L’Urss non avrebbe negato la propria solidarietà alla rivolta delle banlieue

L’Unione Sovietica, oltre a rappresentare il primo Stato multietnico ed antimperialista della storia, durante il ‘’secolo breve’’ ha globalizzato la solidarietà sociale nei confronti dei popoli oppressi, in qualsiasi angolo del mondo. Dall’Occidente capitalista alle ‘’zone tempestose’’ (cit. Mao), il mondo del lavoro sapeva di poter contare sull’appoggio del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), un baluardo dell’antimperialismo, ma anche della difesa della classe operaia contro la violenza padronale. L’opportunismo (geo)politico della classe dirigente della Federazione Russa, non è neanche raffrontabile alle politiche dei gruppi dirigenti sovietici.

 

Maria Zakharova e la mancata solidarietà al popolo delle banlieue

Secondo la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova: “le armi consegnate a Kiev [dall’Occidente, dalla NATO e dalla Francia] finiscono nelle mani dei manifestanti e vengono utilizzate contro la polizia in Francia”. Ha aggiunto che queste armi straniere fornite a “nazionalisti, nazisti e fascisti sul territorio ucraino si ritorcono contro e non solo finiscono nei loro paesi [paesi occidentali], ma sono anche usate contro il loro stesso popolo” 1. Analizzando la dinamica delle proteste, è estremamente difficile trovare un riscontro fattuale rispetto alle parole della Zakharova: il capitalismo (compreso quello francese) è intimamente legato al nazionalismo-imperialista ed alla segregazione di classe, quindi non abbiamo uno straccio di documentazione valido sull’utilizzo, da parte dei diseredati delle banlieue, delle armi destinate ai neonazisti ucraini. Il commento dell’analista strategico Andrew Korybko aggrava la posizione dell’informazione ‘’alternativa’’ rispetto alle tematiche concernenti la conflittualità di classe:

‘’Ciò che è ironico è che le forze di Kiev seguono ideologie di estrema destra, mentre gli ultimi destinatari francesi delle loro armi occidentali trafficate illegalmente sono gli utili idioti dei liberali di sinistra locali. Queste bande criminali non hanno una propria ideologia, ma sono state sfruttate attraverso questi ultimi gruppi politici per far avanzare indirettamente la loro causa dopo essere state incoraggiate da loro a effettuare rivolte a livello nazionale la scorsa settimana. In altre parole, gli ucraini di estrema destra stanno indirettamente armando i delegati dei loro rivali ideologici di estrema sinistra in Francia.’’(Ibidem)

Assimilare i Dannati della Terra, ridotti ad ‘’uomini-ombra’’ dalla borghesia metropolitana/postmoderna, alla sinistra liberal-globalista è una operazione ideologica tipica degli analfabeti sociali: Korybko, estremamente preparato sulla geopolitica internazionale (infatti, chi scrive lo considera un suo riferimento), per quanto riguarda le problematiche interne sembrerebbe non avere idea della sofferenza derivante dalla segregazione di classe. Rimangono due aspetti da affrontare:

  • Risulta più che evidente come il messaggio di Maria Zakharova abbia una dimensione (geo)politica: il Cremlino, utilizzando l’abilità dei propri diplomatici, ha (giustamente) invitato l’Eliseo a riflettere sull’intimo legame che intercorre fra l’atlantismo, nella proiezione globale, e la transizione ad uno ‘’Stato-fallito’’. La Francia dimostra di essere una Repubblica delle banane.
  • Gli analisti che omettono le questioni di classe concentrandosi esclusivamente sulla geopolitica (es. Korybko), utilizzano la politica estera come protesi ideologica davanti la propria impotenza sulle questioni sociali caratterizzanti la vita quotidiana. In realtà, la distruzione dell’imperialismo USA è complementare al progressivo passaggio da un’economia di mercato liberista ad uno Stato sociale-dinamico.

Un reportage di Sinistra.ch ci dice chi sono i beneficiari del traffico d’armi ucraino-nazista: neonazisti, wahabiti e mafie 2, di certo non gli oppressi delle periferie francesi. Il regime ucraino-nazista trae la propria forza-virtuale dalla segregazione razziale e dal neoliberismo economico, di cui il deep state francese/israeliano, impegnato nella repressione della rivolta, è un ingranaggio a livello mondiale. La Francia, col proprio Impero coloniale, per secoli è stata in competizione con la Gran Bretagna nel costruire ‘’prigioni per popoli’’.

La sinistra liberal-globalista ed alcuni media ‘’alternativi’’, di fronte all’assassinio del giovane Nahel, non sono riusciti a nascondere la propria spocchia antipopolare. Il Partito Comunista Rivoluzionario di Francia(PCRF) ha pubblicato una prima analisi sulla criminalizzazione, da parte dei media di regime, della rivolta popolare rilevando il passaggio della Francia da regime-coloniale con una proiezione mondiale a ‘’capitalismo aspirapolvere’’ il quale – qin questo caso cito Lenin – ‘’si porta le colonie in casa ‘’:

‘’Senza grosse sorprese, i media borghesi non hanno atteso a riversare rapidamente la loro disinformazione. Alcune dichiarazioni e insinuazioni, che non sono né errori di comunicazione né osservazioni isolate, rivelano la costante fascistizzazione dell’apparato statale borghese. Mentre si fa riferimento alla “fedina penale” di Nahel, si arriva a relativizzare o addirittura a legittimare il suo omicidio con l’argomento della “presunzione di legittima difesa”. Ma il video mostra le prove dell’omicidio. E se la scena non fosse stata filmata, i media avrebbero subito trattato il caso come una “racaille” [feccia] che commetteva infrazioni stradali. La delinquenza è l’argomento preferito dai giornalisti borghesi da diversi anni (la proliferazione di feuilletons e documentari in televisione è abbastanza rivelatrice) e fa parte di una duplice strategia di diversione/divisione del popolo lavoratore e di amalgama/criminalizzazione delle azioni di protesta (si pensi all’assimilazione degli scioperanti ai ‘sequestratori’).’’ 3

Nella disamina di alcuni settori dell’informazione ‘’alternativa’’, in modo trasversale alla sinistra bianca, scompare il fattore di classe; la delinquenza dell’élite aziendale è speculare a quella delle mafie transnazionali. L’attuale Stato-francese è una sorta di Latin King (pericolosissima gang latinos) fattasi Stato, mentre negli Stati Uniti d’America Al Capone è al governo. La rivolta di fine giugno nasconde uno straordinario potenziale di classe, che tutto il mondo dell’informazione ‘’di regime’’ ed ‘’alternativa’’, nasconde criminalizzandola: seguendo degli step ideologici diversi, post-modernisti e tradizionalisti cadono, entrambi, nell’equivoco dell’etnopolitica.

La Federazione Russa sta di fatto guidando una rivoluzione di civiltà nella transizione ad un mondo multipolare, ma ciò non significa di certo l’abolizione del capitalismo. Va sostenuta, ma non acriticamente. L’Unione Sovietica, diversamente, ha dato una speranza di emancipazione a milioni di uomini venuti al mondo soltanto per soffrire; fra questi anche i “dannati della Terra” nelle banlieue.

https://www.ambienteweb.org/2023/07/06/le-armi-consegnate-a-kiev-utilizzate-per-le-proteste-in-francia/

https://www.sinistra.ch/?p=13713

https://www.resistenze.org/sito/te/po/fr/pofrng11-026408.htm

Maria Zakharova, - RTL 102.5

Fonte foto: da Google

 

1 commento per “L’Urss non avrebbe negato la propria solidarietà alla rivolta delle banlieue

  1. Federico Lovo
    26 luglio 2023 at 21:37

    anche sui trascorsi “geopolitici” del signor Korybko ci sarebbe da dire parecchio. “Geopoliticamente” sembra essersi riscattato negli ultimi anni (forse grazie al fatto di essersi allontanato dall’intelligence turco-erdoganiana per avvicinarsi alle istituzioni russe ??)… ma evidentemente continua ad essere il destroide anti-socialista/comunista che é sempre stato.

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