Questione maschile e tentazioni neocon

Premessa

Per cercare di capirsi c’è bisogno di basi comuni. Qui siamo tutti marxisti ma questo non basta perché l’esegesi del pensiero di Marx ha dato infiniti esiti contrastanti.

Quindi, del pensiero del “nostro”, ne prendo solo un piccolissimo pezzo, quello che, sono sicuro, nessuno vede come un “ramo secco” da recidere.  Parlo di strutture e sovrastrutture. Come assodato, vengono prima le strutture (economiche) e da queste derivano  le sovrastrutture (forma stato, leggi, cultura).

Il rapporto tra queste non è meccanicistico ma, ovviamente, dialettico. Anche le sovrastrutture possono modificare le strutture ma solo in maniera marginale.

Detto ciò, quello che cercherò di dimostrare è che tutte le suggestioni che ci vengono dalle tesi conservatrici, che vedo emergere qua e là negli articoli e nei discorsi di alcuni compagni, non hanno ragion d’essere perché fuori dalla realtà e dalla storia che stiamo vivendo.

Di queste suggestioni non farò un’analisi completa e dettagliata. In quest’articolo  farò  una breve disamina di quelle che vertono sulla visione di una rigida identità di genere e conseguente rigidità dei ruoli paterni e materni. Quella, cioè, che era la normalità fino a non molti decenni or sono.

Naturalmente, se il nostro obiettivo fosse raggranellare un po’ di voti avrebbe un senso fare nostre tali tesi, perché in ogni epoca c’è sempre qualcuno che rimpiange il tempo passato, idealizzandolo, sia a destra che a sinistra.

Per noi che cerchiamo invece di cambiare la realtà, deve essere chiaro che nessun discorso, anche se bello e giusto, può incidere nella realtà se non parte da essa.

Citando Seneca, ” Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele. ”

 

Il politicamente corretto

Le  contestazioni giovanili e sociali che hanno squassato l’occidente, nascono dal disagio provocato dell’impetuoso sviluppo economico e produttivo del dopoguerra.  Il consumismo si rivela meno foriero di felicità e giustizia per tutti e viene radicalmente contestato.

Il politicamente corretto, ovvero l’odierna ideologia dominante, il nuovo oppio dei popoli[i], raccatta i rimasugli della contestazione degli anni ’60 e ’70  e, opportunamente depurati degli elementi eversivi, li mette al servizio del capitale.

Il politicamente corretto, per quanto ricco di falsità evidenti e di elementi grotteschi, risulta credibile perché si ispira alla realtà concreta. Le sovrastrutture ideologiche ci raccontano la realtà, in questo caso la deformano e la mistificano, ma non la creano né  potrebbero, proprio in quanto sovrastrutture.

Un esempio lampante lo possiamo rintracciare nella tecnica della pubblicità commerciale che, nel  suo insieme, è anche l’arma più efficace per diffondere il pensiero dominante. Analizziamola nell’uso che fa delle tematiche ecologiche.

Nella realtà esiste un problema concreto e drammatico, la distruzione progressiva dell’ecosistema di cui l’uomo fa parte. Questo ha determinato un diffuso allarme tra le persone.

La distruzione progressiva del nostro ecosistema è la  contraddizione fondamentale del capitalismo che non può esistere senza il consumo forsennato, senza buttare il vecchio e acquistare il nuovo. Il capitalismo non solo produce diseguaglianze sociali ma sta mettendo in pericolo l’esistenza stessa della specie umana.

La pubblicità raccoglie le istanze ambientaliste, le depotenzia e le restituisce come merce. (il “valore segno delle merci” di Baudrillard). Di ogni prodotto veniamo informati, prima ancora della sua qualità, del suo essere “ecologico” e così , felici e contenti, continuiamo a consumare convinti d’aver dato il nostro contributo alla salvaguardia dell’ambiente.

 

I padri separati

Per entrare nel vivo delle mie considerazioni, ho scelto di restringere il campo intorno alle tematiche che vertono sui padri separati. L’indegno trattamento a cui sono sottoposti è la manifestazione più acuta delle discriminazioni che devono subire gli uomini in una società che si ha la sfacciataggine di definire “patriarcale”.

Spesso, anche tra compagni sensibili al tema, per perorare la loro causa si tira fuori l’importanza del ruolo paterno. L’argomento è ofensivo per i padri separati, a dire poco. Sembra ribadire uno dei presupposti della cultura misandrica, magnificamente sintetizzata dalla battuta dell’attore Chris Rock, “le donne, i bambini e i cani sono amati incondizionatamente. Gli uomini solo se possono offrire qualcosa”.

Ma veniamo a quelli che sarebbero i ruoli paterni e materni.

Quaranta anni fa, una docente di psicologia, persona molto preparata, ci spiegava che il ruolo materno era quello della cura e quello paterno del “portar fuori”, del guidare il figlio nella realtà esterna.

Alle nostre rimostranze sociopolitiche, replicava che sì, la società era cambiata, che i ruoli possono e debbono non essere rigidi ma che, fondamentalmente, i generi femminili e maschili sono legati indissolubilmente a quei ruoli.

Ora, mi sembra chiaro che quei ruoli, assegnati inderogabilmente al padre e alla madre,  presuppongano la famiglia tradizionale con l’uomo che lavora e la donna in casa.

La situazione che ci troviamo davanti, ci piaccia o no, è ben diversa. Non solo la famiglia è in crisi ma perfino la coppia, se è vero che circa il 50% degli adulti è single. Le forme di aggregazione simil familiari sono le più varie. Le donne sono entrate massicciamente nel mondo del lavoro, la famiglia monogenitoriale è sempre meno un’ eccezione, i nuovi partner dei separati si aggiungono, come figure genitoriali, ai genitori biologici e poi ci sono poi le cosiddette famiglie arcobaleno.

In un simile  contesto mi sembra impossibile immaginare alcunché di stabile.

Il movimento dei padri separati nasce da quelle tante famiglie che si separano in modo conflittuale. Il modo “giusto” di perorare la loro causa non è quello di sostenere il loro ruolo che, da quanto detto, non è adeguato alla realtà ed è politicamente ambiguo (difendiamo il padre perché utile) ma nell’ambito della difesa di basilari diritti umani e civili. Diritti dei figli a rapportarsi con entrambi i genitori e viceversa, al di là dei ruoli.

 

Conclusione

La vicinanza tra la “androsfera”  e la destra è data da circostanze oggettive[ii]. Di fronte ad una sinistra prona al femminismo misandrico, la destra apre degli spiragli pur tra molte contraddizioni. In particolare, il senatore Pillon (che potremmo definire reazionario più che conservatore) ha svolto un lavoro egregio, portando di fronte a senatori e deputati  personalità come Fabio Nestola e Davide Stasi, che da molte tempo si occupano di questi temi da un punto di vista alternativo rispetto a quelle femminista..

Proprio per questa vicinanza oggettiva, è necessario, per noi che proponiamo una critica di classe al femminismo, elaborare un discorso alternativo al politicamente corretto ma anche a quello puramente demagogico/elettoralistico della destra. Ma deve essere un discorso che parta dall’analisi oggettiva della realtà, solo in questo modo avremo la possibilità di incidere politicamente.

 

[i] Per approfondimenti rimando al https://www.linterferenza.info/attpol/politicamente-corretto-lattuale-oppio-dei-popoli/

[ii] Ho già affrontato l’argomento tempo fa https://www.linterferenza.info/attpol/la-destra-femminismo-questione-maschile/

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3 commenti per “Questione maschile e tentazioni neocon

  1. Giusi
    19 agosto 2023 at 1:08

    Trovo il tuo articolo intellettualmente onesto. Tu vai al di là dei ruoli genitoriali legati al genere e poni nel diritto la chiave primaria per restituire al padre il giusto riconoscimento e l’importanza del suo compito di genitore. La famiglia sta cambiando e la sua stessa organizzazione muta. Ciò che deve rimanere indelebile è l ‘importanza di entrambe le figure parentali nel farsi carico della crescita dei propri figli, andando oltre i ruoli stereotipata dalla tradizione che risultano obsoleti

  2. gino
    20 agosto 2023 at 15:00

    la famiglia cambia… ma il flusso dei SOLDI non cambia mai, va sempre dal maschio alla femmina

  3. 25 agosto 2023 at 12:27

    Bene. Magari apriamo un tavolo tra tutti coloro che non sono di destra e sostengono i diritti maschili

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