La disonorevole storia della famiglia Mattarella

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Foto: L’Unità

La vittoria del ‘’no’’ al referendum dello scorso 4 dicembre non ha certo scosso le fondamenta della borghesia ‘’compradora’’ italiana che – sulla linea dettata da Usa ed UE – nomina capo di governo Paolo Gentiloni, uomo dell’UE ed ammiratore della politica razzista e genocidiaria di Israele. Aveva ragione Pasolini: ‘’la borghesia italiana è la più sozza borghesia europea’’.

Mattarella, già da qualche giorno, si è affannato nel dare garanzie a Washington e Bruxelles ma, referendum a parte, USA e Germania non hanno nulla da temere: senza un reale progetto politico alternativo ed antagonista al neoliberismo ed al militarismo della NATO l’oligarchia al potere avrà sempre un nuovo fantoccio da imporre al “popolo italiano”. Sergio Mattarella è il tipico prodotto della borghesia italiana di provenienza democristiana approdata, dopo il 1991, al fanatismo ‘’americanista’’ e sionista.

Qualche mese fa alla Riunione Planetaria della Commissione Trilaterale, il ‘’nostro’’ presidente si è speso in un tanto imbarazzante quanto vergognoso elogio di David Rockefeller, rampollo della famiglia capitalista statunitense che vendette lo Ziklon B ad Hitler, contribuendo così alla pianificazione della Shoah. Ecco il ‘’capo dello Stato’’ che rende gli onori agli architetti dell’ “economicidio” in corso: ‘’Un caldo saluto, strusciando sui tappeti, a Carlo Secchi, presidente del gruppo italiano, a Jean-Claude Trichet, ex Bce, presidente del gruppo europeo, a Vincenzo Amendola, renziano del Pd, allora sottosegretario di Stato agli Esteri. Era il 15 aprile, con le sale del Quirinale tirate a lustro per omaggiare la Commissione Plenaria della Trilaterale e con Mattarella, presa la parola, a fare da sacerdote, benedicendo la grande intuizione di David Rockefeller, padre della commissione’’ 1. Secchi, Trichet, Rockefeller, Draghi, tutti personaggi che, se il diritto internazionale trovasse senso ed applicazione, meriterebbero una seconda Norimberga ma Mattarella non fa altro che mettersi in ginocchio: ‘’Siete i benvenuti – dice – questa è la (falsa) Repubblica del capitale transnazionale’’. Rockefeller comanda, Mattarella si mette sull’attenti e Gentiloni continuerà ad eseguire, esattamente come Matteo Renzi.

Qualche mese fa, Mattarella andò a rendere gli onori all’imperialismo israeliano compiacendo la lobby sionista italiana. Una vera rottura con la posizione ‘’neutrale’’ della borghesia europea ma soprattutto uno schiaffo, dato a tradimento, a quei leader che qualche decennio fa denunciarono lo strapotere del lobbismo pro-Israele: Charles De Gaulle, Olof Palme e Sandro Pertini. Israele completa la pulizia etnica della Palestina, si permette di insultare l’ONU e i suoi kapò irridono i cittadini italiani colpiti dal terremoto – ‘’punizione divina’’ – ma Mattarella che fa? Vola a Tel Aviv, si mette in ginocchio e dice: ‘’La nostra è un’ alleanza che nessuno può distruggere’’. Domanda: Mattarella si genuflette alla mafia israeliana? Suo padre – sosteneva Danilo Dolci – si è inginocchiato a quella siciliana ed italo-americana.

La storia della famiglia Mattarella è, dall’inizio alla fine, ambigua, con poche luci e molte ombre. Il padre di Sergio, Bernardo Mattarella, era un nemico dell’attivista pacifista e anti-militarista Danilo Dolci. I documenti parlano chiaro e il collaboratore di giustizia Francesco di Carlo ammise “Il vecchio Bernardo Mattarella, padre del capo dello Stato, mi fu presentato come uomo d’onore di Castellammare del Golfo. Me lo presentò tra il ’63 e il ’64 il dc Calogero Volpe, affiliato alla famiglia di Caltanissetta, che aveva uno studio a Palermo’’ 2. Il giornalista Aaron Pettinari, su Antimafia Duemila, scrive : ‘’Anche il sociologo Danilo Dolci nel ’66 aveva scritto riguardo ai rapporti con Cosa Nostra di Mattarella padre e Calogero Volpe, che era l’uomo più potente della Dc di Caltanissetta, e così venne querelato e condannato per diffamazione dal tribunale di Roma’’.

Il dossier Casarrubea, del resto, ci rivela come Bernardo Mattarella fosse un doppio-giochista, un conciliatore degli anglostatunitensi con gli interessi della borghesia siciliana collusa con la mafia:

‘’E’ interessante il passo su Mattarella. L’agente “Z Sicana”, un double agent siciliano, riceve dall’uomo politico democristiano alcune “confidenze” sul viaggio di Aldisio a Roma e sui suoi colloqui con il ministro Casati. Per quale scopo Mattarella informa la misteriosa fonte dell’Oss sulle attività dell’alto commissario per la Sicilia? Ha, cioè, compiti di “controllo” su Aldisio? O è semplicemente una delle innumerevoli fonti inconsapevoli di cui si servono gli americani per i loro progetti sull’Italia? Un esempio, ma non sappiamo quanto ingenuo, è Giulio Andreotti dal quale l’agente JK12 per conto dell’Oss apprendeva notizie su ciò che faceva De Gasperi nei suoi uffici. Documento class.: segreto. Destinatari: Whitney Shepardson, capo del Si, e Earl Brennan, capo del settore italiano del Si (Washington). Mittente: Vincent J. Scamporino, responsabile del Si in Italia, teatro delle operazioni nel Mediterraneo. Titolo: Il generale Castellano presenta ad un funzionario del Dipartimento di Stato un piano per affrontare la questione siciliana . Cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 150, f. jp-1300. Il documento prova l’esistenza di contatti politici tra le autorità americane (Castellano è, dal punto di vista militare, alle loro dipendenze) e le alte sfere della mafia’’ 3

Tutte cose denunciate da Danilo Dolci il quale si tirò dietro l’ira dei clan e degli USA. Insomma, Mattarella ha una storia di lungo corso, una fedeltà comprovata agli statunitensi ed ora agli israeliani, e per questa ragione il suo prescelto è Paolo Gentiloni, forse il peggior ministro degli esteri della storia d’Italia. Le oligarchie non si rinnegano, vanno avanti per la loro strada, referendum a parte.

Sergio Mattarella raccoglie l’eredità del padre, rampollo della borghesia affaristica siciliana e finisce a Tel Aviv giurando fedeltà al sionismo. Paolo Gentiloni è indirettamente un apologeta del Fronte Jabat Al Nusra e soprattutto dei neonazisti di Pravy Sektor. Sono loro che daranno garanzie alla BCE, al FMI e ai signori di Washington, Bruxelles e Tel Aviv. Renzi e Napolitano hanno già adempiuto al loro compito, tocca ad altri farsi valere dimostrando di essere degli ascari ‘’per bene’’, dei clown per tutte le stagioni.

http://umbvrei.blogspot.it/2016/12/mattarella-e-lintuizione-di-rockefeller.html?spref=fb

http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/59586-il-pentito-di-carlo-accusa-il-padre-di-mattarella-e-uomo-d-onore.html

https://casarrubea.wordpress.com/2015/02/27/i-negoziati-mafia-cln-e-il-futuro-della-sicilia/

9 commenti per “La disonorevole storia della famiglia Mattarella

  1. Daniele Moretto
    12 dicembre 2016 at 11:25

    Se i borghesi han decapitato la monarchia assoluta, il popolo rovescerà la borghesia, a condizione che facciano tesoro, tra le altre cose, della lezione anzi dell’eredità di Danilo Dolci, che ci ha indicato contenuti e metodo per debellare il virus del dominio.

  2. luciano_navarro
    3 novembre 2017 at 21:25

    un solo nome…AMSHEL MAYER – ALIAS “ROTHSCHILD” IL DEMONE SIONISTA FINTO EBREO CHE DOMINA IL GLOBO!

  3. Marinella
    24 giugno 2019 at 8:09

    Io… non sono nessuno o meglio sono una italiana pensante che si fa sempre mille domande e cerca qua e là le risposte ove ce ne siano! Per capire la triste situazione italiana, guardo agli uomini politici e di potere, a chi sono e da dove provengono. Le letture che intraprendo mi lasciano sempre di più costernata e triste , perché capisco quanto difficile sia e sarà … riappropriarsi della propria sovranità!!!!

  4. Adri
    16 settembre 2019 at 16:29

    Secondo me sotto sotto il Presidente Mattarella deve essere ebreo o con antenati
    ebrei
    solo cosi’ si puo’ spiegare il continuo martellamento di cerimonie sulla memoria dichiarazioni filo sioniste, nomina della Segre a Senatore a vita (con quali meriti?)
    ogni giorno su tutti i telegiornali
    l’ultiama dichirazione sull’importanza della cultura ebrea in italia
    siamo italiani o ebrei ? a volte qualche dubbio viene

  5. Santamaria Salvatore
    8 novembre 2019 at 18:08

    Arridatece er Puzzone !

  6. 24 aprile 2020 at 0:21

    Come si vede anche Mattarella ha i suoi scheletri nell’armadio. Ha trovato nella vita tante persone che lo hanno aiutato da professore universitario a ministro della difesa con il governo Amato fino a diventare Presidente della Repunbblica, Auguro a tutti nella vita di trovare situazioni cosi’ favorevoli nella realizzazione dei propri sogni.

  7. 16 maggio 2020 at 11:32

    Tra il Febbraio del del 1955 e la fine del 1963 ho lavorato in un’azienda siciliana con sede a Roma (De.Ca. Srl di proprietà di Giuseppe D’Angelo sposato in seconde nozze con Maria Felice (mi sembra di ricordare che fosse della famiglia Gangi) Pirri Ardizzone – la famiglia prioprietaria all’epoca del Giornale si Sicilia. La società aveva sede a corso Rinascimento 7, a poca distanza dal Senato. Molto frequentemente veniva ad incontrarsi col proprietario dell’azienda, accompagnato dal suo segretario Giovanni Gioia, l’On. Bernardo Mattarella. Ho ascoltato spesso telefonate con Palermo di cui non percepivo l’oggetto. Ma il tono dei chiamanti era quello di chi impartiva disposizioni. Gli interlocutori in Sicilia erano quasi sempre Salvo (Lima) e Salvino (Lagumina). Nello stesso periodo frequentava l’ufficio (presentato da Mattarella) un venezuelano di nome Fima Ruchman, dipendente di alto grado del gruppo cartario Kruger. Il Ruchman che aveva uno yacht ancorato nel porto di Anzio era in realtà un agente della CIA. Aveva a Roma un ufficio quasi di fronte all’ambasciata degli USA e aveva come incarico di copertura la costruzione di una cartiera in Italia, la cui realizzazione con macchine ordinate alla Beloit veniva bloccata ogni volta che si avviava alla realizzazione.
    Questo per introdurre il discorso sulla famiglia Mattarella.
    Dunque papà Bernardo era senza alcun dubbio il referente politico (nella DC) della onorata società e della CIA fin da quando, come OSS, i servizi americani avevano coordinato lo sbarco in Sicilia con l’aiuto della mafia locale alla quale avrebbero riconsegnato i boss divenuti italoamericani.
    Alla fine degli anni 50 nella zona intorno all’ufficio dove lavoravo era fiorita come per incanto una marea di picciotti che per qualche ragione avevano dovuto lasciare la Sicilia. A trovar loro lavoro erano stati sicuramente i miei datori di lavoro, su richiesta di papà Bernardo.
    Tralascio le altre questioni (Danilo Dolci e co. piuttosto note)
    La famiglia Mattarella curava gli interessi della grande borghesia siciliana e l’entrata in politica di Sergio è stata sicuramente dovuta all’omicidio di Piersanti che come primogenito era già al pezzo da molti anni. La mia impressione su Piersanti è che, a un certo punto, ci sia stato qualcosa che non ha più funzionato come voleva la mafia, dopo tanti anni di corresponsione di amorosi sensi. Sergio, fino ad allora più appartato, è entrato in politica per prendere il posto del fratello con una posizione più defilata. A quel momento il referente era Salvo Lima che poi ha fatto la fine di Piersanti per uno sgarro simile, all’atto della conferma della condanna in cassazione per gli “amici” nel famoso processo.
    Giovanni Gioia che era l’assistente di Bernardo era stato un interludio tra papà e Lima, dandosi da fare soprattutto per fini personali. Ricordo un episodio quando era ministro delle poste: dopo un aumento di tariffe annunciato alle aziende di vendita per corrispondenza si recò personalmente a trattarne la mazzetta per la dilazione dell’entrata in vigore. Generalmente queste faccende le sbrigava un sottosegretario.
    L’altro personaggio che veniva sempre contattato nelle telefonate romane, Salvino Lagumina che credo a quell’epoca era un funzionario del Banco di Sicilia, fece poi carriera locale come presidente della Confindustria siciliana e del Palermo calcio (http://gds.it/2011/06/14/si-e-spento-salvino-lagumina-161837_192221/).

    Tutto questo a semplice testimonianza che certo Sergio Mattarella non è entrato in politica perché spintovi dal popolo, e il ruolo ricoperto in passato di Ministro della Difesa ne è un’altra testimonianza. Anche lì, come per la presidenza della repubblica, non si viene nominati senza l’approvazione USA.

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