Cina ed Iran: antiglobalismo economico e antimperialismo militare

Il viaggio di Xi Jinping in Arabia Saudita e la conseguente partecipazione cinese al Consiglio di Cooperazione degli Stati arabi del Golfo (GCC) presenta diversi elementi sottaciuti dalle corporazioni informative occidentali, ma anche dai media alternativi: la Cina persegue la strada del bi-multipolarismo (contrapposizione sino-statunitense), là dove nazioni come Russia ed Iran sembrerebbero ricoprire il medesimo riposizionamento geopolitico della Jugoslavia di Tito e dell’Egitto nasseriano durante la ‘’guerra fredda’’. Un colpo nel ‘’ventre del mostro ‘’: la declinazione neoliberista del Grande Reset.

 

La Via della Seta in Arabia Saudita

L’allargamento della Via della Seta alle monarchie del Golfo configura una complessa interconnessione trans-eurasiatica che, bloccando la proiezione della dottrina della ‘’guerra eterna’’, sarà la sfida più ambiziosa del Partito Comunista Cinese (PCC). Come avevo previsto in ‘’All’ombra del Covid-19. Deep State e destra alternativa, vecchie e nuove élite in cerca di potere’’ (SUSIL Edizioni), le nazioni eurasiatiche avrebbero potuto guardare con ottimismo alla riconfigurazione delle relazioni geopolitiche nel mondo dopo la pandemia, dove l’unilateralismo sarebbe diventato totalmente impraticabile. Gli Stati Uniti d’America sono una ‘’repubblica sulla strada del fallimento’’ ed un “imperialismo delle banane”.

Il passaggio da una economia basata sul Dollaro (neoliberista), ad un sistema global-cooperativo egemonizzato dallo Yuan sarà irto di rischi, prima di tutto l’estensione della dottrina della ‘’guerra eterna’’ ai regimi filo-statunitensi del Golfo. Scrive il giornalista investigativo Pepe Escobar.

‘’Nel caso cinese, ad esempio, il problema è cosa fare di quegli enormi 1.000 miliardi di dollari in titoli del Tesoro americano. Nel caso saudita, è difficile pensare ad una “autonomia strategica” – come quella di cui gode l’Iran – quando il petrodollaro è un punto fermo del sistema finanziario occidentale. Il menu delle possibili reazioni imperiali include di tutto, da un colpo di Stato morbido ad un cambio di regime, fino allo Shock and Awe su Riyadh, seguito da un cambio di regime.’’ 1

Russia e Cina perseguono l’obiettivo di ‘’conquistare’’ i mercati finanziari, accompagnando la borghesia USA al cimitero, nonostante ciò il ‘’realismo politico ‘’ di Pechino potrebbe acutizzare alcune fratture all’interno del campo antimperialista: Pechino e Teheran (come Pechino e Caracas), due modalità differenti di contrapporsi all’imperialismo?

 

Pechino firma un documento fortemente anti-iraniano

In Arabia Saudita, il monarca Bin Salman è riuscito a far firmare alle rappresentanze diplomatiche cinesi una dichiarazione congiunta (secondo alcuni analisti antimperialisti ‘’un documento scandaloso’’) di supporto alle rivendicazioni territoriali saudite nello Yemen, accusando Teheran di sostenere il terrorismo nella regione; un autentico documento-fake in sostegno al sub-imperialismo wahabita. Una posizione sconvolgente (del resto il documento saudita è pieno di menzogne contro l’internazionalismo sciita), come ha notato l’analista strategico Andrew Korybko:

‘’Francamente, è stato sorprendente vedere che la Cina ha accettato la dichiarazione congiunta senza chiedere che quei passaggi provocatori fossero annacquati per rimuovere qualsiasi riferimento diretto all’Iran o essere completamente rimossi dalla versione finale. Non si può sapere con certezza, ma la Repubblica Popolare potrebbe aver pensato che accettarli avrebbe fatto avanzare il suo grande obiettivo strategico di far sostituire lo yuan al dollaro negli acquisti regionali di petrolio (“petroyuan”).’’ 2

Pechino ha scommesso sulla impenetrabilità di Teheran davanti alla ‘’guerra ibrida’’ lanciata dagli Stati Uniti e da Israele, ciononostante considera l’anti-globalismo economico prioritario rispetto all’antimperialismo militare dei Pasdaran: in questo contesto bi-multipolare, l’Iran copre un riposizionamento geopolitico simile a quello della Jugoslavia popolare durante la ‘’guerra fredda’’, perseguendo una propria via terzomondista al multipolarismo.

I media alternativi avrebbero dovuto contestare la congiuntura Cina/GCC invece di cadere nel ‘’politicamente corretto’’ rovesciato: se l’antiglobalismo cinese è perlopiù economico, l’antimperialismo iraniano – nel 2022 – è soltanto militare, mentre Teheran paga a livello interno le conseguenze derivanti dal capitalismo persiano del bazar. Continua Korybko:

‘’Nel contesto del presente articolo, la graduale introduzione del petroyuan potrebbe essere parte del loro più ampio accordo sulla creazione di un equilibrio di influenza tra loro che potrebbe quindi funzionare come la “nuova normalità” per sostenere il sistema bi-multipolare in cui entrambi hanno un interesse egoistico preservando di fronte ai processi di tripolarità-multiplexità guidati dall’India. l’anno scorso. Uno dei principali è la grande convergenza strategica dell’India con l’Iran e la Russia come terzo polo di influenza.’’

L’appoggio marxista/neosocialista a Pechino e Teheran nel completamento della prospettiva multipolare non devono farci dismettere il sostegno, attivo ed operante, alla classe operaia per il superamento dell’economia capitalista e la solidarietà antimperialista con le Resistenze armate anti-neocoloniali (es. Yemen). Pechino è l’unica nazione al mondo ad accelerare la transizione verso una pianificazione economica globale mandando in tilt l’élite di Davos; Teheran è un avamposto strategico per l’islamismo-patriottico nello Yemen e Palestina e per le Resistenze islamiche-socialiste in Libano e Siria. La politica estera cinese e quella interna iraniana, al contrario, non sono affatto prive di contraddizioni.

https://comedonchisciotte.org/xi-darabia-e-la-spinta-al-petroyuan/

https://www.ambienteweb.org/2022/12/14/perche-la-cina-ha-accettato-una-dichiarazione-congiunta-cosi-ferocemente-anti-iraniana-con-il-gcc/

 Xi Jinping se reúne con dirigentes de Arabia Saudita para firma de grandes contratos

Fonte foto: da Google

1 commento per “Cina ed Iran: antiglobalismo economico e antimperialismo militare

  1. Federico Lovo
    25 Dicembre 2022 at 22:52

    in realtà i paragrafi del documento firmato dai Cinesi sono più “tendenziosamente” anti-iraniani, che esplicitamente anti-iraniani (un altro motivo, “accettabile” per i Cinesi, della firma)… Anche se, nell’ottica saudita, è evidente il significato viscido di quei paragrafi. Cmq, per quanto sia una scelta discutibile, deludente… non credo che mandi in rovina i rapporti Cina-Iran – nonostante gli enormi interessi messi in comune con i Saud. Peraltro, la Cina ha sempre cercato un’equidistanza tra Ar. Saudita (interessi geo-economici) ed Iran (convergenze geopolitiche).
    Io mi fido di Xi!

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