Spot elettorali e supporto mediatico al neofascismo

“I dieci comandamenti” di Domenico Iannacone (ovviamente su Rai 3)

Casapound gode di un invidiabile status mediatico-elettorale: è l’unico movimento politico a cui viene svolta (gratis) la campagna elettorale. Domenica è andata in onda l’ennesima trasmissione-propaganda, un lungo spot elettorale in prima serata e sulla più “antifascista” delle reti televisive: Rai 3. Protagonista, Casapound. Senza contraddittorio, senza confronto, senza attinenze con la realtà, senza vergogna. Esempio, fra i molti e forse ancor più sfacciato dei precedenti, della natura strumentale dell’antifascismo liberale, che da un lato permette e organizza il “pericolo fascista”, e dall’altra grida al nuovo fascismo come assicurazione elettorale.

I meccanismi narrativi utilizzati sono ormai smascherati. In primo luogo, il contesto: la periferia degradata di Tiburtino III. Poco importa che i fascisti, nel quartiere, non esistano, siano elemento esterno, cacciati dalla popolazione del quartiere e non più rientrati se non in piccoli gruppi provenienti, per l’appunto, da altri quartieri. Il prode Iannacone, senz’ombra di dubbio di provata fede antifascista, cammina per il quartiere, e lo fa accompagnato proprio da loro: dai fascisti. A quale titolo, non si capisce, visto che i due accompagnatori (Antonini&Di Stefano), non risiedono al Tiburtino III. L’importante non è allora farsi garantire da “gente del luogo”, ma presentare una realtà degradata oltre l’inverosimile, e proporre Casapound come unico soggetto politico “presente nel quartiere”.

E allora torniamo al contesto. Immagini e interviste descrivono il solito scenario post-atomico: gente che vive nelle fogne (letteralmente, forse un omaggio ai due camerati presenti); banditi in vena di confessioni; palazzi che cadono a pezzi. Elementi che sono presenti al Tiburtino III, ma che non raccontano la normalità sociale del quartiere. Una borgata di case popolari, dove a mancare è il lavoro. E invece il racconto vira immediatamente sui temi del razzismo e dell’antirazzismo, temi inutili a capire i problemi sociali di Tiburtino III ma utilissimi alla costruzione dicotomica “antimigranti=bravi ragazzi che lavorano nel quartiere” Vs “filomigranti=gente dalle belle idee ma che non vive i veri problemi della gente”. Poco importa che al Tiburtino III di migranti praticamente non ce ne siano. I problemi del quartiere, raccontati da due o tre personaggi scelti ad arte, sono “gli immigrati”. Tanto basta per presentare Casapound come soluzione, anzi: come unica alternativa. Forse non la soluzione desiderata, quella più auspicabile ideologicamente, ma nel deserto sociale appena raccontato presentata come “unica forza politica al fianco degli italiani”.

Il racconto è poi condito con notevoli perle di saggezza popolare. «La malavita italiana non ammazzava, da quando sono arrivati gli immigrati si è cominciato ad ammazzare». Al Tiburtino III non si vede un migrante neanche a dargli i famigerati 30 euro al giorno e l’iphone gratis: niente. Ma il problema è sempre e comunque lui: il negro, diretto responsabile della disoccupazione cronica, dell’abusivismo edilizio, del disastro urbanistico, della speculazione palazzinara, della privatizzazione dell’economia, dell’assenza di servizi pubblici dignitosi. Anzi no: di tutti questi temi non c’è traccia nella trasmissione. Il confronto non è tra i problemi sociali e i suoi responsabili, ma tra italiani poveri e fascisti, non presentati in alternativa – attenzione – ma ambedue vittime di qualcos’altro (cosa, non è dato sapere, forse la Casta, sicuramente “gli immigrati). Tutto, invariabilmente, secondo copione: «non sono fascista, ma non se ne può più degli immigrati», dice l’italiano; «non ce l’abbiamo con gli immigrati, ma qui non c’è posto», risponde il fascista. E il giornalista antifascista, dove si è cacciato?

Il punto di vista del giornalista emerge dal racconto stesso. Gente che muore di fame – stacco – Casapound che regala pasti gratis alle vecchine del quartiere – stacco – domanda folgorante del giornalista: «e se vi dicessi che questo è fascismo?» – stacco – «certo!» (e grazie al cazzo). Fine. Proprio così: il fascismo presentato come mensa popolare per italiani. Se Casapound avesse pagato esperti di marketing elettorale e girato il proprio spot autopromozionale, non sarebbe mai riuscita a costruire una narrazione tanto edificante. Per fortuna che c’è Rai 3, la rete antifascista, che rimuove l’ostacolo dei costi elettorali. Salvo poi chiamare all’adunata antifascista in nome dei sacri valori liberali, quando a rimetterci il naso è qualcuno della casta (questa si effettiva) dei giornalisti. Questo l’antifascismo da cui prendere le distanze, in tutto e per tutto speculare al fascismo vero, perché di questo megafono vitale.

Fonte: http://www.militant-blog.org/?p=14988

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35 commenti per “Spot elettorali e supporto mediatico al neofascismo

  1. Vincenzo
    26 dicembre 2017 at 9:42

    Questi sono ancora così ossessionati dal neofascismo che non si sono accorti che il nemico vero da combattere è il liberismo, l imperialismo il neocolonialismo. Il problema vero sono i nostri governi eterodiretti dalla commissione europea, dalla Bce, dal Fmi dagli Usa. Il terrore neofascista si è manifestato con una incursione in una sede Arci per leggere un proclama. Atto terroristico che ha chiamato a raccolta tutti i veri antifascisti: Renzi, Boldrini, Delrio, Camusso e utili idioti al seguito. Anche su questo misero servizio televisivo si individua il nemico da combattere in Casapound che si insinua nelle periferie e trova ascolto, in assenza di politiche a difesa dal degrado che dilaga, in abitanti sempre più sfiduciati dalla politica. Sono una sinistra destinata ad essere ininfluente, a servire gli interessi di politicanti navigati che aspirano a qualche posto nei sottosegretariati di governo o commissioni inutili. Una unione sacre’ contro il neoberlusconismo a venire. Continuino così, a lottare contro i fantasmi di un passato ormai storicamente superato. Lo dico con grande dispiacere e forse con acrimonia ma di una sinistra così bisogna liberarsene.

    • Fabrizio Marchi
      26 dicembre 2017 at 10:11

      Guarda che l’articolo vuole dire più o meno quello che stai dicendo tu. Così come il sistema si è servito a suo tempo dei fascisti come manovalanza oggi se ne serve come spauracchio per spingere la gente a turarsi il naso e ad accettare il sistema (neoliberista) stesso e le sue propaggini politiche come una sorta di male minore. Il paradigma è:”C’è il pericolo dei fascisti brutti, sporchi e kattivi e allora turatevi il naso e votate per il PD o per Forza Italia…”.
      Le classi dominanti hanno sempre utilizzato i fascisti pro domo loro e i fascisti si sono sempre fatti usare, anche perché è la loro mission storica, come si suol dire, altro non sanno e non possono fare. I fascisti sono stati mandati al potere dalla borghesia italiana, dalla monarchia e anche dal Vaticano negli anni ’20 del secolo scorso, poi sono stati usati come manovalanza di piazza in funzione antioperaia e anticomunista e come stampella parlamentare durante gli anni dell’era democristiana e oggi come spauracchio. Ed è per questo che vengono pompati mediaticamente. Iannacone è stato l’ultimo, ma prima di lui ci sono stati Formigli e Mentana e anche Fusaro ci ha messo del suo.
      Si tratta di uno sdoganamento politico artificioso per scopi elettorali e politici. Il tutto al fine del mantenimento dello status quo.
      Poi che Casapound e fascisteria varia siano feccia, per quanto mi riguarda, non c’è alcun dubbio, ma questo è un altro discorso…

  2. pierre57
    26 dicembre 2017 at 12:02

    Sono perfettamente d’accordo con Vincenzo,il fascismo VERO quello che privatizza sanità,pensioni,istruzione,beni pubblici essenziali non è, secondo la ben nota miopia di questi “sinistri”il nemico principale, quel mostro che divora le nostre vite, che ci nega un futuro dignitoso no no sono, invece, i fascisti che,come noto, amano mimetizzarsi,fingere di stare dalla parte del popolo(ancora secondo un’altra ben nota falsa narrazione di chi vaneggia di “rossobrunismo”(sic) e sono ancora quei proletari vittime del “populismo” che hanno contribuito malgrado tutto a tenere in piedi uno striminzito stato sociale, che protestano GIUSTAMENTE la loro sempre più misera condizione vedendosi scavalcati nella scala sociale da chi è arrivato l’altro ieri nel nostro paese in base ad un discusso “diritto umanitario” e che si vedono scavalcati nella scala dei diritti da chi, magari non sa che farsene e si, a detta di questi “sinistri”accoglienti”sono tutti immediatamente etichettabili con il marchio infamante di razzismo e xenofobia. Si eviti una volta tanto di urlare Il ritornello che conosciamo, il VERO fascismo anzi nazismo mascherato lo sperimentano quotidianamente i ceti dominati sorretto anche da una sedicente sinistra “accoglente e cosmopolita”

    • Fabrizio Marchi
      26 dicembre 2017 at 13:33

      Sarei d’accordo con quanto dici se non fosse per questo solito attacco agli immigrati che anche tu porti avanti di fatto accodandoti alla narrazione simil-leghista in base alla quale gli immigrati godrebbero di chissà quali privilegi. A me non pare proprio di vederli tutti questi immigrati privilegiati ma è risaputo che ciascuno di noi vede il mondo con lenti diverse… Vorrei proprio vedere, alla prova dei fatti, quanti italiani scambierebbero le proprie condizioni di vita con quelle di un immigrato medio, magari a caricare e scaricare cocomeri dieci o dodici ore al giorno per paghe da fame per conto di aziende controllate dalla camorra oppure a lavorare come sguatteri nei retrobottega dei ristoranti, oppure ancora a lavare vetri delle macchine agli angoli dei semafori… Per cui non ci raccontiamo balle e cerchiamo di essere intellettualmente onesti, se ci riusciamo…
      Dopo di che un autentico socialista o un autentico comunista (ma anche un autentico democratico) non alimenterebbero mai una guerra fra poveri, quella che di fatto anche tu alimenti nel momento in cui fai certi discorsi. Al contrario i socialisti e i comunisti devono impegnarsi a combattere le divisioni e le guerre fra poveri e devono lavorare per unirli, non per metterli gli uni contro gli altri.
      Questo livore contro gli immigrati non fa parte e non ha mai fatto parte della tradizione socialista e comunista e affonda invece le proprie radici nella peggiore destra.

  3. gino
    26 dicembre 2017 at 13:41

    concordo coi commentatori.
    concordo abbastanza anche con l’articolo anche se ho dei dubbi sull’inesistenza di immigrati al tiburtino III, visto che i quartieri della roma sudest che frequento ne sono strapieni.
    penso che sul tema immigrazione anche la sx “alternativa” non abbia le idee chiare, oppure abbia paura di dirle, infarcita di troppa ideologia e poco realismo.
    prima viene la realtà e poi l’ideologia, questa dovrebbe addattarsi a quella, altrimenti inesorabilmente la lancetta politica si sposta lontano dalle tue posizioni…

    • pierre57
      26 dicembre 2017 at 15:50

      Pienamente d’accordo con quanto dici nel merito riferito alla realtà dei fatti.Qualcuno molto tempo fa invitava a fare l’analisi concreta della realtà concreta,ma evidentemente qualcuno lo ha scordato ed oggi avere un atteggiamento critico e non ideologico verso un fenomeno che è bene chiamare con il suo nome e cioè: IMMISSIONE FORZATA DI MANODOPERA A BUON MERCATO VOLUTA,PIANIFICATA dalle èlites multinazionali allo scopo di ridurre drasticamente il costo del lavoro proveniente da paesi dove il diritto del lavoro non esiste, equivale ad essere prontamente additati come leghisti o, peggio, destrorsi della peggior specie ma tant’è, me l’aspettavo è il solito refrain. Informo il mio detrattore(chi dirige questa testata) che sono, oramai da tempo immemore di sinistra, avendo militato nei tanto vituperati anni settanta in un gruppo che allora si definiva di sinistra extraparlamentare, e cosa ancor più strana guarda un po’,non ho abiurato sulle mie originali idee di giustizia e uguaglianza e non sono entrato a far parte come tanti miei ex compagni di quel partito che in quegli anni cruciali ci definiva “untorelli” e che varava assieme alla Dc prima, e poi negli anni successivi da sé essendo al governo, le peggiori norme e leggi antipopolari della storia di questo paese. Chiarito questo continuo a pensare che in quell’area che oggi si definisce antagonista non vi sia solo miopia ma contiguità ideologica con il pensiero unico dominante globalista e il non buttare il cervello al macero sia oramai esercizio riservato a pochi(purtroppo).

  4. Fabrizio Marchi
    26 dicembre 2017 at 14:06

    Chi sostiene di criticare o di lottare contro il sistema capitalista dominante in una prospettiva socialista non può alimentare livore e ostilità nei confronti degli immigrati. E’ un controsenso, una contraddizione in termini, per lo meno per chi ha un approccio socialista e di classe alla realtà. Poi se se ne ha un altro è un altro discorso, l’importante però è chiarirsi e sapere con chi ci si sta relazionando.
    I nemici, per chi ha un approccio socialista e di classe, non possono certo essere altri sfruttati, costretti ad emigrare per sbarcare il lunario, ma chi sfrutta gli immigrati così come sfrutta i lavoratori autoctoni. Mettere gli uni contro gli altri è il più grande regalo che si possa fare ai padroni del vapore. Purtroppo tanta gente sta cadendo in questa trappola ideologica, alimentata ad arte dal versante destro del sistema dominante.
    In ogni caso, non c’è neanche necessità di votare la Lega Nord per fare la guerra agli immigrati. E’ sufficiente votare per il PD e continuare la politica che sta portando avanti Gentiloni che ha mandato le navi da guerra sulle coste libiche per far sì che gli immigrati vengano rinchiusi nei lager libici controllati dal governo libico amico di quello italiano. Ovviamente non se ne parla perché non è certo una bella pagina per la storia della Repubblica, ma le cose stanno così e la gente lo sa. Occhio non vede e cuore non duole.
    Come abbiamo spiegato in tanti articoli quello dell’immigrazione è l’altro grande depistaggio ideologico insieme a quello del femminicidio e della violenza maschile. Guerra fra poveri e guerra fra i sessi, anzi, contro il genere maschile. E purtroppo la madre dei gonzi è sempre incinta, come si suol dire, e in tanti ci cascano…

    • gino
      26 dicembre 2017 at 15:43

      un comunista-socialista anzitutto dovrebbe essere materialista-scientifico e riconoscere quindi che i fenomeni hanno delle cause (e quindi una loro razionalità).
      se si sviluppa livore contro gli immigrati è perchè ne stanno arrivando troppi in un lasso di tempo troppo breve, e arrivano in un paese già densamente popolato e in grave crisi economica da 10 anni.
      questo “troppismo” immigratorio causa problemi che la gente vede ed è inutile voler mettere alla gente una mascherina ideologica davanti agli occhi.

      quanto alle navi, ti ricordo che finora, per anni, gli immigrati li andavano a prendere presso la costa libica… ora la tattica è solo momentaneamente cambiata per vedere se il PD riesce a fermare l’emorragia di consensi (e di iscritti).
      poi è molto strano che in libia gli immigrati partano tutti da sabratha, guarda caso area a controllo nato-italo-americano.

      altra cosa molto strana è che quando quel magistrato indagò le ONG, due giorni dopo arrivò soros in persona a strigliare il conte duca.
      e sappiamo che soros (e altre fondazioni miliardarie americane) finanzia ong, enti locali, politici e media favorevoli all’accoglimento di massa incontrollato.
      perché?

      p.s. vogliamo fare i democratici? si sottoponga la questione immigrazione a referendum e problema risolto.

  5. Fabrizio Marchi
    26 dicembre 2017 at 16:41

    @Pierre57
    Il fatto che il sistema capitalista produca le sue contraddizioni e fra queste il fenomeno dell’immigrazione che ovviamente serve a creare il famoso esercito industriale di riserva che serve come strumento di pressione e di ricatto sui lavoratori occupati, è cosa ben nota. Ma da questo a prendersela con gli immigrati è tutt’altro discorso. Io ti ho detto che sei in odore di leghismo non per questo ma perché dalle tue parole traspariva un’ostilità palese nei confronti degli immigrati di sapore destrorso-leghista. Ora tu lo negherai ma è così, che significato avrebbe altrimenti sostenere che gli immigrati sarebbero addirittura in una condizione di privilegio nei confronti degli italiani? Lo hai scritto tu, rileggi quanto hai scritto.
    Tornando all’esercito industriale di riserva utilizzato come strumento di pressione e ricatto sui lavoratori occupati, la differenza fra oggi e il passato consiste solo nel fatto che allora quell’esercito era formato da disoccupati nostrani, autoctoni, e oggi da lavoratori stranieri, immigrati. Tutto qui. E allora? Ti risulta che i comunisti se la prendessero con i disoccupati perché erano utilizzati strumentalmente per ricattare i lavoratori? E perché oggi dovremmo invece prendercela con quell’esercito industriale di riserva? Per il fatto che è composto da stranieri e da immigrati invece che da italiani? E ‘sti cazzi, forse fa differenza per un socialista e un comunista se uno sfruttato è italiano o maghrebino, bianco o nero? Ma che razza di discorso facciamo?
    Non facciamo confusione. Lottare contro il capitalismo, l’imperialismo e le sue strutture politiche, nel nostro caso l’Unione Europea, non ha nulla a che vedere con l’ostilità nei confronti degli immigrati, cioè di altri sfruttati. L’USB, cioè il più grande sindacato di base nazionale alternativo alla Cgil, Cisl e Uil, sta facendo un grosso lavoro sugli immigrati e sono moltissimi ormai quelli organizzati a livello sindacale e molti di loro lottano e lavorano fianco a fianco con i lavoratori italiani. E non per parlo per sentito dire. Proprio pochi giorni fa c’è stata una manifestazione nazionale a Roma di immigrati.
    Ciò detto, il fatto che tu sia stato 40 anni fa di estrema sinistra, non significa assolutamente nulla. Tantissimi all’epoca facevano parte di quella sinistra e poi sappiamo che fine hanno fatto.
    @Gino: il fenomeno immigratorio c’è sempre stato, ora è ovviamente aumentato in seguito al fatto che il capitalismo è globalizzato e le vie di comunicazione rispetto a un secolo o a due secoli fa sono tecnologicamente incredibilmente più avanzate e quindi è molto più facile spostarsi rispetto a prima. Inoltre sappiamo benissimo che ormai le imprese delocalizzano, cioè vanno a sfruttare manodopera a basso costo nei paesi sottosviluppati e da quei paesi già poveri e ulteriormente sfruttati è inevitabile che tanta gente emigri in cerca di una vita migliore. Lo abbiamo fatto anche noi italiani fino ad una quarantina di anni fa. Certo, allora c’era una capitalismo ancora in fase espansiva e quindi c’era più possibilità di assorbire manodopera straniera, ma questo è un altro discorso. Il capitalismo non è un sistema razionale dal momento che la sua unica stella polare è il profitto e se ne frega di tutto il resto.
    Ci sono organismi (ONG ecc. ) che fanno affari con l’immigrazione? E certo, e allora? Siamo nel capitalismo e l’unica cosa che conta è fare soldi. E allora? Ce la prendiamo con gli immigrati? Facciamo una crociata contro gli immigrati, cioè contro altri poveracci molto più poveracci dei poveracci italiani? Il compito di una sinistra socialista e comunista di classe autentica dovrebbe essere quello di organizzare tutti i poveracci contro i veri nemici, non di mettere poveracci contro altri poveracci.
    Il discorso che fai poi sul fatto di fare un referendum sull’immigrazione è addirittura grottesco (oltre che retorico, a dir poco…). E’ ovvio che la maggior parte degli italiani oggi voterebbe per chiudere le frontiere. E allora? Voce di popolo, voce di Dio? Siamo a questo? Se è per questo se si indicesse un referendum in favore della pena di morte è altrettanto probabile che passerebbe con il voto della maggioranza degli italiani. Ciò significa che la pena di morte è giusta? No, ovviamente, almeno dal mio punto di vista.
    Diciamo sempre, giustamente, che la gente ha il cervello spappolato da un bombardamento mediatico-ideologico e poi ci mettiamo a fare questi discorsi da “popolino”?
    @entrambi
    Amici miei, se questo giornale non vi piace o pensate che sia il solito foglio “de sinistra” radicale e simili (al di là del fatto che non avreste capito un cazzo), nessuno vi obbliga a leggerci o ad intervenire. Non siamo di quelli che cercano l’audience a tutti i costi o contano il numero dei visitatori, tanto più che quello che facciamo lo facciamo unicamente per passione, per “spirito di servizio” e perché ci piace dire quello che pensiamo. E nulla più.
    In ogni caso sul tema dell’immigrazione, abbiamo scritto diversi articoli. Se avete tempo e voglia, leggeteveli:
    http://www.linterferenza.info/attpol/immigrazione-le-cause-le-soluzioni-depistaggi/
    http://www.linterferenza.info/in-evidenza/proposito-depistaggi-ideologici-limmigrazione/
    http://www.linterferenza.info/attpol/immigrazione-la-causa-le-soluzioni/
    http://www.linterferenza.info/contributi/dentro-limmigrazione/
    http://www.linterferenza.info/editoriali/immigrazione-e-femminicidio/
    http://www.linterferenza.info/in-evidenza/gestire-democraticamente-limmigrazione/
    http://www.linterferenza.info/editoriali/che-domenica-bestiale/

    • Pierre57
      27 dicembre 2017 at 1:36

      “Il fatto che tu sia stato di estrema sinistra non significa nulla”,appunto.Come chi negli anni del trionfante capitalismo planetario,cioè negli anni ottanta.,militavano nel principale referente politico dell’oligarchia eurocratica,dopo essere passati,così,allegramente dalla “rivoluzione proletaria”alla rivoluzione planetaria (del Capitale).

  6. recher mauro
    26 dicembre 2017 at 18:39

    Lavoro con gli stranieri da 20 anni ,vicino al mio reparto si sono avvicendati 3 extracomunitari casualmente tutte e 3 del Ghana e ,strano a dirsi ,questi tre, oltre ad avere fede religiose differenti ,si comportavano in maniera differente, per questo il razzismo è stupido ,perchè il razzismo si esprime dividendo le persone in categorie ,in sostanza, le tre persone che vengono dal Ghana, secondo il pensiero “razzista”, dovrebbero comportarsi allo stesso modo… Ovvio che poi ci siano extracomunitari che fanno violenze , che spacciano, che rubano ecc ecc ,ma lo fanno perchè sono stronzi,non perchè hanno la pelle nera ,il capolavoro delle classi dominanti è stato far credere che una persona ,solo per il fatto di avere la pelle nera, sia quello che ti manda in povertà ,infatti si fanno le barricate per i migranti ,ma non per l’articolo 18 ,che poi, mutandis mutandis è quello che fa il femminismo verso il genere maschile.. il fascismo non è altro che il braccio armato di queste classi dominanti …in sostanza il mio pensiero è come questa canzone https://www.youtube.com/watch?v=lHVSC0LQmZw

  7. Vincenzo
    27 dicembre 2017 at 0:14

    Fabrizio sei il depositario della verità. Con te ci si puo confrontare solo se la si pensa a modo tuo. Te la canti e te la suoni. Le accuse rivolte a Pierre 57 e indirettamente a me che ho fatto lo stesso percorso, oltre che ingenerose sono stupide e non colgono assolutamente le nostre critiche all’ immigrazione e non agli emigranti. Sono cose diverse. Se non sei in grado nella tua presunzione di cogliere i distinguo sono problemi tuoi. Ho lavorato cinque anni con gli immigrati: pachistani, tunisini, filippini, cingalesi nigeriani, cinesi ecc.: non sono razzista. E poi basta anche con l accusa di razzismo nei confronti di chi è contro gli immigrati: non sono razzisti. Semplicemente ce l hanno con i poveri, con i pezzenti, con chi puzza perché vive in condizioni disumane. Mi capita sovente di trovarmi d accordo con questo giornale e anche con te quando pubblichi i tuoi articoli ma trovo le tue risposte ai commenti troppo spesso piccate e supponente. Peccato. Mi spiacerebbe perdere questi contributi ma se vuoi così posso togliermi dalle palle. Ciao

    • Fabrizio Marchi
      27 dicembre 2017 at 2:53

      Innanzitutto non ce l’avevo con te. Le mie risposte erano per Gino e per Pierre. Dopo di che, come ho già spiegato, non sto qui per fare proseliti ma per dire ciò che penso. E mi pare che gli altri facciano la stessa identica cosa e molto spesso con toni sicuramente più aggressivi e saccenti dei miei.
      Tu dici che quelli che ce l’hanno con gli immigrati non sono razzisti, ce l’hanno solo con i poveri, i pezzenti e con chi puzza. Questo invece secondo te che cos’è?…
      La mia opinione è che tanta gente, troppa, non sa leggere la realtà nella sua complessità. Si tende a formare dei branchi più o meno omogenei, anche e soprattutto nelle aree di dissenso. E allora, come esiste il “sinistro” politicamente corretto versione liberal (oppure radical) femminista, ambientalista ecc. esiste anche l’antifemminista, anti immigrazionista, sovranista e populista (di destra, anche se non se lo dice ma lo sa…). Poi ci sono tutti gli altri branchi di cui è inutile che faccia l’elenco. Mi sbaglio? Non credo proprio. La logica dei branchi è tipica, a mio parere, di chi non è in grado di leggere (e reggere) la complessità della realtà e tende ad uniformarsi ai vari gruppi e alle logiche di questi gruppi. Al contrario, io avrò sicuramente tanti difetti ma non faccio parte di nessun branco. Sono ad esempio in questa fase un sovranista (con un riferimento forte alla Costituzione italiana) perché penso che l’UE sia irriformabile e che vada abbandonata ma non sono un anti immigrazionista, nel senso che non penso affatto che il problema dei problemi di questo paese sia l’immigrazione e penso che questo sia un depistaggio, come ho spiegato in diversi articoli, perché penso che l’impatto reale dell’immigrazione sulla grande maggioranza degli italiani sia bassissimo. Sono di Sinistra (S maiuscola e senza virgolette) ma sono al contempo antifemminista. Sono marxista e internazionalista, sia pure del XXI secolo, ma non mi scandalizzo affatto se qualcuno mi parla di identità nazionale e/o culturale, perché capisco che anche in quel concetto c’è qualcosa di positivo. Se invece appartenessi a dei branchi dovrei uniformarmi se non omogeneizzarmi. E allora dovrei sostenere alcune cose e non sostenerne delle altre o viceversa e così via. Esattamente quello che fanno tutti coloro che, consapevolmente o meno, appartengono a quei branchi.
      Io penso che anche la gran parte delle persone che oggi si pone in una posizione critica nei confronti del sistema sia in realtà omologata, perché segue le logiche di quei branchi. Il sovranista populista antimmigrazionista, antipoliticamente corretto e antifemminista appartiene a un branco, né più e né meno del militante dei centri sociali, “antagonista, immigrazionista, femminista, ” de sinistra” ecc. ecc. Né più e né meno del “piddino” liberal e politicamente corretto, del leghista anitimmigrazionista, sovranista (solo a parole) e che fa finta di non essere razzista ma lo è. Poi c’è il “grillino” anticasta, il berlusconiano e via discorrendo. Tutti branchi. Ogni branco ha le sue logiche, i suoi mantra, i suoi luoghi comuni. Io sarò presuntuoso ma NON appartengo a nessun branco, e non ci appartengo soprattutto di testa.
      Dopo di che, sono sincero, dopo anni e anni che uno sta a ripetere le stesse cose alla gente si rompe anche un po’ i coglioni. So perfettamente che non tutti quelli che sono contrari all’immigrazione non sono razzisti, non c’è bisogno che me lo sottolinei, anche perché non l’ho mai pensato. Però se rileggi il primo commento di Pierre57, sempre se sei intellettualmente onesto, capirai da solo che c’è un retrogusto se non razzistico, sicuramente di profonda ostilità nei confronti degli immigrati (e anche un po’ nel tuo ultimo, diciamo la verità…). Un’ostilità che arriva addirittura a deformare la realtà (gli immigrati che sarebbero in una condizione di privilegio rispetto agli italiani, ma non scherziamo…).
      E qui c’è anche un problema di sensibilità, di sentire le cose. In fondo aveva ragione il vecchio Norberto Bobbio, destra e sinistra sono innanzitutto un sentimento (e io non sono un bobbiano, anzi…). Io provo un senso di solidarietà istintiva con il gruppo di immigrati che dorme nel parco davanti casa mia sotto degli alberi, sia d’estate che d’inverno, altri invece li vorrebbero cacciare via, e se potessero, in malo modo. Io non riesco a provare astio nei confronti di chi “puzza” , come hai detto tu. Fin da ragazzino ho sempre sviluppato ostilità nei confronti dei potenti e dei prepotenti, sono diventato di Sinistra da ragazzino vedendo i film sui peones messicani tartassati dai latifondisti e dai “rurales” (feccia mercenaria al servizio dei proprietari terrieri).
      Una volta mio nipote, quando aveva ancora 14 anni mi chiese di spiegargli che cos’erano la destra e la sinistra. Non mi andava di fargli un discorso politico – non avrebbe avuto senso – e mi affidai al vecchio Bobbio e gli dissi:”Vai in una baraccopoli, o in un centro di raccolta per immigrati, oppure davanti ad un cantiere edile o una fabbrica, e “misura” le tue emozioni. Poi invece vai davanti ad una discoteca di super ricchi, con le strafighe e gli strafighi che se la tirano, che ne so, a Porto Cervo o dovunque sia, e anche in quel caso misura le tue emozioni. E’ così che capirai se sei di destra o di sinistra (naturalmente sto parlando in termini concettuali, non delle attuali declinazioni politiche che sono solo delle farse…)”.
      Ecco, io personalmente, sempre per rimanere nell’esempio, dopo un po’ di tempo che osservo un ambiente di ricchi o super ricchi comincio ad immaginare nella mia testa 30,9 tonnellate di materialismo dialettico che li travolge. Tradotto: carri armati T64 di fabbricazione sovietica con la stella rossa che li schiacciano, con relativi camion dove vengono “invitati” salire per essere spediti nella Siberia orientale ad edificare il socialismo. Questo è il mio sentire. Mi rendo conto però – e lo so perfettamente – che ci sono tante altre persone che hanno un sentire completamente opposto al mio e che provano più o meno la stessa sensazione di ostilità che provo io per i ricchi, nei confronti dei poveri e degli immigrati. E non credo di dire chissà quali novità…Quindi Bobbio aveva ragione. Ora, nei discorsi di tanti sovranisti antimmigrazionisti ecc. ecc. io sento qualcosa che non mi quadra, odoro, più che altro, e penso di non sbagliarmi. E questo odore mi riporta costantemente alla mente quelle 30,9 tonnellate di “materialismo dialettico” che stanno nella mia pancia, nel mio cuore prima ancora che nella mia mente.
      Ti dirò di più. Mi hanno anche abbastanza stancato quelli che mi dicono che una volta anche loro erano di estrema sinistra ma…ma adesso fanno discorsi che a me provocano una strana sensazione…e dopo un po’ sento inevitabilmente nella mia testa il rumore dello sferragliare dei cingoli di quelle 30,9 tonnellate di “materialismo dialettico” (è il peso di un T64)….E’ un sentire, è l’emotività, non la posso controllare così come c’è gente che non riesce a controllare il suo disprezzo per i poveracci e per gli immigrati, non ci posso fare niente, se dicessi che non è così mentirei a te e a me stesso…

  8. dante
    27 dicembre 2017 at 4:00

    Fabrizio ho seguito attentamente la discussione e sono totalmente dalla tua parte, il faro deve essere la lotta di classe e questa la si fa “con” e non “contro” gli immigrati devo dire pero che a mio avviso sbagli quando scrivi che l’immigrazione ha uno scarso impatto socioeconomico purtroppo lo ha eccome ed è un’arma che sta mietendo parecchie vittime non importa se siano esse autoctone o straniere , lo stesso discorso lo si puo fare riguardo i presunti privilegi (che poi in realta non si rivelano tali anzi solo sfruttamento mascherato da integrazione, accoglienza ecc )ma ci sono e vengono sbandierati sui giornali appositamente celando il degrado in cui vivono la maggioranza di essi per alimentare l’odio razziale,(ora se questa è un’arma in mano ai globalisti io credo sia opportuno disinnescarla coi mezzi opportuni per il bene di entrambi

    • Fabrizio Marchi
      27 dicembre 2017 at 11:29

      Intanto hai fatto benissimo a ricordare che le prime vittime del processo che viene chiamato “globalizzazione capitalista” sono proprio gli immigrati. IL Mar Mediterraneo è diventato un macabro cimitero naturale a cielo aperto. Detesto la retorica, come ben sapete, ma sta cominciando ad essere anche difficile tuffarcisi dentro per fare il bagno spensierati…Pare però che gli “antiimmigrazionisti” non se ne siano accorti perché non mi pare proprio che sia quella la loro principale preoccupazione…
      Ciò detto, avrò spiegato mille volte (ed è per questo che mi innervosisco), l’ultima volta proprio pochi giorni fa, che il fenomeno dell’immigrazione NON si può risolvere in pochi mesi e neanche in pochi anni, se lo si vuole risolvere in modo pacifico e democratico. Se lo si vuole “risolvere” in pochi mesi o in pochi anni non c’è che un modo, quello militare: chiusura delle frontiere, fili spinati, mitragliatrici, cani da guardia, navi da guerra e lager, meglio se non in casa nostra, come ho già detto, ma in casa d’altri (come avviene oggi in Libia), così occhio non vede e cuore non duole, e tutti fanno finta di niente. Il flusso di immigrati è diminuito in questi mesi da quando Gentiloni ha mandato le navi da guerra e ha messo una manciata di euro nelle tasche del governo libico per tenersi (nei lager) i migranti? Vero. Ma a quale prezzo? Certo, tutti i paesi europei potrebbero adottare le politiche dell’ungherese Orban (che è quello che vogliono i sovranisti di destra antimmigrazionisti) ma, al di là della questione etica (di cui loro se ne sbattono), quali conseguenze avrebbe sul lungo periodo? Quali insanabili fratture e lacerazioni provocherebbe fra il nostro mondo e il resto di quel mondo? E allora a quel punto altro che terrorismo, perché avremo scavato un fossato incolmabile con quei popoli e quelle culture che i sovranisti antimmigrazionisti dicono di rispettare perché loro sono per la difesa delle identità. Bel modo di difendere la propria identità e quella degli altri popoli!…
      Chi, dunque, sostiene di poter risolvere il problema dell’immigrazione in poco tempo e senza traumi, dice il falso, perché sa perfettamente che l’unico modo di poter limitare drasticamente il flusso di immigrati in un lasso di tempo breve, è l’uso della forza, con i metodi che abbiamo detto.
      Viceversa, come ho già ampiamente spiegato in questo articolo che riporto per l’ennesima volta http://www.linterferenza.info/attpol/immigrazione-le-cause-le-soluzioni-depistaggi/ il fenomeno dell’immigrazione potrebbe essere affrontato e risolto pacificamente nell’arco di una quindicina di anni (che dal punto di vista storico e un soffio di vento). Ma per farlo ci vuole una svolta politica radicale che è quella che ho prospettato nell’articolo stesso, verso la fine e che riporto:
      ” Sempre da che mondo è mondo, la logica ci dice che per risolvere un problema bisogna prima fare una diagnosi, quindi un’analisi corretta delle cause del problema. Dopo di che, una volta individuate le cause, bisogna cercare di eliminarle partendo ovviamente dalla testa, cioè dalla causa prima, quella che determina tutto il resto. L’immigrazione, abbiamo detto, è il risultato dell’organizzazione capitalista del mondo. Le potenze imperialiste sfruttano i paesi del cosiddetto terzo mondo, gli rubano le ricchezze e quando i popoli di quei paesi si ribellano, li bombardano. Ora, è altrettanto logico e soprattutto umano che da un simile contesto di sfruttamento e di sofferenza molti cerchino di fuggire e quindi decidano di emigrare.

      Che fare? Come affrontare concretametne la questione?

      Proviamo adesso a fare un gioco: una finzione geopolitica. Ammettiamo (magari fosse…) che per qualche oscura ragione o magari per un miracolo, una coalizione politica realmente democratica e socialista andasse al governo di tutti i paesi europei (e quindi controllasse l’UE). Cosa dovrebbe fare per arginare il fenomeno dell’immigrazione?

      Ritirare tutti i contingenti militari presenti in tutti i paesi. Porre fine a tutte le guerre, a tutte le le occupazioni militari e a tutte le ingerenze nella politica interna degli altri paesi (il che significa uscire dalla Nato…).
      Contestualmente al ritiro dei contingenti militari, interrompere il rapporto di sfruttamento economico con quei paesi, e quindi smettere di rubargli risorse, di succhiargli materie prime e di sfruttare bestialmente la manodopera locale come fanno tutte le industrie e tutte le multinazionali occidentali (ma anche le piccole e medie aziende, diciamoci la verità…). Sono assolutamente convinto che una simile strategia politica di così grande portata sortirebbe degli effetti molto positivi anche dal punto di vista delle relazioni, dell’immagine dell’Occidente nel mondo che oggi, diciamo la verità, è pessima. L’Occidente è invidiato e odiato nello stesso tempo, né potrebbe essere altrimenti.
      Costruire con quei paesi dei rapporti di cooperazione e non di sfruttamento. Per la serie. Io, paese sviluppato offro a te, paese non sviluppato, il mio “know how”, come si suol dire, formo i tuoi quadri, i tuoi tecnici, ti aiuto a creare strutture e infrastrutture, oltre che servizi sociali, e tu mi dai le materie prime (che io, paese ricco e potenza colonialista e imperialista, ti ho fino ad ora rubato senza chiedere il permesso) di cui disponi a prezzi concordati. Non solo. Mi aiuti anche a controllare, diciamo a regolamentare, naturalmente non con metodi brutali, il fenomeno dell’immigrazione.

      Se veramente queste politiche fossero perseguite, sono convinto che nell’arco – realisticamente – di un quindicennio (cioè un lasso di tempo storicamente brevissimo…) il numero delle persone che deciderebbero di emigrare comincerebbe con il tempo a diminuire sempre più fino a rientrare in una dimensione fisiologica e gestibile sotto ogni punto di vista.

      Vi invito a riflettere sul fatto che questa non è la politica di un governo bolscevico ma semplicemente di un governo democratico non asservito alle potenze capitaliste e imperialiste. E’ esattamente la politica che stava portando avanti una cinquantina di anni fa l’allora Presidente dell’ENI, Enrico Mattei, democristiano, cattolico, prima di essere assassinato dalle multinazionali del petrolio americane”.
      Quindi, a quelli che ci accusano di essere i soliti “sinistri” o “sinistrati” che si riempiono di belle parole, noi rispondiamo con delle proposte molto concrete che però, ovviamente, richiedono tempo. Il punto è che per realizzare quelle politiche bisogna lavorare ad una svolta politica, e spiegare pazientemente alla gente come stanno le cose. Ma i nostri amici hanno fretta, vogliono soluzioni immediate. Dopo di che quando gli si spiega che quelle soluzioni immediate sono politiche oggettivamente discriminatorie, violente e fasciste, nel senso proprio del termine, ci rispondono che noi saremmo i soliti “sinistri” (cosa che non è, ovviamente, ma loro sono incastonati nelle logiche di branco a cui facevo riferimento nel commento precedente).
      Sull’impatto dell’immigrazione sugli italiani. E’ bene sapere una cosa, e cioè che nei posti di lavoro non solo non c’è nessuna conflittualità fra lavoratori italiani e immigrati ma anzi, molto spesso – nei limiti del fatto che la conflittualità sociale è oggi molto bassa – gli immigrati sono in prima fila nel portare avanti lotte e rivendicazioni sindacali. La conflittualità con gli immigrati (non parlo per sentito dire ma per esperienza concreta, dal momento che non vivo a Beverly Hills ma in un popolare quartiere della capitale) non è sul posto di lavoro ma nei territori, nei quartieri più degradati (che non sono più degradati per colpa degli immigrati, sia chiaro…) e periferici dove si scatena a volte una sorta di difesa tribale del territorio. E proprio quello che è avvenuto mesi fa al Tiburtino III a Roma lo conferma. Una donna Italiana) rifila una coltellata ad un immigrato etiope (gente tranquillissima e anche molto religiosa) che vive in un centro in quel quartiere. A quel punto si sparge la voce che quell’immigrato aveva maltrattato il figlio (cosa non vera) e soprattutto che lei era stata sequestrata da un gruppo di immigrati dentro il centro e che volevano abusarne sessualmente (quando semplicemente avevano chiuso il cancello e avevano chiamato la polizia in attesa che si recasse sul posto e arrestasse la tizia). A quel punto si è scatenato il casino e naturalmente sono venuti come cani da tartufo (non gli pare vero) e da guardia i fascisti di Casapound, perché l’unica cosa che fanno è dare addosso agli immigrati perchè costruiscono tutta la loro esistenza politica speculando bassamente sull’immigrazione, alimentando ad arte, come i loro cugini della Lega Nord, l’ostilità dei ceti più poveri nei confronti degli immigrati, cioè di quelli ancora più poveri di loro.
      Allora, io credo che il compito di una forza autenticamente socialista, di classe e democratica sia quella di spiegare alla gente come stanno le cose e non di contribuire ad alimentare quell’ostilità. Un’ostilità, è bene ribadire anche questo, che in larga parte è stata costruita mediaticamente perché in tante zone delle metropoli (e Roma è sicuramente un campione in questo senso) la convivenza fra autoctoni e immigrati è pacifica. La mia opinione è che siamo di fronte ad un dejavu (o come si scrive), a un già visto. Ricordo perfettamente che ancora una quarantina di anni fa nel nord Italia, i meridionali non erano ben visti e c’era da parte di molti un atteggiamento razzista e dicriminatorio nei loro confronti. E’ quello che è accaduto ovunque nel mondo di fronte al fenomeno dell’immigrazione. Ora, qualcuno mi deve dire se c’è stata mai una forza politica autenticamente di Sinistra (quando la Sinistra era una cosa seria, e non la farsa di oggi) che ha alimentato una politica di ostilità o di chiusura nei confronti degli immigrati. Mai, ovviamente, perché una Sinistra autentica sa che cosa è il fenomeno dell’immigrazione e lo affronta nel modo corretto.
      Concludo questa lunga filippica con un concetto molto chiaro. Bisogna avere il coraggio di rivendicare chi siamo. Se siamo di Destra (D maiuscola e senza virgolette), diciamolo apertamente, non ci nascondiamo dietro ad un dito e soprattutto ammettiamolo a noi stessi. Perché cercare di camuffare questa “condizione” (che è innanzitutto una condizione interiore, proprio come diceva Bobbio…)? Accettiamo di essere chi siamo. E la stessa cosa, ovviamente, deve valere, ancor di più per quanto mi riguarda, per un uomo di Sinistra (anche in questo caso, ovviamente, con la S maiuscola e senza virgolette). Il tutto, naturalmente, sempre con un occhio attento alla complessità della realtà. Perché essere di Sinistra non significa affatto avere i paraocchi, anche se purtroppo molto spesso ha significato e continua a significare questo. Della Destra invece me ne occupo, perché non è un mio problema.
      P.S. un ultima consdierazione. I sovranisti antimmigrazionisti si fanno scavalcare a “sinistra” anche dalla Chiesa cattolica che naturalmente, anche se da un punto di vista diverso dal mio, è solidale con gli immigrati. E devo dire che questo atteggiamento nei confronti dell’immigrazione è stato trasversale a tutti i pontefici che si sono succeduti negli ultimi 40 anni. Io, che non sono propriamente quello che si dice un “amicone” della Chiesa, devo dire che da questo punto di vista è un bene che ci sia e dica certe cose, perchè altrimenti quell’ostilità nei confronti degli immigrati avrebbe assunto dimensioni e modalità ben più violente.

      • gino
        27 dicembre 2017 at 14:44

        concordo con la tua soluzione “quindicennale”.
        senonchè sorgono i seguenti problemi:

        – nel frattempo in questi prossimi 15 anni se ne fa entrare altri 5 milioni come nei passati 15 anni? e se si supera il limite di tolleranza (in termini di lavoro, culturali e di ordine pubblico) che succede?

        – qual’è la probabilità di attuazione della tua soluzione quindicennale (che comprende uscita da UE e NATO)? perchè se per caso non fosse possibile attuarla, le buone intenzioni finirebbero per fare il gioco del nemico, ovvero creare una sempre maggiore massa di schiavi in europa (sia immigrati che autoctoni) senza bisogno di delocalizzare altrove.

        • Fabrizio Marchi
          27 dicembre 2017 at 20:20

          Allora, vorrei che riflettessi su quanto hai appena detto. Siccome la soluzione politica da me proposta (e sulla quale tu concordi) potrebbe non essere praticabile o percorribile, allora bisogna percorrere il percorso inverso e optare per una politica fascista (perché di questo si tratta) volta alla risoluzione (non politica ma manu militari) del problema, cioè navi da guerra, mitragliatrici che sparano sui barconi, fili spinati alle frontiere, doberman, lager. Del resto, non essendo uno sprovveduto ed essendo dotato di una certa dose (la quantità la sai solo tu) di onestà intellettuale, non puoi negare neanche a te stesso che la soluzione alternativa a quella del famoso “quindicennio” di cui sopra, sia quella che abbiamo detto. Per me sarebbe già più che sufficiente per rigettarla in toto, anche perché se devo curarmi il dito tagliandomi la mano, mi tengo il dito ferito…
          Adesso però facciamo finta di buttare nel secchio della spazzatura il risvolto etico del tutto e vediamo quali sarebbero i costi e i benefici di tale politica fascista (chiamiamo le cose per quelle che sono…). Tra i benefici ci sarebbe indubbiamente quello di avere molti meno immigrati fra le palle (anche in questo caso utilizziamo il linguaggio che normalmente viene usato dagli antimmigrazionisti, non facciamo gli ipocriti…) che “insozzano” con la loro presenza le nostre strade e le nostre città. Per me non insozzano un bel nulla e sono ben altre le cose che mi provocano il mal di pancia, ma abbiamo già detto che esistono sensibilità diverse.
          Poi, in linea teorica, tra i possibili benefici ci sarebbe quello di alzare il costo del lavoro perché con meno immigrati, e quindi con una minore massa di manodopera a disposizione, i lavoratori sarebbero meno ricattabili da parte dei capitalisti. Ma anche questa è una chimera, una mera fantasia perché il capitalismo è strutturalmente organizzato in questo modo, con un esercito industriale di riserva permanente. Se così non fosse non sarebbe capitalismo ma un’altra cosa. Il sistema capitalista NON può prevedere la piena occupazione, anzi, ha necessità di un certo numero di disoccupati o di precari, e infatti è SEMPRE stato così. Possono esserci fasi storiche in cui prevale una politica più keynesiana rispetto ad una più liberista, ma la natura del capitalismo è quella che è. Certo, si deve lavorare e spingere per politiche sociali, per la difesa dei lavoratori, ma questo non può avvenire a scapito di altri lavoratori. Così può ragionare un uomo di Destra (S maiuscola e senza virgolette) oppure un liberale e liberista ma non certo un uomo di Sinistra (S altrettanto maiuscola e senza virgolette) o un Socialista. L’importante è capire chi siamo realmente, come dicevo prima, risparmieremmo anche un sacco di tempo…
          La differenza rispetto a prima, come ho già spiegato mille volte, consiste solo nel fatto che oggi quell’esercito industriale di riserva è formato da lavoratori stranieri immigrati e non da autoctoni. Questa è una ragione sufficiente per buttare a mare la solidarietà di classe e fare la guerra ai lavoratori immigrati? Per me no, però se per te lo è, accomodati, non qui però, vai a farlo altrove.
          Non è certo questa l’idea di sovranità nazionale e di identità nazionale che ho in testa io, da comunista del XXI secolo e da internazionalista. Questo significa soltanto fare un bel regalo ai padroni del vapore che hanno convinto anche te e tanti altri come te a giocare al ribasso. E allora anche tu parti dalla coda in vece di partire dalla testa…
          Sulle conseguenze sul medio lungo periodo di tale politica neofascista e neocolonialista, ho già detto in altri commenti; si creerebbero delle lacerazioni profondissime con tutti quei popoli e culture che pagheremmo molto duramente nel tempo. E non credo sia necessario approfondire…
          Ciò detto, mi chiedi un po’ sarcasticamente cosa accadrà nei prossimi 15 anni in attesa che quelle politiche che auspico possano realizzarsi. Ma questo non è un modo di porsi politicamente. Io nel mio piccolo lavoro per far emergere ed esplodere le contraddizioni. Tu invece stai proponendo l’esatto contrario (molto probabilmente perché non sei un uomo di Sinistra, non sei un Socialista e non hai la mia stessa visione delle cose, ma allora è inutile continuare ad insistere perché non troveremo mai una sintesi su questo tema perché abbiamo approcci e aspirazioni diverse…), e cioè stai proponendo di accettare di fatto la logica dei padroni, quella della non trasformabilità dello stato di cose, e che l’unica cosa che resta da fare per pararci il culo è quella di chiudere i rubinetti a chi il culo ce l’ha già nella cacca molto più di noi. E allora, siccome non si possono aspettare quei 15 anni (ammesso che fra 15 anni ci siano dei governi disposti a fare quelle politiche) è meglio optare per una politica fascista (cioè il peggio del peggio, non solo nell’immediato ma anche e soprattutto per le conseguenze future…). E quindi torniamo al taglio della mano per curare il dito ferito…
          Ma non può essere questa la logica per procedere, suvvia. In ogni caso, stai tranquillo, siccome a comandare sono i padroni del vapore, quado e se la presenza degli immigrati sarà eccessiva (e non funzionale ai loro interessi), manderanno altre navi da guerra e bloccheranno il flusso. Dopo di che lo riapriranno e poi lo bloccheranno nuovamente. E così via. Per cui stai tranquillo che la famosa “invasione” non ci sarà perché comunque i padroni, a differenza della stragrande maggioranza dei ceti subalterni, sono sempre provvisti di una buona dose di coscienza di classe e quindi sono ben consapevoli delle contraddizioni strutturali del sistema che li vede al vertice della catena di comando, e quindi favoriscono i flussi di immigrazione quando gli serve e li bloccano sempre quando gli serve. Questo per dire che tutta questa enorme questione montata ad arte sull’immigrazione che vede “destra” e “sinistra” (con le minuscole e le virgolette) scontrarsi apparentemente fra loro, è una enorme messa in scena, un depistaggio mediatico e ideologico, come sosteniamo da sempre sulle pagine di questo giornale. Esattamente come il “femminicidio” e altre “tragedie” epocali che ci vengono propinate dai media ogni santo giorno che Dio lo manda.
          P.S. so che non ami la lunghezza e pensi che chi si dilunga lo faccia perché ha le idee poco chiare e la vuole “ammischiare”…Che ti devo dire, non posso farci niente, è nella mia natura essere prolisso. Del resto, come ho già detto, chi pensa che il sottoscritto non abbia le idee chiare e sia soltanto uno che la vuole “ammischiare”, non è obbligato a leggere questo giornale. Ma se continua a farlo, devo supporre che non lo pensi, oppure lo scrive ma non lo pensa, altrimenti non starebbe qui ad insistere, ameno che non abbia proprio nulla da fare nella vita… Vado sempre a logica, sia chiaro…

      • Vincenzo
        27 dicembre 2017 at 15:04

        Va bene Fabrizio,se hai la pazienza di leggermi senza pregiudizi e scambiare fischi per fiaschi ti dico in tutta sincerità che il mio cuore batte a sinistra e anche il mio portafoglio per quello che posso:Forse troppo poco. Scrivo da un tablet e quindi perdonami alcune semplificazioni. Ho settant’anni e abito in un paese dell’alto milanese che ha visto negli anni cinquanta una profonda trasformazione grazie all emigrazione dal veneto e soprattutto dal sud. Da pischello noi bande di ragazzini autoctoni andavamo a tirare i sassi ai terroncelli. Non capivano la loro lingua ed erano anche sporchi e brutti. C’era dell’odio e del risentimento perché gli immigrati erano venuti ad abitare in villette a schiera costruite appositamente per accoglierli su terreni espropriati per un tozzo di pane ai legittimi proprietari. Piccoli proprietari. Non sui terreni della curia che che aveva grandi proprietà. Ed anzi proprio perché la Chiesa ama i poveri costruirono anche una nuova chiesa,un oratorio ed anche un centro sociale per favorire l’integrazione dei nuovi venuti. L avversione degli autoctoni era riprovevole? Senz’altro, ma anche comprensibile. O no!? Noi autoctoni per la maggior parte abitavano in cortili con servizi igienici fuori dell’abitazione, vicini alle stalle. Pioggia o neve dovevamo attraversare il cortile per utilizzarli. I nuovi venuti no: loro avevano tuo in casa. Io scavalcai presto la staccionata e legai con i nuovi venuti.in fondo provenivo da una famiglia di antifascisti e comunisti. Forse anche perché i miei non avevano subito un’esproprio mi è stato più facile. Nel giro di dieci anni gli abitanti quadruplicarono. Eravamo in pieno boom economico e le fabbriche avevano un bisogno disperato di manodopera. Tutti migliorarono la propria posizione sociale. Anche allora ci fu il business dei subaffitti e lo praticavano anche gli immigrati. Come succede anche oggi nelle comunità dei nuovi immigrati. Nessuno é estraneo a certe pratiche e c é sempre chi sfrutta al meglio le proprie potenzialità. Oggi caro Fabrizio è diverso. Le politiche di “austerità espansiva” hanno eroso il welfare, aumentata la disoccupazione, diminuito i salari proprio sfruttando, con l ausilio di sindacati compiacenti, l esercito di riserva. Lo sappiamo benissimo. Anche il mio cuore vorrebbe tanto che si praticasse una politica di accoglienza, che la si smettesse con una politica neocoloniale o subimperialista e si instaurassero dei rapporti di cooperazione e non di rapina ecc. ecc. Possiamo sognare. Ma la realtà ci costringe a fare i conti con le forze che abbiamo in un contesto nazionale e mondiale che conosciamo. L’emigrazione è sfruttata da ong che lucrano sul microcredito che incentivano nei paesi “poveri”, altre ong che lucrano sui viaggi e miraggi, altre ancora sulla gestione dell’accoglienza. E la Chiesa d’altra parte fa il suo mestiere. Non ci rimette niente. Come istituzione voglio dire. Le sue ricchezze sono intangibili. Molti preti sono sicuramente encomiabili! La politica dell’accoglienza costa ed è lo stato che se ne fa carico! Stiracchiando, anzi erodendo una coperta sempre più corta. I poveri aumentano e le risorse a disposizione sono sempre meno. Almeno su questo siamo sicuramente d’accordo o no? Che fare? Sicuramente cominciare a smetterla di tacciare come razzisti quelli che faticano ad accettare gli immigrati. Non siamo tutti Salvini! Non siamo razzisti! E poi scusami ma cosa c’entra col razzismo l’odio dei poveri. Non è colpa mia se non c è un sostantivo che lo descriva. Ti saluto. Grazie

        • Fabrizio Marchi
          27 dicembre 2017 at 19:22

          Insomma, Vincenzo, mi stai dicendo che in Italia negli anni ’50 e ’60 sarebbe stata applicata una sorta di politica sovietica di espropriazione quasi forzata dei piccoli proprietari in favore degli immigrati. Mi sembra assai strano, però, che dirti, può anche darsi che ci saranno stati casi di questo genere. Però io conosco anche un’altra storia, anzi, tante storie. E queste mi parlano di vicende drammatiche di immigrati che hanno trovato la morte nelle miniere del Belgio, che vivevano ammassati nelle baracche in Germania dove lavoravano come somari dalla mattina alla sera per mandare un po’ di soldi alle loro famiglie, e venivano trattati come appestati dai locali. E ovviamente di tanti immigrati che hanno contribuito a creare quel famoso boom economico lavorando, sfruttati, nelle fabbriche del nord, a Milano, Torino, Genova. E non mi pare che siano stati trattati molto meglio di come sono stati trattati quegli altri nostri connazionali in Germania o in Belgio…
          Ma al di là di questo, ti rendi conto che tutto il tuo discorso ruota intorno alla giustificazione dell’odio dei poveri contro gli immigrati, cioè contro altri poveri, nella grandissima maggioranza dei casi, più poveri degli autoctoni? E’ proprio questo che vogliono i padroni del vapore e tu, scusa la franchezza, ci caschi con tutte le scarpe. Non solo, ci caschi al punto tale da accettare la logica (dei padroni del vapore) di litigarti le briciole con quelli ancora più poveri di te. E poi mi dici che non ragioni da leghista. Io non penso affatto che tu sia razzista. Penso però che tu sia vittima di una concezione sbagliata delle cose che ti porta a prendertela non con i veri avversari, cioè con quelli che si arricchiscono alle tue spalle e alle spalle degli immigrati, ma con questi ultimi. Perché non te la prendi invece con chi accumula capitali e profitti immensi? Non sai forse che questa “crisi economica” ha impoverito milioni di persone ma ha continuato ad arricchire i grandi gruppi finanziari, le banche e le multinazionali? E non sai forse che queste elite al potere hanno continuato ad arricchirsi grazie alle politiche di austerity dell’Unione Europea che è al loro servizio? E allora, dunque, perché invece di lottare per contrastare queste ingiustizie e di togliere a chi veramente possiede ricchezze enormi, tu scegli di accettare la logica di prendertela con gli immigrati che “ruberebbero” quelle briciole che spetterebbero a noi italiani? Ma ti rendi conto (o forse no) che ragionando in questo modo, fai proprio gli interessi dei padroni? Ti rendi conto che ragionare così significa aver accettato, anzi, significa aver interiorizzato il loro dominio, aver accettato lo status quo, al punto tale da considerarlo come un dato di fatto, che non resta altro che litigare con altri poveracci (che nella gran parte dei casi stanno molto peggio di noi…) per un piatto di minestra che ci viene concesso da lor signori?
          Io ti chiedo di riflettere. Dopo di che non penso affatto che quei poveri che se la prendono con gli altri poveri siano razzisti, io questo non l’ho mai detto. Sto dicendo un’altra cosa, ben più grave da un certo punto di vista. E cioè che chi ragiona in quel modo ha interiorizzato il fatto di essere un servo, a cui non resta altra alternativa che non litigare con altri servi. E’ questo che vogliamo? Questo vogliamo essere? E io dovrei giustificare tutto questo? E in virtù di cosa e a che pro? Per rassicurare quelli come te, magari per alleviargli il senso di colpa per nutrire tale astio nei confronti di chi sta peggio di loro? Oppure peggio, per giustificare il suo servilismo nei confronti dei potenti.
          Mi dispiace ma io questo non posso farlo. Non l’ho mai fatto in vita mia, figuriamoci se lo faccio adesso. Caro Vincenzo, sulla homepage lo abbiamo scritto in modo molto chiaro. Questo giornale non è stato pensato per rassicurare, in nessun senso. Abbiamo dato vita a questo giornale per dire le cose come le vediamo, senza finzioni. Tu stai cercando, magari inconsciamente (ma stai tranquillo, non sei il solo), una sorta di assoluzione, anzi, di autoassoluzione. E ora stai utilizzando il sottoscritto e questo giornale come uno specchio. Mi dispiace ma non è questa la nostra funzione. O forse, ed è ciò che spero, stai cercando proprio qualcuno che ti dica quello che ti sto dicendo io ora (guarda come sono presuntuoso…).
          Vedi tu, io non ho la pretesa di convincere nessuno, ho solo la pretesa di dire ciò che penso. Io il cameriere dei ricchi e dei potenti non l’ho mai fatto e sono figlio di generazioni, quelle di mio nonno e di mio padre, a cui altri come loro, lavoratori, proletari come loro, hanno insegnato a non togliersi il cappello davanti al padrone e ad essere sempre uniti con gli altri poveri e gli altri lavoratori, del nord e del sud, senza distinzioni. La sola differenza è che oggi quel nord e soprattutto quel sud si sono dilatati rispetto a prima, e quel sud non è più quello della Calabria e della Sicilia ma del Marocco, della Libia, del Ghana, del Senegal, delle Filippine, dell’Ecuador, del Bangladesh e di tanti altri paesi ancora. Ma la logica è sempre la stessa. Ci sono sempre ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati. Io non me la prendo con altri sfruttati. Dopo di che fate vobis, come si suol dire, ciascuno è responsabile delle proprie azioni e ciascuno risponde alla propria coscienza. Mio padre, oltre a non togliermi il cappello di fronte al padrone, mi ha insegnato un’altra cosa fondamentale, e cioè ad agire secondo coscienza. Seguo da sempre questi suoi due insegnamenti. Che ciascuno segua la sua strada e la sua coscienza e faccia i conti con questa, se ce l’ha.
          Una cosa è certa. Se qualcuno vuole alimentare la guerra dei poveri contro altri poveri lo faccia altrove, perché non troverà spazio sulle pagine di questo giornale.

          • Vincenzo
            27 dicembre 2017 at 20:49

            Ho anche dubitato di saper scrivere ma ormai sono sempre più convinto che non sai proprio leggere. Strano comunque che una persona, un “compagno” addirittura informato come te non sapesse dell’esistenza dei piani casa di edilizia popolare: la legge Fanfani e successive che convivevano con la grande speculazione privata e che riconosceva ai primi il “giusto ristoro” e ai secondi la remunerazione consistente della rendita. Ma certo in una società socialista la rendita era da eliminare e quindi che cosa dovevano aspettarsi questi piccoli proprietari che avrebbero volutoarricchirsi come gli altri. E poi mi domando se una persona colta come te sa distinguere tra comprensione e condivisione: guarda che non sono sinonimi. E in sovrappiù mi accusi di essere leghista. Mi spiace ma non hai proprio capito un cazzo, lasciatelo dire. Io so cos’è la coscienza di classe. Ho avuto la fortuna di conoscerla presto. Tu non immagini neanche quante case ho contribuito ad occupare negli anni settanta. E poi mi fai la tiritera su che cosa è stata l’immigrazione. Ma mi facci il piacere! Non ho vissuto su Marte. Smettila di salire in cattedra e prova ad ascoltare! Meglio, molto meglio il tuo odiato Fusaro. Lui è sempre pertinente nelle risposte perché sa ascoltare. Fai di questa mia sbrigativa risposta quello che vuoi. Ho chiuso definitivamente. Non si cava unr ragno dal buco. Continuerò comunque a seguire il tuo giornale se me lo consenti.

  9. dante
    27 dicembre 2017 at 14:54

    è proprio perchè non sono di destra che insisto per una soluzione politica del problema poichè sarà la la destra a stendere il filo spinato

    • Fabrizio Marchi
      28 dicembre 2017 at 8:53

      Non ho mai pensato, infatti, che tu fossi di destra, Dante, le mie risposte non erano rivolte a te ma a Pierre57 e a Gino (nè penso che loro siano di destra nel senso tradizionale del termine). Sono d’accordo anch’io che la quesitone debba essere affrontata politicamente. Ma la soluzione auspicata non potrà esserci se non con i tempi e le modalità politiche che spiegavo in quel mio articolo. Alternative non ce ne sono se non l’uso sistematico della violenza da parte degli stati con tutte le conseguenze (devastanti) del caso. Non solo. Ma nessuno ci garantisce che quelle ipotetiche misure repressive che verrebbero prese nei confronti degli immigrati non si ritorcerebbero un domani anche contro gli autoctoni. Purtroppo è assai difficile tornare sui propri passi, dopo aver varato leggi repressive e liberticide e averle messe in atto. La storia è maestra in questo. E riguarda anche parte della nostra storia, dobbiamo essere onesti intellettualmente, sempre (mi riferisco ovviamente all’esperienza del comunismo storicamente realizzatosi o socialismo reale).

      • dante
        28 dicembre 2017 at 22:50

        grazie per l’attenzione

  10. Fabrizio Marchi
    27 dicembre 2017 at 23:24

    @Vincenzo:
    Ma cosa c’entra la legge Fanfani, neanche fosse stata fatta per quelli da Bologna in giù…ma su…
    Comunque non ha senso continuare così. Mi pare che siamo arrivati al capolinea. Che dirti, vai da Fusaro (che non odio affatto…), ma cosa vuoi che me ne importi. Vuoi continuare a seguire questo giornale? Seguilo pure, per me è indifferente, non sono in cerca di pubblico (come Fusaro…). Non capisco cosa ti spinga a questo punto a seguirci visto il basso livello di stima (hai pure scritto “compagno” fra virgolette… 🙂 ) che hai nei miei riguardi, ma magari possono interessarti gli articoli scritti da altri.
    Buona fortuna.
    P.S. saprai pure che cosa è la coscienza di classe ma sicuramente l’hai smarrita lungo il percorso. Ma forse il “compagno” Fusaro te la saprà far ritrovare (si fa per dire, naturalmente…)

  11. Pierre57
    28 dicembre 2017 at 1:24

    @Vincenzo,Gino e Dante:lasciate perdere,anche se usate argomenti pieni di buon senso,non servirà a nulla,siamo stati marchiati a fuoco con il simbolo infamante della destra(sic).Non c’è verso,lasciate perdere.Ps.che paradosso però esserlo stato da chi proviene addirittura dal maggior referente in Italia di quella oligarchia che produce miseria e nega un futuro dignitoso per tutti, quando noi in quegli anni eravamo già ben consci del pericolo per le classi dominate rappresentato dalla gabbia Leuropea..Dov’erano gli “accoglienti”cosmopoliti di oggi quando il loro partito varava le varie leggi sul lavoro interinale,sulle pensioni,sulla svendita del patrimonio pubblico.?Non è difficile immaginarlo:nelle “istituzioni”ben accucciati e,fedeli alla linea:quella di trasformare questo paese in un protettorato al servizio delle multinazionali .Ed ora ci dobbiamo sentire addirittura in colpa , additati al pubblico ludibrio come destrorsi antimmigrazionisti,noi che il passaggio all’interno di quei “partiti di sinistra”(sic)l’abbiamo evitato ,avendo già allora ben chiaro il ruolo assegnato loro dall’elite globalista.L’apprroccio di allora è lo stesso di oggi,”fascista”chi contesta e razzista e xenofobo chi cerca di analizzare criticamente un fenomeno sociale.La forma mentis è identica e uguale nel tempo..Passo è chiudo,a mai più risentirci.

    • Fabrizio Marchi
      28 dicembre 2017 at 19:37

      Criticare strutturalmente e radicalmente l’attuale “sinistra” del tutto omogenea se non organica ideologicamente e politicamente al sistema capitalista (cosa che noi facciamo più di quanto tu faccia, mettendoci la faccia e non riparandoci dietro ad un nick, e soprattutto pagandone le conseguenze a tutti i livelli, politici, professionali e personali) non significa affatto cedere alle tentazioni ideologiche della neo destra che oggi assume varie e diverse facce: leghismo, oppure un certo sovranismo, un certo antimmigrazionismo ma anche un certo “populismo” grillino (oltre ovviamente a quei soliti noti “bravi ragazzi” di Casapound), cioè il versante “destro” o “neo destro” del sistema (quello grillino, che pure è parte del sistema nonostante proclami di essere “anti”, è un altro discorso ancora).
      Questo è l’errore che hanno commesso in tanti, compreso te. Con questo non voglio dire che tu sia un fascista né te l’ho mai detto. Questo lo stai dicendo tu perché hai perso le staffe e cerchi di buttarla in caciara, come si suol dire dalle mie parti.
      Ma chi segue questo giornale (e tu ci hai seguiti) sa perfettamente qual è la nostra posizione. Ora tu mi vuoi far passare per il solito “sinistro” o “sinistrato” politically correct ma sai PERFETTAMENTE che così non è. E sai altrettanto perfettamente che siamo attaccati da quella “sinistra”, tutta, in modo molto duro, per le nostre posizioni di radicale criticità nei confronti di quella “sinistra” stessa che non a caso scriviamo con la s minuscola e con le virgolette. Sei anche perfettamente a conoscenza della critica radicale che portiamo al femminismo, uno dei mattoni ideologici fondamentali di quella “sinistra” al servizio dell’attuale sistema dominante. Una critica radicale che NESSUNO, oggi, ha il coraggio di portare avanti, neanche quell’ “allievo indipendente di Hegel e Marx” – come lui ama definirsi – che è Fusaro.
      Ma ora fingi di dimenticartene perché sei accecato dal livore nei miei confronti perché, a differenza tua, non mi lascio incantare dalle sirene di una certa “neo destra” ideologica. E in questo caso non mi riferisco alla Lega o a Casapound ma a determinate tendenze ideologiche che hanno buttato nel secchio della spazzatura o messo sullo sfondo la centralità della contraddizione di classe in favore di un certo “sovranismo” interclassista.
      Gli attacchi che stiamo ricevendo da te e da altri nel corso di questo dibattito non fanno che confermare quanto abbiamo scritto in questo articolo nel quale invitiamo a sostenerci finanziariamente con un piccolo contributo annuo. Lo riporto (e invito a leggerlo) perché secondo me è assai indicativo: http://www.linterferenza.info/editoriali/5-euro-linterferenza/
      Il dibattito in corso dimostra proprio la linearità, la coerenza e la chiarezza delle nostre posizioni. Siamo un giornale che potrebbe essere definito “border line” appunto perché non possiamo essere collocati in nessuna delle conventicole grandi o piccole che caratterizzano la vita politica e ideologica in questo paese. Siamo attaccati duramente sia da sinistra che da destra e anche dai grillini. Ci dovremmo preoccupare se fossimo attaccati solo da destra o solo da sinistra. E invece siamo sottoposti ad attacco da entrambe le parti (più tutte le varie sfumature del caso). E non è per caso che abbiamo voluto pubblicare sulla homepage del nostro giornale quella famosa frase di Mao che recita testualmente:” “Per quel che ci riguarda, si tratti di un individuo, di un partito, di un esercito o di una scuola, io credo che la mancanza di attacchi da parte del nemico contro di noi sia una cattiva cosa, poiché significa che noi facciamo causa comune col nemico. Se siamo attaccati dal nemico, è una buona cosa, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una linea di demarcazione nettissima tra noi e il nemico. Se esso ci attacca violentemente, dipingendoci con i colori più cupi e denigrando tutto quello che facciamo, si tratta di una cosa ancora migliore, poiché ciò dimostra non solo che abbiamo stabilito una linea di demarcazione netta tra il nemico e noi, ma anche che abbiamo conseguito notevoli successi nel nostro lavoro”. (Mao Tse Tung)
      Naturalmente non sei certo tu il nemico, sia chiaro, ma è per capirci…
      In conclusione due parole sulla mia storia personale, visto che l’hai tirata in ballo. Anche in questo caso non ho nessuno scheletro nell’armadio. Ero uno dei tanti giovani che negli anni ’70 ha militato politicamente nell’allora sinistra extraparlamentare e che poi ha scelto – sbagliando – di continuare a fare politica nei partiti della Sinistra storica, per poi uscirne successivamente. Fu un errore, è vero, figlio però della sconfitta che indubbiamente quella generazione (mi riferisco a quella tragica del ’77 non a quella sessantottina…) ha vissuto e interiorizzato. E ce ne è voluta per uscire da quella condizione di profondo scoramento e per molti di vera e propria disperazione, per elaborare quell’esperienza.
      Però tutto deve essere contestualizzato e storicizzato. All’epoca aveva un senso fare quella scelta, comunque sbagliata e condizionata da tanti fattori. Oggi è facile parlare ma allora la situazione era molto diversa. In ogni caso, ciò che conta è l’evoluzione complessiva, politica e personale, delle persone.
      E come ho pagato a suo tempo la mia scelta di essere un militante politico negli anni ’70 ho pagato e sto pagando – in modo diverso – la scelta di aver rotto con quella “sinistra”, da tempo ormai ancella e stampella del sistema capitalista dominante. Ma va benissimo così, anzi, oggi (da tempo ormai…) mi sento veramente libero.
      P.S Dante non c’entra nulla. Non fare il furbacchione…La polemica era con te e con Gino e poi si è aggiunto Vincenzo.

      • gino
        29 dicembre 2017 at 11:24

        quanto alla frase di mao, personalmente:
        – sui siti di sx mi danno del fascista (e spesso mi bannano)
        – sui siti di dx mi danno del comunista
        – sui siti liberisti mi danno dello statalista
        – sui siti statalisti mi danno del turboliberista difensore dei banchieri
        – sui siti femministi mi danno del maschilista stupratore
        – sui siti antifemministi “ma allora la pensi come le femministe” (…ehm…).
        m’avete fatto venire la crisi d’identità! ahahah!

        • Fabrizio Marchi
          29 dicembre 2017 at 11:46

          Bene, e allora vuol dire che siamo sulla stessa barca…magari noi ci mettiamo la faccia, e quindi anche e soprattutto il “culo”, come si suol dire… e non parlo solo metaforicamente, sia chiaro…Ma va bene così…

    • gino
      29 dicembre 2017 at 11:29

      non c’è problema, ci sono abituato. come ho scritto a fabrizio qui sotto in qualsiasi sito che pensa A vengo tacciato di Z. ma è normale in relazione al mio modo di dibattere, cioè io cerco di evidenziare le contraddizioni di A, per migliorare A… ma chi legge pensa che io sia Z, perchè in genere chi evidenzia le contraddizioni di A pensa Z.
      quindi sono comprensivo e tollerante con chi mi appioppa certi aggettivi.
      finchè non mi bannano…

  12. dante
    29 dicembre 2017 at 3:12

    mi è venuta spontanea una profonda riflessione “siamo nella merda” 😉

    Si dovrebbe trovare comunità di intenti e non riusciamo a farlo noi quattro gatti con già un vissuto militante figuriamoci milioni di individui soprattutto penso ai giovani tirati per la giacca da partitini ,partitelli ,partitucci dai nomi accattivanti come fossimo al supermercato che vendono un prodotto fasullo perchè manca l’ingrediente principale quella frase che mai pronunciano LOTTA DI CLASSE frase che ci obbliga a contrastare gli schiavisti o ONG che a dir si voglia,per ogni persona di buon senso credo sia inammissibile vedere esseri umani trasferiti da un lager in Libia ad uno uguale in Veneto oppure vedere due inconsapevoli farsi fotografare per pochi spiccioli con tanto di sci e giacca a vento fingere di valicare le Alpi In attesa di politiche strutturali penso che eventuali accordi economici non siano da buttare per evitare che il famigerato filo spinato si insinui nella testa oltre che materialmente

    • Fabrizio Marchi
      29 dicembre 2017 at 9:47

      Si però, caro Dante, dobbiamo essere onesti con noi stessi, perché prendersi in giro non ci porta da nessuna parte (non ce l’ho con te, sia chiaro, parlo in generale…).
      E allora dobbiamo pure dirci che alla stragrande maggioranza degli antimmigrazionisti e sovranisti doc (non parlaimo poi dei leghisti, neofascisti ecc.), del fatto che gli immigrati vengono trattati come schiavi dagli schiavisti di qualsiasi risma, dello sfruttamento a cui la gran parte di loro sono sottoposti e delle loro condizioni complessive di esistenza NON gliene può fregare di meno. Il loro problema – sempre se non ci prendiamo in giro – è NON avere immigrati in mezzo alle palle. Punto e stop. La loro posizione contraria all’immigrazione NON è quella di un socialista o un comunista o comunque di persone, come te e me, che hanno una visione di classe della realtà, ma è quella di un borghese o un piccolo borghese (mi riferisco al modo di pensare, NON alla condizione sociale, anzi, molta gente di estrazione popolare è tendenzialmente ostile all’immigrazione) che non vuole estranei in mezzo ai coglioni e che difende il proprio orto o orticello o latifondo, a seconda dei casi, metaforicamente parlando.
      E’ bene, quindi, dirsi le cose come stanno e non raccontarsi frottole. E’ un po’, mutatis mutandis (anche se l’esempio può apparire tirato per la giacca) come quegli omosessuali che rivendicano il diritto di adottare bambini perché – dicono loro – vogliono toglierli dalla miseria.
      Non ci raccontiamo balle. Loro vogliono adottare dei bambini perché quello è il LORO DESIDERIO, e NON perché vogliono sottrarre un bambino dalla miseria. Quest’ultimo è l’alibi, la falsa coscienza, ma NON è la verità. La verità è l’altra (al di là ora delle posizioni di ciascuno circa la possibilità dell’adozione dei bambini da parte delle coppie gay e/o lesbiche).
      E’ fondamentale, quando si discute, sgomberare il campo dalle menzogne, altrimenti si perde solo tempo. Senza contare che le menzogne puzzano, e io non ho voglia di rovistare nell’immondizia.
      Dopo di che, sono d’accordo con te. La situazione è tragica, per chi come noi ha una certa visione delle cose e della realtà. Ma proprio questa discussione ce lo dice. Hanno voglia a dire che loro non ce l’hanno con gli immigrati. Sta di fatto che oggi l’ideologia dominante è riuscita a convincere la gran parte dei ceti popolari che la causa prima dei loro problemi è l’immmigrazione. Spetta a noi spiegargli che l’immigrazione è solo un effetto secondario e che la causa dei loro problemi è la struttura del sistema capitalista. Purtroppo siamo di fronte al capolavoro del sistema dominante (e delle classi dominanti) perché quando si riesce a convincere i poveri che la causa della loro povertà sono altri poveri ancora più poveri, è evidente che siamo di fronte alla sconfitta TOTALE dei ceti popolari e subordinati e alla vittoria totale dei ceti dominanti, anzi, un vero e proprio trionfo.
      Se non lo capiamo, ragazzi miei, stiamo messi molto male, ma male, male, male… Sempre ammesso di avere una determinata visione della realtà. Se uno invece è un liberista o uno di destra oppure un borghese sia socialmente che di convinzione ideologica, allora è tutto regolare. Ma se uno mi viene a dire che lui è un socialista o un comunista, che è un anticapitalista, che è stato uno di ultrasinistra, che ha una visione di classe e che però rompe i coglioni dalla mattina alla sera con questa storia dell’immigrazione, allora qualcosa (parecchio) non va. Perché o non ha capito un cazzo o mi sta prendendo per il culo….Alternative non ce sono. Perchè come hai detto tu stesso, la lotta di classe si fa CON gli immigrati e NON CONTRO gli immigrati…
      O ci risulta che qualcuno abbiamo mai fatto la lotta di classe contro i disoccupati perchè vengono utilizzati come strumento di pressione di ricatto sugli occupati? Forse che Marx, Engels, Lenin, Gramsci, Mao, Luxemburg, Guevara, hanno mai scritto o detto una simile castroneria? Il Movimento Operaio nella storia ha fatto la guerra ai disoccupati o agli immigrati? Ma vogliamo giocare? i partiti comunisti e socialisti in tutto il mondo hanno mai fatto una guerra gli immigrati? Ma per favore…

      • gino
        29 dicembre 2017 at 11:49

        ok, ma marx lenin e luxemburg hanno mai detto che è possibile fare lotta di classe facendo improvvisamente entrare milioni di disperati? non mi pare che avessero molte speranze relative al “lumpenproletariat”.

        allora la mia personale posizione (credo realista) è di NON espellere quelli che già ci sono e cercare di integrarli, ma da qui in avanti darci un taglio. soprattutto impedire che ong e esercito vadano nei loro paesi a fomentarli e organizzare la deportazione. perchè questo è ciò che è stato fatto negli ultimi anni. credo anche che questo sia stato uno dei motivi della “dipartita” di gheddafi.

        io vivo in sudamerica e ti assicuro che se si continua ad accoglierne a milioni presto avrete le FAVELAS e cresita esponenziale di ogni forma di degrado e criminalità. altri paesi europei più “generosi” di noi già ce le hanno.
        ora io ho le spalle larghe e sono capace di sopravvivere in una favela brasiliana, la maggior parte delle anime “belle e generose” italiane credo proprio di no.
        e credo non sarebbe una bella situazione manco per gli immigrati.

        caro fabrizio, purtroppo le cose si sviluppano seguendo meccanismi sociali reali, se ne fregano dei buoni propositi morali e politici.

        • Fabrizio Marchi
          29 dicembre 2017 at 12:17

          Ma cosa c’entra l’analisi di Marx sul “lumpenproletariat” con il discorso che stiamo facendo sull’immigrazione…Ma su, ma per favore… E poi la questione dei principi morali (ammesso che sia una inezia…) è solo una parte, ribadisco solo una parte del mio discorso…
          Comunque, ascolta, direi di chiudere qui la discussione nel merito così come l’abbiamo chiusa col femminismo, perché dopo un po’ è inutile insistere, nel senso che tanto non ci si può convincere vicendevolmente. Io credo che ciascuno di noi – dal momento che non siamo deficienti – ha capito come ragiona l’altro. Quindi dopo un po’ è inutile battere e ribattere all’infinito, perderemmo solo tempo ed energie, e credo che nessuno lo voglia. La questione per me si chiude qui. Dopo di che, ciascuno, se vuole, può riflettere sulle cose che ci siamo detti.

    • gino
      29 dicembre 2017 at 11:57

      a sx è impossibile una comunione d’intenti, siamo tutti troppo tronfi della nostra “cultura”, siamo tutti dei “genii” e abbiamo l’hobby di denigrare specialmente chi è vicino a noi ma su posizioni che differiscono di un’inezia.
      è sempre stato così e per questo quasi sempre perdiamo. e quelle poche volte che abbiamo vinto abbiamo inevitabilmente creato orribili dittature. che poi ovviamente durano poco.
      troppa ideologggia, scarso realismo, odii fratricidi, distopie scientifiche, incoerenza tra idee e vite personali… in questo siamo maestri.

      • Fabrizio Marchi
        29 dicembre 2017 at 13:15

        Se il riferimento è ai dibattiti a cui abbiamo dato vita in questo spazio, non è affatto vero che le posizioni differiscono di un’inezia. Le nostre posizioni sono invece molto distanti.
        Per il resto, quanto hai detto per gli altri – “troppa ideologggia, scarso realismo, odii fratricidi, distopie scientifiche, incoerenza tra idee e vite personali… in questo siamo maestri” – può valere e vale anche per te. Hai usato il plurale maiestatis ma ti riferivi agli altri, non a te. E’ un modo di fare che utilizziamo tutti n questi casi, sia chiaro, però è bene anche in questo caso essere intellettualmente onesti.

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