La
Dottrina Trump concernente il rilancio della Dottrina Monroe non è slegata
dalla “guerra senza fine” sistematizzata dall’amministrazione Bush e
perseguita, con alcune variazioni interne, da tutte le amministrazioni USA.
Adottando questo approccio metodologico, comprendiamo come la distruzione
delinquenziale del Bacino dei Caraibi trovi la propria pianificazione il 9 marzo
2015, quando Barack Obama tramite decreto definì il Venezuela bolivariano una
minaccia alla sicurezza interna USA. La “sinistra imperiale”, eludendo
qualsiasi normativa di diritto internazionale, ha fatto da apripista al fascismo
trumpiano mettendo di fatto in discussione l’idea stessa di civiltà, un aspetto
inquietante dell’odierna lobby progressista oramai diventata una costola del
neoconservatorismo USA e del revisionismo ebraico.
Nel
2002, il presidente Hugo Chavez mandò a Parigi due esponenti del governo per
discutere col presidente della Rete Voltaire le nuove strategie di
guerra USA1, oramai passate ad uno step successivo rispetto alle
cosiddette “rivoluzioni colorate”: si tratta di una guerra pianificata
esternamente da CIA e Pentagono, un conflitto “eterno” che
rigettando l’idea di Stato nazionale minaccia tutte le società latino-americane
al di là della dicotomia “destra/sinistra”. I neoconservatori americani, rilanciando
il pensiero di Leo Strauss, considerano il caos uno strumento per instaurare su
scala mondiale una dittatura liberal-globalista distruggendo gli stessi
eserciti dei Paesi non globalizzati. In Siria, con la demolizione programmata da
CIA e Mossad del Partito Bath, la nazione è stata
de-militarizzata diventando il parco giochi d’una banda di stupratori acclamati
da USA, Ue ed Israele.
Le
tappe della dottrina della “guerra eterna” sono tre:
- La
distruzione dei simboli dello Stato moderno, nel caso venezuelano raffiguranti
il liberatore Simon Bolivar ed il socialista radicale Hugo Chavez.
- Militarizzare
le gang criminali, armando il sottoproletariato depoliticizzato e la borghesia “vende-patria”.
- L’organizzazione
di operazioni “falsa bandiera”, ovvero attentati sanguinosi sotto la
regia degli apparati d’intelligence statunitense con la finalità di
terrorizzare la popolazione locale.
- Per
finire, secondo la dottrina Obama gli USA avrebbero inviato sul posto mercenari
stranieri, mentre Trump propende per un intervento diretto.
Un documento declassificato daThe Gray zone rilanciato dal
giornalista investigativo Max Blumenthal, sempre molto aggiornato sulle
operazioni d’intelligence statunitensi ed israeliane, ci aiuta a comprendere la
linea di Donald Trump in Venezuela:
“Ha
firmato un contratto da 221 milioni di dollari con il venezuelano Juan Guaidó,
mentre gli Stati Uniti tramavano in pubblico e in privato per designarlo
legittimo presidente del Paese.
Alti
funzionari di Trump, tra cui Elliot Abrams, John Bolton, il massimo funzionario
della CIA in America Latina e un importante consigliere del Consiglio di
Sicurezza Nazionale, sembravano essere a conoscenza del suo piano di invasione
e potrebbero essere stati coinvolti nella sua pianificazione.
I
soci di Trump hanno fondato una società losca per perseguire profitti nel
Venezuela post-Maduro, dopo che un socio di Guaidó li aveva esortati ad
“agire ora, trovare aziende e farsi pagare”.
La
CIA e un’agenzia di propaganda legata all’intelligence chiamata The Rendon
Group hanno sabotato infrastrutture cruciali del Venezuela “per circa un
decennio”.
Una
proposta consegnata all’ufficio del vicepresidente Pence includeva piani per
condurre operazioni “sotto falsa bandiera” in Venezuela, diffondere
l’epatite all’interno delle forze armate del paese e finanziare i piani
attraverso l'”espropriazione” di “farmaci”.
Roen
Kraft, un ricco finanziatore legato all’intelligence reclutato per finanziare
alcuni aspetti dell’operazione, ha dichiarato all’FBI di aver concluso che
“se i venezuelani vedono qualcosa, la ruberanno”, accusando gli amici
di Guaidó di essersi intascati 200.000 dollari in aiuti umanitari.
I
partecipanti al complotto hanno dichiarato all’FBI di considerare l’opposizione
venezuelana irrimediabilmente corrotta dopo aver visto i suoi leader sperperare
ingenti somme “in prostitute, bottiglie di vino da migliaia di dollari e
appuntamenti per manicure per le loro fidanzate”. 2
Data
l’inconsistenza dell’opposizione venezuelana, Trump potrebbe propendere per una
aggressione diretta omettendo almeno due fattori rilevanti:
- L’incapacità
dell’esercito nord-americano di controllare il territorio venezuelano, il quale
si presta alle tecniche di guerriglia (imboscate e combattimenti corpo a corpo)
una strategia bellica per la quale i soldati USA non hanno mai avuto un
adeguato addestramento.
- La
presenza della giungla che renderebbe impossibile (a differenza della
distruzione delinquenziale della Serbia) l’utilizzo dei droni.
Incapaci
di vincere una guerra territoriale, gli USA rimangono una potenza navale, nonostante
ciò il supporto militare russo – come spiega l’analista strategico Valentin
Vasilescu – ne annullerebbe la supremazia marittima:
“Tale obiettivo è facilmente raggiungibile con il
missile ipersonico russo Zircon, che ha una portata di mille chilometri, e con
il missile da crociera Kalibr 3M-54, che ha una portata di 1.400 chilometri. Se
il Venezuela avesse questi missili potrebbe colpire la spedizione navale
statunitense a sud delle Bahamas, a 500 chilometri da Miami. Tuttavia, non
credo che la Russia doterebbe il Venezuela di missili Zircon e Kalibr. Potrebbe
in compenso proporle sistemi Bastion e missili aria-aria Kh-59MK2, con raggio
d’azione di 550 chilometri, utilizzabili sugli aerei Su-30.” 3
Un Venezuela equipaggiato dalla Federazione Russa e col
supporto d’intelligence cinese (cosa alquanto probabile) renderebbe vano
l’intervento militare nord-americano, respingendo l’ennesima aggressione
imperialista iniziata da Obama e portata avanti da Trump.
Incapace di vincere una guerra convenzionale “di terza
generazione”, il complesso militare-industriale USA è come una
bestia ferita: nessuno è disposto a dargli il colpo di grazia, ma tante potenze
emergenti (Russia, Cina, Iran, Colombia, ecc..) accompagnerebbero volentieri il
Pentagono al cimitero.
https://www.voltairenet.org/article205149.html
https://thegrayzone.com/2025/11/12/wh-insiders-knew-of-venezuela-coup/
https://www.voltairenet.org/article205455.html
Fonte foto: Remocontro (da Google)