Lotta di classe nel mondo al tempo del coronavirus

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

La rassegna che segue è una piccola rappresentazione di quanto sta accadendo nel mondo, al di fuori dell’Italia.

Il coronavirus ha in qualche modo riunito la lotta di classe dei lavoratori in tutto il mondo sotto un unico slogan: non vogliamo morire per i vostri profitti.

Gli esempi che seguono hanno lo scopo: 1) di non far sentire soli i lavoratori italiani nella loro battaglia per garantire condizioni di sicurezza e/o, laddove i servizi non sono essenziali, di restare a casa a stipendio intero; 2) per dimostrare che le rivendicazioni proletarie immediate sono oggi le stesse in tutto il mondo; 3) per chiarire come la rivendicazione immediata, per quanto giusta, non è sufficiente.

Condizioni di sicurezza per i lavori indispensabili e rimanere a casa a stipendio intero per tutti gli altri è una rivendicazione di base, da appoggiare, coscienti però del limite che implica: ossia che la lotta deve spostarsi immediatamente sul piano della denuncia politica del capitalismo. La nostra esortazione è ad esprimere chiaramente e con forza in ogni mobilitazione, in ogni sciopero, in ogni volantino o dichiarazione che, al di là delle rivendicazioni immediate di oggi, noi sappiamo che il nemico è il capitalismo. È il capitalismo infatti che mette il profitto davanti alle vite umane, che tutti i giorni ci sfrutta e ci ammazza sui luoghi di lavoro e che ha prodotto questa società malata, inquinata e carica di miserie.

Siano queste prime avvisaglie di lotta un momento per far crescere la coscienza anticapitalista tra i lavoratori. È di questo che c’è oggi più bisogno che mai.[i]

Argentina

18.03 Agitazione nei porti di esportazione del grano di Urgara dove i lavoratori minacciano lo sciopero in un periodo cruciale per questa attività in quanto non vengono loro garantite adeguate forme di protezione dal contagio del virus.

Austria

18.03 Sciopero spontaneo e proteste, nonostante i divieti, davanti alla dirigenza dei lavoratori di Linz-Bindermichl-Keferfeld. L’azienda è ritenuta colpevole di non mettere in lavoratori in condizione di operare in sicurezza.

Birmania

17.03 Quasi 800 lavoratori della Fabbrica Tessile Globale nella provincia di Kampong Speu hanno obbligato la direzione a pagare salari e premi arretrai. La fabbrica aveva, causa coronavirus, arrestato la sua attività a metà febbraio.

Brasile

17.03 Agitazioni nelle carceri del sud del paese in seguito alla sospensione dei regimi di semi libertà come misura per limitare la diffusione del virus. Evasi nelle rivolte 1350 detenuti. (yeryuzupostasi.org)

17.03 I lavoratori dei porti di Santos, Sao Vicente, Guarruja, Cubatao hanno dichiarato il fermo immediato di tutte le attività per tutto il periodo di quarantena dichiarato dal governo di San Paolo. Il presidente del consiglio di amministrazione della logistica e trasporti di San Paolo ha replicato: “Esistono diverse alternative. La più drastica è la dichiarazione di uno stato di emergenza in tutta San Paolo per sospendere i diritti individuali e di sciopero”. I lavoratori, dal canto loro, si sono dichiarati disponibili a svolgere solo attività di carico e scarico legati a servizi essenziali. (www1.folha.uol.com.br)

20.03 I dipendenti di Almaviva do Brasil, uno dei principali call center del paese, con 37.000 dipendenti, a Consolacao hanno incrociato le braccia, paralizzato le loro attività e bloccato la strada a causa delle paure per il nuovo coronavirus. Nei loro slogan chiedevano la distribuzione a tutti i dipendenti di gel alcolico disinfettante. I lavoratori in malattia non vengono retribuiti, le pulizie vengono svolte senza cambiare gli stracci, nei bagni manca il sapone, le stazioni di lavoro non rispettano la distanza di sicurezza (noticias.uol.com.br)

Corea del sud

21.03 Sono scesi in sciopero gli operai della Hyundai, riunitisi in assemblea all’esterno dello stabilimento, a distanza di sicurezza gli uni dagli altri, con tute e mascherine protettive.

Francia

16.03 Gli operai della fabbrica di pane Neuhauser a Folschviller – uno dei maggiori proddutori di pane del paese – hanno fatto chiudere per 24 ore lo stabilimento, dopo che uno di loro è stato trovato positivo al corona virus.

16.03 (Lille) La fabbrica del produttore ferroviario canadese Bombardier de Crespin (Nord) è ferma fino a nuovo avviso, tutti i dipendenti che lavorano nella produzione sono in disoccupazione parziale da lunedì (lapresse.ca)

17.03 Dopo che il giorno 16 un dipendente è stato trovato positivo al virus, i lavoratori Amazon dei siti Montélimar, Chalon sur Saône e Douai sono entrati in sciopero denunciando il non rispetto delle distanze, l’assenza di presidi di sicurezza e di disinfettanti igienici. Presidio dei lavoratori davanti al sito di Severey, rispettando le distanze di sicurezza. (info-chalon.com)

17.03 Diverse centinaia di lavoratori dei cantieri navali atlantici di Saint-Nazaire hanno lasciato il lavoro perché non sono loro garantite condizioni di sicurezza. I cantieri occupano in tutto oltre 10.000 lavoratori. (enoughisenough14.org )

17-18.03 Venti dipendenti nell’attività del vetro e più di quaranta nell’attività di decorazione (Saverdec) hanno scioperato il 17 e 18 marzo presso l’azienda Saverglass a Feuquières (Oise) a causa della mancata applicazione delle norme per la salvaguardia della salute del personale. (Actu.fr)

18.03 Sciopero spontaneo dei dipendenti di ID Logistics a Les Herbiers. La loro richiesta è di rimanere a casa a salario intero come forma di prevenzione contro il corona virus.

20.03 Stato agitazione dei lavoratori Amazon di Lille contro la mancata applicazione delle misure di sicurezza sul coronavirus.

Islanda

13.03 Gli autisti dell’autobus, per preservarsi dal contagio, fanno salire i passeggeri solo dalle entrate centrali e posteriori, senza chiedere loro il biglietto. (yeryuzupostasi.org )

Panama

20.03 Intenso stato di agitazione dei lavoratori di Minera Panama (oltre 6.000) dopo i primi casi di coronavirus tra loro e il rifiuto dell’azienda di intervenire sia sulla sicurezza sul lavoro, che nelle case, visto che gli operai vivono spesso ammassati anche in 6 in una stanza. (panamaamerica.com.pa)

Spagna

17.03 1000 lavoratori balay a Saragozza impongono la chiusura contro il coronavirus. La direzione di Balay si era rifiutata di chiudere nonostaante l’assenza delle misure di sicurezza. (izquierdadiario.es)

18.03 Lo stabilimento di Aernnova a Berantevilla (Álava), che impiega 450 lavoratori, ha temporaneamente sospeso la sua attività martedì in seguito ai cortei operai interni allo stabilimento del 17 marzo. Gli operai chiedono la chiusura della fabbrica a causa della situazione creata dalla pandemia di coronavirus.

Turchia

19.3 Gli operai della fabbrica tessile Sarar, contro il parere del sindacato, hanno interrotto la produzione per mezz’ora dopo che non era stata intrapresa alcuna azione contro il coronavirus: non viene garantita la pulizia dei locali, non c’è il disinfettante all’ingresso, le condizioni igieniche della mensa sono scarse.(yeryuzupostasi.org )

20.3 I lavoratori del cantiere Galataport di Istanbul hanno iniziato uno sciopero perché non sono state prese misure contro il coronavirus nonostante le molte richieste ai capi (yeryuzupostasi.org )

21.03 Sciopero dei lavoratori di poste e telegravi dopo che la direzione regionale del PTT ha consentito ai lavoratori a tempo indeterminato di stare a casa il sabato imponendo straordinari a quasi 200 lavoratori in subappalto. (yeryuzupostasi.org )

Usa

14.03 I lavoratori dello stabilimento di assemblaggio Windsor della Fiat-Chrysler in Ontario hanno lasciato spontaneamente il lavoro.

17.03 Aumentano le denunce da parte di lavoratori GM, Ford e FCA per le condizioni di scarsa igiene e di non rispetto delle condizioni di sicurezza nelle quali la forza lavoro viene impiegata in fabbrica mentre la maggior parte dei dirigenti e degli impiegati lavora da casa. I dirigenti delle tre grandi aziende hanno rifiutato di chiudere gli stabilimenti per due settimane come chiesto dai lavoratori. (labornotes.org)

17.03 I lavoratori hanno temporaneamente chiuso il laboratorio di verniciatura dello stabilimento di assemblaggio di camion Warren di Chrysler vicino a Detroit.

18.03 Sciopero spontaneo di 24 ore degli autisti dei mezzi pubblici di Detroit ai quali non sono stati forniti presidi di sicurezza e adeguate condizioni igeniche e di disinfestazione dei mezzi. Trasporti sospesi per tutta la giornata nell’intera città. I sindacati sono stati costretti a coprire lo sciopero. (labornotes.org)

18.03 Scioperi spontanei nello stabilimento di assemblaggio Sterling Heights (SHAP) di Fiat-Chrysler nel Michigan dopo che due dipendenti sono stati trovati positivi al corona virus. La fabbrica ha chiuso in seguito a tali scioperi.

[i] http://www.leftcom.org/it/articles/2020-03-21/la-lotta-di-classe-ai-tempi-del-corona-virus

La lotta di classe ai tempi del corona virus | Leftcom

Fonte foto: leftcom.org (da Google)

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