Pena di morte in Israele (ma solo per i palestinesi)

http://www.infopal.it/wp-content/uploads/2018/01/2016014417.jpg

Foto: InfoPal

 

Nel silenzio dei media in Israele è stata approvata una legge obbrobriosa che legalizza, di fatto, la pena di morte soltanto – ed è questa la particolarità – per i palestinesi. Il Centro palestinese per i diritti umani ha affermato ‘’che questo disegno di legge è solo un tentativo di legittimare lo status quo e la politica di assassinio ed esecuzione extragiudiziale già perseguita contro i cittadini palestinesi sulla base di ordini diretti dei più alti responsabili dell’esercito israeliano’’ 1. La pena di morte in Israele è sempre stata ammessa in nome del tribalismo ebraico, ma adesso sarà anche legale. Tutti quelli che non accetteranno l’occupazione diventeranno un bersaglio dei militari israeliani, i picchiatori sionisti potranno colpire a morte, come se non bastasse la violenza dei coloni, gli impuniti per ‘’volontà talmudica’’. Perché tutta questa violenza? Cosa legittima le uccisioni dello Stato ‘’per soli ebrei’’?

Il libro Torat-ha Melekh (L’insegnamento del Re) scritto dal rabbino Ytzahk Shapira contiene circa 230 pagine sull’uccisione dei non ebrei, rivolgendosi a tutti coloro i quali si domandano ‘’quando è possibile uccidere un gentile’’. Il libro, ispirato al pensiero del fanatico Meir Kahana (un religioso finito col teorizzare il neonazismo in salsa ‘’giudaica’’), è stato raccomandato da autorità come i rabbini Yitzhak Ginsburg, Dov Lior e Yaakov Yosef e diffuso tanto fra i militari quanto fra i coloni, per mlo più di estrema destra. Ormai il ‘’religioso’’ in Israele sembra aver contaminato il diritto positivo (usando la terminologia della filosofia del diritto) sovrapponendo la giurisprudenza rabbinica a quella civile.

Il filosofo Gilad Atzmon ha parlato di una vera e propria ‘’guida all’uccisione dei non ebrei’’, ad esempio le ‘’7 leggi della Noahide proibiscono l’idolatria, l’omicidio, il furto, rapporti sessuali illeciti, la blasfemia e mangiare la carne di animali vivi, e obbliga tutte le società di istituire leggi e tribunali’’ quindi  “Quando incontriamo un non-ebreo che ha violato una delle 7 leggi della Noahide e lo uccidiamo per la loro difesa, non abbiamo violato nessun veto” 2. Si chiarisce che un ‘’non ebreo’’ può essere ucciso anche se non è un nemico “In ogni situazione in cui la presenza di un non-ebreo mette in pericolo un ebreo, il non- ebreo può essere ucciso anche se è un buon Gentile (non-ebreo) niente affatto colpevole per la situazione che si è creata” e prosegue “Quando un non-ebreo assiste all’omicidio di un ebreo o ne causa la morte, egli può essere ucciso, e in ogni caso quando la presenza di un non-ebreo mette in pericolo gli ebrei, il non-ebreo può essere ucciso.” Dobbiamo riconoscere che ci troviamo davanti ad una forma, nemmeno tanto inedita, di razzismo, una declinazione integralista del Talmud in quanto nucleo metafisico del razzismo imperialistico dello Stato d’Israele. Per fortuna ci sono delle importanti dissidenze, anche all’interno dell’ebraismo, nei confronti di questi gravi sproloqui.

I soldati israeliani, pochissimi giorni fa, hanno arrestato la giovane resistente palestinese, Ahed Tamimi, ‘’colpevole’’ – a detta dei sionisti – d’aver schiaffeggiato gli energumeni in divisa che volevano entrare illegalmente nella sua casa. La lobby pro-Israele ha paura di questa coraggiosissima ragazza, perchè Ahed Tamimi sta mostrando al mondo la vera natura dello Stato israeliano: un regime forte coi deboli e debole coi forti il quale, in preda ad una psicopatologia politica e sociale, massacra persone e gruppi sociali indifesi. Israele, oltre ad essere uno “stato pazzo”, come dice Norman G. Finkelstein, è anche un regime codardo. Chi difende lo Stato ebraico? Opportunisti e politici corrotti, giornalisti venduti e anche alcuni movimenti per i diritti lgbt, pompati di soldi – aggiungo io: fino a fare schifo – da George Soros. Non hanno dignità questi scribacchini, Ahed (non un minaccioso combattente delle Brigate Al Qassam) gli ha mostrato il grigiore della loro anima.

Israele è uno “stato del male”, gli israeliani sono stati disumanizzati, non hanno nessuna pietà per le loro stesse vittime. Nessun rimorso, come se non avessero coscienza. Lo scrive il giornalista israeliano Gideon Levy, leggiamolo: ‘’Il muro di disumanizzazione e demonizzazione che è stato costruito attraverso vili campagne di incitamento, propaganda e lavaggio del cervello contro i palestinesi ha sconfessato anche la bionda di Nabi Saleh’’ 3. E ancora:(Ahmed) “Potrebbe essere vostra figlia, o la figlia del vostro vicino, eppure l’abuso che soffre non risveglia sentimenti di solidarietà, compassione o elementare umanità. Dopo l’esplosione di rabbia per ciò che ha osato fare, è arrivato l’impenetrabile. È una “terrorista”. Non potrebbe essere nostra figlia; lei è palestinese’’. Gli israeliani sono nazionalisti, anti-universalisti, indottrinati al sionismo imperialista, una ideologia guerrafondaia che gli impedisce di guardare al di fuori della loro tribù. Si tratta d’un tribalismo etnico che demonizza i critici della politica dello Stato ‘’per soli ebrei’’ accusandoli di ‘’antisemitismo’’. L’imperialismo genera ignoranza, forse qualcuno un giorno non molto lontano gli spiegherà che anche i palestinesi, alla pari – né più e né meno  degli ebrei sefarditi, sono popoli d’origine semitica. Il sionismo sta calpestando una intera umanità non occidentale. Razzismo oltre ogni limite. Gideon Levy è durissimo: ‘’Niente spezzerà lo scudo difensivo che protegge gli israeliani dai sensi di colpa, o almeno dal disagio, sul suo oltraggioso arresto, sulla discriminazione da parte del sistema giudiziario, che non le avrebbe mai prestato attenzione se fosse stata una colona ebrea’’. Levy dice la verità, fa bene il suo lavoro.

I governanti sionisti hanno bisogno di disumanizzare il nemico, è la loro specialità. Avete mai cercato, da qualche parte in rete le dichiarazioni dei loro leader? Fanno paura, orrore, un po’ come quelle dei gerarchi nazifascisti:

“[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe.” 

Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, “Begin and the ‘Beasts’,” su  New Statesman, 25 giugno 1982.

“La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta … Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d’Israele. Tutta quanto. E per sempre.”
— Menachem Begin, il giorno dopo il voto all’ONU sulla divisione della Palestina.

“I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un’aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese.”
— Dichiarazione dell’ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud,  novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.

“Determinare la terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. E’ semplice.”
— Yitzhak Shamir,su Maariv, 02/21/1997

“(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.”
— Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei,  New York Times, 1 aprile 1988

“Israele avrebbe dovuto approfittare dell’attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori.”
— Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso algi studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.

” I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono”….
— Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele – 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000

“Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”
— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno.”
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.

“Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.

 

Questa è la cultura dell’antico popolo ebraico? Certamente no, siamo davanti al sionismo imperialistico che strumentalizza il giudaismo facendone un’arma per demolire la cultura ebraica della diaspora. Israele ha distrutto l’ebraismo laico, il giudaismo della Torah, ha dichiarato guerra a Spinoza, Marx, Kafka, Trotsky ed Einstein. Il regime sionista disprezza la ragione ed ha portato al potere l’oscurantismo religioso. E’ uno Stato che ha calpestato ogni cosa, emblema del nazionalismo e del colonialismo.

http://www.infopal.it/le-esecuzioni-palestinesi-diverranno-legge-israele-approva-la-pena-morte/

https://comedonchisciotte.org/la-guida-completa-alluccisione-dei-non-ebrei/

http://www.bocchescucite.org/e-se-ahed-tamimi-fosse-vostra-figlia-di-gideon-levy/

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.