Il 18 notturno

Non so se a qualcuno di voi è mai capitato di prendere il 18 notturno alle 4.30 del mattino. Non quello che riporta i diciassettenni a casa dal circoloDegliArtisti… quello che porta la gente al lavoro. A me ultimamente Sì; purtroppo o per fortuna (fate voi) non per motivi di lavoro. Ebbene è pieno zzzeppo di stranieri… lo sono quasi tutti. Persone che puntano la sveglia alle 3.30 per stare in centro alle 6.30 od alle 7; perché le tempistiche di spostamento nella Civile Roma sono queste. Gente con cappelli e scaldacollo pure d’estate, che va a pulire scale, uffici, culi, o cucine. Gente che NON SOMIGLIA neanche un po’ alla mitologica creatura Fantasy del bighellone fondamentalista a cui lo Stato Bolscevico by Confindustria REGALA CASA, AUTO, CELLULARE, JACUZZI, SCHIAVO ALBINO & 35 EURO AL MESE per nonfareuncàzzo & stuprarcy le mogly ellesorèlleh… No, Queste son persone che – con indicibile Dignità – dormono 3 ore per notte per “mandare avanti la nostra (ahhaah) economia”… Per permettere ai pontificatori ed ai bovàri inside di subentrare nella fabbricheèetta, di pigliarsi il terzo master in onicoStylism e di farsi il triennio di STUDIO (su come rollare senza mani) ad Amsterdam… La prossima volta che vedrò un film, una partita od un concerto debbo ricordarmene… Di “aggiornare” i miei personali eroi. Fossero parte di una patria, probabilmente sarei un patriota. Voi lo siete per amore verso sbirri, cecchini e faccendieri con introiti a 6 zeri… Son scelte. Pigliatelo il 18 notturno direzione Venezia una volta… Che magari – dopo Tanti vaticinii ex catedra – può pur capitare che impariate qualcosa.

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10 commenti per “Il 18 notturno

  1. Giulio larosa
    24 marzo 2017 at 10:52

    Condivido la tua esperienza e ho amici e compagni di lavoro rumeni, polacchi, albanesi.
    Dobbiamo però dire altrettanto chiaramente che questi non fanno parte del circuito delle ong sorosiane e non sono arrivati con i finti barconi.
    Il traffico di uomini delle ong è uno scandalo così come la bugiarda narrativa del buon migrante e del cattivo sottoproletario di noantri.

    • Marco
      25 marzo 2017 at 3:04

      Mi spiega come mai i finti barconi provocano morti vere? E non in misura minima!! Si dovrebbe vergognare! Certa gente la vorrei vedere non solo sul 18 notturno ma pure sui ” finti ” barconi”. Forse imparerebbe a scrivere e a dire meno Bojate! Mi stupisco come mai fabrizio marchi, che stimo per gli importantissimi contributi sul femminismo e sul.sionismo ( ma anche su altri argomenti, come proprio l’immigrazione), permetta simili commenti o non dia loro risposta. Dovrebbe essere ovvio a tutti, anche all’ultimo dei cretini, che la stragrande maggioranza di chi affronta simili viaggi in condizioni disumane e a rischio della propria vita non puo’ essere costituita da finti immigrati, ma da gente in preda ala più assoluta disperazione. Ma evidentemente la.narrazione mediatica, la stessa che crea mostri come Salvini, ormai ha fatto danni irreparabili.

      • Fabrizio Marchi
        25 marzo 2017 at 5:11

        Sono d’accordo con te, Marco, quella parte del commento di Giulio La Rosa è inaccettabile, specie nel momento in cui il Mediterraneo è diventato ormai un gigantesco cimitero naturale per immigrati annegati a migliaia.
        La cosa singolare è che Giulio, per sua stessa ammissione è stato un simpatizzante della IV Internazionale (organizzazione trotzschista) per 30 anni. Miracoli del divenire…boh…
        Forse però, la sua vera finalità era quella di criticare la retorica buonista delle istituzioni e della “sinistra” che da una parte è organica al capitale e al sistema e dall’altra copre questa sua organicità con l’ideologia politically correct….Resta il fatto che quel suo commento è inaccettabile e anche di pessimo gusto. Nondimeno su questo giornale garantiamo la libertà di espressione, anche quando vengono espressi concetti per noi molto gravi. Entro certi limiti, naturalmente, e questo commento, che per la verità mi era sfuggito (può succedere…), in effetti è quasi al limite. In ogni caso gli stiamo rispondendo. La cosa migliore e più educativa sarebbe proprio quella che tu stesso hai suggerito e cioè che Giulio La Rosa, non come cittadino italiano ma come un immigrato qualsiasi, privo di passaporto e di cittadinanza, si facesse una bella traversata del Mediterraneo su uno di quei barconi ammassato come un animale insime a tanti altri partendo dalla Libia, magari dopo essere transitato per uno dei lager per immigrati sul posto e dopo aver pagato uno scafista che come lo carica a bordo lo getta pure a mare all’occorrenza senza troppi giri di parole…Non gli auguriamo ovviamente di fare naufragio perché certe cose non si augurano a nessuno…Però speriamo che ora rifletta su quanto ha scritto…

        • Marco
          25 marzo 2017 at 10:37

          Un grazie a Fabrizio Marchi, a cui rinnovo, ovviamente, la mia stima. Lo considero un eroe, al pari del compianto Costanzo Preve, Sergio Cararo ( nonostane gli articoli di cattivo gusto sulla questione dei generi, apparsi ultimamente sul blog di quest’ultimo), e pochi altri (tra cui gli altri articolisti di questo blog, in primis Stefano Zecchinelli), in tempi come questi di totale appiattimento mediatico. E sì, perché considero il circo mediatico ( nella cui rete cadono tutti, dall’analfabeta al plurilauerato) la più micidiale arma mai posseduta dal potere in tutta la.storia del genere umano.

          • Fabrizio Marchi
            25 marzo 2017 at 12:36

            Ti ringrazio di cuore per la stima, Marco. Tuttavia definirmi un eroe mi pare esagerato 🙂 Sono soltanto un uomo che ha deciso di dire ciò che pensa, costi quel che costi, e fregandosene dello “spirito dei tempi”. Ci vuole del coraggio, certo, però non esageriamo. Gli eroi sono altri e sono quelli che hanno pagato e pagano con la vita le loro scelte. Io non sono in grado di dire fin dove potrei arrivare per difendere le mie idee, e forse nessuno lo sa a priori.
            Stimo molto anche io Sergio Cararo, che è un mio vecchio amico, anche io. Anche per questo mi dispiace che Contropiano, da lui diretto, abbia imboccato questa via di adesione più o meno convinta al femminismo. Adesso non voglio e non posso entrare in questioni personali però non credo che molti compagni della rete dei Comunisti e anche lui personalmente siano poi così entusiasti al femminismo…Però evidentemente, siccome li conosco abbastanza, scelgono la logica del fare massa critica in questa fase. Sbagliano, e di grosso, perché quella logica potrebbe avere un senso nel momento in cui è egemoni ma non ora. Ora si tratta invece, come ho spiegato nel mio ultimo articolo pubblicato ieri, di fare esattamente il contrario. Se si vuole recuperare terreno e cercare di riallacciare un dialogo con i ceti popolari (una volta collocati a sinistra per ragioni naturali e tradizionali e ora egemonizzati dalla destra) è necessario ROMPERE con l’ideologia politicamente corretta. Così come se si vuole ricostruire un autentico nuovo e adeguato ai tempi soggetto di classe anticapitalista. L’errore dei compagni di Contropiano e della Rete dei comunisti è quindi di natura strutturale, strategica, e non tattica.

  2. Giulio larosa
    25 marzo 2017 at 11:16

    Calma! Che le ong Facciano lucro sul trasporto di poveracci è noto e ormai documentato. Altrettanto è evidente che esiste un giro di affari sulla presunta accoglienza tutto altro che pulito e a Roma avete avuto un clamoroso esempio. Purtroppo esistono diverse categorie di poveracci, alcuni li troviamo sui vari 18 notturni altri no. Io conosco entrambi sia xche mi capita di lavorare con loro e anche di viverci assieme, perchè al contrario di tanti che ne parlato, io a casa mia, semipignorata, ho ospitato amici senza limiti di tempo, amici e colleghi del 18 notturno e non, dal ghana alla polonia all Italia stessa. Quanto a marx o lenin ricordo una differenza tra proletari e lumpen. Nessun disprezzo e nessun risentimento x i secondi ma è chiaro che la loro funzione non è la stessa e la presenza o Meno sul 18 notturno lo dimostra.

    • Fabrizio Marchi
      25 marzo 2017 at 12:17

      Giulio, un conto è dire che ci sono Ong del tutto organiche al sistema che fanno affari speculando sulla tragedia dell’immigrazione, e un altro è parlare di “finti barconi”.
      Le parole, come sappiamo, pesano più delle pietre. Esiste un’immigrazione artificiale e artificiosa creata ad hoc da queste Ong a scopo di lucro? E’ probabile e forse in alcuni casi certo. Resta il fatto che il grosso dell’immigrazione è un fenomeno di massa “autentico” nel senso che è causato dalle contraddizioni strutturali del sistema capitalista, dall’ordine diseguale del mondo e dalla divisione fra paesi ricchi e paesi poveri, sfruttati dai primi. Cerchiamo di non confondere “gli spacciatori con gli spacciati”, come si diceva una volta…Dopo di che, questo non significa che un immigrato sia “buono” in quanto tale” e che un autoctono sia “cattivo in quanto tale o viceversa. Queste sono fesserie ma non è di questo che stiamo ragionando.
      Chi si imbarca sui barconi (e molto spesso muore) è un disperato. Stiamo parlando di gente che non ha NULLA, nel vero senso della parola, se non la propria vita e quei pochi stracci che indossa. Poi si può anche discutere su come cercare di affrontare il fenomeno dell’immigrazione e ciascuno ha le sue ricette. Ma resta il fatto che parlare di “finti barconi”, specie in considerazione della tragedia costante a cui assistiamo pressoché quotidianamente, con centinaia e migliaia di immigrati che ogni giorno sbarcano a Lampedusa o vengono salvati durante una tempesta e molto spesso muoiono annegati, è inaccettabile.
      Questa è una vera tragedia umana, una vera emergenza alla quale è doveroso sotto ogni profilo cercare di trovare una soluzione, altro che il “femminicidio”…
      P.S. il discorso sui proletari e msui lumpenproletari (cioè sottoproletari) è tut’altro, e non ha a che vedere con la questione dell’immigrazione. Poi che alcuni fra questi finiscano nel sottoproletariato perchè non riescono ad integrarsi, a trovare un lavoro o comunque il modo per sopravvivere in modo (quasi) dignitoso) e quindi delinquano (come delinquono anche alcuni autoctoni) è un altro discorso. Ma anche questo non c’entra con quello che stiamo dicendo. Per comprendere la realtà bisogna a mio parere fuoriuscire sia dalle vulgate di destra che da quelle di “sinistra” e approcciare la realtà in modo lucido come proprio Marx ci ha insegnato a fare…

  3. giulio larosa
    25 marzo 2017 at 17:40

    Mi dispiace insistere ma per la stima che ho di voi mi sento di doverlo fare.
    La sinistra diciamo estrema sinistra, non ha soltanto bevuto fino in fondo il calice del politicamente corretto sul femminismo ma ha fatto altrettanto sui “migranti”. Errore doppio.
    Quindi e’ fondamentale cominciare a fare chiarezza anche sul fenomeno immigrazione come e’ stato da voi fatto per le questioni di genere. Dire certe verita’ non significa essere sessuofobico o misogino o omofobo e dirne altre non vuol dire essere razzista o xenofobo.
    Che esistano barconi veri e barconi falsi e’ assolutamente ben noto, lo scandalo e’ riportato da molte fonti, ne cito una per tutte, certamente non appartenente alla destra bavosa:
    https://aurorasito.wordpress.com/2016/12/07/le-ong-contrabbandano-immigrati-in-europa/
    Che veri o falsi la tragedia sia quella di chi finisce sui barconi e’ anche vero ma e’ anche vero che lo scandalo non si ferma al solo traffico.
    Piaccia o no, l’accattonaggio ormai di massa non e’ soltanto il prodotto della poverta’ e della crisi o della difficolta’ a integrarsi ma anche di un ulteriore lercio commercio che avviene alle spalle di alcuni soggetti, purtroppo nella maggior parte dei casi etnicamente ben definiti.
    Le organizzazioni di “accattonaggio”, sono spesso proprio quelle legate ai sorosiani che portano persone gia’ destinate a vivere di certi espedienti o con la promessa e perfino alcune tutele sociali che glielo permettono.
    Infine ci sono anche le scelte personali perche’ se esistono colpe “sociali” esistono anche quelle personali.
    Le povere signore che fanno le donne delle pulizie, sformate e malandate per la fatica, non sono la stessa cosa del giovanotto figo e in buona salute che sta col cappello in mano davanti al bar a chiedere l’elemosina o a fingere di vendere le calzette, spesso anche con una certa arroganza e maleducazione e che non ne vuole nemmeno sapere di venire a casa tua a fare le pulizie o a fare l’operaio nella tua dittarella di artigiani divorati dal fisco, cosa che invece qualcun altro e’ disposto a fare.
    Siamo d’accordo o no?
    La banda di spacciatori violenta e prepotente che terrorizza i muratori, gli operai, i proletari, italiani o non italiani non conta, che lavorano veramente nelle disastrate periferie, non sono i loro colleghi sfortunati che non trovano lavoro. Questo non significa che la loro storia di singoli non sia una tragedia essa stessa! Se uno chiede l’elemosina o spaccia droga a san basilio o quarto oggiaro e’ chiaro che’ e’ un disperato ma e’ chiaro che e’ di un altro genere rispetto a quello che alle tre di notte si alza per andare al cantiere fuori citta’ a fare il muratore per 700euro al mese. Se amiamo il popolo e amiamo i lavoratori, non possiamo non riconoscere questa differenza al popolo del 18 notturno e considerarli come quegli altri! Altrimenti e’ chiaro che questi poi diventano fascisti!
    In ogni caso, una cosa e’ la dovuta solidarieta’ umana al disperato, una cosa e’ fingere di non vedere gli strozzini che campano sopra di lui. L’esempio degli zingari e’ eclatante (a proposito sono anche stato un membro dell’Opera Nomadi per alcuni anni per cui so bene come funziona il massacro sociale). I Rom o zingari che dir si voglia vivono in uno stato di sopraffazione infernale che non si puo’ non denunciare, anche a cominciare da chi tra di loro e’ al livello medio e alto della catena della sopraffazione. Questi veri e propri campi di concentramento non esistono solo perche’ c’e’ la poverta’ o non si riescono a integrare ma perche’ in essi si e’ incistata una vera e propria dittatura che vive di questo sfruttamento e lo perpetua impedendo a chi finisce nella rete qualsiasi possibilita’ di integrazione o di salvezza se non facendo carriera all’interno della struttura criminale. Molte delle cosiddette reti assistenziali sono di fatto complici di questo stato di cose perche’ continuano a farne una questione “razziale”: noi – i Rom, e invece no, c’e’ lo sfruttatore e lo sfruttato!
    Tra gli africani stiamo arrivando ad una situazione non molto diversa e una delle cause dell’emigrazione da certe zone dell’ Africa e’ proprio la catena dello sfruttamento legata al mercato dell’accattonaggio e della prostituzione che preleva (a volte perfino con la forza o col ricatto) i miserabili e li sbarca da noi, per poi metterli all’opera come loro vogliono.
    Questi barconi (che ho chiamato “finti” per dire con un termine colorito che non sono dovuti a fenomeni spontanei di emigrazione), non sono riempiti da gente che scappa dalla miseria o dalle guerre che viene qui a cercare lavoro ma da schiavi che partono schiavi per arrivare schiavi in un ben definito settore. Il traffico di miserabili e’ ingrossato dalla malavita, anzi dalle malavite, la loro, quella di certe “nostre” ONG legate alla finta solidarieta’ e quella delle nostre malavite vere e proprie, camorra in primis.
    La cosa piu’ schifosa pero’ di tutto questo orrore e’ che su questo e’ stata costruita una nuova leggenda della solidarieta’, del buon migrante e del proletario nostrano cattivo che alimenta la cassa (parlo proprio di soldi) di certi partiti con le loro associazioni e che serve a dipingere di buono e bello chi non e’ ne’ bello ne’ buono ed e’ usato per condannare e umiliare altri poveracci che di tanto in tanto esplodono in rabbiose proteste, certo brutte, sporche e cattive ma non certo senza buone ragioni. A proposito, dei tassisti avete ben detto ma non ci sono solo i tassisti.
    Inoltre, che esistano anche dei canali preferenziali nel fornire assistenza a chi e’ in carico alla ONG “amica” piuttosto che al poveraccio di cui non si occupa nessuna ONG o di cui si occupa l’ ONG NON amica, e’ altrettanto vero e non ci si puo’ nascondere dietro alla tragedia del migrante per giustificarlo.
    Negli ultimi due anni ben tre amici miei sono morti suicidi perche’ ridotti alla miseria nera e non hanno trovato nessuna solidarieta’ e sostegno, certo non per colpa del negretto, ci mancherebbe altro ma per colpa del clientelismo assistenziale e para mafioso che campa di politicamente corretto e se ne fotte degli altir si. Mi spiace dirlo ma e’ la verita’.

  4. Marco
    26 marzo 2017 at 1:55

    Mi permetta di dubitare della fonte da lei citata, ciò che lei asserisce necessita di documentazione ben più probante. Ma quand’anche fosse come lei sostiene, cioè che la stragrande maggioranza (se ho capito bene) degli immigrati africani sul.nostro territorio è costituita da schiavi destinati dalle ong sorosiane alla delinquenza, all’accattonaggio e alla prostituzione ( cosa su cui ho quantomeno dei dubbi, visto che ho conosciuto e conosco diversi di costoro che si sbattono come e più di noi italiani per lavorare onestamente, gli unici delinquenti stranieri nei quali mi è capitato di imbattermi sono stati, semmai, degli albanesi, ma chissà magari anch’essi erano seguaci di soros), restano pur sempre delle vittime, che conducono una vita infame, e spesso muoiono in maniera altrettanto infame. La cosa che mi fa venire la mosca al naso , come si suol dire, è che lei mette in un sol fascio la questione dei migranti e il femminismo, sul quale la narrazione mediatica è veramente a senso unico. Viceversa, io tutto buonismo sui.migranti non lo vedo, anzi vedo solo odio vomitato costantemente da radio e TV., non a caso Salvini è un personaggio costruito dai media. E i mass media non sono certo in mano al.popolo, questo me lo consentira’! Ebbene, proprio dai media sono partite e partono costantemente campagne denigratorie contro i migranti, fondate su dati esagerati o su vere e proprie bufale.

  5. Fabrizio Marchi
    26 marzo 2017 at 10:47

    Sono d’accordo con Marco.
    Il fatto che esistano organizzazioni che gestiscono la tratta dell’immigrazione (come una volta c’erano le compagnie che gestivano la tratta degli schiavi…) non cambia di una virgola la sostanza della questione. Mi sembra anche superfluo spiegare il perché.
    Secondo me, caro Giulio, sbagli proprio nell’approccio alla questione stessa, nel senso che sei tu stesso in primis a creare la divisione fra proletari autoctoni e proletari immigrati, che è esattamente quello che fa quella “destra bavosa” (uso le tue stesse parole…) che tu stesso hai citato.
    Chiarito questo (ma per la verità mi sto ripetendo), il problema non è assumere un atteggiamento falso, ipocrita e buonista nei confronti del problema dell’immigrazione (atteggiamento che sappiamo essere la foglia di fico ideologica di una parte del sistema politico-mediatico dominante e della sua propaggine di “sinistra”), ma fare un’analisi lucida sulle cause strutturali dell’immigrazione, cosa che mi pare abbiamo già fatto ampiamente. Ora, stabilire quanti immigrati siano giunti in Europa (o in America) per “libera scelta” (sempre ammesso che l’emigrazione data dalla disperazione sia una libera scelta, ma ci siamo capiti…) o perché “gestiti” da organizzazioni che speculano sulla loro condizione e organizzano l’immigrazione per il proprio utile, NON cambia assolutamente NULLA rispetto al fenomeno dell’immigrazione e alla sua analisi. Perché sia nell’un caso che nell’altro gli immigrati restano comunque delle vittime. Vittime, per capirci e per evitare equivoci, non nel senso buonista e politicamente corretto del termine, ma nel senso che sono coloro che oggettivamente subiscono sulla propria pelle le contraddizioni del sistema dominante. E’ chiaro il concetto?
    Adesso, che fra gli immigrati ci sia anche chi delinque (con tute le ricadute del caso) non significa assolutamente nulla rispetto all’analisi che stiamo facendo. Se è per questo ci sono intere regioni italiane, penso alla Campania e alla Calabria, praticamente controllate e addirittura governate dalla criminalità organizzata autoctona (oltre alle ramificazioni in tutto il paese). Regioni dove addirittura la criminalità organizzata gestisce e controlla il territorio e ha decine di migliaia di “dipendenti” (autoctoni).
    Quindi l’equazione immigrazione=delinquenza è ridicola oltre che molto grave, ma soprattutto è un depistaggio ideologico che viene portato avanti lucidamente (e anche qui ha ragione Marco) dalla variante di destra del sistema. Non conosco i nomi delle trasmissioni (una mi pare si chiami Quinta Colonna, l’altra non la ricordo), ma ad esempio Rete 4 (di proprietà di Berlusconi) porta avanti una lucida ancorchè rozza (destinata ad un pubblico popolare già ampiamente lobotomizzato) campagna di criminalizzazione degli immigrati. E ha ragione ancora Marco nel dire che il “fenomeno Salvini” è stato costruito di sana pianta dai media, quelli di “destra” ma anche quelli di “sinistra” (perché comunque gli interessa fare audience…). Non vedo esponente politico più presente in tv di Matteo Salvini, chiamato a intervenire OVUNQUE.
    Quindi, come vediamo, da una parte abbiamo la variante “boldriniana”, “buonista” e di “sinistra”, e dall’altra la variante di “destra”, “cattivista” e fondamentalmente razzista che deve far presa sulla “pancia” della gente, scazzata per tante ragioni. Naturalmente questa seconda variante deve ingigantire all’ennesima potenza il fenomeno dell’immigrazione e delle problematiche conseguenti. La mia opinione è che in realtà le problematiche collegate all’immigrazione hanno un impatto minimo sulla grande maggioranza della popolazione (ma su questo scriverò un articolo a breve) però, come dicevamo, il “pompaggio” mediatico è molto potente da questo punto di vista, per cui un problema minimo viene trasformato in un problema massimo, quando in realtà ci sono tante altre problematiche che incidono sulla carne di tanta gente e non è certo l’immigrazione una di queste.
    Esempio? Io vivo in un quartiere popolare della capitale dove, ovviamente, ci sono tanti extracomunitari. La loro presenza ha un impatto sulla mia vita? Nessuno. A parte quelli che agli angoli dei semafori mi chiedono di lavare il vetro della macchina o di vendermi dei fazzolettini di carta. E’ così insopportabile?
    Volete conoscere qualche impatto reale sulla mia vita, decisamente meno sopportabile? Ve lo dico subito: la rata di Equitalia di euro 122, 47 che sto pagando da tre anni e mezzo e che dovrò pagare per altri tre anni per delle multe ridicole del cazzo (quasi tutte perché con il motorino mi trovavo nelle corsie degli autobus, cosa che a Roma è normalissimo fare se si vuole sopravvivere al traffico…) e la rata del mutuo per la casa con la banca che finalmente finirò di pagare fra quattro anni (naturalmente l’elenco degli “impatti” reali sulla mia vita potrebbe essere molto più lungo ma ve lo risparmio, anche perché sono i problemi di tanti…).
    Anni fa un gruppo di extracomunitari dormiva nel parco proprio davanti casa mia, d’estate, d’inverno, sotto degli alberi. Io provavo un moto di solidarietà istintiva per questa gente (che non ha MAI dato fastidio a nessuno) mentre qualche cazzone avariato ha cominciato a starnazzare (“è un’indecenza, uno schifo” …ecc.) le solite minchiate che starnazza questa gente in questi casi. La stessa gente, diciamocelo, che ingoia tutto dai potenti, che “fa pippa”, come si dice a Roma, davanti al capoufficio e si mette in fila “buon buona” a pagare la rata Equitalia e poi rompe i coglioni agli extracomunitari per ragioni peraltro il più delle volte inesistenti perché, come abbiamo detto, l’“emergenza immigrati”, se parliamo di impatto REALE sulla vita della stragrande maggioranza della popolazione, è quasi NULLO.
    Mi scuso per il linguaggio poco ortodosso ma, sempre come si dice a Roma, “quando ce vò, ce vò”, e “così famo a capisse mejo…” che non utilizzando un linguaggio più italianamente corretto…
    P.S. è da tempo che dovevo affrontare questo argomento, mi rendo conto che è venuta l’ora di farlo, a prestissimo un mio articolo nel merito…

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