Immigrazione, violenza, razzismo, destra-destra vs “sinistra” e depistaggi ideologici


Ho letto commenti e visto video raccapriccianti su vari social sull’aggressione ai danni di quell’immigrato iracheno a San Benedetto del Tronto da parte di un energumeno che risulterebbe essere un militante di Futuro Nazionale. L’immigrato era visibilmente ubriaco e molesto ma sostanzialmente innocuo.

In uno di questi video un tizio fa addirittura del (pessimo) sarcasmo fingendo sgomento per…il gelato che è caduto di mano all’aggressore al momento del pestaggio…Ebbene, questo video nel momento in cui l’ho visto, circa 24 ore fa, aveva già avuto quasi 35.000 (trentacinquemila) like… Stendo un velo pietoso sui commenti in sostegno sia dell’autore del video che del protagonista della gratuita e violenta aggressione che meriterebbero una attenta riflessione psico-sociologica a parte, comunque necessaria.   

Ora, andando al di là del sano sentimento di schifo ma soprattutto di rabbia che provocano tali comportamenti (quello del tizio nel video ancor più dell’aggressore), cerchiamo un po’ di capire cosa c’è dietro tali condotte e cosa può spingere decine di migliaia di persone a mettere il like a una simile schifezza.

Siamo di fronte ad un gigantesco depistaggio ideologico e psicologico che la variante di destra del “sistema” alimenta ad arte. Una variante che ora potremmo chiamare di destra-destra e che è rappresentata dal neo partito fondato da Vannacci, il personaggio del momento, che ha una sovraesposizione mediatica che forse neanche Renzi nel momento del suo massimo splendore o un Calenda nei suoi squilli di tromba antirussi hanno avuto.

Ora, la domanda è: perché questa destra-destra è così pompata mediaticamente quando potrebbero, se lo volessero, semplicemente oscurarla (come fanno, peraltro, con il dissenso reale e non quello finto…)?

Perché, appunto, questa destra-destra è chiamata ad alimentare quella guerra dei penultimi contro gli ultimi (leggi degli autoctoni contro gli immigrati) che la destra di governo non può fare o può fare solo entro certi limiti perché deve rispettare le “compatibilità” ideologiche e politiche che l’UE e il mondo neoliberale (conservatore o “progressista”) le impone. Tutto ciò al netto delle sue divisioni interne: Forza Italia è un partito liberale che, al di là di alcune differenze più di costume che di sostanza, potrebbe governare insieme al PD e naturalmente ai “centristi” ultraeuropeisti, filo NATO e guerrafondai che rispondono ai nomi di Renzi, Calenda e Bonino. La Lega, per poter stare al governo, è stata costretta a venire a patti sia con FI che con FdI e ora paga questa alleanza proprio a causa di Vannacci che le sta succhiando una parte consistente del suo elettorato.  

Ma questi sono i risvolti politicisti della questione. Il vero nodo è di natura ideologica. La destra-destra intercetta il malessere – in parte reale e in parte ingigantito ad arte da chi ha interesse ad ingigantirlo – che la presenza di immigrati determina su settori della popolazione autoctona, in particolare delle periferie urbane, e trasforma questo oggettivo e comprensibile disagio in rabbia cieca che viene scientemente indirizzata non contro i responsabili di tale condizione, cioè il capitale, le classi sociali egemoni e quello che chiamiamo “sistema dominante”, ma contro gli immigrati. E’ un gioco forse ancor più antico del mestiere più antico del mondo. Metti i penultimi contro gli ultimi in modo che chi comanda possa continuare a comandare senza disturbi e fastidi di sorta. A questo è chiamata la variante di destra del “sistema” e ora, soprattutto, quella di destra-destra.

Ma ha buon gioco nel farlo, e qui viene il bello (si fa per dire…) perché dalla parte opposta (anche in questo caso si fa per dire…) c’è una “sinistra” chiamata anch’essa a quel depistaggio ideologico di cui sopra. Una “sinistra” che, come la destra, si guarda bene dal denunciare le cause strutturali dell’immigrazione (lo sfruttamento e il saccheggio sistematico a cui i paesi del sud del mondo sono sottoposti da secoli da parte di quelli del nord del mondo) e sostiene il diritto di tutti ad emigrare come se l’emigrazione non fosse una dolorosa necessità alla quale chiunque, se potesse, si sottrarrebbe, ma una sorta di scelta di vita. Così facendo anche la “sinistra” svolge la sua funzione di ancella del “sistema”, favorendo la crescita di quell’ “esercito industriale di riserva” necessario al sistema capitalista per aver avere una massa di manodopera a basso costo a disposizione, ridurre i salari, dividere i lavoratori, speculare astutamente e cinicamente sulla possibilità da parte di chi ne ha necessità di accedere e di usufruire di quel welfare pesantemente indebolito e in alcuni casi smantellato da decenni di politiche neoliberiste. Per dirla in parole ancora più povere, cittadini autoctoni e immigrati in competizione fra loro per spartirsi le briciole di ciò che resta dello stato sociale. Una situazione che non può non generare conflittualità, naturalmente sempre fra chi sta in “basso”.  Una conflittualità che viene aggravata dal fatto che le fasce sociali più deboli della popolazione autoctona e di quella immigrata convivono anche negli stessi spazi, cioè in quei suburbi metropolitani già molto “difficili” e che l’afflusso massiccio di immigrati in un relativamente breve arco di tempo rende ancora più “difficili”. Ed è ovvio che se portiamo povertà e disagio dove c’è già povertà e disagio (con tutte le inevitabili conseguenze del caso, spaccio di droga, delinquenza, microcriminalità ecc.) il risultato sarà quello che sarà.    

Ora, tornando al ragionamento che stavo facendo, è proprio nell’incontro-scontro fra queste due (false) narrazioni che si genera quel corto circuito che viene scientemente alimentato dai padroni del vapore. Un corto circuito che si concretizza nell’attuale polarizzazione destra vs “sinistra” (e viceversa) che ha un duplice scopo:

alimentare, come già detto, guerre orizzontali, creare falsi nemici e dirottare verso terzi il disagio e la sofferenza popolare;

garantire stabilità politica al “sistema” proprio attraverso la falsa dialettica – il teatrino mediatico che ci propinano tutti i giorni H24 – che vede contrapporsi due schieramenti in realtà ideologicamente e politicamente organici all’ordine sociale (capitalista e neoliberista) dominante e in competizione fra loro non certo per la trasformazione della società bensì per la gestione e il governo del sistema stesso.  

A questo punto mi si potrà dire, legittimamente, una volta fatta la necessaria analisi, ci vogliono anche le soluzioni. Giustissimo. Ho già scritto più volte in tal senso ma lo rifarò. Nei prossimi giorni il secondo articolo – di fatto la prosecuzione di questo – dove esporrò quelle che per me sono le possibili e realistiche risposte.

Senzatetto iracheno blocca il traffico, affrontato e picchiato da un  militante di Futuro Nazionale: il video che fa il giro dei social

Fonte foto: Il Resto del Carlino (da Google)

3 commenti per “Immigrazione, violenza, razzismo, destra-destra vs “sinistra” e depistaggi ideologici

  1. Andrea Vannini
    15 Luglio 2026 at 17:43

    Non é un dejavu? Lo squadrismo fascista dopo la prima guerra mondiale e ora prima, o durante, la terza. Da Mussolini a vannacci. Il mostro genera i mostri. Il capitalismo genera il fascismo. Quando gli é utile: allora contro i lavoratori, i sindacati e i partiti (che allora i lavoratori avevano). Oggi, sempre e comunque, contro i proletari, immigrati o indigeni che siano (che oggi non hanno niente e nessuno). Violenza e ignoranza fasciste, utili per il capitale ieri come oggi. Una “opposizione antifascista” parlamentare traditrice ieri come oggi. Come altro sarebbe stato possibile a una nullità, come uomo e come politico, come Mussolini instaurare il fascismo? Quanto a Vannacci, dopo avere svolto il suo sporco mestiere di generale partecipando perdipiu’ alle missioni imperialiste (prima esportano la guerra e il colonialismo, causano le migrazioni e poi odiano e maltrattano e vogliono cacciare i migranti) ipotizzo che continuerà a eseguire gli ordini e che, probabilmente, i consensi che rastrellera’ finiranno per sommarsi a quelli degli altri fascisti (quelli che governano). P.s. anch’ io voglio cacciare via dall’ Italietta degli extracomunitari, quelli che ci costano di più, quelli che non lavorano e non producono, quelli che sono in Italietta da più tempo: I MILITARI AMERIKANI.

  2. Ciapapüras
    15 Luglio 2026 at 20:42

    Leggevo oggi che i primi 10 miliardari italiani detengono la ricchezza equivalente a 18 milioni dei loro connazionali più poveri; già me li vedo questi ‘sciuroni’ (ricconi) che se la ridono beati davanti al video citato da Fabrizio, distrarre le masse zombificate dal vero nemico e dividere orizzontalmente la società in una lotta all’ ultima briciola tra noi ‘mangiatori inutili’, questa è la partita in gioco e purtroppo la stanno vincendo…

  3. Piero
    15 Luglio 2026 at 21:24

    Almeno 30 anni fa, amici americani confessarono candidamente, che i loro soldati sono a guardia del loro protettorato italiano.

    Nel 1993, con uno di questi, partecipai all’inaugurazione dell’anno accademico della John’s Hopkins University, a Bologna, tenuta,come invitato, dall’allora sindaco Walter Vitali, già ex comunista.

    In quell’occasione venni a sapere che tale Università era frequentata da personaggi il cui unico scopo era di avere un punto di vista privilegiato sulla Regione rossa per antonomasia. E i “compagni” bolognesi lo sapevano molto bene.

    Non parliamo poi, ad esempio, delle borse di studio Fulbright, date ai figli delle élites italiane.

    Insomma, chi conta in Italia, si guarda bene dal voler cacciare i propri padroni, che assicurano a loro e ai loro cari, enormi privilegi

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