Gli assalti e i saccheggi a Milano e le successive
analisi sulle responsabilità e sulla sicurezza aggirano il problema reale,
ovvero la causa profonda che necessita di risposte. Sulla TV di Stato hanno
intervistato uno dei manifestanti. Un giovanissimo col volto semicoperto e col
cappuccio, il quale lapidario ha risposto all’intervistatrice che gli chiedeva
i “perché” delle violenze: “Se vai coi cartelli non cambia niente”. Il ragazzo
ha aggiunto di essere consapevole, anche, che non era giusto quanto era
accaduto, ma era implicito che, secondo lui, non vi erano alternative.
Il problema è, dunque, in una politica cieca e sorda,
che non ascolta e si occupa di falsi problemi, ma lascia languire in solitudine
e disperazione milioni di giovani senza futuro e senza punti di riferimento e
milioni di anziani assediati dalla povertà. Il futuro per tutti è minaccioso.
Il giovane, dunque, ha detto la verità che nessuno
vuole ascoltare e se non la si ascolta il pericolo di nuovi assalti e saccheggi
si fa sempre più vicino. La soluzione è l’ascolto politico reale con
conseguente risposta ad una condizione di disuguaglianza sociale crescente e
all’affermarsi di un nichilismo culturale senza precedenti che avanza con il
liberismo e con ciò che resta della globalizzazione.
Sono giovani senza patria, senza famiglia, senza padri
e madri cresciuti e cibati col niente del liberismo e che stanno comprendendo
l’inganno, ma non hanno gli strumenti politici per agire e per progettare una
alternativa reale, e questo è molto pericoloso.
Figli, anche, di una scuola che ha rinunciato ai contenuti per esporli
nelle vetrine della competizione. Disuguaglianze,
servizi sociali precari, contratti che sanciscono la povertà legalizzata dei
lavoratori e abbattimento di ogni limite etico sono l’innesco che ha dato vita
alla violenza.
La parte dev’essere riportata al tutto, e al di là
delle responsabilità penali degli assalitori, se ci si limita come ormai, è
prassi, a “denigrare” e a “reprimere”. Ancora una volta l’effetto sarà di
aumentare sensibilmente la violenza che carsica scorre ed è pronta a riemergere
improvvisa.
Senza risposte politiche ed etiche una generazione di sbandati cresciuta nel mito della ricchezza che non potrà avere e nel mito ingannevole della meritocrazia non potrà che ripetere le violenze. Ciò che è venuto a mancare è la dialettica politica e la rappresentanza attraverso le quali le tensioni trovano soluzione, invece in questi decenni la violenza liberista ha governato e ha annichilito i legami sociali e politici in nome dell’idolatria diabolica del mercato. Distruggere non è la soluzione, ma costruire con l’impegno quotidiano l’alternativa e il dialogo politico è l’unico modo per uscire dal clima di tensione mortifera in cui siamo.
Fonte foto: https://www.ilpost.it/2026/10/18/proteste-italia-in-piazza-milano-bologna-torino/ (da Google)