annunciati in virtu’ della riduzione dei trasferimenti dallo Stato nazionale alle province, la fine dei sussidi all’energia e ai trasporti e il rincaro generalizzato delle tariffe del servizio pubblico oltre al mancato rinnovo dei contratti pubblici, e parliamo di interventi destinati a mettere in ginocchio ogni Provincia argentina.

Ricette tipicamente neoliberiste, come l’annuncio di riduzione delle tasse per le imprese e il grande capitale in un contesto economico disastroso, per un Presidente che si era espresso contro la casta economica e politica salvo poi ricredersi e dare vita ad un piano, senza precedenti, di austerità senza intaccare il potere economico del grande capitale finanziario, terriero ed industriale argentino.

All’orizzonte un crudele attacco alle condizioni di vita per milioni di lavoratori e lavoratrici e a conferma di chi siano i mandanti di questo piano di austerità arrivano le dichiarazioni dei vertici del FMI.

“Accogliamo con favore le misure decisive annunciate oggi dal presidente Javier Milei e dal suo team economico per affrontare le principali sfide economiche dell’Argentina: un passo importante verso il ripristino della stabilità e la ricostruzione del potenziale economico del paese”.

L'ultra destra conquista l'Argentina: Milei è il nuovo presidente | il  manifesto

Fonte foto: da Google

 

 

 

2 commenti per “Argentina: il Governo del Presidente Milei sposa le ricette del FMI

  1. gino
    15 Dicembre 2023 at 21:41

    veramente queste misure non sono affatto “l’esatto contrario delle promesse in campagna elettorale”, non si é ricreduto proprio per niente.
    l´unica cosa su cui si é ricreduto é la dollarizzazione, almeno per ora.
    sono misure quantitativamente molto peggiori delle solite in stile FMI. perché i sussidi statali (insostenibili, occorre dirlo) a generi alimentari, tariffe e combustibili erano in misura monumentale.
    gli alimentari di base aumentano dal 100 al 180% e la benzina ieri del 37%.
    mercoledí prossimo le prime proteste di piazza.

    p.s. l´hanno votato soprattutto i giovani sotto i 25 anni, la generazione incollata allo smartphone

    • Federico Lovo
      16 Dicembre 2023 at 17:29

      infatti nessuna sorpresa. Lo dico da mesi: un errore accettare l’Argentina nei BRICS+, si sapeva che questo macellaio sociale, per giunta orgogliosamente prostrato all’Occidente “allargato” (con ciliegina ultra-sionista sulla torta) poteva diventare Presidente, in un Paese evidentemente dissennato in gran parte della sua popolazone. Se vi ascoltate le sue interviste sulla “lotta al socialismo nel mondo”, vi potete rendere conto del livello del personaggio e dei suoi elettori.

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