Salvini? C’è di peggio…Un vento gelido soffia in Occidente

Il governo gialloverde si è ormai definito. Una volta eletti leghisti e pentastellati, non si capiva bene dove l’animale politico di nuova formazione potesse andare.
Grandi timori tra le file reazionarie (in particolare UE e PD con le sue filiali politiche e mediatiche) 1) E grandi speranze tra coloro che li avevano votati e tra i militanti antagonisti sprovvisti di strumenti teorici adeguati come solo una militanza politica di vecchia data e come solo una teoria dialettica raffinata poteva fornire ( Marx, Gramsci, Luxemburg, Sweezy, Samir Amin…).
Ora credo che non ci siano più dubbi. Governo di stagnazione economica (o di recessione), securitario, di guerra, in continuità con i governi precedenti e con la politica di stampo coloniale della oligarchia antidemocratica della Unione Europea.

I militanti antagonisti, compresi quelli che si definiscono comunisti, devono avere chiaro che la Nato (egemonizzata totalmente dagli Stati Uniti e dal sionismo) ha una tabella di marcia precisa che non può essere né stravolta né allentata (se non tatticamente). In tale quadro va inteso un mio precedente articolo 2) in cui definivo la Germania-Ue come matrioska del governo italico, a sua volta subordinata alla matrioska superiore, la Nato

E questa tabella deve soddisfare gli appetiti delle multinazionali (solo chiacchere ad uso degli ingenui le varie Cop 21, Cop 24…) e dell’apparato militare dell’Occidente sempre più agguerrito. E ciò che forse per molti non è chiaro è che tale tabella ha come meta la creazione di un mondo a parte, privilegiato, un recinto impermeabile dove si possa vivere nel consumismo narcisista di massa con i servi al suo servizio esclusivo.
Un mondo che sia antagonista ai miliardi di plebei che cercano e che cercheranno di sopravvivere, sparsi in tutti i continenti.

Questa tabella è rigida (ovviamente può essere allentata dalla strenua resistenza di chi si vorrà opporre ad un piano negazionista di una vita umana veramente vissuta) ma non si discosterà dagli obiettivi prefissati.

In questo funereo scenario non può essere esclusa la possibilità di una guerra nucleare non solo tattica ma anche strategica, qualora Russia e Cina non vengano addomesticate da un cambio di regime politico. Non particolarmente difficile per la Russia che ha una conduzione economica del Paese non alternativa al modello neoliberista occidentale. Più complesso appare un cambio di regime nella Repubblica popolare della Cina.

Innanzitutto perché i dirigenti cinesi hanno saputo far tesoro degli errori e delle ingenuità dell’U.R.S.S. che, diventata una grande potenza mondiale, dagli anni ’70 è precipitata in una crisi ideologica e produttiva che ne ha determinato la caduta e la presa del potere da parte di Eltsin, il Pinochet russo 3).
La povertà assoluta in Cina colpisce 40 milioni di persone, secondo dati e studi americani. Un miracolo economico-sociale se si pensa che solo 30 anni fa interessava centinaia di milioni di persone. Il tenore di vita della popolazione ( più di un miliardo e quattrocento milioni) è decisamente migliorato, così il welfare, le abitazioni, i salari. Anche le lotte operaie e contadine sono salite di tono. Controllate ma non represse duramente come negli anni precedenti.
Le ragioni sono evidenti. Perché il Potere del Partito abbia una certa stabilità non si può continuare come in Unione Sovietica, dove prima di Eltsin la morte per fame era del tutto sconosciuta, ma non erano garantiti quei beni necessari che avrebbero garantito una vita più agiata, come appariva nel ricco Occidente 4))
Non solo. Era mancato un lavoro ideologico di affermazione dei valori di socialità, di solidarietà, di partecipazione alla vita politica che ha favorito una facile penetrazione dei valori borghesi del consumismo, della concorrenza spietata, dell’atomismo sociale che di fatto hanno determinato una controrivoluzione lungamente preparata dalla CIA, dai Chicago Boys, da illustri economisti borghesi quali Milton Friedman…

Il lavoro ideologico non manca invece nella Cina anche se ha messo da parte il “messaggio romantico” di Mao Tze Tung. Molto duro nelle situazioni a rischio (vedi campi di “rieducazione” nello Xinjiang), è capace di penetrazione, al di là dei controlli elettronici, nelle piccole comunità contadine e periferiche, come anche nei quartieri delle piccole cittadine e delle metropoli, attraverso il sofisticato intervento dei nove partiti comunisti non ufficiali che hanno il compito, tra l’altro, di riportare ai vertici del Partito comunista ufficiale, le rimostranze, le richieste, le petizioni che emergono dal basso, In un’apposita assemblea nazionale, dove confluiscono delegati dei succitati partiti non ufficiali e delegati del Partito comunista, si ha un incontro fruttuoso dei bisogni delle masse e delle strategie della programmazione nazionale.5)

Più difficile perciò un colpo di stato in Cina. Più praticabile un intervento militare, ventilato del resto, già durante la Presidenza Clinton. Sul piano teorico, già tempo addietro, Brzezinski 6) sosteneva a chiare lettere che era necessario che non si affermasse in Asia un rivale che potesse mettere a rischio la supremazia statunitense nel continente asiatico.
Le spese negli armamenti hanno raggiunto cifre esorbitanti che sono rese possibili da una valuta imperiale che può infischiarsene (fino a quando ?) di deficit e di debito pubblico. 7)
L’attacco non è vicinissimo ma non troppo lontano. La guerra commerciale (dazi e sanzioni) e tecnologica (nessun ingresso negli States all’elettronica cinese e ai suoi esperti – tranne rare eccezioni – vanno viste in relazione alla guerra militare che non sarà “solo” nucleare ma presumibilmente anche batteriologica e climatica. Cartago delenda est. Che Unione Europea (quindi anche il Bel Paese), Giappone, Australia, Canada…si preparino…

NOTE
1) Termini come liberal-progressisti non mi sembrano più adeguati. La sottomissione alla UE(vergognoso il sostegno contro il legittimo governo del Paese) e alla NATO (100 milioni di spese al giorno per gli armamenti, a breve, come imposto da Trump), la difesa del sionismo, l’appoggio alla guerre saudite contro la Siria e lo Yemen, la politica securitaria contro i migranti (precedente a quella di Salvini), le leggi contro il lavoro, lo stato sociale, la scuola, la sanità, l’ambiente. Tutto ciò dovrebbe essere sufficiente per giustificare un tale termine. Salvini, Berlusconi, Meloni : varianti dello stesso piano ideologico…Casapound e soci : estremizzazioni che tuttavia possono far parte dello stesso pacchetto azionario nella fase più terrificante della storia del capitalismo. Per quanto riguarda i 5Stelle dedicherò un articolo a parte
2) Vedi “Cia, Merkel e matrioske”, dicembre 2018 in “l’Interferenza”, in www, Cobas Sardegna, in “una parola contro le guerre”
3) A.B.” Mitra contro la folla…” febbraio 2016 in “l’Interferenza”, in “una parola contro le guerre”
4) Impossibile fare a meno di ” Soviet marxism” di Herbert Marcuse( Parma 1968), se si vuole capire lo stato del partito e della burocrazia sovietica prima del suo crollo
5) Vedi in proposito Diego Angelo Bertozzi “Cina da sabbia informe a potenza globale” Reggio Emilia 2018
6) Zibgniev Brzezinski, già consigliere per la sicurezza nazionale con Jimmy Carter, teorico USA di grande livello, ispiratore principale delle strategie militari e del terrorismo a beneficio dell’Occidente
7) Citare Manlio Dinucci, per quanto riguarda le strategie della NATO e per il suo posizionamento in Italia, è doveroso, e così per le spese militari del Bel Paese. Rimando ai suoi articoli nel “Manifesto”, riproposti in molti giornali on line come “Voltairenet.org” come anche in video on line

Risultati immagini per missili nucleari

Fonte foto: Blitz Quotidiano (da Google)

3 commenti per “Salvini? C’è di peggio…Un vento gelido soffia in Occidente

  1. Gian Marco Martignoni
    3 gennaio 2019 at 21:49

    Un ottimo intervento, più che condivisibile sul piano analitico, giacchè i contributi di Manlio Dinucci sono una fonte instancabile per riflettere sulle dinamiche innestate dall’imperialismo americano e sul ruolo devastante della Nato sullo scacchiere mondiale. Sulla ” creazione di un mondo a parte , privilegiato “, disponibile a tutto, anche allo sterminio di intere popolazioni del globo ( a partire dai migranti ), è illuminante, per l’analisi dei fondamenti ideologici e materiali del negazionismo climatico,il libro del filosofo della scienza Bruno Latour ” Tracciare la rotta ” ,pubbblicato nel 2018 da RaffaelloCortina Editore.

  2. Alessandro
    4 gennaio 2019 at 16:46

    “Il governo gialloverde si è ormai definito. Una volta eletti leghisti e pentastellati, non si capiva bene dove l’animale politico di nuova formazione potesse andare.
    Grandi timori tra le file reazionarie (in particolare UE e PD con le sue filiali politiche e mediatiche) 1) E grandi speranze tra coloro che li avevano votati e tra i militanti antagonisti sprovvisti di strumenti teorici adeguati come solo una militanza politica di vecchia data e come solo una teoria dialettica raffinata poteva fornire ( Marx, Gramsci, Luxemburg, Sweezy, Samir Amin…).
    Ora credo che non ci siano più dubbi. Governo di stagnazione economica (o di recessione), securitario, di guerra, in continuità con i governi precedenti e con la politica di stampo coloniale della oligarchia antidemocratica della Unione Europea.”

    Non vedo quali dubbi ci fossero. Un’alleanza che si regge su un programma che è stato messo nero su bianco e pubblicizzato e che viene abbastanza fedelmente seguito. Sia pure in forma leggermente annacquata stanno facendo quello che avevano promesso e non a caso i sondaggi li premiano ancora tanto.
    Se qualcuno si aspettava poi un governo di stampo socialista-comunista o comunque di rottura ovviamente stava delirando, visto che abbiamo a che fare con una forza conservatrice di destra, che comunque con Salvini sta faticosamente rientrando all’interno della Costituzione dopo “l’eversione” bossiana e che qualcosa di buono in tema di “gender” sta facendo, e una forza di stampo definiamolo”socialdemocratico” senza alcuna appartenenza ideologica.
    Non ci poteva essere alcun cambiamento radicale, ma sono stati fatti tanti piccoli interventi benefici, in particolar modo quelli di provenienza pentastellata. Però per vederli bisogna togliersi i paraocchi ideologici.
    Anche a me piacerebbe un governo socialista, contro i potentati economico-finanziari, contro l’estremismo di genere, per la difesa e l’ampliamento dello stato sociale, per una politica estera improntata all’anticolonialismo, alla pace e così via, ma purtroppo a oggi questo è solamente un miraggio, perchè non c’è una proposta politica seria e convincente di questo tenore.
    Al momento il meglio che possiamo ottenere è quello che abbiamo. Forse ci siamo dimenticati dei governi degli ultimi venticinque anni e di campioni del calibro di Monti appoggiato praticamente da tutto l’arco parlamentare? Caduto questo Governo non potremmo che veder peggiorare la situazione. Questo è quanto al 4 gennaio 2019.

  3. sarmata
    13 gennaio 2019 at 12:28

    e’ tremendo che questo sia il governo “meno peggio” che possiamo avere da adesso in avanti. ..ma è così. Non resta che una resa dei conti planetaria…

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