Beme, ma si può far di meglio…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

Il paradosso politico di questa tornata referendaria-regionale elettorale sta tutto  nella grande richiesta di giustizia sociale, tipica di una sinistra vera e della necessità di superare le finte sinistre snaturate perdenti ed evaporate e tutti i tristi allegati sovranisti e pataccari. Per ora ne trae vantaggio il PD che nel deserto e nella barbarie si presenta con la svolta zingarettiana come il relativamente credibile. Si ferma l’onda lunga delle destre che paga una mancanza “ombra” di proposte politiche serie aldilà di una politica urlata. Chi vuole comprendere comprenda; il Popolo italiano dai campi alle metropoli ha già compreso con la sua pazienza e la profonda intelligenza contadina e la sua grande storia e grande ingegno: questo popolo merita un Socialismo moderno e l’attuazione di una magnifica Costituzione.

 

  • Vince la parte laburista del governo : Conte ed i 5 stelle, che vincono due volte, se vogliono per lezione politica, perdendo le amministrative, scontando il settarismo di una parte di un suo ottuso corpo militante e la incapacità post-moderna di interazione con i territori oltre gli inutili banchetti . Vince momentaneamente il PD che incassa presenza al governo Conte, lealtà di Zingaretti con gli alleati di governo e la piccola svolta sociale. Essa fa parte di un più vasto sentimento e segnale, che dopo la tragedia di marzo-aprile del covid19 , ancora non terminata e pericolosa, ha portato anche molti intellettuali di area moderata sinistrata a riconsiderare decenni di esternalizzazioni e subordinazione totale al mercato. Vincono le relazioni forti e l’incrocio reale anche clientelare con il territorio, rispetto la grande fuffa, destrorsa, sovranista, renziana ,estremista, arruffona e parolaia . Chi vince a destra, vince per le stesse ragioni, come in Liguria ed in Veneto con Zaia, parentesi per le Marche dove il peggiore PD,  anche nazionale, sconta errori , ma il candidato di Senigallia riduce il tracollo. Il grande vincitore è il popolo d’Italia che dopo aver difeso la Costituzione il 4 dicembre 2016 non si fa sedurre dalle sirene del NO  e lancia un messaggio per una profonda riforma elettorale e non accetta una finta testimonianza parlamentare. Meno chiacchiere e più progetti e parole mantenute è in sintesi l’urlo popolare del SI  che determina un risultato plebiscitario .
  • Perde soprattutto quello schieramento nemmeno tanto trasversale, padronale, notarile -notabilare, mediatico, conservatore o meglio reazionario che voleva dare una lezione al governo Conte ed al 5 stelle per l loro non allineamento a contenuti liberisti e confindustriali, nonostante il loro centrismo moderato . “ GUAI A CHI OSA PENSARE AD UNA BRICIOLA PER I LAVORATORI O I DISOCCUPATI O PENSIONATI POVERI “!

Perde Salvini, un capitale elettorale superiore a quello perso dal 2018 ad oggi dal 5 stelle; un dato inevitabile quando si assembla tutto ed il suo contrario, o nel caso della Lega salviniana  non si mantenga promesse sociali e non si sia garantita una vera sicurezza ed un vero reale contenimento della immigrazione  Fratelli d’Italia non sfonda, ma cresce per il senso maggiore dello Stato, che gli Italiani vogliono forte ed incisivo ma anche innovativo.

  • Poi chi perde? IL NULLA …..ovvero le sinistre identitarie o radicali, rancorose ed ammanicate con le camarille locali ,oppure spasmodicamente desiderose di tornare in Parlamento, per testimoniare e non fare nulla e….campare bene, sbagliando sempre tutto e non cogliendo i segnali delle masse che dovrebbero rappresentare, come fino a 50 anni fa. Sono accompagnati in questa evaporazione dalla pletora sovranista, che proietta una impossibile rottura con la UE, quando ne è parte come classe dominante imbelle e la usa per comprimere i salari, distruggendo la domanda interna . Che senso ha proiettare una ITALEXIT  nella sfera celeste, quando il nemico ti sta in casa e non soltanto fuori….e quando gli USA ti vogliono usare contro il multipolarismo?

Arrivato è il momento per levare questo tappo, invisibile per i reali attori dello scontro politico, ma incombente su “CHI VOLESSE FAR MEGLIO”

L’Italia abbisogna di un grande FRONTE POLITICO COSTITUZIONALE per un orizzonte nuovo e concreto SOCIALISTA, CON MENO SIMULACRI E VESSILLI E PIU’ PIANI ED IDEE ED AZUONI EFFICACI E CONCRETE.

L’italia Popolare e Socialista deve diventare un giardino fiorito di mestieri ed arti, capace di un ruolo fecondo di pace e multipolare ,proteso nel Mediterraneo

Di Maio festeggia ma il M5s non c'è più. Il referendum maschera la resa dei  conti - Politica

Fonte foto: Quotidiano.net (da Google)

2 commenti per “Beme, ma si può far di meglio…

  1. Federico Lovo
    22 Settembre 2020 at 14:03

    beato questo Climati che riesce ad essere così ottimista. Io, da socialista, vedo solo il deserto.

  2. Giulio larosa
    23 Settembre 2020 at 10:01

    Sono d accordo.

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