Israele come il Sudafrica (dell’apartheid)

Il regime israeliano, a seguito del golpe straussiano dei sionisti-revisionisti, ha diviso l’establishment contrapponendo i sostenitori di una concezione tradizionale del colonialismo dai seguaci della Teo-Politica. Adottata una nuova Architettura di potere, lo Stato ‘’per soli ebrei’’ è il Simulacro dell’Oscurantismo.

L’ex capo del Mossad, Tamir Pardo, ha recentemente paragonato l’occupazione della Cisgiordania al defunto regime d’apartheid sudafricano:

“Qui esiste uno stato di apartheid” 1

Nei territori occupati, il controllo dei palestinesi è sottoposto alle restrizioni proprie della giurisdizione militare, al contrario i coloni sono governati dai tribunali civili; un meccanismo discriminatorio analogo a quello del Sudafrica razzista. Domanda: un ex capo del Mossad è diventato, di colpo, antimperialista? La risposta è, indubbiamente, no; Tamir Pardo appartiene a quel pezzo d’establishment sionista-liberale che non vorrebbe una Israele coinvolta nell’aggressione atlantista all’Eurasia, ripiegando sulla ‘’geopolitica del serpente’’ o ‘’imperialismo intelligente’’. Per Netanyahu “Invece di difendere Israele e l’esercito israeliano, Pardo diffama Israele”; in realtà, ricucendo l’alleanza strategica con gli eredi di Hitler e Stephan Bandera, il Premier israeliano-fascista ha condannato lo Stato ‘’per soli ebrei’’ alla dissoluzione.

Domanda: andiamo verso la dissoluzione di Israele?

Secondo Herzog “La crisi sta scuotendo pericolosamente la società, l’economia e soprattutto la sicurezza dello Stato” 2. Ricuciti i rapporti con i ‘’nazionalisti integralisti’’ ucraini, Tel Aviv ha autocondannato la propria élite alla dissoluzione. La fine del regime israeliano-sionista sarà l’anticamera della demolizione controllata di tutte le ideologie che generano oppressione? Israele, dopo una rigorosa e documentata disamina della sua disonorevole storia, è uno ‘’Stato pazzo’’.

Gli attacchi dei coloni sono in costante aumento, intanto i bulldozer israeliani demoliscono case palestinesi nel Negev. Il mito della ‘’Grande Israele’’, un po’ come il mito della ‘’Grande Ucraina’’, ha fatto carta straccia delle convenzioni dell’Onu, svelando il vero volto dell’Occidente collettivo: la pulizia etnica è la realtà, senza maschera, dell’imperialismo.

Mercoledì sera (06/09/2023), un quattordicenne palestinese è stato assassinato fra gli applausi della folla:

‘’Il quattordicenne Khaled Samer al-Zaanin è stato colpito vicino alla Porta di Damasco (Bab al-Amud) ed è morto sul posto. Le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno dichiarato che aveva cercato di eseguire un accoltellamento presso una stazione della metropolitana leggera nel quartiere Musrara, a Gerusalemme.’’ 3

Israele non è uno Stato diritto; sulla base di un mero e non provato sospetto, la polizia s’avvale d’un sistema giuridico che le permette di assassinare a sangue freddo. Il ‘’popolo israeliano’’ (una costruzione politica, come ha spiegato lo storico Shlomo Sand) non merita nessuna compassione politica. I filmati mostrano il giovane Khaled (nome della vittima) disteso sul pavimento con le mani alzate in segno di resa, prima d’essere freddato alla polizia. Ai soccorritori, dolosamente, non è stato permesso d’avvicinarsi alla vittima. Il sionismo-israeliano, nella ‘’variante Netanyahu’’, è una sorta di fascismo in un solo paese.

Israele, con una società civile necrotizzata nei confronti delle sofferenze altrui, è la patria dell’indifferenza globalizzata.

 

Patrik Zaki e Khaled El Qasi: la geopolitica dell’indignazione variabile

In viaggio verso Amman (Giordania), dopo aver trascorso le vacanze con la famiglia a Betlemme, il ricercatore italo-palestinese Khaled El Qasi è stato ammanettato dalle autorità israeliane sotto lo sguardo della moglie Francesca Antinucci e del figlio, di quattro anni. Chi è Khaled (leggiamo dall’appello diffuso in rete)?

‘’Khaled, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all’Università La Sapienza di Roma, stimato per il suo appassionato impegno nella raccolta e divulgazione e traduzione di materiale storico palestinese, è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese in Italia.’’

Le autorità italiane presteranno a Khaled la stessa attenzione prestata a Patrik Zaki? La risposta è ‘’no’’. Khaled è un attivista antimperialista (oltre ad essere un ricercatore-accademico), mentre Zaki è una sorta di icona pop delle Onlus legate alla fazione ‘’dem’’ dello ‘’stato profondo ‘’. La lobby sionista, prendendo in custodia la diplomazia internazionale, ha trasformato le forze politiche europee in una proiezione degli straussiani. Israele è uno ‘’stato del male ‘’ e l’Europa la sua (in)utile idiota.

https://www.infopal.it/ex-capo-del-mossad-israele-sta-attuando-un-sistema-di-apartheid-in-cisgiordania/

https://www.infopal.it/herzog-israele-in-crisi-sociale-e-costituzionale-acuta/

https://www.infopal.it/israeliani-applaudono-mentre-palestinese-e-ucciso-a-gerusalemme-video/

Human Right Watch accusa Israele: "Contro i palestinesi persecuzione e  apartheid"

Fonte foto: Europa Today (da Google)

 

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