Osservazioni di un docente

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

Ricordo ancora, quando, in un dicembre di 8 o 9 anni fa, andai a vedere, al cinema d’essai Tiziano, il film _Lo sciacallo-Nightcrawler_ che proponeva il tema etico dei limiti estremi cui può spingersi il “quinto potere”, pur di conseguire successo e denaro. Il racconto verteva proprio sull’attività di un operatore televisivo che cercava di bruciare sul tempo la concorrenza, filmando incidenti stradali quasi nell’istante stesso del loro verificarsi. Ora, mentre quello del film era solo il frutto della fantasia di uno sceneggiatore, premonitrice quanto si voglia ma pur sempre di fantasia si trattava, ieri l’altro, come sapete, a Casal Palocco si è consumato il dramma di una famiglia, che si sarebbe potuto evitare benissimo, soltanto se la sociopatia di cinque inqualificabili ventenni non avesse raggiunto un parossismo disarmante. Adesso, non intendo dilungarmi su commenti moralistici o riflessioni filosofiche sulla generazione di giovani che è nata e cresciuta, incollata agli schermi digitali, tantomeno soffermarmi sulle gravissime motivazioni e azioni compiute da quegli sciagurati, dimostratisi indifferenti alla realtà circostante eccetto qualla virtuale, anche dopo l’omicidio (voglio chiamarlo proprio così, anziché “incidente”), quanto piuttosto interrogarci su quale sarà il destino penale che incomberà sul guidatore: secondo voi, sconterà qualche anno di galera nella “Terra dei Cachi”?

Cronaca di Roma | Novità sull'incidente a Casal Palocco: conducente  positivo a cannabinoidi

Fonte foto: da Google

 

1 commento per “Osservazioni di un docente

  1. Enza
    18 giugno 2023 at 7:37

    Alla domanda finale, rispondo no. Del resto, i genitori dei bravi ragazzi , secondo quanto riportano i giornali, avrebbero detto ai loro rampolli che si trattava solo di una bravata. Partiamo da questo. Che ci sta perfettamente nel contesto educativo e nel vuoto cosmico in cui brancolano i responsabili della morte di Manuel e chi li segue sui canali social.
    Minimizzare sarà la linea difensiva e sottolineare che non vi era alcuna intenzione di fare del male, per niente percepito dai youtuber che , anzi, volevano regalare emozioni divertenti al loro pubblico.
    Questo il punto : totale assenza della distinzione tra il bene e il male. Una generazione cresciuta così, abbandonata a se stessa e alla mirabolante tecnologia digitale, con adulti abdicanti al loro ruolo. Il video pubblicato da varie testate del padre del giovane alla guida del Suv,-un dipendente del Quirinale- è più esplicativo di qualsiasi analisi ed ipotesi.
    Vorrei osservare un’altra cosa, a parte le inefficienze della giustizia italiana e le facili astuzie degli avvocati, e cioè che i cretini dei social sono fauna accuratamente protetta. Rendono ottimamente al di là di ogni più rosea previsione e sono una garanzia assoluta per i grandi predatori che spadroneggiano nel pianeta.

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