Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Qualche tempo fa, Ottolina TV ha presentato uno dei suoi video sulla
situazione geopolitica, ovvero, in ultima analisi economica, con la
consueta lucidità e determinazione che la contraddistinguono.
Un’analisi, direbbero quelli bravi, di stampo marxista, tutta
interamente tesa a dettagliare i motivi concreti, espressi attraverso i
sommovimenti politici in atto, di quel cha accade nell’Universale dei
rapporti economici. Insomma: analisi concreta della realtà concreta,
descrizione della Struttura che produce la Sovrastruttura, che stanno
in relazione fra loro precisamente come nell’immagine di presentazione
dello scritto.
Poche righe, quelle soprastanti, piene di termini dotti infarciti con
una frase di Lenin, che le rende appetibili a chiunque armeggia con i
sempre attuali ferri del mestiere del movimento operaio.
STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
Eppure, c’è qualcosa che non va, nei risultati che Ottolina ottiene
con questi strumenti. In effetti, dopo aver letto la presentazione del
video e averlo ascoltato, sono ancora una volta costretto a chiedermi
come mai quelli di Ottolina, i più lucidi e determinati fra i critici
del Capitalismo in Italia, non si chiedano a loro volta come mai, nel
cuore dell’Occidente, a partire dalle loro puntuali ed esaustive
analisi, non si formi un’avanguardia in grado di massificarsi, e agire
nel concreto per contrastare la deriva in atto.
SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
Detto sempre con i ferri del mestiere, la domanda è la seguente: come
mai quelli di Ottolina non si interrogano sul fatto che, in Occidente,
non si riesce minimamente ad accendere la coscienza di sé; non dico la
coscienza per sé, la consapevolezza dei propri interessi, che viene
dopo, bensì proprio il lampo intellettuale che ci fa comprendere di
essere tutti noi sfruttati all’inverosimile e potenziale carne da
macello? A ben intravedere nelle analisi di Ottolina, in modo vago e
confuso, si materializza la percezione che questa coscienza di sé rimane
sepolta nell’inconscio della massa dalle innumerevoli tonnellate di
fiele a-culturale che l’egemonia femminista, in quanto perno della
Sovrastruttura attuale, riflesso del Capitale finanziario, produce a piè
sospinto ogni ora del giorno. Come tutte le volte che inizia il
decadimento economico, il gruppo umano, qualunque sia il suo grado di
sviluppo, si abbarbica a ciò che di sovrastrutturale ha creato per
mantenersi insieme, la cosiddetta Narrazione (Gramsci l’ha definita
Immaginario Collettivo), che è allo stesso tempo interpersonale,
sociale, politica e culturale.
È in questo frangente storico che la Sovrastruttura finisce per contare più della Struttura.
STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
La base del benessere che consente il vivere quotidiano si riduce e
si contorce pulsando in modo sempre più irregolare, lasciando in alto
luoghi comuni e convinzioni intellettuali sempre più disgregati, a
svolazzare sempre più distaccati dalla realtà vissuta. La sconfitta del
gruppo, qualunque dimensione abbia, è decretata, ma chi ci vive dentro,
dall’alto in basso e viceversa, vuole rimanere convinto a tutti i costi
che la perpetuazione dei modelli e dei luoghi comuni, sempre più
astratti, sempre più irraggiungibili e comunque sempre più
insoddisfacenti, bastino come ragione di vita imposta a strati sempre
più larghi della popolazione ridotti in miseria.
SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
Nell’Italia del primo dopoguerra, giusto cento anni fa, accadde
proprio un fenomeno di questo tipo. Il Capitale industriale,
definitivamente vittorioso sul mondo contadino retto dalle aristocrazie,
mentre il vecchio mondo di idee e consuetudini era sgretolato, stroncò
sul nascere qualsiasi velleità rivoluzionaria ricorrendo alle squadracce
fasciste. I camion carichi di uomini reduci della Grande guerra, molti
dei quali graduati di livello medio-basso, non videro l’ora di
perpetuare i loro status militari nella società civile, e lo fecero
nell’unico modo che avevano imparato: con la violenza fisica.
Difatti, le squadracce dei fascisti scorrazzarono imperterrite e
protette dal potere nei quartieri delle città così come nei paesi
italiani, ammazzando a pistolettate o di botte la gente, storpiandola,
mandando in fumo i pochi averi dei quali disponeva, seminando un terrore
cupo che azzerò ogni discussione ad ogni livello. Oggi, il Capitale
finanziario non ha bisogno della repressione sanguinaria, perché non è
fondato sulla fabbrica bensì sul settore secondario della produzione, su
quello terziario e persino quaternario.
In effetti, c’è un vero e proprio esercito di uomini e donne che
hanno dilatato a dismisura i settori produttivi del giornalismo, del
cinema, dello spettacolo, del doppiaggio, della traduzione, della
pubblicità e così via, che hanno omologato ed appiattito
all’inverosimile il livello culturale delle società occidentali. Questo
mondo non lo si può gestire con la violenza maschile, perché non si
tratta di inchiodare per lo più gli uomini alla produzione materiale.
Il mondo in cui la produzione è immateriale, si può gestire solo e
soltanto con la violenza femminile, che è psicologica, aizzata senza
scrupoli dalle bande nazi-femministe, perfettamente in grado di
inchiodare le donne alla loro condizione adolescenziale, da cui ne
deriva che gli uomini, irretiti dalla marea di fregnacce senza senso
starnazzate dalle loro coetanee, rimangono anch’essi nello stato
adolescenziale. Il tutto per la gioia immensa dei Padroni di questa
Sovrastruttura, che si divertono a constatare com’è facile creare una
ricreazione perenne nella quale uomini e donne nient’affatto cresciuti,
cianciano del nulla, senza essere in grado di ricollegare alcunché di
questo nulla alle loro concrete e miserrime vite quotidiane.
Il magistrale capolavoro del Capitale finanziario consiste proprio
nell’aver creato una bolla minima di benessere, alle spalle del resto
del mondo che lavora per noi, nella quale gli individui hanno i tre
pasti al giorno, e i cellulari per vivere una vita pensata da donne che
non stanno in pace con se stesse e subita dagli uomini; dunque,
solitaria, piena di incubi, di rancori, insicurezze e velleità
infantili. Il sociale, il politico e il culturale vengono azzerati,
mentre rimane solo una miriade di frasi fatte schizofreniche e ripetute
puntualmente e pedissequamente per tutto il giorno, tranne quando si
dorme.
Le menti di tutti noi sono state digitalizzate; tutto scorre a una
velocità tale che la riflessione deve giocoforza fermarsi al Titolo, il
sottotitolo e qualche riga iniziale dell’articolo. Ovvero; i nostri
pensieri, i nostri rapporti interpersonali, sociali e politici sono
letteralmente prefabbricati dalle paturnie femminili, e servono
unicamente a perpetuare la nostra micro-condizione di servi,
completamente ignari di cosa accade al livello macro dei concreti
rapporti economico politici planetari.
Le odierne squadracce nazi-femministe, incistate in tutti i luoghi
del potere, imbellettate in modo disgustoso, semplicemente
insopportabili per la loro ignoranza, pretenziosità e sguaiataggine, nel
quarantennio trascorso hanno avuto il compito di creare questa
colossale bolla mefitica di menzogne e ipocrisie che ci lascia tutti con
il fiato corto, incapaci di esprimere alcunché di ragionato ma solo
costretti ad aderire alla Narrazione (l’Immaginario Collettivo), quella
secondo cui siamo il luogo più avanzato del Globo terraqueo, di gran
lunga il meglio in quanto a condizioni economiche, interpersonali,
sociali, politiche e culturali.
STRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
E ora, proprio ora, mentre tutto il resto del mondo dichiara
terminato il nostro dominio incontrastato, la marmaglia nazi-femminista
deve dare il peggio di sé per impedire che tutto crolli miseramente. In
quello che dicono e fanno queste laide e perniciose matrigne del
Capitale finanziario non c’è nulla, ma proprio nulla che serva a
migliorare la vita economica, interpersonale, sociale e culturale degli
uomini e delle donne occidentali.
Al contrario; c’è solo l’odio insensato, compulsivo, bambinesco,
autodistruttivo dell’identità femminile esasperata dai ditalini mentali
delle caporione nazi-femministe al soldo del potere, e distruttivo di
quella maschile, irretita da ciò che vomitano le suddette fannullone
frustrate, letteralmente terrorizzate dalla vita reale. La lotta
all’inesistente Patriarcato imbastita dal Capitale finanziario, portata
avanti con zelo epilettico dalle sguattere nazi-femministe, equivale in
tutto e per tutto alla lotta al pericolo comunista messa in piedi dal
Capitale industriale e portata avanti con altrettanto zelo epilettico
dai servi nazifascisti di “Dio, Patria e Famiglia” di cento anni fa.
Ma le risorse finanziarie dell’Occidente stanno rapidamente venendo
meno. Gli stati e i privati non sanno più che farsene dei dollari e
degli euro stampati a debito in cambio dei loro prodotti: non li
vogliono più. Non è lontano il momento in cui, a forza di pompare
ricchezza dall’economia reale alla Borsa, il Capitale finanziario
azzererà quel che rimane dello Stato sociale (Scuola, Sanità e
Trasporti), costringendoci a svendere ciò che i nostri padri ci hanno
lasciato, e quindi ad indebitarci persino per comprare da mangiare, come
già accade da due decenni negli Stati Uniti. Arriverà il momento in cui
i tre pasti al giorno non saranno più scontati, per la stragrande
maggioranza delle persone, in Occidente, e allora hai voglia a sbraitare
e cianciare di Patriarcato e peccato originale degli uomini con il
cellulare!
SOVRASTRUTTURA (6 o 9? o 6 e 9?)
Allora si che le analisi di Ottolina si riveleranno azzeccate! Ben scavato vecchia talpa, diremo! E si dovranno nuovamente formare coppie, indipendentemente dalle età, dalle inclinazioni sessuali e dalla condizione sociale, perché in due ci si difende come se si fosse in tre, perché la coppia è fra opposti che sono anche complementari, ed è da essa che scaturirà l’energia del gruppo, quella da cui verrà fuori una Nuova narrazione. E le bande nazi-femministe degli anni ’20 del 2000, al pari di quelle dei fascisti degli anni ’20 del 1900, rotoleranno via come ciottoli, trascinate dalla corrente del Tornante storico che stiamo vivendo. Proprio come ora gli epigoni del fascismo ricordano i bei tempi in cui, armati di manganello e minacce, i loro bisnonni facevano il bello e il cattivo tempo; così anche le nostalgiche del femminismo ricorderanno i bei tempi in cui le loro bisnonne, armate di trucco e menzogne, facevano il bello e il cattivo tempo. Tutti gli altri, uomini e donne, malediranno entrambi i fascismi; quello industriale che raccattò la feccia maschile della società, e quello finanziario che ha raccattato la feccia femminile, della società.
Fonte articolo: https://www.uominibeta.org/articoli/la-sostanza-e-la-forma/