Donald Trump e le sconfitte che verranno

La vittoria della Siria contro la sovversione wahabita spalleggiata da USA, Gran Bretagna ed Israele è il risultato della mobilitazione del popolo siriano. Il presidente Bashar al-Assad ha fatto il resto comprendendo, fin da subito, il piano dei neoconservatori: distruggere il Medio Oriente favorendo il progetto del Grande Israele. Salvando le zone strategiche del paese, il Partito Ba’th ha organizzato la controffensiva delle forze antimperialiste costringendo Washington alla ritirata. Il complesso militar-industriale si è diviso in tre tendenze:

  • L’Alt Right è favorevole ad una relativa pacificazione con Russia e nazionalismo arabo nel (vano) tentativo di dividere la Russia bianca da quella asiatica. Negli stessi termini, la destra alternativa yankee vorrebbe dividere il panarabismo dallo sciismo guadagnandosi l’astensione del Partito Baas davanti all’accordo del secolo sulla pelle del popolo palestinese.
  • Il presidente Trump concorda col progetto dell’Alt Right su Russia e Siria, ma non è disposto ad avventurarsi in una guerra contro l’Iran per soddisfare gli interessi dell’estrema destra israeliana ma anche dei laburisti di Tel Aviv. Se per Bannon la guerra anti-iraniana ed anti-turca deve essere (anche) militare, per il presidente eletto il conflitto non andrà oltre la guerra commerciale.
  • Lo Stato profondo guidato dalla CIA, John Bolton ed il clan. L’imperialismo USA ruota attorno al complesso militare-industriale, il quale persegue il piano di conquista dell’Eurasia pianificato alla metà degli anni ‘90. La ‘’sinistra’’ democratica e i neoconservatori ‘’repubblicani’’ rappresentano l’establishment di riferimento degli antichi apparati militari.

Il piano della destra evangelica è fuori dalla realtà; la Russia ortodossa è ostile al puritanesimo anglosassone quindi non accetterà nessuna assimilazione coi santoni della cerchia ‘’cristiano fascista’’. Per i seguaci calvinisti l’uomo ha una natura malvagia, per questo motivo gli evangelici predicano (a) il disimpegno politico, (b) il dominio assoluto delle elite. Contrariamente la Chiesa ortodossa crede nella perfettibilità della natura umana: se Dio si è fatto Uomo, anche l’Uomo può farsi Dio. In Brasile, Donald Trump e l’Alt Right hanno portato al potere il neofascista evangelico Jair Bolsonaro. Il presidente Putin ha risposto appoggiando anche militarmente il Venezuela bolivariano, e in qualche modo ha anche riconosciuto una comune radice teleologica fra l’ortodossia cristiana e la Teologia della Liberazione sudamericana. Nazionalisti russi e socialisti sudamericani considerano – non a torto – gli evangelici alla stregua di mercanti ‘’vendi patria’’.

L’Iran non permetterà l’abdicazione dello sciismo rivoluzionario. Secondo Thierry Meyssan: ‘’pur in assenza di annuncio ufficiale, il deal del secolo è operativo. Hamas non combatte più Israele, da cui ora viene finanziato attraverso il Qatar. La monarchia hashemita dovrà accettare di regnare sui palestinesi, a rischio di esserne rovesciata. Il regime di apartheid di Tel Aviv dovrebbe subire nei prossimi anni la stessa sorte di quello di Pretoria’’ 1. La corruzione della borghesia islamica palestinese non implica la fine della lotta di liberazione nazionale; mentre Trump, Hamas e gli sceicchi qatariani trattano, Teheran addestra i combattenti della Jihad islamica, alleati della guerriglia marxista-leninista del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina. Il piano, pacifista a parole e guerrafondaio nei fatti, ben presto verrà cestinato.

L’articolo di Thierry Meyssan ci informa che: ‘’Tre anni fa, sorpassati dalla Cina, gli USA hanno perso il primato economico. Poi hanno ceduto quello militare convenzionale alla Russia. Ora, di fronte alle armi ipersoniche russe, hanno perso anche il rango di prima potenza militare nucleare’’. La Turchia ha respinto il piano statunitense per la Siria e si propone di vigilare, con Iran e Russia, sulla ritirata nord-americana 2. Dall’altra parte, Damasco ha separato le milizie curde filo-russe da quelle filo-USA. Il presidente al-Assad ha messo al sicuro i combattenti non ostili al governo centrale, neutralizzando sul nascere le ambizioni neo-ottomane del governo di Ankara. Una cosa è certa: Mosca non permetterà a Washington di rientrare, in modo piratesco, nella regione.

Il mondo si evolve da unipolare a multipolare; il giornalista Thierry Meyssan sopravvaluta il peso della diplomazia, chi scrive crede invece che l’ago della bilancia siano le ripetute vittorie militari del fronte anti-statunitense. Il complesso militar-industriale americano è stato sconfitto in Siria, adesso la Russia dovrà appoggiare i movimenti e i governi progressisti latino-americani contro l’offensiva del neofascismo evangelico. Il presidente Maduro, fin da subito, ha il dovere di studiare con attenzione la vittoria militare del Partito Baas, cercando di replicare nei prossimi anni l’impresa.

http://www.voltairenet.org/article204467.html

https://www.hispantv.com/noticias/turquia/408150/rusia-iran-salida-eeuu-siria-kurdos?fbclid=IwAR0MkhLg9gnIv108_sLWiYwZ1rWNtWEfmXV9zLpcHCYTZEBatz8e6E4ecZ8

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Fonte foto: ANSA.IT (da Google)

1 commento per “Donald Trump e le sconfitte che verranno

  1. giulio larosa
    11 gennaio 2019 at 17:02

    Il compito di Maduro e’ arduo perche’ gli evangelici che sono dei vendi patria ovunque nel mondo si presentano come agnelli ed e’ difficile combatterli apertamente come si puo’ fare invece con l’islam estremista.
    Quello che in realta’ servirebbe e’ una controffensiva anche religiosa che possa combattere queste sette filoisraeliane sul loro stesso piano.
    Per questo penso che un accordo con la chiesa cattolica possa essere una mossa sapiente per maduro e non solo per lui mentre continuare a combatterla come se fosse l’unico nemico lo considero un errore gravissimo, specie in sud america dove la chiesa cattolica, al contrario dei reazionari evangelici, ha dimostrato una notevole vicinanza anche alle idee della vera sinistra

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