Cuba ed Iran: campioni mondiali nella lotta alla droga

«La droga la combatteremo come ci ha chiesto il nostro Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz nel 2003: ‘A sangue e fuoco’» Colonnello Juan Carlos Poey Guerra, Capo della Direzione Nazionale Antidroga del Minint

Manifesto del FRONTE della GIOVENTU’ COMUNISTA sulla droga.
“Chi ti vuole addormentato la droga non ti farà mancare. La droga è nemica della gioventù e della classe operaia. No alla droga.”

 

Il pedagogo dell’imperialismo USA, Roberto Saviano, ha più volte preso di mira Cuba ed Iran in quanto ‘’stati canaglia’’ ripetendo a pappagallo le etichette di CIA e MOSSAD. Le calunnie nei confronti di questi due stati indipendenti cadono dopo una attenta disamina; Iran e Cuba hanno molteplici meriti nel campo della decolonizzazione i quali – aldilà delle differenze culturali – vanno riconosciuti e lodati. In quest’articolo – breve, ma documentato – mi occuperò della lotta contro il narcotraffico. Nei paesi rivoluzionari la droga è stata, letteralmente, messa al bando. Il ‘’giornalismo di regime’’ finge di non saperlo; giornalismo o propaganda? Saviano sembra scrivere sotto dettatura della CIA, ma ‘’i fatti hanno la testa dura’’, come diceva Lenin.

 

Cuba

La Rivoluzione del 1959 eliminò tutti i fenomeni più abietti del capitalismo: droga, sfruttamento della prostituzione e violenza contro le minoranze etniche. Fidel Castro ed Ernesto Guevara – di cui ricordo il memorabile articolo Il socialismo e l’uomo a Cuba – si impegnarono in prima persona spiegando ai lavoratori cubani come l’imperialismo USA utilizzasse lo smercio di sostanze stupefacenti per svilire le forze vive della classe operaia, la sola in grado di porre fine alle ruberie della borghesia nord-americana. Per Guevara, tanto la droga quanto l’abuso delle sostanze alcoliche, erano il risultato dell’abbrutimento a cui porta il capitalismco, che allontana gli esseri umani dall’impegno sociale. Scrisse l’allora Ministro dell’Industria: ‘’La reazione contro l’uomo del XIX secolo ci ha portato a una ricaduta nel decadentismo del XX secolo; non è un errore troppo grave, però dobbiamo superarlo, se non vogliamo aprire un ampio arco al revisionismo. Le grandi masse si vanno sviluppando, le nuove idee stanno acquistando un naturale impeto in seno alla società, le possibilità materiali di sviluppo integrale di tutti i suoi membri in assoluto rendono più produttiva la fatica. E’ un presente di lotta, ma il futuro è nostro’’. La cultura della morte è parte di questa ondata ‘’decadente’’ che mira ad annichilire la mobilitazione di classe, sovrapponendo le manipolazioni biologiche agli autentici diritti civili (democratici) e sociali. Secondo il giornalista L. Alberto Rodriguez: ‘’La politica cubana di ‘’Droga zero’’ è inserita in un modello dove l’essere umano è al primo posto, il denaro dopo ‘’ 1. Nessun cartello della droga– a differenza di quello che avviene negli stati vassalli degli USA – si è radicato nell’isola.

Le autorità cubane hanno ribadito, proprio recentemente, la centralità della lotta contro tutte le droghe. Il giornale Granma ci offre una interessante panoramica dei lavori in corso riportando la posizione del Pubblico Ministero Generale della Repubblica (FGR) e del Tribunale Supremo Popolare, durante la seconda giornata di lavoro della  commissione dei  Temi Costituzionali e Giuridici del Parlamento:

«La presenza di droga in Cuba è infima, ma questo non smette d’essere un fenomeno preoccupante»

«Il contesto internazionale sta influendo nell’esistenza di questo fenomeno nell’Isola e in particolare per la tendenza mondiale di rendere flessibili le sanzioni per coloro che incorrono in questi reati e per la decisione presa in 12 paesi di depenalizzare vari tipi di sostanze – sette appartenenti alla nostra area geografica»

«Per questa ragione la maggior quantità di droga che entra in Cuba giunge dalle rive del mare, anche se noi non siamo il paese di destinazione. Per questo è imprescindibile il controllo di queste zone, per evitare che qualsiasi persona l’ incontri e tenti di commerciarla» 2

L’imperialismo USA sta cercando di destabilizzare lo stato cubano attraverso l’attività dei narcotrafficanti, con l’obiettivo di rovesciarlo e di imporre un ‘’regime’’ del malaffare connotato dalla violenza classista; dalla mafia centro-americana organizzata dalla CIA ai singoli spacciatori. Il sottoproletariato si riconferma essere ‘’la fanteria leggera del capitale’’. Bassa manovalanza.

La reazione del PCC è durissima, leggiamo:

‘’Il Pubblico Ministero inoltre applica il Decreto Legge  232  2003 e  la norma amministrativa che stabilisce  la confisca delle case e terre per fatti relazionati con le droghe. 
“L’individuo a cui si confisca la casa non resta in mezzo a una strada: lo si sistema in un’altra o si decide se mandarlo in affitto, in dipendenza della gravità», ha assicurato il Pubblico Ministero Generale della Repubblica.
Rubén Remigio Ferro, presidente del Tribunale Supremo Popolare,  ha assicurato che questa istituzione mantiene un’attenzione differenziata per i temi relazionati alla droga, mantenendo il rigore nella risposta penale.
«La droga la combatteremo come ci ha chiesto il nostro Generale d’Esercito
Raúl Castro Ruz nel 2003: ‘A sangue e fuoco’».
“Non permetteremo che questo fenomeno si scontri con quello che il nostro paese progetta verso il futuro», ha valutato il Colonnello Juan Carlos Poey Guerra, Capo della Direzione Nazionale Antidroga del Minint’’

La delinquenza, grande o piccola che sia, soffre il regime di tolleranza zero imposto – giustamente – dai rivoluzionari e dal governo cubano.La “sinistra imperiale” occidentale, al contrario, è estremamente debole su questa questione e di fatto arriva ad essere connivente.

 

Iran

Il narcotraffico è un reato gravissimo secondo la legge islamica. Negli stessi termini, gli spacciatori – quindi anche i piccoli delinquenti – sono considerati ‘’non musulmani’’, potenziali corruttori, per conto delle potenze straniere, degli iraniani. L’Iran nella lotta contro la droga è implacabile, si tratta – oltre al processo di decolonizzazione – di uno dei meriti fondamentali della rivoluzione islamica e nazionalista. Soltanto un popolo forte, consapevole e devoto – secondo le autorità persiane – può combattere l’imperialismo ed il sionismo, maggiori sponsor della mafia ‘’masso-capitalistica’’.

La Repubblica Islamica dell’Iran è, a pieno titolo, leader mondiale (insieme a Cuba) della guerra al narcotraffico seppur l’UE si ostini a non voler collaborare con essa: ‘’”E’ sempre in aumento il traffico di illecito di stupefacenti  da paesi europei verso Iran”, ha detto un responsabile della dogana iraniana, sezione anti droga. In particolare sono Gran Bretagna, Paesi Bassi e Spagna al centro delle critiche iraniane, sono paesi dove non ci sono controlli concreti ai loro confini per quanto riguarda il traffico di droga. Secodo la stessa fonte, solo nel 2016 sono stati sequestrati 204 carichi di ‘Gol’ alla dogana iraniana.  Si tratta di una nuova e pericolosa droga che proviene dall’ Europa. Questo mentre l’Iran rafforzando i suoi confini con l’Afghanistan e il Pakistan, sequestra periodicamente tonnellate di sostanze stupefacenti. La Repubblica islamica è ora leader mondiale nella lotta contro il traffico di droga, stando ai rapporti delle Nazioni Unite’’ 3. Che dire? In Inghilterra si sequestra dal 3% al 10% della droga, mentre nella nazione sciita si confisca il 40% dell’oppio e l’80% della morfina, il tutto su scala mondiale.

Per le Nazioni Unite la parola droga fa – giustamente – rima con crimine, scrive il giornale Informazione Libera. Per questo motivo è stata istituita una Agenzia Specializzata oggetto della fusione fra il Programma internazionale delle Nazioni Unite per il controllo della droga e il Centro per la prevenzione del crimine. Nel 2017, il Direttore Esecutivo dell’UNODC, il russo Yury Fedotov, intervenuto alla Conferenza internazionale tenutasi il 27 febbraio a Teheran ha raccontato come: ‘’l’oppio che prende la rotta dei Balcani porta ai trafficanti afghani proventi per 28 miliardi di dollari, una cifra che non solo ha superato il prodotto interno lordo dell’Afghanistan ma che costituisce solamente una delle tre principali rotte per l’esportazione degli oppiacei fuori dal Paese. Le altrettanto impressionanti cifre dell’ampliamento della produzione e dell’aumento del suo rendimento hanno indotto UNODC a rafforzare il coordinamento con i partner regionali e internazionali per costruire una maggiore cooperazione contro la criminalità transnazionale e il terrorismo. Conosciuto come “il sistema unico coordinato dall’UNODC per l’Europa e l’Asia centrale e occidentale”, le sue attività includono azioni tanto in Afghanistan quanto nei Paesi limitrofi, in Iran e Pakistan in particolare, per condividere informazioni e buone pratiche in materia di applicazione della legge, e condurre operazioni congiunte contro i trafficanti. Nota dolente resta non tanto la condivisione dell’azione politica, affidata al documento finale della Sessione speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dello scorso aprile sul problema mondiale della droga (UNGASS 2016), quanto il supporto finanziario ai processi decisi, su cui Fedotov non ha mancato di esprimere viva preoccupazione’’ 4. L’intervento di Fedotov mette in risalto un aspetto cruciale: la dollarizzazione dell’economia criminale. La mafia – russa, israeliana, statunitense od anche italiana – si arricchisce con i dollari facendo di Washington (prima ancora che Londra) il baricentro del malaffare; tutti i narcotrafficanti finiscono lì. Non è casuale l’abbandono di USA ed Israele delle Nazioni Unite, l’ONU è sempre più propensa a collaborare con Teheran su diversi piani; lotta alla droga, anti-terrorismo e democratizzazione del diritto internazionale. La NATO – contrariamente – è lo strumento ormai anacronistico degli USA, che fiancheggia per ragioni strategiche, i tagliagole centro-americani (Banda Zeta, ecc …) e i wahabiti del MEK-MKO. La verità nel ‘’giornalismo di regime’’ viene rovesciata.

Il sionista Saviano è realmente interessato a combattere i narcos messicani? Con tutta probabilità i tagliatori di teste della Banda Zeta (Los Zetas) non potevano avere – segretamente? – migliore propagandista; più dannoso che inutile.

http://www.cubainformazione.it/?p=23799

http://it.granma.cu/cuba/2017-07-13/la-lotta-contro-le-droghe-e-sempre-una-priorita-in-cuba

http://parstoday.com/it/news/iran-i102552-iran_lotta_alla_droga_da_ue_collaborazione_zero

http://www.informazionelibera.net/lotta-al-narcotraffico-unodc-plaude-alliran/

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