“To the victor belong the spoils” («Ai vincitori appartiene il bottino») è
un’affermazione ripetuta dal Presidente degli Stati Uniti più volte in questi
anni all’ONU come in un comizio il 27 ottobre 2026. Non è solo una frase ad
effetto per ribadire il ritorno in auge degli Stati Uniti quale potenza
economica e tecnologica, è una visione politica che
riafferma, senza vergogna alcuna, la potenza imperiale degli Stati Uniti.
L’affermazione pronunciata all’ONU non è stata solo
provocatoria, ma è un invito all’autoscioglimento dell’ONU, o meglio rammenta
ai suoi membri di essere solo burattini, pertanto nei fatti l’Assemblea è ormai
sciolta.
L’ONU dovrebbe risolvere le controversie mediante l’azione
diplomatica e condannare genocidi e crimini politici. In questi decenni l’ONU
ha mostrato la sua impotenza e la sua complicità con il potere imperiale
anglo-sionista. Ora, dinanzi ad un organismo che ha perso ogni credibilità
l’affermazione di Trump non ha provocato azioni e reazioni. Gli Stati Uniti
sono i principali finanziatori dell’ONU, per cui possono tutto. Non vi è stato
scandalo, l’ONU ha recepito e registrato il messaggio tanto più che i suoi
membri hanno ormai fatalmente accettato la logica imperiale. L’Unione Sovietica
e il comunismo hanno combattuto l’imperialismo con annesso saccheggio e bottino
degli sfruttati, non vi è nessuna potenza, al momento, capace di contrapporsi
fortemente all’imperialismo a stelle e strisce, pertanto l’ONU incassa e
continua il suo lavoro puramente scenografico. I media non hanno dato risalto
all’affermazione di Trump, mentre si descrive a tinte fosche l’imperialismo
zarista di Putin. A quest’ultimo sanzioni a iosa, mentre gli Stati Uniti
possono dichiarare apertis verbis di essere potenza egemone che aspira a
conservare il ruolo imperiale a qualsiasi costo e nel caso di vittoria si
arroga il diritto muscolare di saccheggiare gli sconfitti. Il genocidio a Gaza
può continuare… chi vince ne ha il diritto.
Nel comizio in Texas il 27 ottobre 2026 ha non solo riaffermato
che il “vincitore prende tutto”, ma anche che il bottino portato a casa
(multinazionali) dal Venezuela è stato un colpo da “imperatore”. Il Venezuela
ha le più grandi riserve di petrolio del pianeta e gli Stati Uniti ne hanno
fatto un protettorato. La potenza imperiale è l’unica logica a cui gli Stati Uniti
con i suoi alleati (Israele ed Europa Unita) obbedisce. La tragedia politica ed
etica è nella trasmissione di tale violenza ai popoli, i quali usano la
medesima grammatica dei padroni, pertanto si accetta come un dato naturale che
il vincitore si prenda tutto. Cosa significa accaparrarsi tutto? Sfruttare,
ammazzare, eliminare ogni ordine etico politico, etico e religioso. La violenza
dei vincitori è chiamata “legalità”, mentre la protesta dei più deboli è
connotata come “violenza”. Dinanzi a tali verità politiche che si rivelano a
noi senza finzioni, poiché le oligarchie ben sanno che non esiste una
opposizione reale, è necessario preparare il terreno politico del cambiamento
con la formazione politica e critica, perchè ciò malgrado “la talpa della
storia” continua il suo lavoro, e noi tutti possiamo partecipare a tale
lenta autocoscienza dei popoli e degli
individui.
Molto è stato fatto in questi anni, se si considera il contesto e la sproporzione tra le forze in campo e, forse, sono già in formazione nuovi soggetti politici capaci di leggere il nostro tempo e infrangere la violenza divenuta la tragica normalità del nostro tempo. Bisogna reimparare a riconoscere e a pensare la violenza per poterla sublimare in gesto politico. “To the victor belong the spoils” è la sintesi veritativa del capitalismo in atto e su questa frase ci si dovrebbe soffermare per capire il “nostro tempo storico” e diventare finalmente “partigiani”. Non si può restare indifferenti dinanzi a tale “programma”. L’indifferenza è complicità.
Fonte foto: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/speciali/usa-midterm-2026/2026/10/23/trump-pronto-alla-battaglia-delle-midterm-fa-causa-preventiva-allalaska_1a792c01-f616-41a7-a15c-2d4d015f5eac.html (da Google)