Spartacus

Correva l’anno 71 a. c. e il viandante che si fosse messo in cammino lungo la Via Appia, da Capua a Roma, avrebbe potuto ammirare il triste spettacolo di un’interminabile processione di croci. Chi erano gli sciagurati oggetto di tanto accanimento? Si trattava di migliaia di schiavi che avevano osato opporsi alla legge di Roma e avevano preferito morire da uomini liberi, piuttosto che da “strumenti vocali”.

Finiva così, in maniera atroce, la più importante rivolta di schiavi dell’antichità. Essa aveva tenuto impegnato una parte importante dell’esercito romano: otto legioni guidate nientemeno che da quello che poi sarebbe diventato il triunviro Marco Licinio Crasso, opponendolo a schiavi ed ex-gladiatori dal nome celeberrimo, Crixo, Enomao, Gannico, Casto e, soprattutto, una figura leggendaria dell’antichità come quella del grande Spartaco.
Questi condottieri non erano fra gli uomini crocifissi: ad eccezione di Spartaco il cui corpo, dopo la sconfitta finale, non fu mai più ritrovato, forse perché non più riconoscibile a causa dei colpi ricevuti, gli altri erano morti tutti in precedenza, combattendo con le armi in pugno.

Gli storici antichi sono divisi su quali fossero gli intendimenti di Spartaco. Secondo alcuni il condottiero trace voleva riprendersi la sua libertà dopo essersi severamente vendicato della violenza subita dai romani, secondo altri egli avrebbe voluto addirittura muovere guerra alla repubblica romana per obbligarla ad abolire la schiavitù. Ciò che è certo, tuttavia, è il fatto che Spartaco è diventato un personaggio epico della storia romana e di quella successiva.
La figura di Spartaco fece la sua apparizione addirittura nel pensiero politico moderno quando Karl Marx, in una lettera del 27 febbraio 1861, scrisse all’amico Friedrich Engels: “Per distendermi ho letto le Guerre civili romane di Appiano. Ne emerge che Spartaco è l’uomo più folgorante della storia antica. Un grande generale (non come Garibaldi), un personaggio nobile, veramente rappresentativo del proletariato dell’antichità”.

Credo sia dubbio estendere, come voleva Marx, l’idea di lotta di classe ad un periodo storico completamente diverso da quello caratterizzato dalla contrapposizione borghesia/proletariato – e cioè l’età moderna. Sono persuaso tuttavia che, indipendentemente dalla volontà o meno di provocare l’abolizione della schiavitù, un uomo che lotta, con armi enormemente impari, contro la più grande potenza della terra, obbligando quest’ultima a feroci umiliazioni, oltre che a severe sconfitte, sia destinato a rimanere impresso nella nostra mente come può farlo soltanto chi combatte, in maniera disperata ma ferma, per la propria vita – contro l’oppressione e l’ingiustizia di chi invece suppone che la nascita, o le ricchezze, gli conferiscano un diritto di vita e di morte sugli uomini.

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Fonte foto: Stile.it (da Google)

2 commenti per “Spartacus

  1. Aldo Rotolo
    3 Aprile 2019 at 19:58

    gli schiavi,comunque, erano il proletariato o per certi versi il sottoproletariato della società e dell’economia della Roma antica; in questo senso l’analogia marxiana non ha nulla di sbagliato, credo…

  2. Aldo Rotolo
    3 Aprile 2019 at 20:02

    A parte questo l’analogia marxiana, la figura e la storia Spartaco hanno ispirato generazioni di rivoluzionari: dalla Lega di Spartaco di Rosa Luxembourg e Karl Liebeknecht al centro sociale romano. Grande!

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