5 euro per L’Interferenza

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Ragazzi/e, ce ne dicono di tutte e di più: i sionisti che siamo antisemiti, i cosiddetti “rossobruni” che siamo per metà vetero marxisti (marxisti sicuramente ma vetero proprio no…) e per metà “radical di sinistra” (va bè, tiremm innanz, come si suol dire…), i “politicamente corretti di sinistra” che siamo veterostalinisti e mezzi “rossobruni” (stendiamo un velo anche in questo caso..), gli stalinisti che siamo una specie di ibrido fra idealisti di sinistra e trotzschisti (facciamo che questa la prendiamo bonariamente…), le femministe (manco a dirlo…) che siamo maschilisti reazionari, i neofascisti e i “neodestristi” di ogni specie che siamo i soliti scontati antifascisti (e questo ci sta, ma affatto scontati…), i liberal e i neoliberisti, di destra o di “sinistra”, che siamo degli anacronisti veterocomunisti (e detto da loro lo prendiamo come un complimento…), i “sovranisti” che siamo “anime belle” internazionaliste, i “cosmopolitisti”, di destra o di “sinistra”, che siamo “sovranisti” e nazionalisti …L’elenco potrebbe continuare…
Insomma, la verità la conosciamo solo noi e voi che siete i nostri lettori. E in ogni caso, come diceva un tale che se ne intendeva:” Per quel che ci riguarda, si tratti di un individuo, di un partito, di un esercito o di una scuola, io credo che la mancanza di attacchi da parte del nemico contro di noi sia una cattiva cosa, poiché significa che noi facciamo causa comune col nemico. Se siamo attaccati dal nemico, è una buona cosa, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una linea di demarcazione nettissima tra noi e il nemico. Se esso ci attacca violentemente, dipingendoci con i colori più cupi e denigrando tutto quello che facciamo, si tratta di una cosa ancora migliore, poiché ciò dimostra non solo che abbiamo stabilito una linea di demarcazione netta tra il nemico e noi, ma anche che abbiamo conseguito notevoli successi nel nostro lavoro”. (Mao Tse Tung)
E in effetti in questi anni siamo stati di volta in volta hackerati, censurati, oscurati, derisi, insultati, minacciati. L’Osservatorio sull’antisemitismo (un organismo sionista) ci ha addirittura inseriti in una lista di proscrizione tacciandoci di antisemitismo; una vergognosa, spudorata e cinica menzogna per la quale additiamo al pubblico disprezzo i suoi estensori.
Alla luce di tutto ciò sembrerebbe, dunque, anche alla luce dell’autorevole citazione di cui sopra, che stiamo lavorando bene, visto che gli attacchi nei nostri confronti non mancano di certo.
Quelli che mancano sono i soldi…nel ringraziare di cuore tutti/e coloro che ci hanno dato un loro contributo, comunque sia grandissimo, ciascuno in base alle proprie possibilità, invitiamo tutti gli altri che ancora non lo hanno fatto a fare altrettanto.
Se volete che continuino ad attaccarci, se volete contribuire a tracciare una linea di demarcazione ancora più netta fra noi e i nostri avversari, e quindi se volete che continuiamo a fare ancora meglio il lavoro che abbiamo fatto finora, dateci una mano. Il vostro contributo servirà, se avremo le risorse necessarie, a formare nuovi giovani giornalisti non asserviti al sistema mediatico, promuovere convegni, seminari, pubblicare libri.
Noi ce la stiamo mettendo tutta.

 

Sono tre anni che L’Interferenza è in rete.

Non abbiamo fatto sconti a nessuno, neanche a noi stessi. Di tutto ci si può rimproverare tranne di non essere stati fedeli a quanto avevamo promesso fin dal primo numero. E cioè che questo giornale non era stato concepito per rassicurare ma per perturbare, per affrontare qualsiasi argomento fuori da ogni liturgia, luogo comune o schema preconfezionato. Avevamo promesso che avremmo portato una critica feroce all’ideologia “politicamente corretta”, e abbiamo mantenuto quella promessa. Avevamo detto che avremmo affrontato tutti i temi, anche i più scabrosi, anche quelli considerati intoccabili. E lo abbiamo fatto, con le nostre idee, senza nessuna mediazione e senza alcun timore di essere scomunicati da nessuno/a. Abbiamo subito anche delle censure, come alcuni di voi ricorderanno, e in qualche caso, anche delle minacce o degli “inviti a desistere”, ma non ci hanno certo intimorito.

Abbiamo sicuramente commesso degli errori e ci sono anche state mosse delle critiche, come è normale e giusto che sia, da parte di alcuni lettori e lettrici. E noi abbiamo fatto e faremo tesoro di quelle critiche e cercheremo di fare del nostro meglio per migliorare la qualità di questo nostro piccolo ma prezioso strumento di informazione e riflessione. Ma nessuno, mai, ha messo in discussione la nostra coerenza e la nostra onestà intellettuale. E questa è stata e continuerà ad essere la nostra forza.

Per questa ragione, forti della stima e della considerazione che ci siamo conquistati presso i nostri lettori e le nostre lettrici, chiediamo a tutti/e voi di fare un piccolo sforzo. Fino ad ora siamo andati avanti solo in virtù della nostra passione, e continueremo a farlo, ma se ci date un piccolo aiuto finanziario, saremo in grado di continuare a fare ancor meglio e con ancora più forza, quello che abbiamo fatto fino ad ora.

5 euro all’anno per L’Interferenza. Questa è la parola d’ordine e questo è quello che vi chiediamo. Se tutti i nostri lettori, e ormai sono migliaia, sottoscrivessero 5 euro all’anno (ho scritto all’anno, non al mese…), potremmo già fare un grande balzo in avanti (se poi qualcuno/a ce ne volesse dare 10 o 50 non ci offendiamo…).

Non abbiamo nessun genere di finanziamento da parte di chicchessia. E meno male. Non lo vogliamo neanche e ci guardiamo bene dal cercarlo. L’unico aiuto che vogliamo è quello di chi ci legge, di chi ha a cuore questa voce libera, talmente libera che spesso fa anche incazzare chi ci è più vicino. Ma è proprio questo che è chiamato a fare un giornale realmente libero e fuori da qualsiasi coro. E questa – il nostro essere fuori da ogni coro – è una certezza. E chi ci segue, ben lo sa.

Sulla homepage in alto a sinistra, troverete le indicazioni per poter effettuare la sottoscrizione. E’ molto semplice, basta un click e una carta di credito; in alternativa, chi non disponesse di carta di credito, può effettuare un bonifico sul nostro conto corrente bancario.

Restiamo in attesa. Dei fatti, non delle chiacchiere. La libera informazione, e ancor più quella politicamente scorrettissima come la nostra, è un “lusso” che ci dobbiamo meritare.

 

 

10 commenti per “5 euro per L’Interferenza

  1. antonio colaiacomo
    19 settembre 2016 at 15:25

    non si riesce ad effettuare la donazione con la carta am. express

  2. Ethans
    30 luglio 2017 at 1:19

    Mamma mia… quand’è che voi filosofi del “bla bla bla” scollerete il culo dalla tastiera e vi deciderete ad imbracciare un mitra? No perché tutti i vostri panegirici oracolari non avranno mai la potenza di una P38, siete consci di questo, vero? Provocazione la mia, sia chiaro… e mi scuso in anticipo, ma tant’è… vi voglio bene… tanto ma tanto amore…

    • raffaella
      30 luglio 2017 at 10:41

      Scusa…Ma è proprio sicuro che oggi ci si possa scuotere solo al rumore ,ahimè diventato solito, di una P38 o di una raffica di mitra??
      Non so quale ” filosofo” diceva Le Parole come Pietre”…altro che blablabla…W L INTERFERENZA

      • Ethans
        30 luglio 2017 at 13:14

        No ma guarda hai ragione sai? È che a volte mi parte l’embolo. Vedere tutto sto immobilismo mi fa sclerare. Il gigantismo delle multinazionali, la devastazione della piccola e media impresa, la politica non pervenuta, milioni di persone costrette a una vita precaria. E nessuno muove un dito. È vero, contro lo strapotere delle elite anche la P38 farebbe il rumore di un sassolino in un oceano.

        • ARMANDO
          4 agosto 2017 at 21:36

          Appunto. P38 o robe simili signficano disperazione, significa essere fuori dalla realtà, significa aggiungere lutti a lutti, oltre a essere catastrofiche. Iniziamo, nei limiti della realtà e quindi del possibile, ad adottare comportamenti e stili di vita che siano estranei ai meccanismi di questa società e non recuperabili. Uno stato mentale che alimenti comportamenti etici che si diffondano, crescano fino a diventare massa critica. Ci vorrà molto tempo per cambiare qualcosa in modo significativo, tanto che difficilmente io vedrò qualcosa. Ma non c’è altra strada, non scorciatoie, non momenti x, non prese del palazzo d’Inverno. Insomma una rivoluzione silenziosa e disarmata, del quotidiano, del giorno dopo giorno. Gandhiana? Non saprei proprio ma non è questione di definizioni.

          • dante
            5 agosto 2017 at 14:36

            Campa cavallo Armando,ho sempre apprezzato i tuoi interventi ma qui rimango perplesso,vero è che la P38 è un’arma in mano ai globalisti ma la tua soluzione mi pare una rinuncia alla lotta,in un mondo nel quale anche solo parlare di disobbedienza civile è utopia sperare che le cose vadano a posto da sè non è improbabile ma impossibile,la storia insegna che a smuovere le masse sono quei pochi mai il contrario negare o rinunciare a questo significa servire su di un piatto d’argento la sottomissione.

            Con stima e rispetto, Dante

  3. Ethans
    6 agosto 2017 at 0:21

    Ma veramente Armando credi di poter cambiare qualcosa con le parole? Veramente pensi che “adottando comportamenti e stili di vita estranei ai meccanismi di questa società” serva a modificare le dinamiche sociali? Certe persone capiscono solo la legge del bastone, ci vuole una forza che faccia da contrappeso alla metastasi creata ad hoc da ‘sti figli di “puritana”. Altro che storie, altro che “blablabla”. Con incondizionata stima.

    • raffaella
      6 agosto 2017 at 10:43

      ” Rivoluzione? Rivoluzione?
      Per favore , non parlarmi di rivoluzione…
      Io so benissimo cosa sono è come cominciano: c è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non leggono i libri e gli dicono” Qui ci vuole un cambiamento”.
      È poi i più furbo di quelli che leggono i libri si siedono attorno ad un tavolo , e parlano parlano è mangiano .
      E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti….Ecco la tua rivoluzione ….Sai che succede dopo….NIENTE…TUTTO TORNA COME PRIMA!!!”(Juan Miranda da ” Giù la testa”)

      • Fabrizio Marchi
        6 agosto 2017 at 11:23

        Bellissimo film (che conosco a memoria) e bellissimo pezzo. Però, va anche detto che il film prosegue…e prosegue anche la rivoluzione…insomma, non tutto torna sempre come prima…la storia dell’umanità è lunga e complessa…e visto che siamo in Sudamerica (il film è ambientato durante la rivoluzione messicana) colgo l’occasione, sempre a proposito di rivoluzioni, di ribadire il nostro convinto sostegno alla rivoluzione bolivariana, con tutti i suoi errori e le sue contraddizioni, e al Venezuela chavista.

      • Ethans
        7 agosto 2017 at 14:25

        Rivoluzione o non rivoluzione e conscio della verità che si racchiude nelle parole di Rod Steiger (che è poi quello che penso anch’io), la passività generale di fronte al disequilibrio sociale che si è innescato grazie (grazie?) all’oligopolio di una manciata di aziende che hanno spazzato via ogni tipo di concorrenza di medie e piccole dimensioni mi lascia stupefatto e incazzereccio. E vomitando bile su bile mi chiedo se ci potrà mai essere (cit.) “guerra tra uno stivale e la formica”. Sicuro possiamo presumere con poco margine di smentita chi la spunterebbe.

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