La vittoria di Trump alle primarie repubblicane: un diversivo strategico del deep state

La vittoria di Donald Trump alle primarie repubblicane è un sintomo della transizione, di fatto, dell’Occidente collettivo verso una nuova Architettura di potere. La politica estera dell’amministrazione Biden è caratterizzata dall’escalation atlantista contro la Federazione Russa e dall’alleanza strategica fra la lobby degli straussiani ed il sionismo-revisionista israeliano; per fare ciò, la lobby progressista ha versato fiumi di sangue nelle ‘’zone tempestose’’, impoverendo gli europei del centro e dell’ovest. Dall’altra parte, Biden ha dato copertura ai fascisti del deep state, riciclandone il linguaggio ed approfondendo la proiezione geopolitica unilaterale dei neoconservatori repubblicani. Coi tacchi a spillo e la bandiera arcobaleno, la ‘’sinistra bianca’’ ha completato il matrimonio fra fascismo e transumanesimo. L’11 settembre 2001 (11/9) ha sancito il matrimonio fra democrazia capitalista e fascismo, mentre l’emergenza pandemica e la russofobia hanno coniugato il transumanesimo ‘’a sinistra’’.

 

Donald Trump, un diversivo del deep state      

Il presidente ungherese Viktor Orban, a colloquio con Trump, ha elogiato l’ex presidente statunitense come ‘’il presidente della pace’’, affermando come durante il suo mandato abbia creato le condizioni per la ‘’stabilità internazionale’’. La realtà è ben diversa; Donald Trump ha cercato di sostituire la subordinazione militare con quella economica, investendo in un sistema di potere che (forse) provoca meno morti, ma sempre di morti si tratta. Assecondando l’assassinio, da parte della CIA/Mossad, del generale Soleimani, l’ex presidente ha creato le condizioni geopolitiche per il genocidio del popolo palestinese.

Orban ha affermato:

“Abbiamo concordato che ci sarà pace quando ci saranno leader mondiali che vogliono la pace”, ha sottolineato il primo ministro ungherese, orgoglioso che “l’Ungheria sia uno di questi paesi”. 1

Il governo ungherese vuole una Internazionale liberale-populista che promuova una ‘’globalizzazione modificata’’; non è favorevole alla dottrina della ‘’guerra eterna’’, ma pensa di salvare il capitalismo coniugando ‘’unipolarismo ideologico’’ e ‘’sovranismo liberale’’. Il filoisraeliano Orban, foraggiato alla fine degli anni ’80 da Reagan, contribuì alla crescita dell’anticomunismo nell’est Europa; soltanto un analista in cattiva fede potrebbe inquadrarlo come un leader ‘’antisistema’’.

L’ex presidente Trump ha occultato la mattanza sionista contro il popolo palestinese, dicendo che si tratta d’’’uno scontro fra “civiltà e ferocia, fra decenza e depravazione, fra il bene e il male”. La linea della ‘’destra alternativa’’ è quella di riciclare la dottrina della ‘’scontro di civiltà’’, riportando le relazioni geopolitiche alla congiuntura storica antecedente l’11/9; come disse Marx ‘’la vecchia merde dell’antico regime’’, contrapposta all’ideologia ipocrita dei ‘’capitani d’industria’’. Non c’è un male minore, entrambe le scelte sono peggiori.

Gli sproloqui antisocialisti di Trump sono sintomatici di un regime, come quello statunitense, strutturalmente fallito e prossimo alla dissezione neocoloniale interna. La testata marxista del World Socialista Web Site (WSWS) ha dichiarato:

‘’Lo sviluppo di questa comprensione non è automatico. Richiede una lotta persistente e determinata per superare le menzogne e la propaganda dei partiti capitalisti. Allo stesso tempo, però, il socialismo corrisponde agli interessi oggettivi della classe operaia, una massiccia forza sociale internazionale, la stragrande maggioranza della popolazione, i cui interessi non trovano espressione nello sclerotico e fallito sistema politico americano.

Armata di un programma e di una leadership socialista, è la classe operaia che si dimostrerà capace di fermare l’escalation della guerra mondiale, di opporsi alla svolta della classe dominante verso il fascismo e la dittatura, di porre fine allo sfruttamento capitalista, di ristrutturare la vita sociale ed economica e di riprendere la marcia dell’umanità. Progresso sulla base dell’uguaglianza e del socialismo.’’ 2

Il Rivoluzionario marxista Ernesto ‘’Che’’ Guevara disse che ‘’il capitalismo è il genocida più rispettato del mondo ‘’. La classe operaia non raggiungerà mai la transizione al multipolarismo confidando nei leader dell’Occidente collettivo, una classe sovrastante meritevole di finire nella ‘’spazzatura della storia’’.

https://www.ambienteweb.org/2024/03/10/viktor-orban-a-colloquio-con-donald-trump-a-mar-a-lago-con-trump-unera-di-pace/

https://www.wsws.org/es/articles/2024/03/08/pers-m08.html

Trump vince le primarie repubblicane in New Hampshire, ma l'avversaria  Haley non si ritira: «La corsa non è finita»

Fonte foto: Il Mattino (da Google)

 

 

 

 

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