Erdogan e Netanyahu per la balcanizzazione della Turchia

La Fratellanza Musulmana nonostante la retorica anticolonialistica – con l’eccezione del ramo palestinese di Hamas – non si è mai opposta all’imperialismo statunitense e israeliano. Al contrario, questa organizzazione politica, culturalmente retrograda e bigotta, ha spostato a destra le masse popolari, distogliendole dalla lotta per l’indipendenza, in nome di un ritorno alla Tradizione e all’autentica fede islamica.

Erdogan, il dittatore turco, nel 2010 si guadagnò, bleffando, il sostegno del popolo palestinese: il boia di Ankara visitò i reduci feriti della Mavi Marmara, rilasciati dai militari sionisti, dopo un vile atto di pirateria internazionale rimasto, come sempre, impunito. In rete è circolata la foto di Mahdi al-Harati intento a baciare il capo del presidente turco. Ma chi è questo Mahdi al-Harati ? Thierry Meyssan descrive in modo molto documentato le sue malefatte per conto di Washington:
‘’Nel periodo luglio-agosto 2011, comanda la Brigata di Tripoli – di cui il fratello, Hosam al-Najjair, è ugualmente membro -, un’unità di Al-Qa’ida inquadrata da legionari francesi, incaricata dalla NATO di prendere l’hotel Rixos [5]. Ufficialmente, l’hotel è il centro della stampa internazionale, ma l’Alleanza è stata informata dal costruttore turco dell’edificio che ricomprende un piano interrato, accessibile dall’esterno, dove si rifugiano vari membri della famiglia Gheddafi e dirigenti della Jamahiriya. Per diversi giorni, combatte assieme ai francesi contro i soldati di Khamis Gheddafi [6].
Nel settembre 2011, la NATO lo nomina come vice di Abdelhakim Belhaj, leader storico di Al-Qa’ida diventato «governatore militare di Tripoli» [7]. Si dimette l’11 ottobre presumibilmente dopo una lite con Belhaj [8].
Tuttavia, nel novembre 2011, a fianco di Abdelhakim Belhaj, comanda un gruppo composto fra i 600 e i 1500 jihadisti di Al-Qa’ida in Libia – ex membri del Gruppo combattente islamico in Libia (LIFG) – che vengono registrati come rifugiati e trasportati via mare in Turchia sotto la supervisione di Ian Martin, ex segretario generale della Fabian Society e di Amnesty International, diventato rappresentante speciale di Ban Ki-moon’’ 1
Siamo agli albori di quel progetto statunitense e sionista che prevede la frammentazione su basi etnico-religiose degli Stati non allineati: Libia, Irak, Siria ed Iran. Erdogan, appena un anno dopo l’aggressione ai pacifisti sulla Mavi Marmara, si schiera col duo Obama ( sarebbe meglio dire il clan dei Clinton ) – Netanyahu nella sporca guerra contro la Siria baathista. Nonostante gli sproloqui islamofobi di Netanyahu, i rapporti dei likudisti, tanto col terrorismo jihadista del Fronte Jabat Al Nusra, quanto con l’Islam politico dei Fratelli Musulmani, non sono mai stati così idilliaci. La collaborazione fra il MIT turco ed il Mossad israeliano è completa, su tutti i livelli.

La collaborazione turco-israeliana contro il nazionalismo arabo

Il deputato iraniano, Alaeddin Boruyerdi, ha recentemente dichiarato che ‘’La continuación de las políticas de apoyo (de Turquía) a Israel siempre puede considerarse como una amenaza contra la seguridad de los países financiadores del terrorismo’’ 2, riferendosi all’attentato che ha insanguinato Ankara lo scorso 17 febbraio provocando 28 morti. Il governo turco ha accettato di diventare lo sgabello (e lo zimbello) degli Usa e di Israele a prezzo della sicurezza interna del paese: la Turchia di oggi – con le reti di Gladio costantemente attive – somiglia all’Italia degli anni ’70: i jihadisti, per la funzione che sono chiamati a svolgere, possono essere paragonati, mutatis mutandis, a gruppi come Ordine Nuovo o altre organizzazioni neofasciste. Chi si allea con la NATO paga: strategia della tensione, neoliberismo ed infiltrazione fra servizi di intelligence. E’ stato un bell’affare ?

L’opportunista Erdogan, in una prima fase dei colloqui, aveva imposto come condizione la rottura del blocco di Gaza ma, in virtù del saggio riavvicinamento di Hamas a Teheran, l’autocrate turco ha fatto cadere questa richiesta, certamente importante per la sua immagine di difensore della ‘’islamicità’’, suscitando l’indignazione dei familiari delle vittime della Mavi Marmara: ‘’Las familias de los mártires: Nos gustaría indicar, en primer lugar, que las negociaciones con Israel se están llevando a cabo sin nuestro consentimiento’’ 3. Questa nuova relazione fra i FM e i sionisti israeliani è giustamente vista come un insulto: ‘’Las familias de los que perdieron la vida en el ataque consideran un insulto pensar que fueran a retirar sus demandas contra Israel a cambio de una indemnización’’, hanno precisato gli attivisti sul diario turco Today Zaman. La verità è chiara, i musulmani la capiranno ? La lotta del popolo palestinese è il metro della libertà e della giustizia sociale, ma gli islamisti non alzeranno mai questa bandiera. Inclini al compromesso col colonialismo, i Fratelli Musulmani turchi hanno tradito Hamas, nello stessa maniera in cui Said Qutb, nel 1954, accettò l’aiuto di Washington, scontrandosi con Nasser. L’Islam politico non è un compagno di strada.

Il giornale arabo Al-Jarida, ha comunicato di un incontro, avvenuto martedì scorso, fra il Ministro della difesa turco Ismet Yilmaz e rappresentanti israeliani riguardante la vendita ‘’de armas, incluida la compra de vehículos aéreos no tripulados (drones)’’ 4. Questo accordo – secondo i comuni piani islamisti e sionisti – dovrebbe far parte di un progetto più ampio interno alla ‘’normalizzazione’’ dei rapporti fra i due regimi.

Israele vuole armare la Turchia col Majatz-1, un caccia di fabbricazione israeliana perfetto per i bombardamenti a tappeto ? La risposta è positiva, inutile girarci attorno, ed ecco che Erdogan bacia il suo sposo Netanyahu: ‘’Israel necesita a un país como Turquía en la región. Nosotros también debemos admitir que necesitamos a Israel’’ 5. Il ‘’fratello musulmano’’ non poteva essere più chiaro: acquisterà armi da Israele per bombardare il popolo curdo; in tal modo i curdi, privi di una direzione politica di classe, finiranno fra le braccia dei separatisti etnici, favorendo il progetto – ignorato da Erdogan ? – di balcanizzazione della Turchia. L’erdoganizzazione dello Stato turco coincide, in questa congiuntura storica, con la sua etnicizzazione. Una catastrofe che pochi, in Italia ed in Europa, hanno compreso.

Il Likud israeliano è un partito di ultradestra e razzista che, in nome del ‘’Grande Israele’’, vorrebbe balcanizzare gli Stati nazionali del Medio Oriente: la Turchia non fa eccezione. La logica della destra sionista è questa ‘’armiamo Erdogan in modo che massacri a sufficienza il popolo curdo, quindi, quando il carattere genocida del suo governo sarà noto a tutti, usiamo i suoi crimini come pretesto per smantellare la Turchia’’. In questo modo, il tradito popolo turco, verrà presentato all’opinione pubblica occidentale come complice di un dittatore, gli Usa imporranno una dittatura neoliberale e le organizzazioni di sinistra – kemaliste, socialiste e marxiste – saranno sciolte.

Molti anni fa il giornalista socialista Ugur Mumcu venne assassinato in circostanze poco chiare, colpevole di aver denunciato i rapporti del clan Barzani, fino ad allora filosovietico, coi sionisti israeliani. Si tratta di un episodio sconosciuto in Italia, ma è forse un caso che Israele continui ad appoggiare la nascita del grande Kurdistan ? Che dire, come concludere ? Uno sciocco come Erdogan, è un grande affare non solo per gli islamisti; si tratta, in realtà, di uno sporchissimo gioco sulla pelle di due, anzi tre, popoli: turco, curdo e palestinese. I giornali europei – anche antimperialisti – tacciono presentando una versione poco documentata dei fatti. Le conseguenze sono gravi.

http://www.voltairenet.org/article190356.html

http://www.hispantv.com/newsdetail/politica/215729/turquia-relaciones-israel-perjudica-ankara-flotilla-libertad

http://www.hispantv.com/newsdetail/turquia/200750/turquia-israel-relaciones-marmara-victimas-ihh

http://hispantv.com/newsdetail/turquia/217223/turquia-comprar-armas-israel-relaciones-normalizar

http://www.hispantv.com/newsdetail/turquia/199585/turquia-israel-erdogan-flotilla-libertad

1 commento per “Erdogan e Netanyahu per la balcanizzazione della Turchia

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