Yemen e Palestina: l’Asse della Resistenza contro il colonialismo (fascista) israeliano

L’aggressione imperialista alla popolazione di Gaza ha accelerato la transizione al mondo multipolare. I Paesi Brics, guidati dalla Federazione Russa e l’Asse della Resistenza islamica, che ha il suo punto di riferimento nell’Iran, hanno chiesto un ripristino della Carta delle Nazioni Unite trasformata in ‘’carta straccia’’ da USA ed Israele.

L’Occidente collettivo, compreso l’imperialismo ‘’straccione’’ (come lo definiva Lenin) italiano, si è unito alla Crociata statunitense contro lo Yemen, il prolungamento della ‘’guerra eterna’’ lanciata dal sionismo-revisionista, una élite schizofrenica andata al ‘’governo’’ in Israele con un golpe straussiano. La sconfitta dell’imperialismo israeliano a Gaza, là dove la guerriglia asimmetrica ha superato la ‘’guerra non convenzionale’’, potrebbe trovare uno scenario analogo nel Mar Rosso: i regimi-clienti di Washington non sono nelle condizioni di reggere una guerra territoriale con gli Houthi, (auto)condannandosi ad un collasso economico. Le dichiarazioni di Sayyed al-Houthi, leader del Movimento di liberazione nazionale Ansar Allah, confermano come un esercito professionale non è nelle condizioni di vincere, nel medio e lungo periodo, una popolazione intera in armi:

“se l’America vuole combattere la posizione dello Yemen a sostegno della Palestina, allora dovrebbe confrontarsi con l’intero popolo yemenita”; “se questo è ciò che l’America vuole, allora dovrà affrontare una situazione più dura di quella che ha dovuto affrontare in Afghanistan e Vietnam”

Le scienze militari borghesi, dopo il 1991, hanno smesso di contemplare il fattore ideologico-motivazionale; cresciuti all’ombra dell’ideologia transumanista la quale considera l’Uomo antiquato (comprese le tesi di Harari e Musk sul cyber-uomo), gli strateghi militari del Pentagono non riescono a cogliere la dinamica disgregativa dell’imperialismo USA in quanto ‘’impero lungo ‘’. Un militante dell’Ufficio politico di Ansar Allah, Houtham Assad, ha dichiarato mercoledì al canale russo Sputnik che lo Yemen settentrionale sta effettuando una mobilitazione generale per inviare soldati a Gaza se dovesse essercene l’opportunità:

“Per quanto riguarda la mobilitazione generale a sostegno del nostro popolo nella Striscia di Gaza, è stata lanciata in tutte le province, sono stati aperti campi di addestramento, decine di migliaia di giovani si sono offerti volontari per studiare la tecnica militare, diversi gruppi si sono già diplomati in varie province dello Yemen “(Fonte: Al Mayadeen English)

Ha aggiunto che è in corso la mobilitazione a sostegno della popolazione di Gaza “sottoposta al genocidio da parte dell’esercito di occupazione israeliano con il sostegno degli Stati Uniti”. La saldatura fra la Resistenza nazionale palestinese – in questo momento egemonizzata dall’ala militare di Hamas, i guerriglieri delle Brigate Al Qassam – e l’Asse antimperialista-sciita si sta realizzando, al di là dell’anacronistica spartizione delle sfere d’influenza, sunniti e sciiti, concordata da Al Banna e Khomeini. I ¾ dell’Umanità hanno compreso che il sionismo, con le proprie paranoie tribali, ‘’ha versato fiumi di sangue’’(cit. i rabbini ‘’Guardiani della città) trasformando Israele nella bambola degli anglosassoni.

Il declino militare statunitense è sotto gli occhi delle poche testate, per quanto filo-imperialiste, specializzate: nel rapporto “Un missile da 2 milioni di dollari contro un drone da 2.000 dollari: il Pentagono preoccupato per il costo degli attacchi Houthi“, Politico ha riportato la preoccupazione del Pentagono riguardante la crescita esorbitante della spesa militare, una politica global-fascista portata alle estreme conseguenze dal demente-senile Biden. Citando il documento “i funzionari del Pentagono sono sempre più allarmati non solo per la minaccia alle forze navali statunitensi e alle spedizioni internazionali, ma anche per il costo crescente della loro sicurezza”. L’imperialismo USA, umiliato in Ucraina, Yemen e Palestina, riprenderà la costruzione del ‘’capitalismo della sorveglianza’’ nell’Occidente collettivo.

Scrive Pepe Escobar, uno dei maggiori analisti strategici fuori dal mondo globalizzato:

‘’Il genocidio di Gaza sta inoltre costringendo tutte le latitudini del Sud del mondo a essere più inclusive, ad esempio nell’approfondire la saggezza della nostra comune ed intrecciata storia premoderna. Chiunque abbia una coscienza è stato costretto a scavare profondamente in se stesso per trovare le ragioni dell’Imperdonabile. In questo senso, adesso siamo tutti palestinesi.  

Allo stato attuale, nessun potere – l’Occidente perché lo rifiuta; i BRICS e il Sud del mondo perché non hanno ancora fatto la loro parte – è stato capace di fermare una Soluzione Finale portata avanti da un’ideologia razzista ed etnocentrica. 

Ma ciò apre anche la sorprendente possibilità che nessuna potenza sarà abbastanza forte da fermare l’Asse della Resistenza quando arriverà il “segnale” che farà calare il sipario sul Progetto Sionista. A quel punto, l’Asse avrà un imperativo morale supremo, riconosciuto, persino sollecitato, dalle popolazioni di tutto il mondo.’’ 1

Israele, in quanto ‘’braccio assassino dell’Impero yankee’’ (cit. Hugo Chavez), è un laboratorio d’una nuova Architettura di potere; nel mondo globalizzato rappresenta l’istituzionalizzazione dell’Ingiustizia. Il regime di Tel Aviv, coperto dalle lobby sioniste, pone problemi di legalità internazionale alla pari di ciò che fece la Gestapo; la mondializzazione della criminalità. E’ necessario strappare quell’area geografica all’Occidente collettivo per costruire uno Stato arabo-ebraico multietnico ed integrato nel Nuovo Ordine Multipolare. Non vediamo altre soluzioni.

 

https://www.ossin.org/le-guerre-dell-impero-in-declino/2897-i-brics-e-l-asse-della-resistenza-una-convergenza-di-obiettivi

Gli Houthi, nello Yemen entrano nel conflitto; missili verso il Sud di  Israele - la Repubblica

Fonte foto: La Repubblica (da Google)

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.