Anche l’acqua è denaro…

CONTRO LA VITTORIA REFERENDARIA SULL’ACQUA LA BCE NE AVEVA GIA’ DECRETATA LA NULLITA’
Due mesi dopo la vittoria referendaria sull’acqua come bene comune nel giugno 2011 la BCE, sotto la presidenza di Jean Claude Trichet, invitò (in realtà fu un ordine ) il governo italiano guidato allora da Silvio Berlusconi a porsi una seria domanda sul rispetto delle ferree regole comunitarie e sulle strategie neoliberiste che governano l’Unione europea . ” E’ possibile ottenere maggiori informazioni che spieghino quali provvedimenti di riforma si pensa di varare nel settore delle acque, malgrado i risultati del recente referendum ? ” *
L’invito rivolto a Berlusconi fu esteso ovviamente ai suoi successori. Invito che ora viene accolto da Matteo Renzi mentre spetta a Mario Draghi ( oltre che alla Commissione europea e al FMI ) far sì che l’invito non venga disatteso.
Il colpo di mano del PD era perciò prevedibile ( soppressione dell’articolo 6 della proposta di legge che disponeva l’affidamento esclusivo del servizio idrico integrato locale ad enti di diritto pubblico ), in conformità con l’indirizzo economico di devastazione sociale e di totale disprezzo della volontà popolare dell’Unione europea. “I cittadini non possono cambiare con il voto l’indirizzo politico dei rispettivi governi ” . Così Angela Merkel . Non le è da meno Mario Monti ” E’ il Parlamento che inceppa la via delle riforme strutturali…bisognerebbe aggirarlo per evitare che freni lo sviluppo…il problema dell’Italia è che si vota troppo spesso e sono ancora troppi ad andare a votare” . Si è irriso dunque con indecente arroganza, confermando per l’ennesima volta l’ordinamento antidemocratico e antipopolare dell’Unione europea, a ” un esperienza dal basso senza precedenti … a un percorso di diffusione reticolare nei territori “*, a quella ampia maggioranza che si è espressa per una gestione pubblica dell’acqua come bene comune e diritto umano universale. Per l’elite finanziaria l’acqua costituisce un asset cui non si può rinunciare. Disposta a subire manifestazioni di massa ed esiti referendari sfavorevoli , non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Come un avvoltoio attende il momento propizio La finanziarizzazione dell’economia si era resa necessaria da parte del grande capitale per sostenere la “crescita”, fungendo in tal modo da motore ausiliario dato che il motore principale, l’investimento produttivo, si era inceppato per l’ennesima crisi da sovrapproduzione. Naturalmente, la mole di “quasi denaro” emessa allegramente da banche e da vari istituti, un’immensa nuvola di titoli finanziari superiore quantitativamente al valore del PIL mondiale non poteva risolvere le contraddizioni immanenti e irrisolvibili del sistema capitalistico. La bolla esplosa nel 2007 è ascrivibile come dato immediato fenomenico alla speculazione che ha determinato la trasformazione di titoli finanziari in carta straccia, ma trova le sue ragioni più profonde nel sottoconsumo delle masse popolari e nella forbice sempre più crescente delle disuguaglianze sociali *.
Allo stato attuale con una stagnazione che perdura da sette/otto anni e che sembra diventare permanente, l’apparato politico/finanziario necessita di un’azione ancora più temeraria ed aggressiva, deve sviluppare al massimo il suo carattere parassitario*, alla ricerca di “nuove frontiere” dove porre rimedio alla caduta del saggio di profitto e creare le condizioni più favorevoli per stimolare la leva finanziaria. Ebbene tali frontiere (oltre quelle a carattere imperiale ) sono i beni comuni, sia quelli naturali ( acqua , territorio …) sia quelli sociali ( istruzione , sanità , ricerca , casa … ) , nonché le attività produttive e finanziarie ancora in mano pubblica. Frontiere che sono state già devastate dalle privatizzazioni e che ora si intende aggredire totalmente. Nel mirino le Poste e la Cassa Depositi e Prestiti che è diventata società per azioni nel 2003 con il grave difetto che il 70% del capitale non è stato ancora privatizzato* . Perché parlo di “nuove frontiere” dato che le privatizzazioni selvagge datano già dagli anni ’80 con un crescendo sfrontato negli anni ’90? “Nuove” perché le privatizzazioni fino a pochi anni fa venivano giudicate utili, opportune, efficaci ma da affiancare all’intervento statale. “Nuove” perché oggi si vuole l’egemonia assoluta, smantellare i poteri pubblici, penetrare dappertutto, occupare tutti gli spazi della nostra vita , cannibalizzarla e mercificarla perché “il privato è meglio, il privato è bello”; un capitalismo “puro ” che dissolva qualsiasi parvenza di solidarietà e costringa gli individui ad essere in competizione crudele l’uno contro l’altro per la sopravivenza, per il dominio. Una società orribile anche per chi risulterà vincente. Un esito inevitabile? No di certo…Ma la macchina da guerra del potere imperiale avanza inesorabilmente…La si può fermare, ma solo a condizione che le masse popolari e i suoi militanti più generosi la smettano di giocare alla bella addormentata nel bosco…
*1) citazione da Marco Bersani , CatastroiKa , 2013
*2) Marco Bersani ,op . cit .
*3) Il termine”parassitario”: Zygmunt Bauman ,Capitalismo parassitario , 2011
*4) Su accumulazione finanziaria e disuguaglianze Luciano Gallino , il colpo di stato di banche e governi , 2013
* Vedi in Marco Bersani ,op. cit. il ruolo che la Cassa Depositi e Prestiti ha avuto fino al 2003 sulla politica di mutui a tasso agevolato agli enti locali per gli investimenti

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