Macerata: non è il gesto di un folle…

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Foto: Il Resto del Carlino (da Google)

 

L’incredibile vicenda di Macerata non è un fatto isolato né il semplice atto di uno “spostato”. E’ la logica conseguenza di un clima che è stato creato ad hoc.  L’allucinante gesto di quel soggetto – un neofascista già simpatizzante della Lega – è di fatto emotivamente e psicologicamente coperto e giustificato da quell’area politica e ideologica che ha creato le condizioni, il brodo di coltura all’interno del quale crescono e si alimentano simili, inquietanti, individui.

Certo, il tizio è sicuramente uno che ci ha messo del suo – su questo non c’è dubbio – però sarebbe ipocrita e profondamente errato derubricare il tutto come il gesto di un folle. Perché per uno come lui ce ne sono tanti altri che non arrivano ovviamente a tanto ma che in cuor loro (anche se non lo dicono apertamente) coprono e giustificano quel gesto. E non mi riferisco solo all’arcipelago della “neofascisteria” diffusa (peraltro oggi ampiamente sdoganata dai media…) ma anche a tanta gente di destra e neodestra, di quelle fasce sociali piccolo e medio borghesi e anche popolari la cui stella polare è ormai l’ostilità nei confronti degli immigrati. Sono quelli del “Io non sono razzista ma…”, del “Sono gesti da condannare però…”, del “Non se ne può più…” fino al “Se l’è andata a cercare perché…” e via discorrendo. Del resto, quando le masse popolari sono prive di coscienza politica e di classe, ridotte a “popolino” e non hanno gli strumenti per risollevarsi dalla condizione di abbrutimento psicologico e culturale in cui sono state confinate, è del tutto normale che le “risposte” siano quelle. Parlare di luoghi comuni, in questo caso, è parlarne bene…

Gran parte di queste persone sono del tutto inconsapevoli (in particolar modo quelle appartenenti ai ceti popolari) e si sono lasciate convincere che la causa del loro disagio sia dovuta alla presenza degli immigrati. E’ una vecchia, anzi vecchissima storia che rimanda alla guerra fra poveri da sempre alimentata dai padroni del vapore e di cui abbiamo già trattato in tante occasioni, alimentata ad arte dalle destre (o meglio, dalle varianti di destra del sistema…) in tutte le loro attuali declinazioni.

Molte altre invece – e sarebbe ipocrita negarlo – appartengono a quell’humus che esiste ed è sempre esistito (e sempre esisterà) di coloro che hanno una visione elitistica, classista, “suprematista”, esclusivista e razzista del mondo. Sia ben chiaro che questa visione non appartiene solo ai “nazisti dell’Illinois” (come diceva John Belushi in un celebre film…), e ai razzisti stile Ku Klux Klan.  Il colonialismo delle grandi potenze liberali, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, USA e anche Italia era intriso di razzismo e di “suprematismo” bianco e occidentale. Il nazismo e il fascismo, da questo punto di vista, non furono altro che la drammatica (e forse inevitabile) evoluzione di quelle concezioni razziste di cui le società liberali occidentali erano intrise. Sarebbe troppo comodo per lor signori lavarsi la coscienza scaricando tutto sui soliti “brutti, sporchi e kattivi”.

Questa destra razzista, neofascista, neonazista (anche se non dichiarata) è cresciuta e sta crescendo in tutta Europa e fa leva sulla “pancia” delle persone, in special modo, come abbiamo detto, quelle culturalmente e socialmente più deboli e sprovvedute. E oggi, purtroppo, questa gente è molto numerosa. Evitiamo, dunque, tornando all’episodio, i soliti scontati discorsi sul gesto isolato di un fanatico. Scemenze, e pure ipocrite. Quel gesto è la punta dell’iceberg di un “sentimento” diffuso e crescente.  Luca Traini, l’autore della tentata strage di Macerata, è un neofascista e razzista che è stato psicologicamente e ideologicamente armato da un’area politica e anche da un ambiente che lo ha partorito e pasciuto.

Naturalmente – non smetteremo mai di sottolinearlo – la crescita esponenziale di questa destra è (anche e soprattutto) la diretta conseguenza dell’assenza di una Sinistra di classe, autentica, credibile, radicata tra le masse e depurata di tutta la brodaglia ideologica politicamente corretta che l’ha letteralmente occupata fino a distruggerla. Se una simile Sinistra (che auspichiamo e alla cui ricostruzione lavoriamo) esistesse, la destra e le forze neofasciste tornerebbero ad avere quella fetta di consenso che fisiologicamente hanno sempre avuto e resterebbero confinate nei loro territori, come infatti avveniva una volta quando gli era impossibile avere spazio ed agibilità, sia politica che fisica, nei quartieri popolari e nelle periferie delle metropoli.

 

 

24 commenti per “Macerata: non è il gesto di un folle…

  1. armando
    5 febbraio 2018 at 13:54

    il ragionamento dell’humus culturale e politico che incoraggia certi gesti è giusto, ma lo stesso si poteva dire delle brigate rosse o di Prima linea, a dimostrazione di quanto la materia sia complessa e richieda di andare oltre gli schemi

    • Fabrizio Marchi
      5 febbraio 2018 at 16:14

      Bè, che la vicenda sia complessa, come tutte le cose del mondo, non c’è dubbio, però non sono affatto d’accordo nel paragonare i due fenomeni.
      Intanto da una parte c’è un razzismo violento e becero, mentre dall’altra c’è una violenza dettata da una “ragione” rivoluzionaria, sicuramente agita malissimo, decontestualizzata, al limite della follia se vuoi perché originata da una lettura dogmatica e appunto destoricizzata e decontestualizzata della realtà, però si tratta di due fenomeni che non possono essere comparati.
      E ancora, un conto è sparare per la strada alla gente nel mucchio solo per il fatto che “sono negri”, e un altro è sparare ad un obiettivo preciso, anche se umano. Fatto gravissimo, ovviamente, però non è la stessa cosa. Così come non si possono mettere sullo stesso piano le stragi nelle stazioni e sui treni che mietevano decine di vittime civili, uomini, donne e bambini, con gli attentati in cui venivano colpiti, magistrati, politici o dirigenti d’azienda. Tutti fatti gravi, anzi gravissimi, ma non possono essere equiparati o messi sullo stesso piatto della bilancia. Perché un conto è sparare a uno perché è nero o un immigrato e un altro sparare ad un esponente politico perché si ritiene che sia un nemico politico da abbattere. Un conto è mettere una bomba in una stazione e ammazzare 80 persone a casaccio, e un altro è sparare a una singola persona che ha un determinato incarico politico o che rappresenta una istituzione o altro.
      Quello che voglio dire è che dalla violenza nessuno è immune, sia chiaro, però bisogna distinguere, altrimenti si fa di tutt’erba un fascio e questo è sbagliato e porta acqua al mulino di chi ci vuol convincere che, come si dice a Roma “Ammazza, ammazza, sò tutti una razza”…
      Eh no, mi dispiace ma non è così. E oggi questo discorso, a livelli molto più ampi viene portato avanti dai cantori dell’ideologia dominante che devono convincerci che comunismo e nazismo sono la stessa cosa, che il nazismo è stato generato da qualche mente folle quando invece è il prodotto finale, diciamo così, di un Occidente colonialista che per secoli ha trattato i popoli della Terra extraeuropei come animali, diciamoci la verità. Non è che negli USA o in Sudafrica i neri siano stati trattati tanto meglio di quanto non siano stati trattati gli ebrei in Europa, tant’è che molti nazisti si rifacevano proprio agli Stati Uniti come modello di paese e stato da imitare…Non pensiamo che sui popolo sottoposti a dominio coloniale i liberali e civili bianchi occidentali abbiano agito meglio dei nazisti o dei fascisti (o anche dei comunisti, naturalmente, ma in questo caso non sui popoli coloniali…). E arrivo a dire che un conto è incatenare, deportare, frustare a sangue e all’occorrenza torturare e uccidere un “negro”, come è accaduto per secoli nella più grande democrazia del mondo e in tutti i paesi sottoposti a dominazione coloniale, e un altro è deportare un kulak in un gulag o fucilarlo perché ritenuto un nemico del popolo. Sono tutti fatti gravissimi ma, ripeto, non possono essere paragonati. I comunisti nella storia ne hanno combinate di cotte e di crude ma non hanno certo superato in efferatezze (non solo in quantità ma anche in “qualità”) quello che è stato fatto dall’Occidente liberale, cattolico o protestante che sia, più le sue propaggini (nazismi e fascismi vari, europei, sudamericani e asiatici) in giro per il mondo.
      In poche parole, non ci sto a mettere tutto e tutti nel medesimo calderone. Il che non vuol dire giustificare e, conoscendomi, presumo che sarei finito in un gulag o forse fucilato se fossi nato in URSS durante l’epoca staliniana, ma questo è un altro discorso…
      E’ la logica di quelli, come Giampaolo Pansa, che dicono che anche i partigiani hanno commesso efferatezze come i nazifascisti. Intanto non è affatto vero, perché i partigiani non hanno mai commesso stragi o effettuato rappresaglie conto i civili, anche quelli che appoggiavano i fascisti. Ci sono state delle vendette nell’immediato dopoguerra, certo, e chi lo nega. Cose gravi, certo, e chi lo nega. Ma non si può mettere tutto sullo stesso calderone. Gli esempi potrebbero essere migliaia.
      Prima della Foibe non si parlava mai, da vent’anni a questa parte non si fa che parlare delle Foibe per fare di tutt’erba un fascio e arrivare a dire che i partigiani comunisti erano sanguinari come i nazifascisti. Eh no, ragazzi, un pò più di onestà intellettuale (non ce l’ho conte, Armando…), la guerra in Jugoslavia ha provocato un milione di morti, centinaia di paesi rasi al suolo, rastrellamenti e rappresaglie brutali, fucilazioni di massa ecc. Gli slavi erano considerati degli esseri inferiori dai nazisti e trattati come tali. Insomma, qualcuno aveva qualche ragione per essere un po’ incazzato…ed è in questo contesto che accade la tragedia delle Foibe, una tragedia in una tragedia ancora più grande…
      P.S. excusatio non petita. Non dico questo per una difesa ideologica dell’indifendibile, ma perché lo penso veramente…

  2. ARMANDO
    5 febbraio 2018 at 18:11

    Fabrizio, è vero che occorre distinguere violenza da violenza, e che non tutte sono identiche ecc. ecc. , ma il punto sollevato dal tuo articolo e la mia osservazione non vertono su questo, bensì sull’esistenza di particolari climi culturali entro i quali certi atti vengono commessi senza che se ne percepisca l’intrinseca disumanità. E su questo credo che l’analogia non possa essere disconosciuta. Uccidere un carabiniere , o un giudice, o qualsiasi altro non perchè abbiano fatto qualcosa di particolare ma in quanto assurti a simbolo , credimi, è: a) anch’esso una conseguenza di un clima culturale distorto respirato in certi ambienti e che arma la mano di qualche “folle”, e b) certamente molto diverso quantitativamente da una strage indiscriminata, ma qualitativamente? Posto che è del tutto ovvio che ci sono individui per bene e altri no dappertutto ma che generalizzare (o simbolizzare, che sono cose alla fine identiche), è sbagliato, dove sta insomma la differenza dall’odio per i “negri” invasori, da quello per i carabinieri “oppressori” (uso i carabinieri solo come esempio, purtroppo concreto) ? Non stiamo parlando delle ragioni storiche, che rimangono tali e per le quali , ad esempio, quello che dici sulla Jugoslavia (preferisco chiamarla ancora così) rimane intatto, ma della disumanizzazione degli altri, degli avversari o dei nemici veri o presunti tali. Che c’entravano gli infoibati con il disprezzo nazista per gli slavi ? E’ questo che trascina in basso anche le Cause più alte e non solo quelle sbagliate dall’origine. E mi sembra evidente che quando una buona causa viene perseguita con metodi inumani, alla fine è proprio la buona causa a soffrirne fino al discredito. E’ successo col cristianesimo, col comunismo sovietco ecc.
    Due ultime annotazioni. 1).Del disprezzo per gli salvi in genere e per i russi in particolare non furono esenti neanche, in una fase della loro vita, Marx ed Engels. Sembrerà strano, l’avranno fatto adducendo lontane ragioni storiche e non razziali in sè, ma è così. 2) Lo stesso dicasi per la sottovalutazione delle ragioni degli uomini in confronto con quelle della Storia, che li portarono a pensare che comunque fosse, il “progresso” era cosa buona in sè, e pazienza se in suo nome esseri umani ne avessero potuto soffrire, come nella valutazione della colonizzazione del west e conseguente distruzione dei popoli indigeni, o nella distruzione delle antiche comunità indiane ad opera degli inglesi. E’ poi vero che Marx, per fortuna, cambiò idea in proposito negli ultimi anni di vita, ma il fatto induce a riflettere su quale corso abbia poi preso il marxismo” e quali derive abbia favorito.

    • Fabrizio Marchi
      6 febbraio 2018 at 10:57

      Va bè, il discorso sarebbe lunghissimo se non interminabile e quindi mi fermo…
      Tornando invece al tuo primo commento volevo chiarire un punto che mi ero scordato di affrontare.
      Sì, è vero, anche le BR hanno avuto un certo brodo di coltura ma molto ridotto. La grande maggioranza del popolo di Sinistra, comunista e socialista, come ben sai, ha rigettato la lotta armata e il terrorismo, e non lo ha fatto solo per un mero calcolo politico ma proprio per convinzione, perché sentiva che la rivoluzione non era e non poteva essere sparare sotto casa ad un magistrato o a un poliziotto. E questa pratica era rigettata non solo dal punto di vista politico ma anche etico e umano. E questo è bene chiarirlo.
      Viceversa, anche se magari non saremo d’accordo, io credo che i gesti di intolleranza e di violenza nei confronti degli immigrati siano sostanzialmente coperti ideologicamente e psicologicamente dal popolo di destra. E sono altresì convinto che se andasse al governo una forza di destra che usasse il pugno duro, se non durissimo, nei confronti dell’immigrazione, il popolo di destra appoggerebbe entusiasta. Quindi anche in questo caso bisogna fare dei (fondamentali) distinguo. Mi dispiace ma non ci sto a mettere tutto e tutti nello stesso calderone. Sia io che te abbiamo conosciuto bene il popolo comunista e socialista e sappiamo di che pasta era fatto (con tutti i suoi limiti, i suoi paraocchi, i suoi dogmatismi, tutto quello che vuoi…)e sappiamo benissimo che NON può essere messo sullo stesso piano di questa fascisteria vecchia e nuova… Su questo, mi dispiace, non arretro di un millimetro e, ripeto, NON è una questione ideologica. Esprimo solo ciò che penso e che penso sia vero. Un parolone ma la vedo così.

  3. Francesco
    5 febbraio 2018 at 21:18

    Vorrei fare un ragionamento speculare: all’indomani dei vari attentati che hanno colpito l’Europa in questi ultimi anni, tantissimi politici “progressisti” si sono prodigati per svincolare tali atti da qualsiasi matrice ideologica, trovando invece come uniche giustificazioni la follia e il disadattamento di singoli cani sciolti. Similmente sono rintracciabili molti reportage che mostravano alcuni appartenenti alle comunità islamiche d’europa che tendevano a giustificare tali atti, e in paio d’occasioni addirittura esultavano. Direi che sono situazioni speculari. Allora mi chiedo: come mai in un caso l’Islam non c’entrava nulla, e nell’altro invece incombe il pericolo fascista?

    • Fabrizio Marchi
      6 febbraio 2018 at 0:51

      Io non penso affatto che tra gli attentati commessi in Europa da gruppi di jihadisti legati all’Isis non ci sia alcun collegamento con alcuni settori islamici integralisti. Penso però che questi settori siano molto limitati rispetto al mondo islamico nel suo complesso e ti ricordo che a combattere l’Isis finanziato dall’Arabia saudita alleata dell’Occidente c’è in prima fila una parte consistente del mondo arabo e islamico, sia sciita che sunnita. E ti ricordo che a combattere sul campo l’Isis è stato l’esercito siriano (quindi composto in massima parte da arabi e musulmani, anche se laici, di varie correnti), le milizie sciite libanesi di Hezbollah, l’Iran, sciita anch’esso, e anche i curdi, che in larga parte sono anch’essi musulmani. La propaganda di una destra volutamente superficiale straparla invece di una guerra dichiarata dall’Islam al mondo occidentale. Stupidaggini, o meglio menzogne consapevoli perché la realtà è tutt’altra ed è infinitamente più complessa, basti pensare che gli stati che finanziano l’Isis e Al Qaeda sono quelli alleati dell’Occidente, cioè l’Arabia saudita, il Qatar e gli Emirati arabi. Questo i nostri politici lo sanno benissimo, anche e soprattutto quelli di destra, i quali però raccontano balle sulla guerra di civiltà perchè devono raccattare voti e per farlo devono impacchettare una facile verità per il loro elettorato in parte tenuto nell’ignoranza e in parte ignorante per scelta, perché è più facile credere alle menzogne rassicuranti piuttosto che sforzarsi di pensare, soprattutto quando pensare può portare a mettere in discussione le nostre micro certezze. Ciò detto, le due situazioni non sono affatto speculari, proprio per quello che ho appena spiegato. Resto convinto che esista un’area politica e scoiale anche diffusa, non solo in Italia ma in Europa, che sotto sotto stringe l’occhiolino a personaggi come quel fascista che ha sparato a casaccio sulla gente a Macerata o comunque a quelle formazioni neofasciste che appena possono sono in prima fila nel malmenare o cacciare gli immigrati (fanno solo questo, non fanno nient’altro…). Mentre non penso affatto che la maggioranza delle masse musulmane stringano l’occhiolino all’Isis, anche perché i fatti ci dicono che il 90% degli attentati dell’Isis sono stati nei confronti dei musulmani. Ma questo Salvini e soci non lo dicono perché devono occultare la realtà vera e crearne una virtuale: quella dell’invasione dell’occidente da parte dell’Islam. Peccato che a fermare quella presunta invasione sul campo non ci siano le sue camice verdi ma le varie milizie arabe e musulmane…

  4. Alberto Bo
    5 febbraio 2018 at 23:12

    Come non desiderare la nascita di un Partito del Lavoro, di una autentica Sinistra di classe, radicata tra le masse e, di conseguenza, depurata dall’ideologia del politicamente corretto? Perfetto. Peccato che se si pensa di costruirla, questa sinistra di classe, a partire da una elitaria percezione dei ceti popolari come formati da persone che ‘si sono lasciate convincere’ del disagio di un’immigrazione selvaggia, mica essendo in grado di realizzarlo autonomamente magari perché lo vivono sulla propria pelle, allora si va incontro a un sicuro, e meritato, insuccesso.

    • Fabrizio Marchi
      6 febbraio 2018 at 0:31

      Alberto, io non ho nessuna concezione elitaria e disprezzo il salotto radicalchic forse più di quanto lo disprezzi tu. Dopo di che però non si può avallare l’errore. La prova provata del trionfo del capitale e delle classi dominanti è proprio la guerra fra poveri, cioè la guerra fra ceti popolari e autoctoni, anzi, diciamola meglio, l’ostilità che una buona parte dei ceti popolari nutrono nei confronti degli immigrati. Invece di nutrirla contro i padroni, contro le classi dominanti, contro il capitale, le banche, la finanza, le multinazionali, cioè quelli che la sfruttano, la nutrono nei confronti degli immigrati, cioè contro chi mediamente sta peggio, anzi generalmente molto peggio di loro. Allora è ovvio che qualcosa (molto più di qualcosa…) non va, e non si può avallare l’errore solo per far piacere alla gente. Alla gente gli si deve spiegare perché sbaglia. Questo non ha nulla a che vedere con un atteggiamento elitario, al contrario, è un lavoro politico paziente e faticoso che va fatto. Siamo in fase storica molto triste, proprio per questo, una sorta di medioevo postmoderno, come lo definisco io. Io sono nato politicamente negli anni ’70, in una fase storica in cui milioni di persone, lavoratori, studenti ecc. scendevano in piazza contro l’imperialismo, per la lotto di classe, contro i padroni ecc. Oggi vedo gente che scende in piazza per cacciare un gruppo di immigrati dal quartiere. Poi, come dico spesso, fa la voce grossa con gli immigrati e la mattina scatta sull’attenti davanti al capoufficio e paga tutti i mesi senza fiatare la sua bella rata del mutuo alla banca per la casa o quella della macchina o addirittura anche quella per la vacanza o per il vestito firmato…Ma su, Alberto, ma andiamo…ma ti rendi conto del livello in cui siamo? Guarda che non vivo sulla luna, la realtà la conosco e la gente pure…Io non sto qui, come ho spiegato mille volte, per rassicurare o avallare quello che la gente vuole sentirsi dire…Io sto qui per dire quello che penso. E io penso che oggi la gente, mi riferisco ai ceti popolari, quindi alla mia gente (perché io sono nato a Hollywood…) ha un livello di coscienza politica bassissimo, diciamo pure sotto i tacchi, altrimenti non se la prenderebbe con gli immigrati ma con chi gli sta sopra e gli piscia in testa. E mi dispiace ma io questo non lo avallo. Non arrivo a 60 anni per giustificare questa miseria.

  5. dante
    5 febbraio 2018 at 23:26

    condivido appieno l’articolo e ancor più la risposta ad Armando,la vigliaccheria insita nel fascistume non è un luogo comune

  6. Aliquis
    6 febbraio 2018 at 10:51

    Una candidata di Liberi e Uguali ha scritto: “Ve lo immaginate Berlinguer che esprime “comprensione” per le ragioni delle Brigate Rosse? Ecco, la differenza tra allora e oggi è questa. Che allora il terrorismo venne isolato e condannato dall’ intero panorama politico. Oggi invece le forze politiche lo creano esse stesse……..
    Mi pare ci sia una bella differenza.
    Alberto, credi realistico da parte delle masse popolari pretendere che le masse crescenti di immigrati siano bloccate e respinte con la forza?
    Una tale visioone non solo è irreale ma crea le premesse per stragi di massa che, lungi dal risolvere i problemi, li aggraveranno in modo esponenziale e catastrofico.

    • Fabrizio Marchi
      6 febbraio 2018 at 11:10

      “Una candidata di Liberi e Uguali ha scritto: “Ve lo immaginate Berlinguer che esprime “comprensione” per le ragioni delle Brigate Rosse? Ecco, la differenza tra allora e oggi è questa”. (Aliquis)
      Sono d’accordissimo, ribadendo la mia posizione per la quale non sono affatto d’accordo nel mettere sullo stesso piano ogni forma di violenza (il che non significa affatto giustificare), hai colto perfettamente il punto (in un commento che ho appena pubblicato in risposta ad Armando ho affrontato proprio questo tema che hai appena toccato tu).
      Le dichiarazioni di Salvini dopo il grave episodio di Macerata sono gravissime e sono la conferma della vera natura di quel partito. Un partito la cui “pancia” è sostanzialmente intrisa di razzismo e spirito securitario, liberticida e repressivo e ora anche ferocemente antimaschile oltre che anti immigrati. Ho ascoltato ieri un discorso terrificante della Bongiorno, segnalatomi da un amico. Logiche repressive, securitarie, liberticide, roba da far spavento. Se questa diventa ministro della giustizia sono veramente augelli senza zucchero soprattutto per gli uomini, siano essi immigrati o autoctoni…Ben gli starà a tutti quei coglioni che pensavano (e pensano ancora) che la Lega fosse un partito che si discostasse dal femminismo. La Lega lo interpreta solo a modo suo, quindi forse anche in modo più preoccupante.

    • Fabrizio Marchi
      6 febbraio 2018 at 21:11

      Sottoscrivo in toto.

  7. ARMANDO
    6 febbraio 2018 at 23:25

    timore di “invasioni” islamiche: una bufala. Sono d’accordo.
    Generalizzazione islam=fondamentalismo e terrorismo. Una bugia. D’accordissimo
    Pericolo perdità nostra identità causa islam: una sciocchezza attribuire il fenomeno ad altri quando invece è prima di tutto nostro, nel senso che l’occidente capitalistico ha rifiutato ogni sua tradizione e identità. Se si pensa così sono ultra d’accordo.
    Fascistume e dintorni , più che funzionali al capitale, il quale anzi vuole sempre più immmigrazione per diversi motivi (economici e culturali, vedasi Soros), direi invece reazioni di pancia, oltre che inumane e criminali, ad un pericolo sbandierato ad arte: d’accordo.
    Rimane però il disagio delle classi popolari, che sarà sbagliato ma è reale e con qualche motivo. Le diverse culture necessitano di tempo per conoscersi, di gradualità e anche di modalità tali per cui non si abbia la sensazione che esiste una concorrenza fra immigrati e autoctoni. Si dovrebbero realizzare insomma processi di conoscenze reciproche, nel rispetto di ogni cultura, e non, ad esempio, che le scuole rinuncino al presepio per paura di offendere i musulmani, (stesso vale per i pasti nelle scuole), solenne imbecillità perchè nelle ovvie differenze gli islamici conoscono molto meglio il cristianesimo di quanto i cristiani l’Islam. E la maggioranza non fodamentalista non lo disprezza affatto, ma pur ritenendo la propria religione come quella vera, lo riconosce come una delle tre religioni del libro, insieme, sorpresa, all’ebraismo.
    Nulla di tutto ciò che dovrebbe favorire un incontro minimamente ordinato viene invece fatto. Non ci si può sorprendere allora che i ceti popolari (non certo i pariolini che continuano a vivere come prima ben distanti e ben predicanti) percepiscano l’immediato, senza troppo sottilizzare sulle cause profonde. E a) poichè ovviamente fra gli immigrati ci sono anche delinquenti come fra di noi, b) poichè non ci sono forze politiche serie e realiste, ma solo oscillazioni violente fra i due poli estremi dell’accoglienza indiscriminata e del rifiuto aprioristico, logico che facciano presa le soluzioni apparentemente più rapide; e non solo, anche quelle che allontanano l’amara constatazione sulle nostre responsabilità interne rigettandole sul nemico che viene da fuori. Non mancano poi ambigiità anche da parte della Chiesa , mentre mancano del tutto politiche estere mirate a una vera collaborazione paritaria (stile Mattei, per capirsi, che infatti fu ammazzato dalle sette sorelle), in modo che quei popoli possano costruire da se stessi e nel loro paese il proprio futuro. La verità è che siamo messi male.
    Per quanto riguarda i paragoni storici, sarei molto meno netto in certe affermazioni. Le Br godettero di silenziose se non complicità dirette, almeno di amnesie in ambienti sindacali all’ombra dei quali potettero infiltrarsi (il caso di Guido Rossa docet). Ma dirò di più. Non so che età avete voi, ma io quel periodo l’ho vissuto che ero già adulto e simpatizzante, anche se non più militante, della sx allora extraparlamentare. Non nascondiamoci dietro un dito: allora il pensiero prevalente era si di disaccordo perchè “sbagliavano”, ma anche di una certa malcelata ammirazione. Il dramma del post sessantotto fu da una parte la deriva armata, dall’altra il rifugio rimbecillente nei paradisi artificiali, mentre nel contempo il PCI accettava tutti ma proprio tutti i vincoli capitalistici. Poteva essere diversamente? Non lo so, ma so che è andata così e l’oggi è anche figlio di quella stagione che non riuscì ad individuare una alternativa davvero praticabile e fuori da quegli schemi alla fine tutti funzionali in qualche modo al “sistema”. Credo che se non partiamo da una valutazione politica veritiera (poi, sul piano personale ognuno ha la propria storia e le proprie motivazioni), non si possa andare lontano. E non ci si va neanche continuando a pensare che il popolo di destra è moralmente inferiore, pronto ad approvare omicidi e violenze, mentre quello di sinistra bravo e buono, ma solo un po’ coglione. Credo che tali schemi abbiano fatto il loro tempo, e largamente.

  8. Fabrizio Marchi
    7 febbraio 2018 at 9:45

    “E non ci si va neanche continuando a pensare che il popolo di destra è moralmente inferiore, pronto ad approvare omicidi e violenze, mentre quello di sinistra bravo e buono, ma solo un po’ coglione. Credo che tali schemi abbiano fatto il loro tempo, e largamente”. (Armando)
    Però, Armando, abbi pazienza, non deformiamo le cose che ho detto. Mi conosci bene e sai che non stai parlando con uno “di sinistra” politicamente corretta ecc.
    Allora, io ho detto che NON sono d’accordo nel considerare la violenza tutta nello stesso modo. E ho portato molti esempi. Quello dei partigiani in Italia, quello delle Foibe in Yugoslavia ecc. Non si tratta di dividere il popolo in due, quello di destra sanguinario e quello di sinistra bravo e buono. Si tratta di fare dei doverosi distinguo, secondo il mio punto di vista, perché se si dice “la violenza è sempre sbagliata”, “tutti sono violenti in egual misura”, ecc. ecc. si arriva a fare del qualunquismo oppure si vogliono fare operazioni strumentali a fini politici e/o ideologici. Come appunto (è solo un esempio fra i tanti) è stata quella di Giampaolo Pansa che ha scritto 5 (cinque) libri, non uno, per dire sostanzialmente che i partigiani erano “cattivi” quanto i fascisti e i nazisti e quindi facendo un discorso che è servito alla destra per sdoganarsi politicamente e mettere tutto e tutti sullo stesso piano. Io rifiuto questo discorso. La violenza utilizzata dai partigiani (che pure l’hanno utilizzata) non può essere paragonata, sia da un punto di vista politico che soprattutto etico, a quella dei fascisti e dei nazisti. Dopo di che si può essere d’accordo o meno ma questo non significa dire che quelli di destra sono cattivi per definizione e quelli di sinistra buoni sempre per definizione. Altri esempi? Te ne posso portare centomila. Vogliamo mettere sullo stesso piano le violenze perpetrate in tutta l’America latina per 40 anni dalle dittature militari di destra (al servizio degli USA) con quelle agite dalle guerriglie rivoluzionarie? Ma neanche per scherzo!!! Fare questo significa fare del qualunquismo. Sulle BR. Un conto è la strizzatina d’occhio di alcuni, un conto è che ci siano state sacche di consenso tra le pieghe del popolo di sinistra, ma tu sai benissimo, proprio perché l’hai vissuto che il popolo comunista nella sua grande maggioranza ha rigettato la lotta armata e non solo perché glielo hanno detto i vertici. Dopo di che, al di là di questo, io ribadisco senza nessun problema, che non metto sullo stesso piano la violenza agita da un brigatista con quella, ad esempio, dei razzisti bianchi nel sud degli USA che linciavano e impiccavano i negri per le strade con il consenso neanche tanto tacito di una gran parte della popolazione bianca. Io non metto queste due forme di violenza sullo stesso piano. Il tizio che ha sparato a Macerata è uno di quelli che avrebbe linciato i neri per le strade se fosse nato nell’Alabama o nel Mississippi fino a neanche un secolo fa. E quelli che sotto sotto giustificano quel suo atto e dicono “io non sono razzista ma”, “Non se ne può più, se ne stiano a casa”, sono le stesse persone che se fossero nate nell’Alabama o del Mississippi fino a un secolo fa ( ma anche più di recente…) avrebbero chiuso non uno ma due occhi di fronte al linciaggio di un “negro” (a proposito, sapevate che nella macabra classifica dei linciaggi in America, pratica normalissima in quel paese fino ad un secolo fa, al secondo posto c’erano gli italiani? Addirittura prima dei cinesi e dei pellerossa…). Ora, non sto giustificando affatto la violenza agita dalle BR né quelle sacche che l’hanno più o meno coperta, però un conto è coprire un tentativo rivoluzionario, anche da un punto di vista psicologico, sbagliato quanto vogliamo, e un altro è coprire la violenza razzista. Un conto è una violenza agita per un fine rivoluzionario (sbagliato quanto vuoi e agito ancora peggio), e un altro la violenza razzista. Mi dispiace ma io non metto le due cose sullo stesso piano, e penso che porle sullo stesso piano sia un’operazione pericolosa che porta acqua al mulino di chi comanda che vuole equiparare tutto per buttarla in caciara, come si suol dire.
    Ripeto, potrei fare migliaia di esempi, però vorrei anche che non si deformasse il mio punto di vista. Io non voglio criminalizzare una parte per celebrarne un’altra, però non mi piace neanche mettere tutto e tutti nello stesso calderone. Questo, guarda caso, è un discorso che è sempre stato fatto dalle destre, in tutte le loro declinazioni, ed è anche facilmente spiegabile perché lo fanno. perché hanno il problema di difendere l’indifendibile. Ha ragione in questo caso Aliquis quando nel suo commento ha citato Berlinguer. Ma ti pare che Berlinguer (da cui ero assai distante politicamente ma questo è un altro discorso…) avrebbe mai fatto una dichiarazione, mutatis mutandis, simile a quella (spregevole) che ha fatto Salvini, per coprire o giustificare un attentato terroristico? Ma non scherziamo neanche. La dichiarazione di Salvini è una sostanziale giustificazione del gesto di quel tizio di Macerata ed è gravissima perché strizza l’occhio al “suo” popolo, di cui conosce bene la “pancia”, e invece di disinnescarla, la alimenta.
    Mi sembra di essermi spiegato in modo chiaro. Dopo di che, è giusto che ciascuno la pensi come vuole. Però, vorrei che le mie parole non fossero travisate.

  9. Enrico
    7 febbraio 2018 at 15:20

    Sottoscrivo in toto.

  10. Aliquis
    8 febbraio 2018 at 12:51

    Anpi, Arci, Libera e CGIL hanno sospeso la manifestazione antifascista di Sabato dopo le pressioni del PD. E il governo ha proibito ad altri di manifestare…….che tristezza, dopo il referendum mi ero illuso che queste organizzazioni fossero diventate autonome dal PD renziano, invece sono già tornate all’ovile. Le manganellate che saranno date agli antifascisti saranno responsabilità dell’ Anpi. In poco più di un anno dalla Costituzione ai manganelli. Complimenti.

    • dante
      8 febbraio 2018 at 14:38

      …e magari porgiamo pure l’altra guancia perchè la violenza è sempre da condannare

  11. Rino DV
    8 febbraio 2018 at 19:27

    Leggo con molto interesse reprimendo con fatica la pulsione ad intervenire, ciò perché potrei farlo solamente estendendo a macchia d’olio la contestualizzazione dei miei argomenti in cerchi sempre più larghi, fino a dovervi ricomprendere la mia intera visione del mondo.
    .
    Quello di Macerata infatti è solo un caso particolare di una intera classe di fenomeni (al pari però di ogni altro avvenimento politico, sociale, collettivo, ma anche individuale, famigliare, di coppia etc).

    Noi infatti finiamo sempre con l’applicare al caso particolare i parametri, i criteri, i valori riferiti alla classe di fenomeni cui quel caso particolare appartiene.
    .
    Tutto ciò che accade è sempre idiografico, ma lo leggiamo sempre in chiave nomotetica (le leggi, le costanti, le cause generali etc. che ci paiono valide).
    .
    E’ per questo che nel giudizio su qualsiasi avvenimento emergono i tratti della nostra visione globale delle cose (nomotetica). Non sarebbe allora meglio descrivere compiutamente questa? Squadernare l’intera nostra visione all’interno della quale vengono giudicati i singoli fatti? Ma ciascuno di noi è davvero in grado di delineare in modo completo la propria visione? Una bella domanda.
    .
    Se mi occupo del caso particolare, Macerata, dico che quel tale non è per niente pazzo. Ma se non motivo l’affermazione a cosa serve dirlo? Se però la motivo vado avanti per decine di pagine.
    .
    Mi limito ad osservare che:
    – non tutti i pazzi sono criminali (per fortuna)
    – non tutti i criminali sono pazzi. Ad es. quelli del KKK appartengono a questa categoria, ma non alla prima. Sono criminali e basta. Ma perché agiscono?
    .
    …e qui inizierebbero le decine (e poi centinaia) di pagine.
    .
    Come aperitivo, un aneddoto scolastico di oggi. In classe ci sono due neri e due siciliani.
    1- “Una volta i negri erano schiavi dei bianchi, ma adesso siamo noi qui schiavizzati dai negri!”
    2- “Sono quasi peggio dei terroni!”
    .
    Ovviamente è esploso il finimondo. Ho dato fondo ad ogni mia risorsa per contenerne gli effetti.
    .
    A fine ora ero devastato.
    .
    Buon appetito.

    • ndr60
      9 febbraio 2018 at 12:59

      …potevi rispondere che in USA, dalla fine del 19° secolo e per (quasi) tutto il 20° secolo, gli Italiani (specialmente i meridionali) venivano linciati con lo stesso entusiasmo col quale venivano linciati i neri, poiché i primi erano considerati solo un gradino (molto sottile) sopra i secondi. Per fortuna che c’è wikipedia.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Pregiudizio_contro_gli_italiani

  12. gino
    13 febbraio 2018 at 10:41

    intanto, dopo gli immani sforzi compiuti a sx e dai media per “derubricare” l’ipotesi di omicidio… è omicidio.

    http://www.lastampa.it/2018/02/13/italia/cronache/due-coltellate-e-un-colpo-in-testa-cos-stata-ammazzata-pamela-ZsHCJxEJeJJAJkMzyRmoZK/pagina.html

    io credo che se (purtroppo) le destre avanzano è perchè la gente si rende conto che le sinistre non meritano attenzione (purtroppo). troppe menzogne, troppi legami coi vecchi amori ideologici oggi senza più alcun costrutto reale.

    • Fabrizio Marchi
      13 febbraio 2018 at 15:51

      Va bè, ma questo che c’entra, scusa? Si sapeva che quella ragazza era stata uccisa e che i suoi assassini erano degli immigrati. E allora? Uccidono tutti, autoctoni e immigrati, non è quello il punto. Non è che gli immigrati sono “buoni” in quanto tali. Ma questo non c’entra nulla e tanto meno c’entra col fatto che quell’esaltato fascista si è messo a sparare nel mucchio. Ogni giorno sulle cronache si leggono di delitti commessi da italiani, persone “normalissime” e non solo camorristi o mafiosi…
      Bisogna assolutamente separare le problematiche legate all’immigrazione dalla violenza (che è agita da chiunque…), né tanto meno bisogna cadere nel gioco di chi (la destra) dice:”Si va bè, quello è matto però…”, “Sono cose sbagliate ma…”. Questo è il solito atteggiamento delle destre che devono strumentalizzare le cose. Pera anni e anni in Campania, in particolare nel napoletano, e in Calabria, tutti i giorni si ammazzavano (autoctoni) per lotte fra bande camorriste e mafiose; è stata una vera e propria carneficina, e non è certo ancora finita…. Non mi pare però che si siano levate chissà quali voci da parte della destra. idem per tutte le altre forme di violenza. Se però a commettere un omicidio o uno stupro sono degli stranieri, apriti cielo…Ma su, cerchiamo, ameno noi, almeno qui, di leggere le cose con delle lenti diverse…

      • gino
        13 febbraio 2018 at 16:21

        per me l’unica lente che conta è quella scevra da tifoseria.
        non è il fattaccio che m’interessa… forse non mi sono spiegato; almeno qui dall’estero (non seguo i tg e i talk show italiani, leggo solo i giornali online) mi è parso che su questa vicenda i media mainstram (e tutta la sx) abbiano tentato una distorsione della realtà dando per certa la derubricazione dell’omicidio, magari anche per influenzare gli inquirenti.
        si dava come probabile la morte per overdose. esattamente il contrario dell'”apriti cielo” di cui parli tu.
        poi non mi pare che durante la guerra di mafia se ne tacesse, ancora oggi ricordiamo tutti la gente squagliata nell’acido.
        tutti delinquono, vero… ma ad esempio per lo stupro gli stranieri guidano la classifica con tassi 6.5 volte maggiori di quegli degli autoctoni (dati istat).
        questi sono FATTI. e la gente li conosce.
        ed eventuali giustificazionismi dei fatti (che magari hanno anche una certa razionalità) lasciamoli stare perchè se no dovremmo giustificare anche i crimini dei “nemici”.

        quindi cerchiamo, almeno noi (per parafrasarti), di partire dalla realtà e su questa costruire idee. abbandonando ogni tifoseria e vecchi irrazionali amori ideologici.
        così come abbiamo abbandonato il dovere ideologico irrazionale di dover amare il femminismo, il genderismo, il veganismo, ecc. la stessa cosa dovremmo fare per l’immigrazionismo.

        • Fabrizio Marchi
          13 febbraio 2018 at 21:09

          Io posso definirmi un comunista, un socialista, ma certamente non un “immigrazionista” che per me non significa assolutamente nulla. Le cannonate ad ogni forma di dogmatismo ideologico le ho date da un bel pezzo su tutta la linea, che tu ci creda o meno. E tutte le mie posizioni, sempre che tu ci creda o meno, sono il frutto della mia mente e della mia analisi.
          Ciò premesso, anche in questo caso non sono d’accordo con te, come praticamente avviene quasi sempre, e quindi non replico nel merito perché io e te potremmo andare avanti ogni volta con un botta e risposta infinito. La qual cosa non avrebbe senso e sarebbe solo una perdita di tempo come infatti è già stato tempo fa.. Ogni tanto sono costretto a rispondere (anche) ai tuoi commenti non tanto perché voglio rispondere a te (anzi per nulla) ma perché i nostri avversari sono delle serpi, degli avvoltoi, e se vedono che a determinati commenti non c’è risposta da parte del direttore del giornale, vanno in giro a dire che il sottoscritto avalla certi discorsi. Purtroppo insieme agli “onori” (si fa per dire perché qui ce ne sono veramente pochi…) mi toccano anche gli oneri. E fra questi ultimi c’è quello ingrato di rispondere ad alcuni commenti. Del resto, questo è un giornale scomodo, politicamente scorrettissimo, che cammina sul filo di un rasoio. Tu, giustamente, dal tuo punto di vista te ne fotti, perché sei un utente che interviene peraltro dietro ad un nick e quindi puoi straparlare finchè vuoi. Fondamentalmente ti diverti e nulla più. Ma per noi è diverso. Perchè questo giornale, nelle intenzioni di chi lo ha concepito, non è stato creato per straparlare o per sfogarsi ma per contribuire nel suo piccolo alla costruzione di un possibile futuro soggetto politico neo socialista e neo marxista di classe, depurato dalla brodaglia ideologica politicamente corretta, femminista e di “sinistra” (s minuscola e virgolette), e allora dobbiamo stare accorti a quello che scriviamo e anche a quello che viene scritto da coloro che ci leggono e partecipano al dibattito.

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