Cento volte Giulia?

Il manifesto/elenco che vedete qua sopra è stato lanciato dalla testata giornalistica “La Stampa” e condiviso sui social da gruppi, istituzioni e semplici utenti: vorrebbe essere un resoconto puntuale e una prova visiva e concreta del femminicidio (la cui definizione ancora non abbiamo ben compreso e, francamente, quest’elenco chiamato “Cento volte Giulia” che dovrebbe far pensare a una modalità identica ripetutasi 100 volte ci confonde ancora di più le idee).

Facendoci guidare dalla definizione più comune e condivisa e cioè “omicidio di donna da partner o ex partner per motivi di possesso/gelosia”, abbiamo provato a verificare nome per nome a partire dalla prima uccisa il 2 gennaio, dalla figlia di 17 anni. Già ci si confondono le idee, anche se in realtà tutti intorno a me urlano che no, non capiamo ma la strage o la mattanza di donne è dovuta a tanti piccoli uomini che hanno interiorizzato il patriarcato e adesso, vedendosi sfuggire il giocattolo di mano s’incattiviscono e fanno strage delle loro donne. Urge educare subito i bambini (maschi ca va sans dire) a portare rispetto o questa mattanza si perpetuerà negli anni a venire. Proseguiamo districandoci fra omicidi tutti diversi, non tutti compiuti dai mariti o fidanzati. Spesso si concludono con l’autore che si suicida. Di seguito abbiamo elencato solo i nomi che ci paiono non avere nulla a che far con il femminicidio inteso come donna uccisa in quanto donna che si vuole liberare da un matrimonio o una relazione soffocante.

  • Teresa Spanò – strangolata dalla figlia di 17 anni.
  • Giuseppina Faiella (97 enne uccisa dal compagno in un caso di omicidio /suicidio), probabilmente pietatis causa in quanto lei era malata da tempo.
  • Margherita Margani – uccisa dalla nuora.
  • Antonia Vacchelli 86enne malata di tempo (movente pietatis causa).
  • Cesina Bambina Damiani uccisa dal figlio paziente psichiatrico.
  • Rosina Rossi omicidio suicidio di due anziani, probabile pietatis causa – lei invalida, lui aveva scoperto di avere il cancro.
  • Chiara Carta ragazzina 13enne uccisa dalla madre, il padre ne aveva richiesto l’affidamento, a mio avviso includerla nell’elenco dei femminicidi appare come un tragico sberleffo al problema che molti padri separati, allontanati dai figli, vivono sulla loro pelle.
  • Sigrid Grober caso dubbio, morta per un insieme di cause percosse, patologie e ipotermia, entrambi erano alcolisti.
  • Maria Luisa Sassoli ottantenne uccisa dal figlio.
  • Giuseppina Traini 85enne uccisa dal marito probabile omicidio pietatis causa.
  • Caterina Martucci uccisa insieme al marito dal fratello di quest’ultimo – motivi ereditari.
  • Rosaria Dell’Albani uccisa dal cognato depresso (non ci sono motivi o legami sentimentali).
  • Iolanda Pierazzo omicidio suicidio di anziani, qui avevano anche lasciato un biglietto poiché l’avevano concordato insieme.
  • Rossella Maggi uccisa dal marito che si è poi suicidato. Il movente non è chiaro, però sono molto probabili problemi economici.
  • Petronilla De Santis uccisa dal marito paziente psichiatrico.
  • Rubina Kousar uccisa dal figlio.
  • Francesca Giornelli caso non chiaro, abuso di alcool.
  • Agnese Oliva (94 enne uccisa dal figlio in un omicidio /suicidio). Anche qui probabile movente pietatis causa.
  • Carla Pasqua – moglie del primario che ha ucciso tutta la famiglia prima di suicidarsi, all’origine depressione e disabilità del figlio.
  • Alessandra Vicentini – figlia del primario di cui sopra uccisa nello stesso omicidio.
  • Rosa Gigante uccisa dalla vicina di casa.
  • Stefania Rota uccisa da un cugino per questioni legate al possesso di immobili.
  • AnilaRuci omicidio non chiaro, presunto compagno sospettato.
  • Barbara Capovani psichiatra uccisa da un paziente.
  • Vilma Vezzaro uccisa insieme al marito dal figlio.
  • Antonella Lopardo uccisa per errore, il marito era il vero obiettivo, esponente di una cosca mafiosa.
  • Rosanna Trento uccisa dal cognato, insieme al marito per dissidi familiari.
  • Anica Panfile trovata morta morta nel Piave, dopo l’ipotesi del suicidio, scartata, è stato indagato l’ex, con il non luogo a procedere e successivamente viene indagato l’ex datore di lavoro che le avrebbe prestato dei soldi.
  • Yrel Natividad Pena Santana, prostituta trovata morta nel suo appartamento – Viene accusato un cliente che nega però di essere l’omicida e che comunque in passato ha sofferto di problemi psichici.
  • Giuseppina De Francesco 76enne trovata massacrata in casa. La figlia è attualmente indagata per omicidio volontario dopo che aveva dichiarato che erano state aggredite da due uomini incappucciati.
  • Ottavina Maestripieri, novantenne uccisa dal figlio.
  • Rosa Moscatiello – omicidio/suicidio pietatis causa. Lei era malata da tempo.
  • Laura Pin, uccisa dal marito con pregresse patologie psichiatriche.
  • Ilenia Bonanno uccisa dal marito che poi si è suicidato. Anche qui, lui soffriva di una forte depressione dopo aver perso il lavoro.
  • Benita Gasparini 89enne trovata morta in casa, probabilmente una rapina degenerata.
  • Norma Ricini 94enne uccisa dal figlio in un omicidio/suicidio – probabile pietatis causa.
  • Vera Maria Icardi 84enne uccisa dal marito in un omicidio/Suicidio. Erano entrambi malati. Probabile pietatis causa.
  • Milena o Marina Luzi – uccisa dal cognato con evidenti problemi psichici
  • Maria Fait – uccisa dall’inquilino di uno dei suoi appartamenti. Erano in causa, non c’erano legami sentimentali.
  • Iris Setti – sessantenne uccisa da un nigeriano senza fissa dimora con cui non aveva alcun rapporto (il caso tenne banco la prima settimana di agosto con le inevitabili polemiche sugli immigrati senza controllo).
  • Maria Costantini 86 anni uccisa dal figlio in un omicidio/suicidio (o pietatis causa o problemi psichici).
  • Franca Renata Marasco tabaccaia uccisa da un nordafricano in un tentativo di rapina.
  • Nerina Fontana – uccisa dal figlio.
  • Cosima d’Amato uccisa dal figlio.
  • Rosaria di Marino omicidio /Suicidio pietatis causa (lei soffriva di demenza senile, lui aveva un cancro ai polmoni.
  • Manuela Bittante – 77 anni aveva avuto un ictus due anni prima, omicidio pietatis causa.
  • Carla Schiffo uccisa dal genero – movente economico l’uomo era pieno di debiti.
  • Monica Berta uccisa dal marito – movente economico l’uomo era pieno di debiti, e ha ucciso anche il figlio 17enne.
  • Egidia Barberio 88 anni, uccisa dal figlio per movente economico, la donna aveva allevato il figlio da sola e vivevano in simbiosi da decenni.
  • Anna Malmusi 88 uccisa dal figlio (che ha ucciso anche il fratello) e poi ha tentato il suicidio -pietatis causa, mamma gravemente malata, figli entrambi con problemi psichici.
  • Pierina Paganelli 78 anni, ritrovata dalla nuora in una pozza di sangue, ancora non si sa chi è il colpevole, s’indaga su un’intricata vicenda familiare che vede la nuora probabilmente coinvolta in una relazione extraconiugale di cui la suocera era a conoscenza. Le persone attenzionate in questo omicidio ancora irrisolto sono la nuora, il fratello di quest’ultima e il presunto amante della nuora.
  • Eleonora Moruzzi 83 anni -malata da tempo, omicidio /suicidio pietatis causa.
  • Silvana Aru 71 anni uccisa da un amico del figlio che tentava di derubarla.
  • Marta Di Nardo uccisa dal vicino per movente economico.
  • Antonella Iaccarino uccisa dal vicino dopo una lite condominiale per il posto auto.
  • Giuseppina Lamarina costretta a letto da una malattia uccisa dal figlio che si è suicidato subito dopo. Il padre ha tentato di fermarlo.
  • Pinuccia Anselmino 84 anni omicidio -suicidio, movente ancora sconosciuto. La coppia era tranquilla e non aveva trascorsi violenti, al momento non sono emerse patologie che possano spiegare l’accaduto.
  • Patrizia Vella Lombardi – uccisa dal figlio con problemi psichici.
  • Francesca Romeo – uccisa in un agguato (in cui il marito è stato ferito) indagini aperte, autore sconosciuto. Il marito era psichiatra e lei dottoressa in Guardia Medica, s’indaga anche fra pazienti e parenti di pazienti.

A questo punto, fatta una prima scrematura, da 100 volte Giulia saremmo passati a 41 volte Giulia, numero dello stesso ordine di grandezza di quelli citati da femminicidioitalia.info [1] e dal prefetto di Padova [2].Di questi 41 omicidi non tutti hanno un movente certo, soprattutto per i numerosi omicidi/suicidi. Alcuni non hanno nemmeno un autore certo. Ad esempio, nel caso di Michelle Causo, 17enne uccisa da un giovane a cui pare spacciava droga pare perché lui non poteva darle tutti i soldi che chiedeva, il movente economico non può essere escluso. In alcuni casi, sia quelli dell’elenco di sopra, sia quelli riportati come femminicidi  [1] è molto difficile stabilire con esattezza il movente per cui il citato caso di Michelle Causo potrebbe non essere un femminicidio, ma potrebbe essere tale, ad esempio, quello di Sigrid Grober. Un’ultima notazione sull’eterna diatriba sulla mancanza di pene severe: dei 100 casi il 30%  hanno visto l’autore suicidarsi subito dopo o tentare di suicidarsi. Ad ogni modo il numero di 100 è assolutamente fuorviante per la corretta misura del fenomeno, è da notare come nel trafiletto a fianco dell’immagine il primo nome citato è quello di Martina (Scialdone) mentre il primo dell’elenco è quello di Teresa Spanò uccisa dalla figlia, per cui chi ha compilato l’elenco era anche probabilmente a conoscenza di questo e l’ha volutamente occultato. Non ha avuto però la stessa malizia nel citare il nome finale… Francesca, medico, vittima di un agguato mentre era in auto con il marito e di cui non si conosce ancora l’autore.

[1] femminicidioitalia.info

[2] Il prefetto di Padova: “I femminicidi sono in diminuzione. Bisogna saperli riconoscere”

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Fonte foto: La Stampa (da Google)

 

 

 

 

 

3 commenti per “Cento volte Giulia?

  1. Giulio Bonali
    24 novembre 2023 at 21:38

    E’ semplicemente obbrobrioso che si strumentalizzino falsamente in perfetta malafede vittime di omicidi e di omicidi-suicidi (questi ultimi generalmente atti di umana pietas) per perorare truffaldinamente una causa (fra l’ altro e ad aggravare il misfatto) ipocrita e miserabile.
    Ma se anche fosse -per assurdo, ammesso e non concesso- una causa degna di rispetto si tratterebbe comunque di un atto di una sconvenienza abominevole e letteralmente (ed etimologicamente) sacrilega.

  2. Giulio larosa
    28 novembre 2023 at 7:57

    Opera meritoria da citare ovunque

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