Medici cubani in Calabria. Il fallimento del neoliberismo.

Le dichiarazioni dei vari esponenti di partito circa l’accordo stipulato dalla Regione Calabria con il governo cubano per l’assunzione di 500 medici cubani, variano, ovviamente, in base alla collocazione politica degli stessi.

Ma non c’è dubbio che – comunque l’abbiano voluto interpretare, più o meno ipocritamente – questo fatto conferma con evidenza il fallimento di decenni di politiche neoliberiste che hanno devastato la sanità pubblica.

Se un uomo politico di centrodestra, presidente di una regione,  esponente di uno dei partiti liberal-liberisti per eccellenza (in questo caso, incredibilmente, non sto parlando del PD…) arriva a rivolgersi ad un paese che rappresenta l’esatto contrario di ciò che professa e in cui dovrebbe fermamente credere, vuol dire che questo sistema ha fallito.

L’accordo fra la Regione Calabria e il governo cubano è la rappresentazione cristallina della crisi e del fallimento dell’ideologia neoliberista.

Calabria, in arrivo quasi 500 medici da Cuba per salvare il sistema  sanitario. Occhiuto: «I nostri bandi sono andati deserti» - Open

Fonte foto: Open (da Google)

11 commenti per “Medici cubani in Calabria. Il fallimento del neoliberismo.

  1. Federico Lovo
    20 agosto 2022 at 11:05

    poi magari, dopo l’assistenza, li pugnalerebbero alle spalle se richiesto dai nostri “principali alleati” all’interno del “mondo libero”. Qualcuno si stupirebbe nel caso ? Per informazioni a riguardo chiedere ai Russi, che avevano fornito assistenza alla nostra sanità insieme con cubani (ancora loro) e vietnamiti, se ricordo bene.

    • Gian
      20 agosto 2022 at 21:57

      Non ci sarebbe da stupirsi. Del resto come dicono i russi, con un termine tutto loro, ma che tradotto significa “incapaci di accordo”, noi occidentali, con particolare riferimento agli U$A, siamo appunto tali.

    • Filippo
      21 agosto 2022 at 11:30

      Non prima di averli sottoposti alla 4a dose di un vaccino completamente cialtronesco.

  2. Piero
    20 agosto 2022 at 11:25

    Nel frattempo Moody’s (agenzia di rating del capitalismo sovranazionale) dice, con un pizzino, all’Italia come votare e quali sono i programmi da attuare per avere la completa affidabilità dei mercati.

    Chi pianifico il “vincolo esterno” 30 anni fa?

    Tutti ingenui idealisti?

  3. Alex
    21 agosto 2022 at 9:39

    C’è una coerenza in tutto questo, i medici che lavorano all’interno degli ospedali italiani (aziende sanitarie) devono essere tutti vaccinati, e i medici cubani lo sono e costano poco. Questo è il regime terapeutico italiano.

  4. rosarossa
    21 agosto 2022 at 15:40

    Non stupisce che una giunta di destra si dimentichi il sovranismo di “prima gli italiani” per l’importare a basso prezzo medici cubani semi-schiavi. Ce ne sono a decine di migliaia in decine di paesi del mondo, sono quasi metà del valore totale delle esportazioni cubane. Come descritto da tanti, come per esempio sul New Politics dal compagno Samuel Faber, che ha vissuto a lungo a Cuba. Gli stipendi dei medici se li prende il governo cubano che poi gira ai medici solo il 25%, se non danno problemi. Quando i medici sono nel paese estero il loro passaporto viene preso dal commissario politico. Moglie/marito e figli devono restare a Cuba come garanzia del loro ritorno. Altrimenti niente 25% e vendetta sulla famiglia. Niente sindacati per trattare questa situazione semi-schiavista con il governo. Che è in mano nei ministeri chiave ai militari, i quali hanno in mano anche l’economia attraverso la Gaesa, società per azioni (sociedad anonima in spagnolo) che a sua volta controlla altre società per azioni nei vari settori economici, da cui gli alti gradi tirano fuori i soldi per vivere da ricchi come i capitalisti, e mandare i loro figli a fare i master all’estero e a spendere centinaia di dollari al giorno nelle discoteche, mentre il proletariato cubano fa la fila per ore sperando di trovare qualcosa nei negozi semivuoti in pesos. Dittatura sul proletariato di una burocrazia mlitare.

    • Fabrizio Marchi
      21 agosto 2022 at 20:57

      Manco molto da Cuba e spero di tornarci a breve. Una ventina di anni fa lo stipendio medio di un operaio o un impiegato oscillava tra i 20 e i 25 dollari mensili, mentre quello di un medico era intorno ai 30 dollari. Naturalmente aveva cominciato ad essere sdoganata una seconda economia (specie dopo il crollo dell’URSS e il cosiddetto “periodo especial”) affiancata a quella statale che riguardava molte persone, taxisti, piccoli e piccolissimi proprietari di case (sostanzialmente della loro casa, oggi mi pare che possono possederne due ma non ne sono certo) che l’affittavano ai turisti, ristoranti privati (i paladares) e via discorrendo altre attività legate al (piccolo) commercio e al turismo. Ho ragione di ritenere che questa sorta di doppia economia (ormai ufficiale) sia molto (se non moltissimo, da quanto mi dicono) cresciuta da allora, creando anche delle contraddizioni molto forti, perché un taxista privato che lavorava con i turisti già allora guadagnava quattro o cinque volte quello che guadagnava un dirigente d’azienda, un generale dell’esercito o un ministro. Per non parlare di quello che guadagnano le tantissime ragazze che a Cuba si “accompagnano” ai turisti, che in tantissimi casi si mettono in tasca in un giorno (ovviamente esentasse) l’equivalente di tre mesi di salario ufficiale. Qualcuno può scandalizzarsi ma le cose stanno così. Il governo combatte ufficialmente questa forma di auto-prostituzione (non esiste, questo è sicuro, alcuna forma di sfruttamento della prostituzione a Cuba) ma in realtà chiude un occhio e forse anche l’altro. Da chiarire che a Cuba nessuno/a muore di fame o ha problemi di alloggio, istruzione, sanità o altro, questo per evitare le solite speculazioni sul tema. A Cuba moltissime ragazze “arrotondano” (si fa per dire, perché guadagnano cinquanta o cento volte quello che guadagnano col loro lavoro ufficiale) spontaneamente, consapevolmente e molto, molto disinvoltamente “accompagnandosi” ai turisti, e certamente nessuno le obbliga. (P.S. lo sfruttamento della prostituzione è invece diffusissimo in tutto il resto del continente dove invece, effettivamente, moltissime ragazze non trovano di meglio per sopravvivere se non vendere il loro corpo…).
      In questa situazione, mi sembra del tutto normale (e anche giusto) che il governo trattenga (lo dici tu, io non lo so, prenderò informazioni, ma mi fido) il 75% del salario percepito dai medici cubani all’estero. Il 25% restante di 4 o 5mila euro significa tra i 1000 e i 1500 euro mensili che a Cuba, un paese dove appunto il salario medio è venti o trenta volte più basso, sono una fortuna. Del resto, in un paese socialista, sia pure con una economia mista (con tutte le contraddizioni che ciò comporta…), mi sembra del tutto normale che il governo intervenga per cercare di riequilibrare le cose. Non vedo perché un medico dovrebbe guadagnare cifre cento o duecento volte superiori a quelle che vengono percepite da un lavoratore cubano, anche qualificato (ingegneri, architetti, docenti ecc. ).
      Non possono fuggire – tu dici – perché altrimenti le famiglie vengono sottoposte a vessazioni? Intanto ormai da anni da Cuba si può uscire tranquillamente dal paese (io stesso ho conosciuto personalmente una ragazza cubana che lavora come cameriera in un ristorante che mi ha spiegato che vuole stare qui alcuni anni per poi tornare a Cuba e aprire una sua attività o forse anche stanziarsi qui, non aveva ancora deciso…), che poi i cubani non escano perché non hanno soldi è un altro discorso, ma il paese non è più chiuso. Secondo poi, c’era tanta gente che fuggiva dai paesi del blocco sovietico (dai quali in effetti non si poteva uscire se non per visitare altri paesi del blocco), figuriamoci se non possono farlo i cubani.
      Ciò detto, non penso affatto che Cuba sia il paradiso socialista (figuramoci…) ma neanche l’inferno che tu descrivi nel tuo commento per ragioni ideologiche. Un commento che trasuda un risentimento e un disprezzo verso Cuba che in genere si annidano nella solita “sinistra” radical post trotzschista, post gruppettara e post sessantottina fuori tempo massimo alla quale molto probabilmente appartieni. Tutto già tristemente visto.

      • Roby
        22 agosto 2022 at 17:23

        Conosco bene Cuba, e ci sono stato anche recentemente. Rispetto a una ventina d’anni fa Cuba è diventata un altro mondo. Dopo la morte di Fidel, con il potere al fratello generale Raul, capo delle Fuerzas Armadas Revolucionarias, tutto è passato in mano ai suoi fidati generali e colonnelli.

        Al genero colonnello, ora generale ed ex genero, Raul ha affidato la costituzione di un conglomerato finanziario in forma di società privatistica di capitali, la GAESA, che detiene le azioni di alcune holding di settore, sempre in forma di società di capitali, che a loro volta controllano le azioni di società operative nei vari rami economici, anche loro in forma di società di capital, a cui sono passate quasi tutte le atività economiche dell’isola. La proprietà delle azioni è secretata per motivi militari, si dice che è di vari corpi delle forze armate.

        Non è difficile capire che sommando al potere delle armi quello economico i militari hanno tutto in mano. Se uno riesce a entrare in confidenza con i compagni civili del partito e delle organizzazioni di massa, a invitarli fuori e farsi invitare a casa loro, prima o poi si sciolgono e salta fuori tutta la loro rabbia impotente per questa situazione in cui sono stati marginalizzati a un ruolo decorativo,.

        A cui si aggiunge la perdita di ruolo sociale con la creazione di una vasta piccola borghesia benestante, conseguente alle riforme liberalizzatrici delle piccole attività di Raul, e alla caduta dei limiti, da parte di Obama alle rimesse in dollari dei 3 milioni di fuorisciuti negli Stati Uniti, misura sospesa da Trump, ma ora riportata in vita da Biden aggiungendo la possibilità di investire nelle piccole attività, con il risultato che i parenti dei cubanoamericani e quelli con piccole attività coi turisti se la passano bene, e la disuguaglianza è diventata molto forte anche tra vicini di casa. Gli alti ufficiali un cubano normale neanche li vede perchè vivono in un mondo a parte, sia ocme case che come sanità dedicata solo a loro.

        I nostri mezzi di comunicazione hanno raccontato la recente rivolta popolare a Cuba come se fosse stata di tipo liberale, per i diritti politici e civili, che in realtà interessano a pochi, mentre è stata causata dal livello crescente di disuguaglianza, diventato esplosivo nel contesto di impoverimento per il crollo del turismo causa pandemia. E’ se non riescono a mettere riparo al problema della disuguaglianza galoppante che, a parer mio, rischiano veramente grosso. Un certo supporto esterno viene dalla Cina, la presenza della Russia praticamente non esiste più dal crollo dell’Urss, a parte rinviare il pagamento di vecchi debiti che non potranno mai essere ripagati, e l’alleato Venezuela anche non se la passa bene, e ha dovuto dollarizzare l’economia per non crollare con un’inflazione che era diventata da Germania di Waimar.

    • Roby
      22 agosto 2022 at 16:41

      Guardano in concreto la realtà cubana, quello che chiami sfruttamento para-schiavistico è visto dagli altri medici cubani come un invidiato privilegio. Quel 25% sono soldoni per un medico cubano, c’è la fila per andare all’estero, e chi può anche paga per passare davanti. Anche perchè poi quando sono all’estero comprano cose che a Cuba mancano, passano la dogana con un regalo e le rivendono a prezzi molto maggiorati guadagnando ulteriori soldi.
      Certo poi molti sono attratti dal maggiore benessere di certi paesi dove arrivano e se la filano (per questo vengono tenuti sotto controllo) ma questo succede non solo per i medici ma anche per esempio per sportivi e musicisti.

    • Mario Galati
      23 agosto 2022 at 18:31

      Rosarossa, sbiadita, dovrebbe chiedersi chi ha formato i medici cubani. Forse si sono fatti da sé, come i tanti Baroni di Munchausen dell’ideologia liberale che si reggono per i loro stessi capelli, sospesi sui burroni.
      Anche ai tempi dell’URSS gli scienziati pretendevano di andare liberamente all’estero per vendere una merce, il loro sapere, che non apparteneva a loro ma alla società che li aveva formati (oltre che di passare al nemico informazioni di vario genere).
      Cambia il tuo nickname in Rosablu liberale.

      • Roby
        25 agosto 2022 at 18:56

        Infatti, se devo fare una critica semmai direi che quel 25% è troppo in relazione agli stipendi cubani. Sui 4700 euro di cui ha parlato Occhiuto, quasi 1200 sono un’enormità a Cuba, tipo 20 volte tanto quello che prendono i medici nell’isola.
        Gli operatori sanitari all’estero sono – insieme con i cuentapropistas e quelli che ricevono dollari dai parenti negli Stati Uniti – una piccola-media borghesia che da un lato provoca risentimento popolare per diseguaglianza, e dall’altro è comunque scontenta perchè pensa che vivrebbe ancor meglio in un sistema capitalista.

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