Educazione sentimentale?

Molte cose possono essere tollerate, ma chi sollecita l’integrazione dell’educazione affettiva nelle scuole sembra dimostrare una  ignoranza totale della vera essenza dell’istruzione. Del resto, è curioso notare che proprio coloro che avanzano tale richiesta sono spesso gli stessi che hanno applaudito l’introduzione di pratiche aberranti come l’alternanza scuola-lavoro, o anche stupidaggini tipo il merito verificato secondo criteri quantitativi e di mercato, mentre tutto questo era orchestrato magistralmente dalle direttive europee (ce lo chiede L’Europa!) o dalla più recente moda degli editorialisti progressisti e filo-americani.

Questi individui, che in passato chiedevano una formazione incentrata sulla preparazione al lavoro o al consumo, sembrano ora invece sostenere l’educazione affettiva. Ma cosa sapevano e volevano trarre, questi signori, da poeti e filosofi come Leopardi, Hegel e Buzzati o da artisti come Van Gogh, Munch o Chagall? Lo dico io: pensavano che con la poesia e la filosofia insegnate a scuola non si mangia e che La divina commedia o l’Iliade non possono certo essere messe come companatico in un panino.

Molto diversamente da quello che pensavano, e temo continuino a pensare, questi signori, se gestita correttamente, la Scuola fornisce invece già da sempre educazione affettiva, critica ed esistenziale. Il suo obiettivo è infatti formare individui completi, consapevoli delle sfide della vita, inclusi fallimenti, negatività, sconfitte e abbandoni. Grazie alla poesia, all’arte e alla filosofia, le persone comprendono che cosa vi sia nell’umano da controllare e sublimare e che cosa invece vada valorizzato. I buoni insegnanti, inoltre, sanno ben illustrare la condizione tragica della vita – senza che qualche buontempone sorga con energia per richiamare tutti ad un sano e godereccio “carpe diem”.

Di conseguenza, io direi che, invece di introdurre nuove tendenze politicamente corrette che mirano solo a soddisfare esigenze immediate di consenso ed emotività mediatica, ciò che rinfocola proprio ciò che dovrebbe essere combattutto, dovremmo concentrarci su come rendere la Scuola un organismo efficiente, attraverso docenti capaci. Dovremmo essere in grado di individuare le vere tragedie, e dunque le loro cause profonde.

Proprio la Scuola dovrebbe prepararci a tutto questo per non farci diventare, come invece perloppiù siamo, complici ottusi di un sistema mediatico ignobile.

Basta!

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Fonte foto: da Google

3 commenti per “Educazione sentimentale?

  1. Giulio larosa
    21 Novembre 2023 at 18:24

    Sono solo scuse x nuove assunzioni di asini senza alcuna competenza sulla base di raccomandazioni in cui pd e fdi sono maestri. Chi fa queste proposte fa lurido sciacallaggio e questo gli va detto chiaramente.

  2. Danilo Ragozzino
    21 Novembre 2023 at 18:42

    Concordo pienamente.

  3. Enza
    21 Novembre 2023 at 19:19

    Al discorso inappuntabile, aggiungo un paio di considerazioni sulla falsariga di quanto osservato da Martone.
    La scuola viene tirata im ballo da nullità significative (per il ruolo che rivestono) puntualmente quando la barca fa acqua da tutte le parti, come se ci si accorgesse che qualcosa manca, fosse sfuggita e, dunque, va aggiunta alla complessa funzione dell’insegnante. Come rileva l’autore, chi parla di educazione sentimentale, non sa cosa si fa oggi nelle scuole italiane, lo ignora né gli interessa saperlo. A parte le responsabilità politiche della demolizione del sapere, bombardando di deleterie riforme l’istruzione pubblica, chi mai di questi soloni fintamente allarmati, si è vergognato degli stipendi dei docenti italiani, del loro carico di lavoro, delle ore sottratte alle lezioni in classe, delle condizioni strutturali in cui versano tantissimi istituti, delle difficoltà quotidiane di assicurare agli studenti la miriade di cose, a basso costo, richieste ai vari cicli di studi? Chi mai di costoro, invece di scaricare rozzamente sulla scuola compiti formativi che essa già svolge, si interroga su questa società e sulla famiglia risucchiata in ingranaggi distruttivi? Sarebbe troppo, avrebbe dei costi? Indubbiamente. E chiamerebbe in causa la funzione etica della politica che, checché lucidamente individuasse Machiavelli quale attività al di sopra della morale , non può lavarsene le mani, come se i danni intorno prodotti non la riguardassero.
    Ringrazio Martone per questo necessario intervento.

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