Nuove perplessità sui fatti dell’11 Settembre 2001

Un recente articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano online punta il dito contro il lungo filo rosso che lega gli attentati dell’11 settembre di 14 anni fa negli Stati Uniti e la guerra civile in Siria che dal 2011 ad oggi ha causato 300mila morti e 4 milioni di profughi 1. Si tratta di una tragedia – come è stato giustamente evidenziato – in cui Casa Saud, alla prova dei fatti, ha avuto un ruolo fondamentale. Lo stesso ruolo che la dittatura saudita replica oggi nell’attacco neocoloniale alla Siria baathista, stato laico e multietnico.
Nel 2002 la Commissione d’inchiesta parlamentare preparò un rapporto riguardante i fatti dell’11 settembre. Il contenuto di quel documento, purtroppo, è sconosciuto nella sua parte saliente dato che l’amministrazione Bush decise di secretare un intero capitolo di 28 pagine e lo stesso Obama – a dispetto delle richieste della associazione dei familiari delle vittime – mantiene tuttora il segreto di Stato.
La decisione, stando alle parole dell’ex senatore Bob Graham, lascia molte perplessità “La pubblicazione di quelle pagine non costituirebbe una minaccia alla sicurezza nazionale, mentre lo è il loro occultamento. I Sauditi sanno cosa hanno fatto e sanno che il governo Usa lo sa e lo vuole tenere segreto: questo ovviamente li induce a continuare a fare lo stesso. Al Qaeda è stata una creatura saudita, così come lo sono i gruppi regionali tipo al Shabaab (in Somalia, ndr) e l’Isis è la loro ultima creatura”.
Le rivelazioni importarti dell’articolista de Il Fatto – a parte altre dichiarazioni riportate e sempre utili – si fermano qui. Siamo sicuri, invece, che la creazione dell’ISIS sia un problema solo di Casa Saud? L’imperialismo è un cane che si morde sempre la coda ed a smentire, seppur involontariamente il senatore, è l’ex generale statunitense Wesley Clark il quale ammette: “L’ISIS è nato grazie al finanziamento dei nostri amici e alleati per combattere fino alla morte contro Hezbollah”. 2

Le documentazioni e le fonti fino ad ora raccolte parlano chiaro: siamo davanti ad un’ asse saudita-statunitense contro l’Islam sciita: Siria baathista, Iran ed Hezbollah. Il giornalista italiano Franco Fracassi – ad esempio – ci riporta, in un articolo del 12 novembre 2014, quanto disse, nella piena impunità, il senatore di ultradestra John Mc Cain:” Ron Paul è mai stato in Siria? Si è mai incontrato con l’Isis? Si è mai incontrato con queste persone? Io conosco queste persone. Le ho incontrate tante di quelle volte e sono in contatto permanente con loro”. L’intervista è stata rilasciata a Fox News, agenzia di stampa vicina alla destra radicale Usa. Cosa omette di dire questo oscuro personaggio? Semplice, Mc Cain è un ingranaggio della diplomazia Usa che – contro gli Stati laici e l’Islam sciita – considera i terroristi takfiri suoi alleati.

Quindi Terry Strada dell’associazione Famiglie e Vittime dell’11/9 Unite per la Giustizia contro il Terrorismo ha pienamente ragione nel dire: “Nascondendo la verità sui finanziatori dell’11/9 si è garantita impunità ai responsabili che quindi si sentono liberi di continuare a finanziare organizzazioni terroristiche con il conseguente sviluppo allarmante di ramificazioni di Al Qaeda, come l’Isis”. Purtroppo anche questa volta il discorso è incompleto: gli USA hanno una collaborazione di lunga data con i takfiri. Non è sufficiente partire dall’11 settembre del 2001 – da cui emerge molto più di qualche ombra – ma dalla guerra contro l’Afghanistan filosovietico. Osama Bin Laden, e la sua famigliola di affaristi, sono naturalmente al centro dei giochi. Faccio un passo indietro nel tempo – seppur in estrema sintesi – per offrire al lettore un quadro più ampio della situazione.

Nel 2015, per ciò che riguarda il conflitto afgano-sovietico, le prove che inchiodano Washington con le spalle al muro sono molteplici ed inopinabili.

“Nel marzo 1985, il Presidente Reagan firmava la Direttiva di Delibera sulla Sicurezza Nazionale 166,…che autorizzava un aumento degli aiuti militari segreti ai mujahiddeen, e rendeva palese che la guerra segreta in Afghanistan aveva un nuovo obiettivo: la disfatta delle truppe Sovietiche in Afghanistan attraverso azioni segrete e favorire il ritiro Sovietico. — La nuova assistenza segreta USA iniziò con un drammatico aumento delle forniture di armi — il supporto arrivò nel 1987 alle 65.000 tonnellate annue,… così come un “flusso continuo” di specialisti della CIA e del Pentagono, che operavano al quartier generale segreto dell’ISI Pachistano sulla strada principale vicino a Rawalpindi, Pakistan. Qui gli specialisti CIA, in collaborazione con ufficiali del Servizio Segreto Pakistano, concorrevano alla preparazione dei piani operativi per i ribelli Afghani.” ( Steve Coll, Washington Post, 19 luglio 1992 ) 3

E Bin Laden ?

Quale ruolo per Osama Bin Laden nel conflitto afgano-sovietico ?

Nel dicembre 1979 il suo tutore – stando alla ricerca di Thierry Meyssan – il principe Turki al Feisal al Saud ( direttore dei servizi segreti sauditi ), gli chiese di gestire finanziariamente le operazioni segrete della CIA in Afghanistan dove lo stesso principe investì 2 miliardi di dollari per combattere l’Urss. Bin Laden accettò ed iniziò a gestire questo “mondo eteroclito” grazie ad uno schedario informatico chiamato ‘’Al Qaeda’’ ( letteralmente ‘la base’ di dati ). Caduta l’Urss gli Usa lasciarono quei territori in guerra occultando le loro gravissime responsabilità. ( Thierry Meyssan, L’incredibile menzogna, Editore Fandango libri, pag. 70 ).

I rapporti fra Bin Laden e la CIA non sono mai stati interrotti. I beni della Saudi Binladen Group ( SDG ), non a caso, sono gestiti dal Carlyle Group il quale nel 1987 si colloca all’undicesimo posto fra le società statunitensi che producono armi. Dalla ricerca di Meyssan veniamo a sapere che ‘‘Nel 1990, il Carlyle Group è stato coinvolto in una faccenda di estorsioni di fondi. Un lobbista del partito repubblicano, Wayne Barman, aveva utilizzato dei fondi per le pensioni americane per finanziare le campagne elettorali di Bush; uno di questi aveva accettato di versare un milione di dollari al Carlyle Group per ottenere un contratto pubblico nel Connecticut’’. ( pag. 77 )

Oltre alla collaborazione continua della CIA coi servizi segreti sauditi emerge anche un forte legame fra le famiglie Bush e Bin Laden. Un intreccio di interessi nel nome dei quali si possono sacrificare anche milioni di vite umane. Il motto della famiglia Bush è: ‘’il denaro e l’economia contano più delle persone’’. Sarà possibile, un giorno, rendere di pubblico dominio questi fatti e avere giustizia?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/11/11-settembre-dopo-14-anni-resta-segreto-report-sui-finanziatori-sauditi-dellattacco/2027525/

https://lpiersantelli.wordpress.com/2015/02/25/lex-generale-americano-w-clark-ammette-lisis-e-nato-grazie-al-finanziamento-dei-nostri-amici-e-alleati-per-combattere-fino-alla-morte-contro-hezbollah/
http://www.fisicamente.net/GUERRA/index-195.htm

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