Operazione Aspides: l’industria bellica italiana agli ordini del neofascismo israeliano

L’imperialismo ‘’straccione’’ italiano ha lanciato, su mandato dell’Unione (imperialista) Europea, l’Operazione Aspides la quale – a detta del giornalismo lubrificato di regime – si differenzierebbe da quella condotta, in modo alquanto fallimentare, dagli anglosassoni, perché ‘’puramente difensiva’’. Dopo una attenta disamina dei fatti, possiamo appurare che la verità geopolitica è diversa. Gli elementi caratterizzanti l’Operazione Aspides sono, compendiando la questione, due:

  • L’assorbimento del deep state italiano nel complesso militare-industriale israeliano contro alcuni obiettivi geopolitici strategici: es. Iran, Yemen e Libano, l’Asse della Resistenza sciita. L’Italia, dallo sgretolamento della Prima Repubblica, condivide la medesima prospettiva geopolitica di Tel Aviv, ovviamente da una posizione di sudditanza: la costruzione della ‘’Grande Israele’’.
  • L’incapacità del polo imperiale europeo, comprese Francia e Germania, di rimettere in discussione il ruolo degli Stati Uniti in quanto prima potenza imperialista mondiale. L’imperialismo del XXI sec. è unilaterale.

Il giornale online d’analisi geopolitica, con una particolare attenzione sulle questioni militari, Analisi Difesa, ci dà una panoramica concernente l’entusiasmo degli armatori dinanzi il voto espresso, il 4 marzo, dal Parlamento italiano; l’Italia, per conto di Washington, si prepara ad uccidere innocenti. Leggiamo:

“Aspides – prosegue Messina – è una missione ideata, organizzata e condotta a livello europeo e fornisce un segnale importante di virata sia nell’ottica di una collaborazione nel campo della difesa sia in quella che traguarda una cooperazione sempre più concreta nella protezione degli interessi comunitari sul mare. In poco tempo Le compagnie di navigazione hanno saputo riorganizzare la catena logistica, anche attraverso la circumnavigazione dell’Africa, garantendo efficienza, frequenza e regolarità dei servizi, tramite nuova capacità di trasporto impiegata.

L’armamento, poi, in questa circostanza così grave, ritrova e rafforza una solida e proficua collaborazione con la Marina Militare, che in tale operazione ricopre un ruolo di primo piano” 1

L’industria bellica comanda ed i neocons post-missini, col plauso della lobby progressista, eseguono. L’Operazione Aspides è il prodotto dell’alleanza strategica fra la lobby degli straussiani USA, i sionisti-revisionisti ed il‘’nazionalismo integralista’’ ucraino: Roma, dimostrando scarsa lungimiranza nella rilettura degli assetti geografico-strategici, ha coinvolto una potenza sub-imperialista delle banane nelle dinamiche della ‘’guerra non convenzionale’’ detta anche ‘’di quinta generazione’’.

 

L’industria bellica italiana al servizio del neofascismo israeliano

La co-responsabilità della Leonardo-Finmeccanica con Israele e l’Arabia Saudita nei genocidi in corso nella Terra di Palestina e nello Yemen è stata – anche su L’Interferenza– ampiamente documentata, riportando nel corso delle disamine fonti inoppugnabili. Il web e la cyber-security, quindi le Scienze investigative e la ‘’manipolazione ideologica’’ delle discipline forensi, sono il prossimo campo di conquista della lobby israeliana, offrendo alla Leonardo un ruolo da autentico capo-mafia.

Il 3 e 4 ottobre, il centro congressi “La Nuvola” di Roma ha ospitato il CyberTech Europe 2023, il maggiore evento europeo sul tema spinoso della cybersecurity. Ad organizzare l’iniziativa abbiamo la “piattaforma di networking” Cybertech Global, la Leonardo-Finmeccanica e Accenture, una società nota nel capo delle consulenze internazionali. Il giornalista d’inchiesta Antonio Mazzeo riporta i termini strategici della posta in gioco, attraverso un articolo estremamente dettagliato da cui traiamo spunto:

“A CybertTech Europe vengono affrontati i temi più attuali in materia di protezione e sicurezza, con focus quali la difesa attiva e il principio di zero-trust, anche guardando al futuro con SuperTech e tecnologie di nuova generazione, come l’apprendimento automatico avanzato e l’intelligenza artificiale”, spiegano i manager di Leonardo SpA. “Vengono organizzate sessioni dedicate a specifici settori, tra cui la Sicurezza Cloud, il FinTech, lo spazio, le infrastrutture critiche, la sicurezza marittima e dei trasporti, e gli investimenti nella cybersicurezza. Vengono inoltre trattati temi quali il Quadro Strategico Europeo per la Sicurezza Informatica, l’utilizzo dell’IA nella cybersecurity e della cybersecurity nell’IA” 2

La Comunità ebraica romana, sezione italiana dell’estrema destra sionista, non ha perso occasione per mettere in bella mostra la propria macchina della morte: “Per l’occasione l’Ambasciata dello Stato d’Israele, Paese leader nel settore, ha organizzato un proprio padiglione, dove ha ospitato numerose start-up, tra cui figuravano imprese come AimBetter, Cinten, ItsMine, Orchestra Group, Perception Point, Rescana, Seraphic Security, Sling e Symmetrium”; “Altre società più affermate, come Checkpoint, CyberArk, Cybergym, SentinelOne, Terafence e XM Cyber, hanno invece allestito i propri boots. La maggior parte di queste aziende sono accomunate da un innovativo uso dell’intelligenza artificiale associato alla cybersicurezza: sono infatti numerose le minacce che aziende e governi devono affrontare, a partire dal furto dei dati sensibili. Le start-up israeliane invitate in questa rassegna utilizzano le enormi potenzialità dell’IA sia per prevenire che per contrastare i numerosi attacchi hacker a cui sono soggette ormai quasi tutte gli enti pubblici e privati”(Ibidem). Quando le classi sovrastanti parlano di ‘’attacchi hacker’’, in realtà, vogliono distruggere il giornalismo antimperialista; la ‘’guerra cognitiva’’, sistematizzata dalla Cambridge Analitica, è l’unica minaccia per ciò che resta della ‘’democrazia borghese’’.

Lo scacchiere mediorientale, nella costruzione d’una nuova Architettura di potere, rappresenta un banco di prova per la declinazione delle nuove tecnologie, dal cyber-spionaggio al mRNA, nel settore bellico. Quando questa kermesse ha avuto inizio, il governo Netanyahu aveva già pronta la disposizione concernente il genocidio su basi industriali dei palestinesi di Gaza. L’Italia, ancora una volta, ha dimostrato d’essere (per dirla con Lenin) un ‘’imperialismo straccione’’.

https://www.analisidifesa.it/2024/03/operazione-aspides-lapprezzamento-degli-armatori/

https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2024/02/la-guerra-e-il-web-alla-fiera-della.html

Missione Aspides solo «difensiva». All'Italia il comando «tattico» | il manifesto

Fonte foto: Il Manifesto (da Google)

 

 

2 commenti per “Operazione Aspides: l’industria bellica italiana agli ordini del neofascismo israeliano

  1. Giovanni
    21 Marzo 2024 at 13:41

    Ma è saltato un pezzo?

    “L’imperialismo del XXI sec. è”

    • Fabrizio Marchi
      21 Marzo 2024 at 16:16

      Unilaterale. Hai ragione, un refuso.

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