La guerra si avvicina


La Groenlandia è minacciata dagli Stati Uniti, ma gli inglesi e gli statunitensi rafforzano la loro presenza sull’isola, già nei fatti occupata dalle “basi militari amiche degli Stati Uniti”. Così è la guerra… quando essa si avvicina la razionalità militare ha il suo completamento nell’irrazionalità della propaganda. Decenni di distruzione della pubblica ragione, la Quarta guerra mondiale, come la chiamava Costanzo Preve, ha  portato a una inversione psicotica della realtà a cui i sudditi debilitati nello spirito e colonizzati nelle menti credono o fingono di credere  (menzogna conosciuta a cui si finge di credere per sopravvivere). Dunque il principio di non contraddizione e le leggi logiche che governano gli eventi e l’ordine dei discorso sono infrante. L’occidente affonda nella violenza dell’irrazionale e tra le ombre delle menzogne. La violenza della guerra è già tra di noi e il passo successivo sarà la “guerra totale e finale”.

In Iran si spara e si uccide. Un manifestante in  Inghilterra ha sostituito la bandiera dell’ambasciata iraniana con la bandiera della monarchia imperiale iraniana e i social danno grande risalto all’erede del Trono del Pavone; è disponibile anch’egli a rientrare in patria per “la transizione democratica sostenuta dagli Stati Uniti”. Trump minaccia l’intervento per “aiutare” i manifestanti. Le bombe americane in questo periodo “aiutano” solo i popoli che camminano sui giacimenti di petrolio e risorse minerarie. Ancora una volta è l’irrazionale a venirci incontro.

La monarchia iraniana fu rovesciata nel 1979 per le sue oltraggiose ineguaglianze sociali, era sostenuta dagli Stati Uniti che ne controllavano le risorse energetiche con la complicità della stessa monarchia. Si offendeva l’identità di un popolo imponendo la laicizzazione forzata. Le libertà democratiche erano un orpello continuamente offeso e vilipeso. L’alternativa al regime attuale pare essere il ritorno ad un Iran dominato dagli antichi padroni con le loro ingiustizie. Probabilmente le manifestazioni sono sostenute da finanziamenti occidentali e preparano il terreno alla democratica occupazione dell’Iran. Se ciò dovesse avvenire un altro salto verso la guerra finale sarebbe stato fatto, di falcata in falcata, si occupano gli stati con risorse necessarie per una lunga  guerra che potrebbe, al di là delle intenzioni o delle strategie condurre allo scontro finale e letale contro la Russia e la Cina passando per la disarticolazione dei BRICS. Nelle TV di Stato e non più dedite al pubblico servizio, parallelamente ai social va in onda in modo continuo e massiccio “la chiacchiera” sulle vite private dei vip che dal loro mondo dorato invitano i sudditi a seguirli nel disimpegno in un bieco edonismo narcisistico. La depoliticizzazione generalizzata ha condotto alla “democrazia autoritaria” del nostro tempo. Il male prolifera e non trova contrasto e limite. Lo scollamento dei sudditi dalla realtà è il mezzo più efficace per consolidare la politica di guerra e  di militarizzazione nel silenzio della chiacchiera che ripete parole senza idee. Negli ultimi anni il processo di militarizzazione ha toccato pesantemente le scuole, pertanto giovani con una preparazione destrutturata nei contenuti e nel linguaggio, praticamente quasi  tutti, non percepiscono il pericolo.

La chiacchiera è un’arma di guerra, anch’essa è parte del dispositivo che ci sta conducendo passivamente al “macello”. La speranza di deviare dal cammino c’è sempre, ma i tempi si contraggono in un momento storico in cui le oligarchie si distinguono per leader incolti e fragili nella progettualità. Opportunismi ridicoli e scaltrezze da fine impero hanno sostituito la politica della pace e della progettualità. Con tutto questo bisogna confrontarsi per contenere e deviare la minaccia di una guerra totale.

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Fonte foto: Adnkronos (da Google)

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