L’esercito israeliano continua, sistematicamente, ad uccidere

I crimini dello Stato profondo USA in America Latina non devono farci dimenticare la pulizia etnica della Palestina che, a suon di assassinii mirati, l’imperialismo israeliano prosegue senza sosta. Un terzo dei morti palestinesi sono donne e bambini, c’è una logica nella follia? Israele ha inventato un nuovo tipo di ‘’capitalismo militare’’ che, a parte i fascismi europei, non sembra avere precedenti storici; il complesso militar-industriale, per incrementare le entrate, necessita di morti (per lo più giovani) da trasformare in profitto.

La Ministra della sanità palestinese, dottoressa Mai al-Kaila, ha precisato “Questo fatto terrificante dimostra che Israele ha commesso un crimine grave, un omicidio premeditato di donne e bambini”, ha affermato. “Questa non è un’uccisione accidentale, o un errore, ma piuttosto una politica deliberata e calcolata” 1. Certamente le femministe occidentali non diranno nulla di tutto ciò, ma i sionisti colpiscono le donne palestinesi attraverso ‘’una politica deliberata e calcolata’’ per minare il tasso demografico di un popolo che, prima ancora dei fucili del FPLP, considera il ventre delle donne l’arma della decolonizzazione.

Perché Israele continua a bombardare? Intanto perché gode dell’impunità, il diritto internazionale per Tel Aviv è un alieno, e poi perchè l’oligarchia sionista vuole nascondere, attraverso la guerra, le proprie divisioni interne. Scrive il giornalista israeliano Gideon Levy: ‘’Israele finge divisioni tra la sua gente, che poi magicamente si ricompongono a ogni uccisione. Litighiamo sulla vita, ma siamo d’accordo sulla morte, fintanto che i morti sono arabi. Se ci troviamo così automaticamente d’accordo su praticamente ogni singola azione militare, allora non esiste in realtà alcuna polarizzazione o dibattito. E questo è davvero un problema’’ 2. Le categorie di destra e ‘’sinistra’’, in regime capitalista, non cambiano la natura imperialista di uno stato, e lo stato ‘’per soli ebrei’’ presenta una ‘’sinistra’’ talmente sudicia che il fascio-sionismo è quasi obsoleto.

L’imperialismo europeo e quello israeliano sono legati al super-imperialismo USA e i crimini finanziari della UE, così come quelli etnici di Tel Aviv, vengono coperti da Washington. Ai vertici della piramide capitalista ci sono tante fazioni in lotta per il potere ma, citando Bordiga ‘’Big non mangia Big’’. Benny Gantz non condivide il ‘’modello’’ capitalista (religioso) di Netanyahu, ciononostante ne elogia i crimini in politica estera. Continua Levy: ‘’Anche l’odio verso il primo ministro Benjamin Netanyahu viene dimenticato: Yair Lapid accoglie di buon grado l’attacco, Benny Gantz lo loda definendolo “la giusta decisione”, mentre Amir Peretz dice che “la cosa più importante è fornire il massimo sostegno all’esercito israeliano”. Perché? Perché sì. Sempre? Sì. ’’. 

I sionisti guerrafondai hanno assassinato Baha Abu al-Ata, uno dei capi militari delle Brigate al-Quds, braccio militare del Jihad Islamico Palestinese a Gaza. Secondo il The Jerusalem Post: “Oggi Hamas non è più la minaccia numero uno nella Striscia di Gaza. Jihad Islamico è stato responsabile di numerosi attacchi violenti contro le truppe IDF durante le proteste della “Grande Marcia del Ritorno” lungo la recinzione del confine di Gaza, inclusa la prima morte di un soldato nel 2014”. Una azione premeditata da diverso tempo, del resto Abu al-Ata era uno dei bersagli dello Stato profondo israeliano alla pari di Hassan Nasrallah e del generale Soleimani. Gideon Levy pone alcuni quesiti importanti:

“L’assassinio di Abu al Ata non ha alcuna utilità. Che cosa abbiamo ottenuto da esso? In che modo la sua uccisione e quella di altre persone è servita agli interessi israeliani? Se anche questa domanda non diventerà mai oggetto di discussione, significa che siamo vittime di una grave paralisi mentale. Israele gode di maggiore sicurezza all’indomani di quest’assassinio? Le comunità nel sud se la passano meglio? L’organizzazione Jihad islamico è indebolita? L’esercito israeliano si è rafforzato? La risposta è no, no, e ancora no. Nessuno dei generali o degli analisti è riuscito a spiegare quale vantaggio abbia tratto Israele da tutto questo’’.

La risposta è semplice: Israele vuole intimidire Teheran colpendo un movimento antimperialista vicino alla Repubblica Islamica dell’Iran, non soltanto politicamente ma anche spiritualmente e ideologicamente. Ci ricorda il Campo antimperialista che la prova di questa vicinanza è ‘’il famoso libro del fondatore del movimento, Fathi Shaqaqi — assassinato nell’ottobre 1995 a Malta da una micidiale operazione israeliana — Khomeni: la rivoluzione islamica e l’alternativa’’ 3. Si tratta di una azione simbolica dello Stato profondo per unificare la borghesia religiosa sionista con quella laica; la guerra è il modo migliore per ‘’unire’’ il Grande Israele, teocratico e post-modernista, che sarà sempre guerrafondaio. Se il sionismo rimarrà in piedi, Israele non smetterà di comportarsi come uno stato fuori dalle regole del diritto internazionale.

Continua il Campo antimperialista: ‘’I sionisti, Israele e le potenze imperialiste senza il cui appoggio strategico non sopravviverebbe a lungo, considerano non solo Jihad Islamico ma tutte le organizzazione combattenti palestinesi come terroristiche a causa dei mezzi che usano e dei fini che si pongono. Se questo metro di misura è valido, che dire dei metodi e dei fini degli israeliani, della politica da essi seguita verso Gaza — un grande campo di concentramento sotto assedio — e i palestinesi delle zone occupate, veri e propri paria, vittime di ogni tipo di sopruso?’’. I palestinesi rispondono legittimamente agli attacchi dell’IDF, ma i giornalisti occidentali invece di seguire la linea, deontologicamente corretta, di Gideon Levy si allineano alle varie lobby sioniste rimuovendo, in malafede, la differenza fra un popolo aggredito ed uno stato aggressore.

Israele non vuole soluzioni diplomatiche, il sionismo non gli permette di abbandonare logiche razziali che portano all’espansione neocoloniale. Uccidere senza pietà è un modo per sovrapporre il ricatto alla diplomazia e in uno stato dove comandano i militari, la cecità dell’intelligence diventa ideologia facendosi ‘’partito’’. Inutile specificare che, in questo delirio d’onnipotenza, non c’è nulla di democratico.

Se non ci sarà una rivoluzione antisionista interna allo stato israeliano, Tel Aviv continuerà a macchiarsi di crimini. Il popolo israeliano, schiacciato da uno Stato profondo invasivo e diffamatore (pensiamo alla categoria di ‘’ebrei che odiano se stessi’’), deve scegliere: rompere con la politica governativa oppure lasciarsi travolgere da questa?

http://www.infopal.it/striscia-di-gaza-al-kaila-un-terzo-dei-morti-palestinesi-sono-donne-e-bambini/

https://www.internazionale.it/opinione/gideon-levy/2019/11/15/israele-bombardare-gaza?fbclid=IwAR3UqJ9V8lzZwVItLpnOE7baIs4F1LQ_EAIeIs2s4MrUL5M2zQgHfz9ZpNA

http://www.antimperialista.it/index.php/primo-fronte/terra-di-palestina/4700-2019-11-13-18-54-12.html

Risultato immagini per soldati israeliani in Palestina immagini"

Fonte foto: Infopal (da Google)

 

1 commento per “L’esercito israeliano continua, sistematicamente, ad uccidere

  1. Karbala
    19 novembre 2019 at 18:46

    Apprezzo Zecchinelli, Gideon Levy e il campo antimperialista, molto meno il sovietismo che qua e la torna. Senza Urss non avremmo avuto l’entità sionista. Stalin ha compiuto la più grande infamia e criminalità del XX secolo armando i razzisti sionisti nel 45-48. I palestinesi e i nazionalisti egiziani avrebbero vinto e cacciato gli invasori!

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