Niger. Cos’è il Movimento M62 contro l’occupazione francese

Mentre Francia, UE, USA e l’ECOWAS, sostenuto dall’Occidente, minacciano l’intervento militare se il presidente deposto Bazoum non sarà reintegrato, ogni giorno migliaia di cittadini scendono in piazza organizzati dal Movimento M62, che da anni si batte contro la presenza francese e per una reale indipendenza del paese.

 Niger. Cos'è il Movimento M62 che porta in piazza migliaia di cittadini contro  l'occupazione francese - Popoli e dintorni - L'Antidiplomatico

Migliaia di persone sono mobilitate nelle strade per sostenere il Consiglio Nazionale di Salvaguardia della Patria, il gruppo di ufficiali che ha preso le redini del paese, con parole d’ordine e slogan contro il loro ex colonizzatore: “Abbasso la Francia”, “Fuori le basi straniere”, “Per un nuovo ordine”, “Il Niger ai nigerini”.

Sin dalle elezioni dell’aprile 2021 in seguito alla vittoria, Bazoum, supportato dalla Francia, ha istituito blocchi di Internet, dei media e attacchi ai movimenti popolari. Le forze di sicurezza hanno represso le proteste e arrestato centinaia di oppositori.

Nel novembre dello stesso anno, con proteste di massa, i manifestanti cercarono di fermare il transito di un convoglio dell’esercito francese attraverso il paese, i soldati francesi e i gendarmi nigerini che scortavano il convoglio, spararono, uccidendo 2 nigerini e ferendone 18.

Annunciando il ritiro di 2.400 soldati dal Mali nel febbraio 2022, il presidente francese Macron aveva detto all’epoca che il “cuore” delle operazioni militari francesi nel Sahel “non sarà più in Mali ma in Niger“.

Indifferente al sentimento popolare antifrancese in Niger e nelle altre ex colonie dell’Africa occidentale, il “democratico” Bazoum, reclamizzato dalla BBC come ” un alleato occidentale chiave“, ha subito accolto in Niger le truppe francesi cacciate dal Mali.

“…È inaccettabile e intollerabile accettare questo ridispiegamento sul nostro territorio”, aveva detto Maïkol Zodi, uno dei leader del movimento di protesta che chiedeva il ritiro delle truppe francesi, avvertendo che “li tratteremo come una forza di occupazione“.

 

Obiettivo difesa della “democrazia” o dell’uranio?

Va sottolineato che il Niger è il terzo fornitore di uranio della Francia ed al settimo posto a livello mondiale.

La crisi in Niger si è impennata improvvisamente quando la Giunta militare ha vietato l’esportazione di uranio verso la Francia. Il metallo è fondamentale per Parigi, in quanto serve per alimentare le centrali nucleari, che producono circa il 60% dell’elettricità nel Paese europeo,oltre che per l’industria marittima e degli armamenti. Inoltre la stessa UE importa il 24% di uranio dalla Nazione africana.

Il Niger, che ha i minerali di uranio di più alta qualità, l’anno scorso ha prodotto 2.020 tonnellate di uranio l’anno scorso, produce circa il 5% della produzione mondiale e ha una riserva di 311.110 tonnellate in totale, secondo la World Nuclear Association (WNA),

La Francia ha bisogno di circa 7.800 tonnellate di uranio in media all’anno, per far funzionare 56 reattori in 18 centrali nucleari. Questo è il motivo per cui Parigi importa uranio dalla sua ex colonia da 50 anni e perché lo occupa da sempre.

Il Niger è anche il secondo fornitore di uranio dell’Unione Europea.

 

Il 4 luglio 2022, una coalizione di circa 20 associazioni, alcuni sindacati di varie categorie e comitati popolari, forma M62, che riunisce le maggiori realtà di lotta contro la presenza militare straniera. Questo movimento è impegnato da anni nel tentativo di espellere i soldati stranieri dal Niger e oggi è diventato protagonista delle manifestazioni popolari. Abdourhamane Ide è un membro del consiglio generale e una delle anime delle manifestazioni che attraversano Niamey e altre città. Così si è espresso in questi giorni a nome del Movimento: “…Il nostro è un movimento radicato nel territorio e cerchiamo di rappresentare le diverse anime della società nigerina. Da anni stiamo lottando duramente per cacciare tutti i militari stranieri dal nostro Paese, non abbiamo bisogno di balie internazionali, l’esercito del Niger può benissimo difendere la sua gente… I francesi non sono qui per aiutarci, solo per sfruttarci. Appoggiamo con tutto il cuore il colpo di stato dei nostri soldati che si sono ripresi la dignità che le truppe straniere avevano loro tolto. L’ex presidente Bazoum era al servizio di Parigi e Washington e non ha servito gli interessi del popolo nigerino, ma solo quelli degli stranieri che vengono qui a rubare il nostro uranio… Vogliamo lavorare con il Mali e il Burkina Faso, i nostri vicini, che hanno migliorato le loro condizioni di vita da quando hanno cacciato i francesi e operano con i russi. Parigi ha solo finto di combattere il jihadismo, usandolo come scusa per avere basi militari qui e sfruttare la nostra ricchezza. Con Mosca possiamo lavorare diversamente, è finito il tempo dei francesi in Africa…”. Una presa di posizione forte e decisa che vede nella Russia il partner migliore per il Niger.

L’obiettivo principale del programma politico di M62 e di tutte le proteste è la matrigna Francia, che, se perde anche il Niger e il suo uranio, subirebbe quasi un colpo di grazia per l’impero morente della Francafrique.

 

Coordinatore del movimento M62, è Abdoulaye Seydou, uno dei militanti antifrancesi più noti nel paese, il quale ha denunciato che le truppe francesi, schierate come parte dell’operazione Barkhane, hanno “ucciso più civili che terroristi”. Indossando una maglietta con l’immagine di Thomas Sankara alla protesta guidata dall’M62 nel settembre 2022, ha detto all’AFPci sono slogan antifrancesi perché chiediamo l’immediata partenza della forza Barkhane in Niger, che sta alienando la nostra sovranità e destabilizzando il Sahel”.

 

Il 23 gennaio 2023, Bazoum ha fatto arrestare Seydou, una detenzione arbitraria direttamente collegata al suo lavoro politico ed a una posizione fortemente patriottica, ad aprile, è stato condannato a nove mesi di reclusione per “diffusione di notizie suscettibili di turbare l’ordine pubblico e complicità in incendio doloso“. In questi giorni è stato liberato dalle nuove autorità.

Durante il colpo di stato di luglio il gruppo ha marciato a sostegno del colpo di stato. Su richiesta di Omar Tchiani, migliaia di nigerini si sono riuniti in Place de la Concertation a Niamey, davanti all’Assemblea nazionale, e hanno marciato verso l’ambasciata francese sventolando bandiere nigerine e russe, con slogan come “Abbasso la Francia, fuori Barkhane, non ci interessa l’ECOWAS, l’Unione Europea e l’Unione Africana!“, “Arrestare gli ex dignitari per recuperare i milioni rubati“, “Viva la Russia” e “Abbasso la Francia, lunga vita a Putin!”. I manifestanti hanno anche chiesto un intervento immediato del gruppo paramilitare russo Wagner. Durante la marcia sono stati chiusi gli ingressi alle ambasciate francese e americana. Le mura e i cancelli dell’ambasciata francese sono stati incendiati e danneggiati mentre i soldati nigerini e il generale Salifou Modi sono stati visti invitare la folla a disperdersi pacificamente.

Minacciando un intervento militare la Francia e gli Stati Uniti, con Macron e Blinken, attraverso

la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), hanno chiesto al presidente del Ciad, Mahamat Idriss Déby, di attivarsi per “…aiutare a pianificare/guidare una possibile forza di intervento in Niger, essendo la forza più operativa nelle immediate vicinanze“.

Solo per chiarezza, va ricordato che anche il generale Deby ha preso il potere con un colpo di stato, dopo che suo padre ed ex presidente Idriss Deby è morto in uno scontro delle sue forze armate contro un gruppo ribelle nel nord del Ciad nell’aprile 2021. Ma, a differenza del caso del Mali, del Burkina Faso o del Niger, dove i colpi di stato sono stati accolti da manifestazioni popolari di massa, il leader del golpe ciadiano ha dovuto affrontare proteste di massa, tra cui una importante il 20 ottobre 2022, che ha incontrato una violenta repressione.

ForeignPolicy la definì  come “una delle peggiori repressioni nella storia del Paese“. Centinaia furono imprigionati e le organizzazioni civili e partiti politici locali hanno affermato che fino a 200 persone sono state uccise. …Ma siccome Deby non ha chiesto il ritiro delle truppe francesi, egli rimane nella lista dei buoni, per i suoi sostenitori occidentali.

Il portavoce delle nuove autorità, Abdramane ha detto che l’obiettivo è “approvare un piano di aggressione contro il Niger attraverso un imminente intervento militare in collaborazione con alcuni paesi occidentali. Vogliamo ricordare ancora una volta all’ECOWAS o a qualsiasi altro avventuriero, la nostra ferma determinazione a difendere la nostra patria con tutti mezzi…”.

 

Il noto giornalista televisivo camerunense Gilles-Claude Mbong Etoundi, in una intervista al giornale francese “Le Parisiene”, ha così spiegato il programma della giunta militare “… L’esercito ha compiuto il suo putsch, ma allo stesso tempo i militari si stanno organizzando e coordinando con una spirale di gruppi della società civile e politici patriottici, come alleati dell’esercito. Questi gruppi, raggruppati sotto l’ombrello del movimento M62, danno forza e sostegno popolare al rovesciamento militare…”.

 

Tra questi vi è il Partito Panafricano del Niger che si è schierato al fianco della posizione di M62. Per Abdourahamane Oumarou, presidente del partito, è una questione prioritaria di sovranità e indipendenza.

 

In una intervista del 1 agosto all’agenzia di stampa “Ria Novosti”, Oumarou ha dichiarato che: “…il Niger vede la Russia come un partner serio e affidabile che può sostituire quelli da sempre presenti, che hanno solo sfruttato il popolo nigerino. Con essa si potranno attuare progetti congiunti reciprocamente vantaggiosi e sviluppare i depositi di uranio e petrolio nel Paese…Abbiamo uranio, petrolio e molto altro nel nostro Paese, ma dobbiamo vedere come lavorare e come svilupparli e condividerli, perché finora gli scambi con i paesi occidentali e con la Francia in particolare, non sono stati fruttuosi per il Paese, quindi l’Africa ora deve lavorare con la Russia, perché la Russia è seria e ci aiuterà a condividere tutto ciò che facciamo insieme…Il rafforzamento delle relazioni andrà a beneficio non solo dei popoli dell’Africa, ma anche dei cittadini russi. I russi non hanno molte aziende nel mio Paese, ma spero e penso che questo dovrà essere fatto. E penso che servirà a rafforzare la loro presenza reciprocamente vantaggiosa in Africa”…”, ha affermato il leader panafricanista nigerino.

 

Abdourahamane Oumarou ritiene che “…Noi come  partito panafricanista che sostiene la sovranità di ogni paese e popolo, siamo fermamente contrari alla presenza delle forze militari straniere dell’operazione Barkhane in Niger. E facciamo appello al popolo del Niger affinché si alzi come un solo uomo per bloccare tutto questo. Continueremo a denunciare e manifesteremo per riconquistare la nostra sovranità…”.

 

 

VIDEO della TV Francese dalle piazze di Niamey :

 

https://www.tf1.fr/tf1/jt-we/videos/putsch-au-niger-quelles-consequences-pour-la-france-35492247.html

 

https://www.tf1.fr/tf1/jt-we/videos/niger-les-francais-indesirables-23182458.html

 

Enrico Vigna,  IniziativaMondoMultipolare/CIVG – agosto 2023

5 commenti per “Niger. Cos’è il Movimento M62 contro l’occupazione francese

  1. Enza
    7 agosto 2023 at 11:30

    Un articolo ben fatto, documentato e con i piedi per terra. Certo, non da sottovalutare, al di là di ciò che arriverà ai nigeriani, la possibilità di un ribaltamento di inluenze e ingerenze nello sfruttamento delle riserve, più in generale, del continente. Un mondo in fermento, indubbiamente. Ma senza illusioni.
    Se penso che ancora, dopo circa 70 anni dal processo di decolonisation dell’Africa, i molti paesi la prima lingua è il francese…

    • Piero
      7 agosto 2023 at 12:37

      Concordo con la questione linguistica.

      Aggiungo che nel mondo occidentale la prima lingua è l’inglese, ovvero la lingua dei padroni.

      Non è strano che anche l’ UE adotti l’inglese?

      Si è mai visto il capo (in questo caso la “baronessa” la cui famiglia è stata insignita del titolo dai russi, i casi della vita) di una qualsiasi comunità che adotta come lingua una lingua straniera?

      Se i padroni parlano la propria lingua, conseguentemente anche i servi la parleranno.

      La UE è quindi serva degli anglosassoni.

      Nel 1992 con il trattato di Maastricht si decise per una UE di prassi liberale ordoliberista.

      Nel 2022 il capitalismo anglosassone si è imposto su quello renano.

    • gianna
      7 agosto 2023 at 14:26

      Sì, un articolo ben fatto, si vede che è uno che conosce le cose.
      Per ora è un piccolo movimento urbano, limitato quasi solo alla capitale, ma speriamo che si estenda nel paese ora che conviene ai militari.
      Dei militari francamente non mi fido per niente, da quelle parti cercano tutti l’oro e poi si appoggiano di qua o di là a seconda delle opportunità.
      Scusa se mi permetto, ma solo per non confondere con la Nigeria, gli abitanti del Niger si chiamano “nigerini” e non nigeriani.
      La lingua ufficiale è ancora il francese perchè non c’è una lingua nazionale, ma varie lingue diverse.

  2. Enza
    8 agosto 2023 at 7:09

    Ringrazio Gianna per le informazioni sul Niger e la visione lucida che ha della situazione in cui, parafrasando un famoso emistichio di Virgilio e racchiudendo in estrema sintesi, quel che più conta, indistintamente, è ” auri sacra fames”.
    Grazie per la rettifica su nigeriani invece che nigerini che il correttore automatico si ostina a segnalare errato riproponendo il primo. Ristrettezze e ignoranza digitali.
    Per la questione linguistica, che come osserva Piero si pone con implicazioni ben al di là della mera comodità di adottare una lingua unica per i paesi membri dell’Ue, tant’è che continua ad essere usato l’inglese accanto a un minoritario francese, sono valide le teorie di linguisti tra cui- capofila- Herbert Schiller che mette sullo stesso piano imperialismo economico e culturale. Sarebbe interessante sapere- ma in parte ne sono a conoscenza per il mio lavoro – quale Storia debbano studiare gli studenti ,ad esempio, del Mali e di tutti gli altri paesi in cui ancora pesante è l’impronta dei loro antichi colonizzatori.
    Sono questioni non di poco conto che la globalizzazione sta accentuando con l’accelerazione della scomparsa di numerose lingue, anche di aree economicamente più ricche. E quando muore una lingua, muore una cultura. E vince il Mercato, l’arbitro planetario con tutti i suoi sporchi e spietati interessi.

  3. Giulio Bonali
    8 agosto 2023 at 8:41

    un errore che é auspicabile non compiano (e al quale sembrerebbero almeno in qualche misura esposti) le popolazioni civili e i gruppi militari che stanno lottando contro l’ imperialismo occidentale in Niger e in altri paesi africani é quello di affidarsi troppo e troppo ciecamente all’ imperialismo russo.
    L’ odierna Russia é ben altra cosa che lì Unione Sovietica e il suo governo persegue gli interessi dei suoi capitalisti monopolistici finanziari, che possono contingentemente essere, e attualmente di fatto sono (e di molto) meno dannosi per l’ Africa di quelli dei loro omologhi di classe occidentali, cosicché é giusto allearcisi “tatticamente” finché non divergeranno troppo da quelli dei lavoratori e delle popolazioni di quel continente depredato; ma senza dimenticare che si tratta di far leva su contraddizioni interimperialistiche e non di godere dell’ appoggio internazionalistico di sinceri e onesti “fratelli di classe”, pena spiacevolissime sorprese prima o poi inevitabili, in caso di deprecabile carenza di un sano, realistico pessimismo della ragione e di una prudente lungimiranza.
    Di eventuali volontari cubani, che già hanno dato un contributo decisivo alla liberazione del Sudafrica dal suprematismo razzista bianco e alla liberazione dell’ Angola dall’ imperialismo neocolonialistico occidentale, mi fiderei quasi ciecamente, o almeno di sicuro infinitamente di più che dei mercenari prezzolati che combattono per il proprio pingue portafoglio (e con conseguentemente abbastanza ovvie infiltrazioni filonazistiche) della Wafgner.

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