Ho appena saputo della scomparsa
dell’amico e compagno Alberto Benzoni che conoscevo da circa quarant’anni.
Alberto è stato uno scrittore, un intellettuale, un giornalista e un dirigente
politico, una figura storica del socialismo romano e italiano. E’ stato un
dirigente del PSI al quale si era iscritto fin dal 1957, ricoprendo vari
incarichi, fra gli altri quello di vicesindaco di Roma durante la giunta di
sinistra presieduta da Giulio Carlo Argan, eletto come indipendente nelle liste
del PCI, nella seconda metà degli anni ’70.
Alberto non è mai stato un
funzionario di partito, un politico di professione, per lui la politica era una
passione civile, una missione. Un uomo specchiato, di rarissima onestà
intellettuale e di alto rigore morale. Un uomo estremamente intelligente, lucido,
colto, brillante, aperto al dialogo e provvisto di grande ironia e leggerezza,
un autentico spirito laico. Mi sono consigliato spesso con lui su decisioni,
anche importanti, da prendere in ambito politico. Negli ultimi anni aveva
pubblicato anche diversi articoli su L’Interferenza. Scherzavamo spesso un po’ su tutto, oltre a
farci delle lunghissime chiacchierate su temi politici, ma anche sulla vita,
sempre con quella leggerezza e quell’ironia che lo caratterizzava. E a proposito di ironia, lui che era tifoso
della Roma usava ripetermi, per prendermi bonariamente in giro, che “in fondo i
tifosi laziali sono compagni che sbagliano” perché per lui il “nemico” in
ambito calcistico era la Juventus.
Abbiamo avuto nel corso degli anni
uno scambio dialettico, politico e filosofico molto serrato e intenso che mi ha
arricchito sia a livello politico e culturale che soprattutto umano. Un
Socialista con la S maiuscola, senza se e senza ma, che ha contribuito fino all’ultimo
a dare il suo grande contributo di idee.
Alberto era veramente una gran
bella persona. Ha avuto una vita ricca, intensa, vivace, senza rimorsi e piena
di affetti e amicizie. Una vita invidiabile. Mi mancherà moltissimo. Ma lui
avrebbe voluto che lo salutassimo con quella leggerezza che era parte della sua
persona.
Ciao Alberto, la Terra ti sarà sicuramente lieve e il Cielo ti accoglierà come meriti. Le condoglianze mie e di tutti i compagni della redazione de L’Interferenza a sua figlia Elisa e a tutta la sua famiglia.