II filosofo Emanuele Franz, classe 1981, in questi giorni ha messo in atto una
peculiare protesta. Si è posto in ginocchio in pubblico con una tunica bianca.
La protesta ha lo scopo di favorire e sollecitare la discussione sull’edonismo.
Il filosofo, con la sua protesta
anomala, spiega un dato essenziale: una società che vive, affonda e degenera
nell’edonismo non può che essere incapace di discernere l’essenziale
dall’inessenziale. La corsa verso l’edonismo, vero il primitivismo di massa,
conduce a scegliere il piacere immediato. Non c’è riflessione alcuna sul senso
e sulle conseguenze di esso.
Si vive in una rincorsa nella quale
ciascuno strappa all’altro la possibilità di godere per godere in modo
esponenziale e irrazionale, mentre tutto va in rovina. L’edonismo senza
razionalità e concetto è l’inferno in terra. Solitudine e lotta darwiniana
rendono l’esistenza animalesca e brutale. L’altro è solo “piacere da consumare
o nemico da affondare”. In tale contesto, senza esserne consapevoli, si vive in
ginocchio dominati da pulsioni distruttive e in religiosa adorazione del potere
con i suoi slogan e con i suoi imperativi volti solo a godere e vincere. Lo
stato di guerra è perenne. Si viaggia e
si rincorre la vacanza dei sogni, dopo un anno vissuto da sfruttati e da
alienati, si può aggiungere, senza valutare un dato: l’indotto economico delle
vacanze sempre più accessibile si fonda sullo sfruttamento di tanti invisibili
lavoratori che nessuno vuol vedere. Si accetta lo sfruttamento dell’uomo
sull’uomo come un dato naturale. Franz Emanuele durante la sua singolare
protesta è spesso insultato e ha ben dire che coloro che lo insultano, perché è
in ginocchio, non sono consapevoli che essi vivono la loro vita in tale
posizione dinanzi al sistema, ma non provano scandalo. Un uomo in ginocchio,
forse, rammenta loro la verità della loro/nostra condizione e, pertanto, non la
si vuole vedere e non ci si vuole confrontare con essa. L’essere umano ritrova
la sua umanità in ginocchio, solo se riconosce la trascendenza e, dunque, la
sua condizione di creatura dipendente dall’Essere supremo (Dio). Solo dinanzi
al fondamento della vita è lecito inginocchiarsi. Dinanzi al potere l’essere
umano deve essere ritto sulle gambe del concetto.
La protesta interrompe il tedio estivo del “politicamente corretto” e la “fuga mundi” verso la vacanza, mentre le guerre bruciano il pianeta e la politica italiana mostra la sua assoluta inadeguatezza nel rispondere ai drammi etici ed economici che attraversano la patria devastata dall’edonismo decerebrato e in cui si vive come se non ci fosse un domani. Si spera che la sua protesta possa essere d’ausilio per capire il nostro tempo e contribuire ad elevare la coscienza sociale ed etica, anche di pochi, poiché ben sappiamo che “poco sale” può donare sapore e dare profondità alla totalità sociale.
Fonte foto: da Google