La strategia di Assad e Khamenei contro i neoconservatori USA

I media di regime non hanno preso in esame due eventi – estremamente importanti – correlati fra loro: (1) il presidente iraniano, Rohani, ha respinto la richiesta di dimissioni da parte del Ministro degli Esteri, Zarif; (2) la Guida Suprema Khamenei ha incontrato il presidente siriano Bashar al-Assad. I due statisti stanno mettendo a punto una strategia efficace contro il Piano Cerebrowski sistematizzato dai neoconservatori USA. La borghesia del bazar ed il ‘‘capitalismo in salsa persiana’’ potrebbero, ben presto, diventare un ostacolo; Rohani resiste, ma la sua politica di conciliazione ha portato il popolo delle periferie (giustamente) a contestare i ricchi borghesi delle metropoli.

La Guida Suprema iraniana, a detta di diversi analisti come Noam Chomsky e James Petras, è ‘’uno dei personaggi politici più intelligenti al mondo ‘’ 1, non per nulla nel corso del colloquio col presidente siriano ha subito inquadrato le mosse dell’imperialismo statunitense. La sua analisi è inoppugnabile:

“La questione della zona cuscinetto, che gli americani cercano di stabilire in Siria è tra quelle trame pericolose, che devono essere categoricamente respinte e contrastate”

“Attraverso la resistenza e la cooperazione del suo popolo, la Siria è riuscita a resistere contro una grande coalizione composta dagli Stati Uniti, Europa e i loro alleati nella regione ed emergere trionfanti da questa crisi” 2

La borghesia sionista è sul banco degli imputati: Israele si è alleato con Al Qaeda nel tentativo di balcanizzare uno Stato laico, compiendo incursioni piratesche nel territorio siriano. Le Nazioni Unite hanno il sacrosanto dovere di passare ad una politica di tolleranza zero nei confronti di Tel Aviv. Dalla pulizia etnica della Palestina alla distruzione pianificata del mondo arabo, i governi israeliani (di destra, centro e sinistra) non possono continuare a calpestare la giurisprudenza internazionale.

Il presidente Assad ha avuto il duplice merito di (1) coinvolgere l’opposizione nazionale nella gestione della situazione d’emergenza, spaccando gli avversari del Partito Baas; (2) dall’altra parte, con una ferma linea interventista, non ha fatto nessuna concessione alla borghesia ‘’vendi patria’’ fuggita all’estero (Turchia, Germania, paesi dell’est Europa). La guerriglia popolare ha vinto, il conflitto siriano conferma una delle regole più antiche della storia militare: un esercito di mercenari non può sconfiggere un popolo intero armato, la guerra asimmetrica fa pendere l’ago della bilancia dalla parte degli Stati indipendenti salvo rarissime eccezioni.

Le sanzioni (illegittime) statunitensi hanno provocato grandi sofferenze al popolo iraniano:

‘’L’Iran ha interrotto il suo programma nucleare in cambio di sgravi delle sanzioni internazionali, dimostrando di voltare pagina su una storia di 36 anni di isolamento diplomatico ed economico.

Ma i sogni di una nuova realtà per l’Iran con i paesi occidentali si interruppero bruscamente nel maggio 2018 quando il presidente americano Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo nucleare.

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che le sanzioni mirano a costringere l’Iran a porre fine al suo programma missilistico di difesa, una richiesta che i funzionari iraniani hanno ripetutamente respinto.

Ufficialmente, le sanzioni esentano i beni umanitari, come cibo, medicine e strumenti medicinali. Ma in realtà, proprio la carenza di beni di prima necessità ha colpito le famiglie iraniane in tutto il paese’’ 3

Il comportamento di Washington è decisamente ipocrita. In Iran la borghesia del bazar è alle corde, Obama l’ha raggirata e Trump non perde occasione per chiudergli i mercati, nessuno meglio dell’ex presidente Ahmadinejad aveva capito le reali intenzioni dell’imperialismo USA. Leggiamo:

‘’Si tratta di un accordo legale che è stato stipulato fra l’Iran e diversi paesi. In Iran è stato accettato dalle istituzioni ufficiali e il governo ha annunciato la ratifica dell’accordo con le sue condizioni. Pertanto è ormai un documento legale ma riguardo alle attese che avevamo creato con l’eco mediatica e i colloqui sulla questione nucleare e, proprio perchè riguarda un tema nucleare, è stato valutato come un fattore risolutivo dell’insieme dei problemi del mondo, risolutivo per l’abolizione delle sanzioni dell’Onu illegali e unilaterali e si pensava che sarebbe stata fatta ammenda delle sanzioni con la soluzione dei problemi. Secondo me l’informazione non è stata fatta bene. Alla nazione non è stata data una corretta informazione. E poi abbiamo visto che le decisioni non sono state applicate, le sanzioni continuano, sono state imposte nuove sanzioni, alcune sono state prolungate. Le ricadute dell’accordo non sono visibili’’ 4.

Il conflitto fra il popolo e l’elite, a Teheran, ha assunto una forma inedita: l’ala antimperialista dell’Islam sciita è entrato in rotta di collisione con le fazioni collaborative rappresentate dai moderati (riformisti), sostenitori acritici dell’onda verde del 2009. La visita di Bashar al-Assad ed il rilancio della Rivoluzione degli Oppressi da parte del Grande Ayatollah Khamenei è un messaggio chiarissimo al duo Rohani-Zarif: coi governi nord-americani, fino a quando gli USA rimarranno una nazione imperialista, non potrà mai esserci riconciliazione e, tanto meno, dei cessate il fuoco legalmente garantiti.

Il sogno del musulmano-marxista Ali Shariati e dell’Imam Khomeini non passa per il bazar, come le nuove conflittualità di classe e geopolitiche dimostrano.

http://parstoday.com/it/news/iran-i2005-chomsky_khamenei_uno_dei_personaggi_pi%C3%B9_intelligenti_al_mondo

http://pergiustizia.com/per-noi-aiutare-la-siria-e-sostenere-il-fronte-della-resistenza/

http://pergiustizia.com/cnn-pazienti-iraniani-muoiono-a-causa-delle-sanzioni-usa/

https://it.euronews.com/2017/04/19/intervista-all-ex-presidente-iraniano-mahmoud-ahmadinejad

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Fonte foto: Middle East Monitor (da Google)

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