Draghi dixit


Draghi non è più un uomo, è un moderno oracolo sacro, cui si deve dar ascolto per pura fede, a prescindere da quanto possa essere stato, a dir poco discutibile o decisamente sbagliato, quel che ha fatto e detto nel passato. La sua ultima divinazione è appena avvenuta di fronte alla platea dei giovani cattolici, con ambizioni da futura classe dirigente, al solito incontro (meeting) annuale di Comunione e Liberazione a Rimini.

In sintesi Draghi ha vaticinato che “L’Europa non ha potere né geopolitico né commerciale”; per lui “l’illusione è finita”. Si potrebbe liquidare questa sua ennesima uscita molto semplicemente ricordandogli che è stato uno dei maggiori artefici dell’illusione e, ancor più, della disillusione, che c’è sicuramente ma non è esattamente quella che intende lui. Anzi, è l’esatto opposto, ovvero la scoperta che l’UE non solo non è riuscita a sostituire la coesione garantita dai singoli Stati nazionali che la compongono – questo certamente perché non ha un’unica storia e ha dimostrato di non rappresentare interessi comuni – ma, cosa ancora più grave, perché è stata il grimaldello utilizzato dagli USA per imporci più facilmente, tramite le élite nominate (non elette) alla guida della UE, la sua supremazia e il suo modello, in primo luogo il neoliberismo e, finché è servito, il globalismo. E nell’utilizzo di questo grimaldello Draghi non è stato secondo a nessuno, anzi, si è distinto quanto a zelo. Ma liquidare tutto semplicemente ricordando il passato di Draghi sarebbe sbagliato.

Nel discorso di Rimini Draghi ha detto anche altro e soprattutto ha sottinteso altro ancora. Lui dice che l’UE è un fallimento ma che questo va risolto aumentando ancor di più gli stessi motivi del fallimento. L’UE è un fallimento perché i cittadini degli Stati componenti non si sentono rappresentati e sentono che i loro interessi spesso sono ignorati? La soluzione dell’oracolo è semplice, bisogna ridurre ancora di più lo spazio democratico, spostando il massimo del potere decisionale dai parlamenti nazionali alla Commissione europea e alla BCE, ossia a quegli stessi politici e tecnocrati che rispondono più a Washington che agli elettori europei. L’UE è un fallimento perché ha abbracciato il neoliberismo come sua religione e ha posto al centro di tutto gli interessi del mercato finanziario sacrificando l’economia reale e lo stato sociale? Bene, anche qui l’oracolo ha la sua soluzione controintuitiva, bisogna aumentare la centralità della grande finanza e tutelare le rendite finanziare. Come? Facendo debito pubblico europeo, pagando interessi a grandi investintori finanziari per comprare armi e gas statunitensi ad un prezzo esorbitante. Poco importa se l’economia reale e lo stato sociale crolleranno definitivamente, l’importante è tutelare gli investitori e i buoni rapporti col centro dell’impero d’Occidente.

Fonte foto: da Google

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