L’obbligo vaccinale, la libertà collettiva e individuale e le contraddizioni provocate dalla pandemia e dalla sua gestione

Sarei in linea teorica ma anche pratica assolutamente favorevole all’obbligo vaccinale, perché penso che il bene pubblico e, in particolare, la salute pubblica (cioè di tutti…), abbiano senz’altro la priorità rispetto alle pur legittime posizioni o esigenze personali. Del resto, “la libertà – come diceva un grande cantautore italiano – non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un gabbiano, libertà è partecipazione”.

Giustissimo. Ciò significa che la libertà personale, in una comunità, finisce dove inizia la libertà degli altri all’interno di un sistema di regole condivise. E la libertà e la sicurezza della collettività rappresentano senza dubbio il bene supremo, perché solo queste possono garantire anche la libertà delle singole persone, che non potrebbe neanche esistere se non esistessero e non fossero garantite le prime. O meglio, se ciascuno di noi venisse meno a quel patto che poi, nella concretezza politica, è rappresentato dalle Costituzioni degli Stati. E, insisto, quella italiana è, allo stato delle cose, una delle più avanzate del mondo.

Ebbene, credo che questo fondamentale principio sia stato sostanzialmente contraddetto in questa fase di crisi pandemica. Il governo (i vari governi) si è di fatto sollevato delle proprie responsabilità delegando la campagna di vaccinazione (la produzione dei vaccini) ad aziende private, peraltro straniere, le famose multinazionali del farmaco, le quali a loro volta si sono comportate in maniera analoga scaricando ogni responsabilità di eventuali effetti collaterali provocati dai vari vaccini sui cittadini chiamati, all’atto stesso della vaccinazione, a sottoscrivere una dichiarazione in cui le aziende si sollevano, appunto, da ogni responsabilità in tal senso.

Insomma, i profitti sono i miei ma se ti succede qualcosa il problema è tuo. Alla faccia della deontologia professionale. Così son capaci tutti.

Non è un belvedere, soprattutto perché parliamo di multinazionali farmaceutiche che in molte occasioni (documentate e denunciate pubblicamente più volte) sono state protagoniste di speculazioni ai danni dei cittadini e di sperimentazioni farmacologiche su popolazioni di paesi del terzo mondo (in questo modo di operare c’è anche un razzismo di fondo neanche tanto velato…) che hanno causato in alcuni casi delle vere e proprie tragedie.

Tutto questo non ingenera secondo voi ragionevoli dubbi e perplessità in alcune (molte) persone? Direi che è più che comprensibile e reagire tacciando chi nutre tali perplessità di essere una specie di troglodita, cavernicolo, un analfabeta disfunzionale responsabile della diffusione del virus non mi sembra proprio il modo migliore, non dico per convincerlo a vaccinarsi, nonostante tutto, ma anche solo per avvicinarlo, per aprire una riflessione equilibrata e razionale sul da farsi, e quindi anche (ma non solo…) sulla necessità di vaccinarsi, per lo meno per alcune fasce consistenti della popolazione.

Il governo (e l’apparato mediatico al seguito) cosa ha fatto e cosa sta facendo? Non potendo obbligare per legge a vaccinarsi – per la semplice ragione che il vaccino non è di stato e non è stato testato da un istituto statale preposto e quindi l’obbligo sarebbe palesemente anticostituzionale – dribbla l’ostacolo imponendo di fatto la vaccinazione attraverso il ricatto dell’esclusione sociale e attraverso una campagna di criminalizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi. Un atto, nello stesso tempo, di de-responsabilizzazione politica e di pressione indebita sui cittadini.
Cosa ben diversa sarebbe stata se fosse stato lo Stato stesso a produrre un vaccino, e non una multinazionale straniera. A quel punto il governo, assumendosene la responsabilità di fronte al Paese e in assenza (ovviamente) di qualsiasi scopo di lucro, avrebbe potuto e anche dovuto imporre l’obbligo vaccinale ai cittadini, per le ragioni spiegate nell’incipit di questo articolo, senza trovarsi nella condizione di imporre il vaccino attraverso un sostanziale quanto indecoroso ricatto morale, psicologico e pratico.

Rammento che chi scrive, come ampiamente noto, non è un certo un detrattore del ruolo dello Stato (e quindi del pubblico). Al contrario, proprio perché ne è un sostenitore, trova che quanto stia accadendo sia un impoverimento del ruolo e della funzione che sarebbero di sua competenza oltre che un sostanziale cedimento agli interessi e alle logiche del privato e del mercato. Non che la cosa mi sorprenda – siamo in regime capitalistico –  però è bene avere il quadro ben chiaro delle cose.

Ricordate quanto tutti più o meno ripetevano durante i primi mesi della pandemia? “Questa crisi dovrà servirci a capire quali sono le vere priorità, non il profitto, non l’arricchimento personale, non le “esigenze del mercato”, ma la salute e il benessere pubblico, la solidarietà, lo spirito comunitario”.

Se fossimo stati coerenti con quelle dichiarazioni e quegli appelli ripetuti in ogni dove, avremmo dovuto, avrebbero dovuto (i governi, gli stati, le classi politiche dirigenti) fin da subito dire una cosa chiara: la salute e quindi la sanità pubblica costituiscono il mattone fondamentale di ogni società civile degna di questo nome e di conseguenza mettere in campo un grande progetto, di portata mondiale, per destinare risorse ingenti alla sanità (pubblica), alla ricerca scientifica (pubblica), alla medicina di base (pubblica), alla costruzione di ospedali, presidi sanitari territoriali, alla produzione e all’acquisizione di macchinari, all’assunzione e alla formazione di personale medico e paramedico altamente specializzato.

La risposta a tutto ciò sono stati i pochi spiccioli destinati alla sanità contenuti nel Recovery Fund, come se nulla fosse accaduto.

Quel grande teorico progetto non è mai partito (e non c’era neanche l’intenzione di farlo partire…) e si è scelto di andare spediti verso i vaccini affidandosi in toto alle grandi multinazionali del farmaco. Del resto non c’era neanche alternativa, nel momento in cui la sanità e la ricerca scientifica pubblica erano state da tempo smantellate. Non ovunque però. A Cuba, dove fuori da ogni retorica ideologica c’è uno dei sistemi sanitari pubblici più avanzati del mondo (riconosciuto a livello internazionale), è stato prodotto un vaccino di stato (che non è detto sia infallibile o perfetto, ma qui non stiamo discutendo di questo…) che però qui da noi non è utilizzabile e non è giudicato affidabile (così come quelli russo e cinese). Le ragioni che impediscono l’utilizzo di quei vaccini sono di ordine scientifico o geopolitico? A voi la risposta ma questo è ancora un altro discorso.

E quindi, dicevo, la corsa ai vaccini come unica percorribile soluzione nel contesto dato. Non che sia sbagliato in linea di principio, sia chiaro, lavorare alla ricerca del vaccino e soprattutto di quello migliore, ma contestualmente a quanto detto poc’anzi e, soprattutto, al di fuori di ogni logica di mercato.

E’ chiedere troppo? Può darsi, però qui stiamo cercando di riflettere ad alta voce per provare a riportare la discussione su un piano quanto più possibile lucido e razionale ed evitare l’ennesima spaccatura fra le persone, l’ennesima guerra fra poveri (vaccinati vs non vaccinati) che potrebbe avere effetti devastanti dal punto di vista sociale. La domanda da porsi è sempre la stessa: a chi giova tutto ciò?

P.S. continuerò la riflessione in tema in un successivo articolo.

(Fabrizio Marchi, candidato, come indipendente, alle prossime elezioni amministrative di Roma, come consigliere comunale, per il Partito Comunista guidato da Marco Rizzo)  

Green Pass: Il pass verde nazionale in vigore dalla seconda metà di maggio  - PrivacyControl

Fonte foto: PrivacyControl (da Google)

22 commenti per “L’obbligo vaccinale, la libertà collettiva e individuale e le contraddizioni provocate dalla pandemia e dalla sua gestione

  1. Alessandro
    25 luglio 2021 at 18:47

    Verissimo aggiungo che la bieca mossa di non assegnare il lasciapassare (Il termine green pass è insopportabile) a chi si è vaccinato con sputnik V che è stato dimostrato essere il vaccino con meno effetti collaterali a parità di efficacia con quelli Pfizer e Moderna fa capire il nodo degli interessi geopolitici che superano le reali preoccupazioni sanitarie

  2. Enza
    25 luglio 2021 at 20:51

    Concordo con le tue osservazioni.
    Continuo ad esprimere le mie perplessità su questa campagna vaccinale in cui la questione lasciapassare è una delle poste in gioco. Non l’unica. Il potere che non obbliga in quanto non si vuole assumere responsabilità su vaccini, meglio farmaci, sperimentali, è la migliore risposta su efficacia e rischi degli stessi.
    Dispiace vedere la denigrazione di chi sceglie di non sottoporsi all’esperimento e le bieche intimidazioni da parte dei lacchè al servizio di una oligarchia in cui si intrecciano interessi milionari e ragioni politiche. Fa ancora più male constatare che la guerra è tra noi e non intacca il sistema del Capitale sempre più bieco, cinico, arrogante e avido. I vaccini messi al bando perché non sono nei guadagni delle multinazionali americane e europee, è un’altra dimostrazione lampante del fetore che emana tutta la questione, investendo ragioni geopolitiche da guerra fredda e oltre, come è stato già rilevato.
    Quando ci si sveglierà da questa narcosi e si guarderà oltre il punto morto in cui ci hanno iimpantanato., sarà tardi. Durissimo uscirne.

  3. daouda
    25 luglio 2021 at 22:48

    Non credo che si possa salvare l’onore, caro ai destri, o la dignità,cara ai sinistri, disquisendo sulla statualità di un vaccino.Il problema non è risolto dall’assenza di lucro e dallo strumentalizzabile interesse nazionale ( supponendo charamente una indipendenza dello statuale in oggetto).
    E’ inutile approfittare del fatto che il vaccino sia una distrazione ed una scusa da un vero intervento nella sanità per ripristinare una situazione che da decenni va in malora perché si deve ammettere che il sabotaggio della ricerca, delle cure, delle visite ai malati in oggetto ( escsludendo le ripercussioni verso i malati di altro genere )è altrettanto importante per capire l’esigenza di vaccinazione diffusa.
    Ora il prblema è che il bene comune addotto è avulso dal bene pubblico come l’insieme dei beni associativi o di quelli individuali, possibilmente appellabili come prorietà per distinguerli dal bene comune proprio ed in sè.
    La sua è una manovra truffaldina ed indebita.

    Ad ogni modo i vaccinati possono contagiare e possono contagiarsi , ecco la falla dello stupid-pass.
    Sputnik ha meno effetti collaterali problematici perché pur essendo comunque sperimentale, è un vaccino “vecchio stampo”.

    • Fabrizio Marchi
      25 luglio 2021 at 23:07

      Non capisco dove e perchè sarebbe “truffaldino ed indebito” quanto ho scritto. Nelle sue parole c’è un’arroganza gratuita e immotivata.
      Peraltro credo che nonostante tutte le riserve di natura politica che ho espresso, ci si debba comunque vaccinare, anche se non penso che la vaccinazione, date le circostanze, possa essere imposta, tanto meno con il ricatto, e soprattutto sui giovani.
      Ciò non toglie che le perplessità restano tutte, su come l’intera vicenda è stata gestita, sulle incognite, sulle contraddizioni e le incongruenze che l’hanno caratterizzata. Pensare di semplificarla radicalizzando le rispettive posizioni è secondo me sbagliato e non ci consente di comprendere la complessità della vicenda stessa.
      Il mio tentativo è proprio quello di andare al superamento di queste radicalizzazioni (che fanno il gioco del sistema…) e di cercare di produrre un’analisi corretta di quanto sta avvenendo. Pubblicherò altri articoli in tema, proprio perché non si può condensare tutto in un articolo o anche i due. Ne ho pubblicati diversi e ne pubblicherò ancora altri.

      • daouda
        26 luglio 2021 at 0:18

        E’ lei che si prende la briga di spiegare e giudicare il sistema e badi bene, non pongo la questione affatto su vaccino si o vaccino no.
        Ciò lo fa dando l’idea di aver capito cosa sia il bene comune, è qui la truffa a mio dire e non la esprimo per deinigrala, dando per scontata la sua buona fede.
        Si definisca il bene comune prima dunque, non strada facendo o dandolo sempre per scontato o sviando sulla moda geopolitica.
        E la cosa più triste è constare che poi, alla fin fine, lo si riduce spesso e volentieri alla proprietà pubblica, il che sarebbe contradditorio.

        • Giulio Maria Bonali
          26 luglio 2021 at 7:58

          “Logica” (se proprio così la vogliamo ad ogni costo chiamare) davvero “personalissima”, “singolare”!.

          Il bene comune (per esempio una ragionevole tutela della salute di tutti; o la salvaguardia della natura della quale e nella quale viviamo tutti dalle rovine e distruzioni spesso irreversibili provocate dalle produzioni capitalistiche di beni e srvizi e dai correlati consumi individuali o collettivi; la limitazione ragionevole dei tempi di lavoro e la possibiità di riposare e/o
          di godere la vita, anche in particolare nei dì festivi, nelle ferie e in vecchiaia; il possesso di una istruzione decente, di un sano senso critico, di una buona cultura, ecc., ecc., ecc) sarebbe contraddittorio -non con la proprietà privata capitalistica che lo sta distruggendo progressivamente- ma invece con la proprietà pubblica, sociale, collettiva che sola lo può garantire (e nella misura in cui é stata reale e minimamente, “residualmente” é ancora reale l’ ha garantito e lo garantisce di fatto).

          SIC ! ! !

          Complienti pe l’ acrobatica arrampicata sugli secchi per tentare (vanamente) di difendere e contribuire a perpetuare quella vecchissima, superatissima, dannosissima istituzione sommamente distruttiva, rovinosa che é la proprietà privata dei mezzi di produzione (in generale, e in particolare e a amggior ragione di quelli atti a tutelare quel benessere comune che solo servizi sociali pubblici possono garantire e che le privatizzazioni “vandaliche” successive alla caduta del murio di Berlino stanno completamente distruggendo sotto gli occhi di tutti; anche di quelli che li hanno foderati di spesse fette di salame; alquanto racido).

          • daouda
            26 luglio 2021 at 16:31

            Guarda che hai letto male. Innanzi tutto se bene comune c’è ( e sarebbe ora anche di esplicitare i principi ed i fini per cui può concepirsi o concretarsi, i tuoi “per esempio” difatti non sono IL bene comune in sè ma sue traduzioni che oltremodo non è detto sian corrette ) esso è semmai fondante le proprietà pubbliche, associative e private. Alché confezionarlo e ridurlo ad una parte ( posso garantire che anche dal versante privatistico tale operazione è fattibile , in forme sempre nuove ) di queste o presumere che una delle parti ne sia l’esplicitazione è fuorviante.
            Da qui comprenderai che sono tutti compari : liberisti, socialisti e partitisti trust-corporativisti-familisti vari, le alleanze e le convergenze miste innumerevoli.

            Coi poi tu sia arrivato a dedurre quel che deduci, non mi premuro di indagare. Stai travisando.
            Ognuno segua pure la scuola che preferisce ma credo sia arrivato il momento di riflettere sulla validità e la verità delle cose piuttosto che continuare a portare avanti contrapposizioni artate, ammettendo che non si ha la palla di vetro e la realtà indubitabimente in pugno.

    • gino
      25 luglio 2021 at 23:55

      i vaccinati possono contagiare… ma con una probabilitá 1/5-1/8 rispetto ai non vaccinati

      • daouda
        26 luglio 2021 at 16:33

        il che è ben diverso dal ritenere che un vaccinato non possa farlo in sè per sè. Dunque l’illogicità del permesso rimane.

        Mi consiglia qualche dato?

      • Giulio Maria Bonali
        26 luglio 2021 at 20:17

        RISPOSTA A DAOUDA

        Se per te limitazioni allo sfuttamentio e alla fatica del lavoro, ferie e pensioni, tutela della salute a spese dello stato, così come scuola e cultura e possibilità di godere delle bellezze della natura, diritti politici e sindacali, libertà di espressione e di azione politica (e tanto altro: non ci vuol molto a capire, se si ha un minimo di buona volontà di falro…) non sono “IL bene comune in sè ma sue traduzioni che oltremodo non è detto sian corrette”, allora parliamo lingue diversissime e reciprocamente intraducinbili, cosìcché non vale la pena di tentare disperatamente -o di fingere- di discutere.

        Se poi continui a credere “di poter garanrire”, contro l’ evidenza dei fatti, che il bene comune (qualsiasi cosa intenda per esso) sia realizzabile anche da parte del privato, allora non posso non pensare che o credi di vivere in un mondo del tutto immaginario, oppure sei in perfetta malafede e hai postato i tuoi commenti tanto per provocare (un radicale? Uno di Più Eurorpa? INvero non mi importa di saperlo).
        Ragion per cui: idem come sopra.

        Comunque non mi sento affatto compare dei sostenitori delle privatizazioni (==vandaliche distruziuoni) di servizi, diritti e beni comuni.

        • daouda
          27 luglio 2021 at 13:40

          Guarda.
          Innazitutto parte di quel che hai immesso nella concezione bene comune è inerente alla persona singola, per cui abilmente riconducibile ad una visione privatistica.
          Inoltre io ho fatto penso chiaramente presente che il bene comune, se è tale diciamo onticamente per dire, è fondante la proprietà pubblica, come la proprietà associata, e la proprietà privata in questo caso intendendo il privato più come singola pesonalità giuridica di conseguenza non può non essere presente ed esser tutelato ed esser portato avanti da tutte e 3 le declinazioni proprietaristiche.
          Tutto quel che hai scritto ( il fatto che abbia fatto presente che potrebbero non esser parte dei beni comuni era più che altro in sè relativamente alla definizione propria di tali astrazioni giacché poi a conti fatti quando si vanno ad applicare certi principi si possono compiere anche azioni indebite, sempre se siano giusti appunto ) può essere affrontato totalmente dal punto di vista individualistico.

          Ora.
          Non era mia intezione accusare nessuno, giacché se accuso qualcuno sono “loro” , che quando serve applicano una modalità socialistica, altrimenti corporativistico-familistico-clientelare, oppure liberista.
          Dovremmo ormai aver capito che il sistema odierno non è neo-liberista o neosocialista o prettamente in mano alle “corporation” come cianciano gli ameregane, ma proprio un forma mista.

          Inoltre volevo solo far presente la mia tesi inziale e qui semmai l’accusa: far passare la proprietà pubblica per il bene comune è truffaldino.

          Chi sia io è irrilevante, vi invito solo a riflettere.

          • Giulio Maria Bonali
            27 luglio 2021 at 19:50

            Ho capito benissimo come la pensi e non essendo un ipocrita “””buonista”””” non ho altro da aggiungere: siamo su barricate (di fatto oggi metaforiche) opposte e non abbiamo di che discutere ma di che combatterci.

          • daouda
            28 luglio 2021 at 16:21

            Sinceramente non ho di che combattere giacché che trovo sia una cosa di poco senso essendoci la morte.
            Ciò non significa che non fronteggi le storture o che non lo ritenga un dovere infondo. Ora non che nego neanche la preminenza del pubblico sul privato, ma ad ogni modo sò che esistono alcuni “diritti” individualistici superiori al pubblico.
            Tutto ciò, non dimenticano le prorpietà associate ( magari mutualistiche alle volte ) , può trovare fondamento solo su una vera riflessione sull’umano in sè ed il bene comune difatti, a cui invogliavo.
            Sto solo facendo presente che il problema del bene comune è un tema di primaria importanza. Pure i cattolici tomisti vecchio stampo lo hanno affrontato con spunti interessanti ma né risolutivi e privi di vizio proprio alla loro visione.
            Se vi urta che vi si ricordi che essono non può essere solo la proprietà pubblica, che posso farci?
            E se voi vinceste, cambierei la realtà per seguire la vostra opinione?
            Spero sia evidente che far presente che si può essere di destra socialisticamente come essere liberisti sinistroidamente è del tutto possibile, ciò per dire che se ho parlato di liberismo o socialismo non avevo in mente né destra né sinistra ma facevo un discorso prettamente politico-economico.

            Mi compiaccio tu creda di aver capito benissimo, ma invece leggo solo a) l’astio sul nulla visto che mi combatteresti solo sul fatto dia ver proposto delle riflessioni senza neanche sapere come la pensi b) il distacco da qualsivoglia messa in discussione che di per sè è controfattuale.
            Comprendo che tale attegiamento è prudenziale se si avesse innanzi un infiltrato, ma comportarsi apriori così è solo patologico dunque diviene ingiustificato.

            Grazie dell’attenzione comunque. Un saluto

  4. gino
    26 luglio 2021 at 1:05

    visto che qui si acenna ai fattori economici… FARMA MONDIALI (fatturato 2015 mld):
    jj 70
    roche 50
    pfizer 49
    novartis 49
    bayer 51
    merck 39
    glaxo 37
    sanofi 35
    gilead 33
    astra 24

    io non voglio influenzare nessuno. me ne fotto se uno non usa la mascherina o non si vaccina, potrei pure concordare con la volontarietá del vaccino.
    e all´epoca non feci il pagliaccio mettendo bandiere e cantando toto cutugno in balcone. sono uno che prende un farmaco solo a 2 minuti dalla morte. sono economista e so studiare un bilancio. cerco di focalizzare solo piccoli punti sui quali penso di avere delle certezze.

    1) il FATTURATO vaccini 2021 é previsto mondialmente sui 30/40mld, da dividere fra decine di imprese, in media mettiamo un paio di mld l´una? ovviamente gli UTILI saranno 1/5-1/10 del fatturato se va bene.

    2) le majors fatturano mediamente 50mld l´anno ciascuna, per loro 2mld sono poca cosa. e solo 3 majors su 10 producono vaccini.

    3) inoltre stanno subendo perdite a causa del fatto che distanziamenti e mascherine ridussero tutte le altre infezioni respiratorie e non. quindi la maggioranza delle farma non sta avendo alcun beneficio dal covid. e lo si vede dai bilanci.

    4) cercano di rifarsi “convincendo” gente per far vendere cure coadiuvanti/alternative/preventive, che cmq SONO STATE, SONO E SARANNO usate massivamente in tutto il mondo. il personale ospedaliero se ne fotte di ció che dicono o omettono di dire i ministri. ste cure poi sono molto piú care e profittevoli dei vaccini perché non é che risolvi con 2 pasticche.

    5) le uniche farma che ci guadagnano sono un pugno di MICROBI rampanti (moderna, biontech, novavax) specializzate sui vax. fino a 18 mesi fa erano infimi laboratori con poche decine di dipendenti. ma é plausibile che la exxon (perdita di fatturato 100mld) e il mondo intero (perdita di migliaia di mld) si facciano mettere sotto da 3 microbi che ci guadagnano pochi mld?
    penso che focalizzare bene l´entitá di certi NUMERI possa aiutare ad aggiustare certi concetti.

  5. Enza
    26 luglio 2021 at 7:07

    Chi ha dati certi? Chi li raccoglie? Chi li confronta? Quali gli studi, le pubblicazioni sui contagiati con o senza vaccinazione? Ancora una volta chiedo : se il vaccino protegge ed è sicuro perché non renderlo obbligatorio?
    Israele di nuovo travolta, è lampante. Con una popolazione quasi tutta vaccinata, è ai piedi del pero. I malati sono al 60% persone vaccinate
    Questa notizia la si sa da giorni, riguardo all’Italia.

    https://www.tecnicadellascuola.it/covid-20-positivi-sullamerigo-vespucci-erano-tutti-vaccinati-con-due-dosi-a-scuola-mascherina-distanziamento-e-dad-sempre-piu-probabili

    Infine e chiudo : oggi ci mettono contro con una tessera dal sapore di discriminazione razziale.
    Avanti così. Siete sicuri che vi salverete la pelle? Domani saremo tutti schedati, prodotti ad uso e consumo dei predatori del pianeta. Controllati in ogni respiro.
    Vediamo, finalmente aperti gli occhi, come organizzeranno la lotta, i nostri posteri.
    Orribile. Tutto orribile.

    • Giulio Maria Bonali
      26 luglio 2021 at 20:02

      Ricambio di cuore l’ apprezzamento nei miei confronti poiché a mia volta trovo sempre intellettualmete onesto e interessante (e spessissimo condivisibile) quanto scrivi.

      Non concordo tuttavia su due valutazioni.

      Se in Israele la percentuale della poplazione vaccinata, come dicono, si avvicina al 100% e fra i malati (o gli infettati?) si trova solo il 60% di vaccinati vuol dire che la vaccinazione una sensibile protezione la dà (si ammala quasi il 40% in meno di vaccinati rispetto ai non vaccinati); certo sarebbe meglio se desse una protezione anche maggiore, ma piuttosto che niente é sempre meglio piuttosto. E questo a prescindere dalla gravità delle forme di infezione patologica che (stando a quel che sembrerebbe di capire nella selva oscura della disinformazione dilagante) dovrebbe essere ancora più marcatamente favorevole ai vaccinati.

      A prescindere dai molteplici, gravi motivi di critica che la carta bianca (per gli anglomani greenpass: cambia il colore della metafora) del governo indubbiamente merita, trovo sbagaliato attribuire motivazioni politiche o significati autenticamente repressivi della democrazia alle limitazioni dell’ iniziativa privata personale a scopo di tutela della salute personale e collettiva.
      Una democrazia autentica secondo me si realizza, sempre molto limitatamente e mai pienamente in una scoietà divisa in calssi antagonistiche, nella misura in cui i rapporti di forza nella lotta di classe sono relativamente vantaggiosi o meno svantaggiosi ai ceti lavoratori non possidenti.
      E’ dai i rapporti di forza reali che dipende la maggiore o minore democrazia realmente esistente, tant’ é vero che da parecchi anni in tutto il mondo essa é ridotta al lumicino (autentica libertà di espressione minimamente efficace quasi uguale zero, leggi elettorali truffaldine che consentono di scegliere “liberamente -esattamente come la vittima del bandito sceglie tra “la borsa o la vita”- tra partiti-zuppa e partiti-pan bagnato, limitazioni indecenti del diritto di sciopero, ecc.) da ben prima della pandemia reale senza bisogno di alcun “pretesto sanitario”.
      E se domani si restringessero ulteriormente anche sul terreno propriamente politico i margini di libertà individuale estendendo strumentalmente i controlli e le imposizioni imposte in occasione della pandemia la risposta popolare sarebbe più o meno vivace e vincente a seconda della coscienza delle masse; non é che sarebbe fiacca e inefficace perché ora non c’ é una sollevazione popolare (salvo sparute miniranze di fatto per lo più fascisteggianti o corporative: ristoratori, gestori di discoteche, albergatori e altri colpiti direttamente nel proprio portafoglio dalle misure anticovid più o meno giustificate ma limitative al più di determinati diritti individuali e non lesive dellle autebtiche libertà democratiche); invece, se malauguratamente lo fosse, sarebbe perché i potenti sono riusciti ad esercitare egemonia sugli oppressi e gli sfruttati a prescindere dalla pandemia.

  6. gino
    26 luglio 2021 at 11:50

    ´notiziona (orgasmo dei novax :)): via libera a 5 terapie:
    https://www.salernonotizie.it/2021/07/25/ue-via-libera-a-cinque-terapie-contro-il-covid-entro-ottobre-2021/

    il baricitinib giá si usa (olumiant), sapete quanto costa? una scatola piccola 1100 euro (non oso pensare gli altri, i monoclonali), ahahah!
    prodotto da Eli Lilly, sede a indianapolis, da inizio covid titolo in borsa salito da 108 a 244, fatturato salito di 2mld a TRIMESTRE, e non fa vaccini bruttikattiwy (gombloddo plutogiudaico savi di sion pianeta nibiru terra cava :))

  7. Stefano De Stefano
    26 luglio 2021 at 14:58

    Qui ci sono dati un po’ diversi: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/21/il-business-del-vaccino-quanto-ci-guadagnano-le-case-farmaceutiche-il-caso-astrazeneca-ecco-perche-non-ha-perso-in-borsa/6139374/
    Comunque non vedo perché porre in alternativa vaccini e terapie, visto che lo sviluppo di questa pandemia lo conosce solo il padreterno. Al concetto di “bene comune” aggiungerei, molto prosaicamente, l’aumento dei posti letto negli ospedali pubblici e privati: dal 1981 sono diminuiti del 67% circa……..e poi parliamo di saturazione degli ospedali.

    • gino
      26 luglio 2021 at 17:34

      io analizzo bilanci, non leggo articoli. st´articolo é vecchio, non comprende i risultati delle trimestrali 31/3. impossibile vaccinare oltre 4mld di persone.
      ma a parte questo, conferma quello da me esposto.

  8. Enza
    26 luglio 2021 at 18:02

    Rimarrei al tema proposto da Fabrizio. Nessuno ha in mano la verità e sui dati grande è la confusione sotto il cielo.
    Posso solo dire che in città dà me, 70.000 abitanti, mio cognato che lavora come medico al reparto Covid del locale ospedale, e dunque ha i dati giornalieri, mi diceva che gli attuali contagiati, di cui solo tre ricoverati, sono ufficialmente 29, tutti vaccinati.

    • daouda
      26 luglio 2021 at 21:18

      Calcolando che ormai i vaccinati sono più della metà della popolazione è comprensibile, e calcolando che la quasi totalità di coloro che sono a rischio ( persone oltre la soglia dei 60 anni o con patalogie pregresse o tutte e due insieme ) è vaccinata, di per sè sarebbe strano il contrario.

      Il tema non è solo la discriminazione in sè, ma anche il capire che ad ogni modo anche un vaccinato può contagiare e contagiarsi il che rende il provvedimento illogico.

      Comunque consiglio questo articolo: https://www.filodiritto.com/green-pass-una-minaccia-operativa-e-un-problema-reale

  9. Stefano De Stefano
    26 luglio 2021 at 20:54

    Non per polemizzare, penso non ne valga la pena; ma farmi prendere per i fondelli leggendo fischi per fiaschi, mi pare non opportuno. Lei scrive: “il FATTURATO vaccini 2021 é previsto mondialmente sui 30/40mld, da dividere fra decine di imprese, in media mettiamo un paio di mld l´una?”
    L’articolo, di marzo!, del Fatto Quotidiano: “Sta di fatto che in gioco c’è un business che oscilla tra i 50 e i 100 miliardi di dollari l’anno.” Il doppio della sua stima.

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